venerdì 29 novembre 2013

Presto, prestissimo, quasi mai

Un mese passato senza post. Che accade? Cos'è che ha contribuito a violare quella piacevola abitudine dell'anno in corso, che spingeva questo disegnatore ad aggiornare almeno una volta al mese il blog, con qualche articolo anzichenò interessante (quando andava bene) o qualche ragionamento soliloquiale (quando andava meno bene)?
Niente di grave. Un paio di pezzi che mi manca il tempo di completare, un racconto a cui non mi decido di dare il taglio definitivo, oppure considerazioni che posso fare a voce ma che non metterei mai in un blog, e che negherei con forza di avere mai detto (dai, càpita a tutti noi, qualche volta), e così un giorno guardi e ti rendi conto che è passato un mese, e quindi...
Oh, intendiamoci, argomenti ne posso mettere, ma a volte ce ne sono di piccoli, quasi insignificanti, tali da non essere suffucienti da soli.
E poi una sera mi viene in mente una vecchia regola di alcuni telefilm di un tempo. Se avevi una storia debole, o senza troppe possibilità di sviluppi, allora la mettevi assieme ad un'altra storia debole, e ne poteva venire fuori una buona puntata: due mezze storie facevano una storia completa, e tutti erano contenti.
Oggi quindi avremo una di quelle storie.

San Donà del Piave ospita ogni anno una piacevole fiera di fumetti. E' diventato ormai uno di quegli appuntamenti che non mi perdo mai negli anni recenti, perchè non è troppo lontano, e perchè ci vado in compagnia di amici; è poi perché tra mille fiere dedicate a cosplayer e gadgets, qui riesci ancora a trovare negozianti di soli fumetti, con roba interessante, che ti permette di tornare a casa con qualcosa in più da leggere.
Ogni anno ospitano anche mostre ed incontri con autori ospiti, e a differenza di altre fiere più titolate, qui chi fà le domande dimostra di conoscere bene il suo interlocutore e la sua produzione, e scusate se è poco.
Come al solito il vostro caro Jack ha girato in largo e ha realizzato un breve filmato. Se non vi sembra chissà cosa, pensate che qui, a differenza dell'ultima Lucca Comics, almeno si riusciva a camminare.

video

Ha solo un piccolo, quasi insignificante difetto, come fiera, ma sopratutto come fiera locale, ma lo scrivo in piccolo, così magari non se ne accorge nessuno:
a me non m'invitano mai...

Nel frattempo, ai primi di novembre è uscito in edicola qualcosa che mi ha visto partecipare. Sì, è arrivato l'immancabile momento dello spot. Evviva!!
Sulla collana Universo Alfa (Sergio Bonelli Editore), è uscito il numero Guerra Futura 2115. Testi dell'infaticabile Stefano Vietti, e coi disegni di una buona squadra: Max Bertolini, Michela Da Sacco, Ivan Fiorelli, Oskar Scalco, il sottoscritto e Stefano Santoro, con uno sguardo a posteriori ad alcuni eventi della guerra dei Mondi che è imperversata sulle pagine di Nathan Never un anno fà.
Un certo numero di pagine a matita della sezione disegnata da Oskar sono mie, ma non mettetevi a cercarle, perché quando il lavoro è di squadra, l'insieme è superiore alla somma della parti, e il risultato di questo lavoro non può che essere una conferma di questa legge universale.
Un'altro piccino che arriva in casa, che mi ha permesso di apparire con qualcosa anche in questo 2013, visto che tutte le cose cominciate da tempo non è previsto che escano prima del prossimo anno, e questo rischiava di essere un anno senza uscite del sottoscritto. E quindi, nell'attesa di ulteriori uscite future, porgo il benvenuto al volumetto di Universo Alfa, che da adesso occuperà anche lui un posticino speciale nella biblioteca e nel cuore del tenero Jack.

 Ai primi di ottobre ho partecipato all'annuale ritrovo degli ex  commilitoni del mio servizio di leva militare, svoltosi a cavallo tra il 1984 e il successivo, nella ridente località di Arzene, dalla parti di Valvasone, frazione di Casarsa, vicino a Pordenone, a due passi dal Tagliamento. Ormai è diventato un'altro immancabile appuntamento fisso, per rivedere vecchi amici e ritrovare posti che avevi dimenticato, e scoprire come il progresso ha modificato dei posti sperduti che pensavi destinati a rimanere tali per sempre. E per vedere l'effetto del tempo in altri posti, che davvero sono rimasti tali.
E così, oltre a fornirti una location da indicare per girare un film del dopobomba (sempre che un talentuoso cineasta pensasse di chiederlo proprio a te, evento altamente improbabile), ti permette un viaggio del tempo virtuale che ha un sapore di amarcord, e che ti permetterà di scrivere forse sì e forse no, un pezzo futuro per il blog.

Se un giorno avrete mai la malaugurata occasione di passare per per Gorizia, e non perché siete diretti ai Casinò della vicina Slovenja, girando per la città potreste avere l'occasione di incrociare e vedere qualcosa di curioso. Un'autobus con un curioso disegno fumettoso su un fianco, e una citazione di Ungaretti dall'altro. Per iniziativa della provincia di Gorizia, e i mezzi della locale APT, ecco che gira per la città un autobus la riproduzione di un disegno del vostro Jack su un fianco. Con grafica e colorazione dello studio grafico che si è occupato del progetto.
Una mattina che avevo appena compiuto con grande coraggio un'impresa eroica (pagato bollette), uscendo dalla posta avevo l'occasione di vederlo pronto e in attesa di entrare in servizio. In quel momento ho pensato un paio di cose: che fosse un segno del destino che mi ringraziava di non aver posticipato l'impresa eroica, e che vederlo così grande era bello. Che sarebbe stato maledettamente figo tirarsela dicendo "L'ho fatto io", quando la gente ti chiede cosa fai per lavoro (cosa che ho fatto, ovviamente). E poi (sentimentale che non sono altro) un'altra cosa, che però scrivo in piccolo, così magari non la legge nessuno: non mi hanno invitato alla presentazione alla stampa. Destino gramo dei disegnatori locali...





Se quando li vedrete noterete qualche differenza, non vi meravigliate. Come per il duomo di Milano o la Sagrada Famlia di Barcellona, credo che la decorazione di un bus locale riguardante la guerra del 1815/18 sia anch'essa un work in progress infinito, pieno di aggiornamenti continui (per esempio i nomi in sloveno) sotto forma di adesivi posteriori.
"Ma questo ha importanza?" domanda il solito lettore curioso in cerca di scoop preziosi. No, affatto, e il disegnatore che è in me è totalmente soddisfatto, e scusate se è poco.
Un'ultima cosa: se ne vedete due, non siete sotto l'influsso dell'alcol. Pare davvero siano due, uno per le linee urbane e uno extraurbane.
Ma se per caso ne vedete tre, non scarterei l'ipotesi di un influsso alcolico...

E poi? Finito. E come in un vecchio telefilm abbiamo una puntata nuova, completa e variabile.
Certo, non la ricorderemo come una puntata indimenticabile, ma almeno ci siamo divertiti. E scusate se è poco.