martedì 29 aprile 2014

Ciò che al mondo non è dato sapere...

Ogni cosa deve sempre avere un inizio, uno svolgimento, ed una fine. Ogni opera dell'ingegno passa attraverso una serie di interventi, modifiche ed omissioni, piccole o grandi a seconda della situazione. Ed è così anche per i disegnatori, indubbiamente.
"Ah, se il mondo sapesse...", pensa ogni tanto il giovane Jack (sempre colui che scrive queste righe), mentre vede visualizzarsi un'idea nata sulla carta. E ogni volta, ogni santa volta, ha la certezza che tutto questo processo rimarrà nella sua mente, nei suoi archivi, sulla carte e nelle cartelle del computer. Perché ci sono solo loro due, quel foglio di carta e lui.

Fino a quando l'universo (la vita e tutto quando) non permette che si verifichino delle coincidenze assolutamente non previste, nemmeno immaginate, e sopratutto non collegate tra loro fino a quel momento... o almeno questo è quello che pensi.
Poi un giorno succede che 1) trovi una GIF animata divertente. E ne cerchi altre, e ti viene il pensiero di modificarle, a tuo personale uso e consumo, o farne di tue personali, da mandare agli amici come auguri di qualcosa. E come ogni cosa che giri su un computer, è sufficente avere avere il programma giusto.
Poi, in un giorno del tutto diverso, 2) metti in ordine tra le cartelle del tuo PC i lavori in digitale archiviati, dopo che hai già archiviato da tempo gli originali su carta. E trovi i vari salvataggi delle fasi delle modifiche digitali apportate con la magica e fedele tavoletta Bamboo, dal momento della scannerizzazione a quello del lavoro definitivo. "Comunque il mondo non saprà mai", ti ripeti sottovoce. Solo tempo dopo collegherai i due fatti, e troverai il modo di unificarli.
Ma proseguiamo con ordine.

Nei giorni scorsi ho ricevuto una richiesta dagli amici dell'AMYS (Associazione Amici di Martin Mystère) per realizzare un'immagine per uno stampa che sarebbe stata data in omaggio ai soci, e anche al pubblico della manifestazione Godega Fumetto 2014. Di questa manifestazione parlerò prossimamente, con la cronaca e le immagini, oggi il soggetto è un'altro. Tema libero, ma deve riguardare Martin Mystère, e hai due settimane per farla, per cui è meglio non perdere troppo tempo.
L'idea interessante da cui partire arriva quasi subito (senza idea non si parte nemmeno), e in un paio di giorni è tutto pronto e finito. E già questo è strano, visto che spesso impiego mesi a mantenere le promesse fatte o estorte..
Poi lo scannerizzi e cominci a modificare il file originale in digitale, a renderlo perfetto per la stampa. E' finito, certo, ma è anche a posto? E' venuto come doveva venire? Ne sei soddisfatto? Evidentemente no.
Ma si da il caso che conosco bene uno degli autori di Martin, per cui prendo la palla al balzo e chiedo la consulenza preziosa dell'amico Carlo Recagno, che di Martin è il supervisore, e chi meglio di lui può supervisionare un disegno del professor Mystère?
Carlo accetta volentieri (e per questo gli dovrò un altro favore), e il disegno inizia a evolvere. Bi, bo e ba, e via così. Su qualcosa siete d'accordo, su altre fate un tira e molla per qualche giorno: tu dici A e Carlo dice B, tu insisti con A e lui ti spiega il perché del suo B. Ascolti e convieni che ha ragione, tizzone d'inferno, la sua B è meglio della tua A, perchè vedevi il dettaglio mentre lui vedeva l'insieme. Altrevoltel'idea che risolve la situazione è mia, e così si procede, quattro occhi vedono meglio di due,
Infine il definitivo è pronto, quello che soddisfa entrambi. Ed è decisamente meglio di quello da cui sei partito. Ma di tutto ciò, il mondo non saprà mai nulla, e il ricordo andrà a far compagnia alle navi di Orione sulle porte di Tanhauser (e i raggi B, eccetera)..
In questo momento topico ti viene la folla idea di unificare i due fatti di cui sopra, e in pochi istanti crei una GIF animata delle varie fasi del lavoro. Il tuo, personale uovo di Colombo, o l'Easter Egg dei contenuti speciali.

Bravo, ma adesso che te ne fai? Lo mandi a Carlo, e gli piace un sacco, ma poi? Ti serve a qualcosa guardarlo, vedere fasi che conosci perfettamente a memoria, perché ne sei stato l'artefice?
"Lo metterei sul blog, peccato che Blogspot non permetta la pubblicazione delle GIF animate..."
Ma sarà poi vero? E se controllassi? Come diceva quella regola? E' sufficente avere il programma giusto. In questo caso il sito giusto. Googoli qualche minuto e trovi la risposta che cercavi, e grazie a Imgur tutto questo diventa possibile. Sarà sufficente che carichi la tua immagine , e incolli quà il link che ti forniscono.
E allora cosa sto aspettando?.
E a partire da adesso, anche il mondo saprà.


La faccia di Martin, l'espressione giusta di Angie, l'equilibrio tra bianchi e neri nella figura intera, e gli errori prima e le correzioni e le modifiche di tutto il resto, o anche solo i segni che hai voglia di aggiungere, o assotigliare perché trovi che stonino. Alla fine è tutto lì, il tuo equilibrio personale è raggiunto, quel momento in cui guardi con attenzione il tutto, e senti che è a posto. Che ogni cosa e segno sono dove dovevano essere. E non serve davvero altro.
Ora tutti possono vedere quello che gira per la testa di un disegnatore e di un supervisore, le cose che vengono aggiunge o toglie, quelle da evidenziare e quelle perfette di base, ma solo contrastate e/o ripulite, e come tutti questi piccoli segni cambiano l'insieme. Ciò che a essi non era dato sapere fino ad oggi. E capire (con un piccolo ragionamento) il cosa e il perché di ogni modifica.

Non ho idea se sia stato già fatto qualcosa del genere prima di oggi. Se non è così, non siate diabolici, e lasciatemi l'illusione di essere stato il primo, please. Mi accontento di poco, in fondo...
E buon divertimento.

sabato 19 aprile 2014

L'importanza di un sano rispetto delle tradizioni

Il tempo vola, e ti manca sempre il tempo di aggiornare. Quel pezzo è troppo lungo, quell'altro non è davvero importante, quell'altro ancora dovresti scriverlo da tempo ma non l'hai nemmeno inziato.
Per cui arriva Pasqua, si avvicina un altro fine mese, e... un momento.
E' Pasqua? Davvero? Allora magari si fanno gli auguri.
Disegno un coniglietto... no, meglio un uovo. Poi pensi all'uovo.
Ci pensi ancora e ti viene un'idea stramba.

Meno di un'ora dopo la tua idea stramba è pronta.
E dite quello che volete, ma è sempre un uovo in fondo, no?
Auguri gente. E che dal vostro uovo escano solo cose buone.
In TUTTI i sensi ;-)


lunedì 10 marzo 2014

Comunque, l'importante è finire

L'input iniziale arriva da un'amico, che una sera mi fa notare, via posta elettronica, che, contrariamente alle nostre convinzioni, esisteva un'edizione di un libro di Ian Fleming in italiano di cui non eravamo a conoscenza. Si trattava del quarto libro pubblicato da Guanda, dove fino a pochi giorni prima eravamo convinti fossero solo tre. Anche perché quei tre nelle librerie locali non li avevo ancora mai visti.
Così decido di metter mano alla lista dei libri e aggiornarla, e da cosa nasce cosa. Ripensi ad una cosa che ti eri ripromesso di fare da tempo, e una sera di un venerdì decidi invece di farne un aggiornamento per il blog, vista la complessità che la tua lista sta raggiungendo.
Perché arriva quel momento in cui ti rendi conto che hai materiale che riempirebbe un articolo. E allora non rimandare, non riprometterti di farlo prima o poi, cogli l'attimo, batti il ferro fino a che è ancora caldo, agisci, ora adesso e subito.

Un po' di tempo addietro avevo pubblicato questo post riguardo ai libri dell'agente 007, che risulta dalla statistiche di blogspot come uno dei pezzi di maggior interesse, con visite continue e regolari nel tempo, segno che l'interesse sull'argomento sa qualche parte ancora esiste. Ma in quell'occasione parlavo sopratutto delle veste grafica, delle copertine e confrontavo le varie edizioni. Ma ammettevo anche di non avere controllato per bene l'effettiva disponibilità di tutti i libri nelle varie edizioni successive, riservandomi di farlo in futuro. E questo è quello che ho fatto, ed è arrivato il momento di pubblicare i risultati.
Che sono perlomeno curiosi, e confesso che mi viene il pensiero di chiedermi se qualcuno se ne sia mai accorto.
Di cosa? A tutt'oggi l'unica pubblicazione integrale del James Bond letterario di Ian Fleming è quella della Garzanti, effettuata tra gli anni '60 e i '70. E questo nonostante tutto il successo, ancora attuale dei film e della popolarità del personaggio. Da oltre trent'anni ci sono stati altri tentativi, ma nessuno di loro è mai riuscito a completare l'impresa, così come di mantenere la cronologia originale.

Da adesso in poi, per ogni editore indico i titoli, la collana, l'anno di pubblicazione (il mese dove è indicato), numero di pagine e traduttore, così come ricavato dai libri o trovato in rete (non le posseggo mica tutte, sorry). Ad ogni titolo ho aggiunto un numero con l'indicazione cronologica originale, che potete vedere qui sotto, a fianco dell'anno di prima pubblicazione.
1953 Casino Royale #1
1954 Live and let Die #2
1955 Moonraker #3
1956 Diamonds are Forever #4
1957 From Russia with Love #5
1958 Dr No #6
1959 Goldfinger #7
1960 For Your Eyes Only #7/1
1961 Thunderball #8
1962 The Spy who Love Me #9
1963 On Her Majesty's Secret Service #10
1964 You Only Live Twice #11
1965 The Man with the Golden Gun #12
1966 Octopussy and The Living Daylight #12/2
#7/1 antologia, contiene i racconti From a View to a Kill, For Your Eyes Only,  Quantum of Solace, Risico, The Hildebrand Rarity)
#12/2 (antologia, contiene i racconti Octopussy, The Living Daylight, The Property of a Lady).
 Sì, perché il nostro agente segreto andrebbe letto secondo il suo ordine di pubblicazione. Per vedere dove e quando uno squalo si mangia la gamba di Felix Leiter, o quando e perché Bond deve cambiare la sua pistola Beretta con una Walther PPK, o capire quando davvero la SPECTRE entra in campo. Cronologia che negli ultimi tre libri è di vitale importanza, in quanto si può considerare un'unica intrigante vicenda divisa in tre parti.

Ma prima di parlare del James Bond letterario recente, è il caso di fare un breve riassunto di tutto quello che c'è stato prima: ovvero quando e dove siano già stati pubblicati in italiano questi libri. E se siano davvero già usciti tutti. La risposta ad entrambe le domande è sì.
E più di una volta, anche se ormai (ed è questo il soggetto principale di questo post) la serie completa risale ormai quasi alla notte dei tempi. Per farla breve, e per non riempire il post di numeri e date, che trovate facilmente in articoli in rete e vari libri, vi basti sapere che da 1958 al 1979 sono usciti tutti questi libri qui sotto. Oh, qualcuno ho la certezza di averlo dimenticato, ma l'immagine rende comunque l'idea più di mille parole.


Nell'ordine, I Romanzi del Corriere, serie Gialla Garzanti, Gialli Garzanti (prima serie), Garzanti R', i Garzanti per tutti, Gialli Garzanti (seconda serie) e i Garzanti. Sono tutti lì. So che esistono edizioni di singoli volumi di cui ho trovato solo le informazioni ma non l'immagine (alcune prese direttamente dai libri in mio possesso), però ci siamo vicini. E qui sopra, sotto tutte queste coloratissime copertine, c'è il ciclo completo, tra romanzi, antologie e raccolte di romanzi, prime edizioni e ristampe. E sottolineo il termine completo, perché da allora non si ripeterà più.
"E' mai possibile?" si domanda il lettore. Certo, per quanto difficile da credere. Per dimostrarlo è sufficente prendere in esame le edizioni successive a quelle Garzanti, a partire da quelle degli anni '80.

  MONDADORI
Casinò Royal #1                                        Oscar 1911, 1986 [170p - E.Cicogna]
A 007, dalla Russia con amore  #5     Oscar 1912, 1986 [205p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere #6                   Oscar 1933, 1987 [216p - C.Borelli]
Agente 007 missione Goldfinger #7     Oscar 1938, 1987 [212p - S.Lalia Verpelli]
Solo per i tuoi occhi  #8/1                    Oscar 1943, 1987 [175p - MP.Dettore] 
Vivi e lascia morire  #2                           Oscar narrativa 1041, 1990 [188p - N.Bonetti]
Il grande slam della morte  #3              Oscar narrativa 1065, 1990 [207p - R.Irti Rossi]
Una cascata di diamanti  #4                 Oscar narrativa 1075, 1990 [192p - E.Cicogna]
Operazione tuono  #8                            Oscar narrativa 1105, 1990 [226p - O.Del Buono]
La spia che mi amava  #9                    Oscar narrativa 1153, 1991 [173p - MG.Griffini]
Al servizio di Sua Maestà  #10            Oscar narrativa 1167, 1991 [191p - R.Irti Rossi]
Si vive solo due volte #11                      Oscar narrativa 1181, 1991 [183p - E.Cicogna]

Questa è la prima ristampa dopo il periodo Garzanti. 12 libri, ma con due distinte fasi di pubblicazione: 5 volumi nel biennio '86/'87, e gli altri tre anni dopo tra il '90 e il '91, ma non basta. Inspiegabilmente mancano sia l'ultimo volume, L'uomo dalla pistola d'oro (#12), che la seconda antologia Octopussy (#12/2), ma almeno gli ultimi 4 sono nell'ordine giusto. In pratica mancano i libri usciti dopo la morte di Fleming. Le traduzioni sono le stesse delle edizioni precedenti.

 EUROCLUB
Non faccio in tempo ad incominciare che già imbroglio, violo una regola, e apro una parentesi. Precedentemente alle edizioni Mondadori, più o meno nel 1980, era uscita anche un'antologia, pubblicata dall'Euroclub (che assieme al Club del Libro monopolizzava l'allora popolare fenomeno delle nuove edizioni di libri, stampati ex novo, e venduti solo per corrispondenza). Il volume, sotto il titolo accattivante di 007 licenza di avventure, rilegato e di grande formato, conteneva La spia che mi amava (#9) assieme alle due antologie Solo per i tuoi occhi (#8/1) e Octopussy (#12/2). Non si meriterebbe più di una singola menzione se non fosse per un particolare che lo rende unico: come vedrete in seguito - a tutt'oggi è l'ultima edizione ad avere pubblicato i racconti di Fleming al completo.

 TEADUE
Missione Goldfinger #7                                    TEA, 10-1997 [212p - S.L.Verpelli]
007 Una cascata di diamanti   #4                 TEA, 10-1997 [193p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere  #6                            TEA, 10-1997 [218p - C.Borelli]
007 Thunderball Operazione tuono #8           TEA, 02-1998 [206p -O.DelBuono]
Casinò Royal  #1                                                 TEA, 02-1998 [192p - E.Cicogna]
007 al servizio segreto di sua maestà  #10 TEA, 1998 [? - R.Irti Rossi]
007 Moonraker. Il grande slam della morte #3    TEA, 06-1998 [207p - R.Irti Rossi]
Dalla Russia con amore  #5                           TEA, 06-1998 [238p - E.Cicogna]
Vivi e lascia morire  #2                                      TEA, 10-1998 [? - N.Bonetti]
Si vive solo due volte  #11                               TEA, 10-1998 [183p. - E.Cicogna]

Sei anni dopo arriva TEADUE. Anche in questo caso partenza a grande velocità, con i primi tre volumi tutti insieme, nel 1997. Per arrivare a 10 uscite ci vogliono due anni. Ma l'ordine... no, niente, nessun ordine cronologico, siamo nell'anarchia più assoluta. Non solo, ma all'appello dei titoli questa volta mancano La spia che mi amava (#3), le due antologie (#8/1 e #12/2) e il solito ultimo volume (#12). Anche in questo caso le traduzioni rimangono le stesse di sempre.
Qui in mezzo ci sarebbe l'edizione uscita in allegato al quotidiano Il Giornale nel 1997, indicata in 9 uscite settimanali tra luglio e settembre dello stesso anno, su licenza dell'editore Teadue. Inserisco questa serie per dovere di cronaca, non avendoli visti davvero in giro, a parte il primo numero (che possiedo e posso quindi toccare). Questo è l'elenco le uscite indicate nella quarta di copertina del primo numero:
1 Missione Goldfinger #7
2 Licenza di Uccidere  #6
3 Una cascata di diamanti #4
4 Casinò Royale #1
5 Dalla Russia con amore #5
6 Moonraker #3
7 Si vive solo due volte #11
8 Thunderball - Operazione tuono #8
9 Vivi e lascia morire #2

Sì, anche qui pubblicazione parziale e senza alcun ordine cronologico. All'appello mancano  La spia che mi amava (#3), Al servizio segreto di Sua Maestà (#10), il solito L'uomo dalla pistola d'oro (#12)  e le due antologie (#8/1 e #12/2). Bella comunque la veste editoriale: rilegati, con sovracopertina dorata e un'immagine tratta da un film per la copertina.

Aggiornamento:
Dopo aver letto il pezzo, l'amico Nicola mi manda questa. Ora le conosciamo tutte le copertine di questa edizione!


  GUANDA
Casinò Royale #1                                    Guanda, 2004 [202p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2                            Guanda, 2004 [224p - S.Bortolussi]
Moonraker #3                                           Guanda, 2005 [266p - M.Bocchiola]
Dalla Russia con Amore #5                Guanda, 2006 [272p - E.Kampmann]

Nuove traduzioni, buone intenzioni, pubblicazione integrale e cronologica, ma solo quattro libri in tre anni, e poi ciao ciao. Purtroppo deludono sia la grafica minimalista che le intenzioni cronologiche, visto che manca all'appello Una cascata di diamanti (#4) e si salta subito al successivo, che rimarrà anche l'ultimo uscito presso questo editore.

  ALACRAN
Thrilling Cities - Le città dell'avventura         Alacràn, I Saggi, 2006 [307p - A.C.Cappi]
Traffico di Diamanti                                           Alacràn, I Saggi, 2008 [147p - A.C.Cappi]

Qui in mezzo si apre la seconda piccola parentesi. L'editrice Alacràn si inserisce nel mercato delle opere di Fleming, proponendo due suoi celebri saggi (ecco perché la chiamo parentesi). Thrilling Cities (Thrilling Cities, 1963) è una raccolta di articoli di Fleming da varie città del mondo, come una specie di guida turistica personale, tutta particolare. All'interno è contenuto il racconto breve 007 a New York, in cui l'autore incontra il proprio personaggio. Questo titolo dovrebbe essere inedito in Italia fino a questo momento.
L'altro titolo Traffico di Diamanti (The Diamond Smugglers, 1957), era già stato pubblicato dalla Garzanti negli anni '70, ed è il reportage della documentazione che Fleming si procurò mentre lavorava sul libro Una cascata di diamanti (#3). Questo editore ha (purtroppo) cessato di esistere da qualche anno.

  ADELPHI
Casinò Royale #1                            Adelphi, 2012 [227p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2                  Adelphi, 2012 [246p - F.Santi]
Moonraker #3                            Adelphi, 2013 [270p - M.Bocchiola]

All'inizio del 2012 arriva la notizia che sarà Adelphi a occuparsi della pubblicazione di Ian Fleming, ripartendo da capo. Sulle prime verrebbe facile contestare che non avrebbe molto senso far uscire di nuovo da capo tutta la serie, ma in effetti sono passati otto anni dall'inizio della serie Guanda. Come dite? Sì, è molto probabile che gli appassionati avessero già preso quelle edizioni comunque, e avrebbero preferito una continuaione da quel punto in poi. Comunque auguriamoci prosegua la pubblicazione senza intoppi, e vedremo se riuscirà, almeno stavolta, a completare il ciclo. Le traduzioni sono le stesse Guanda, e a tre libri pubblicati finora, la cronologia e al momento rispettata.
Veste grafica... colpa mia lo ammetto. Giro perla rete e scopro sempre nuove bellissime versioni dei libri di Fleming, con decorazioni grafiche o foto bellissime (la copertina sotto il titolo, per esempio), e quindi... mah, delusione personale anche qui. Ad un primo numero che se non altro richiamava la cover della prima edizione inglese di Casino Royal, hanno fatto seguito immagini stilizzate su sfondo nero. Ma vedere che due su tre copertine hanno gli stessi soggetti usati sulle cover della Guanda (la carta da gioco per Casinò e il razzo per Moonraker) mi suggerisce che ci sia ben poca fantasia in circolazione.

Abbiamo terminato. Sì, esistono dei seguiti, romanzi dedicati all'agente doppio zero, realizzati da autori diversi nel corso degli anni, ma questo sarà l'argomento di un post futuro, prima o poi. E se se qualcuno lo chiede, l'autore di questo post possiede l'edizione completa, ma divisa in diverse edizioni, tutte Garzanti, tutte recuperate tra remainders ed offerte nelle edicole della stazione (ad 1 euro!!), più alcuni doppioni, edizioni prese per curiosità o per la convenienza dell'offerta. Non avranno la stessa dimensione, la rilegatura e nemmeno la costolina del colore giusto, alcuni non hanno nemmeno la sovracopertina, qualcuno ha la copertina sbiadita, ma hanno un unico e insuperabile vantaggio: è una serie completa.
E finire una serie, per un appassionato, a volte è davvero la cosa più importante.

venerdì 28 febbraio 2014

L'amico smarrito

© Dupuis/Editrice Cenisio
A presentarci fu papà. Arrivò un giorno a casa, e presentò a me ed a mio fratello maggiore quello che un giorno sarei arrivato a definire un amico di vecchia data, uno dei migliori. Papà non aveva davvero idea se fossimo andati d'accordo, quindi era stata una piacevole sorpresa per tutti. In quell'occasione i nostri giochi ebbero avventura, sorpresa, ed esotismo, ed eravamo davvero piccini.
In seguito non ci furono altre occasioni per ulteriori incontri. Era stato un evento solitario, e lo sapevamo, ma persisteva il ricordo piacevole. Passarono diversi anni prima di rivederci. Era primavera (o autunno o estate) e ce lo trovammo dinnanzi, durante una passeggiata ai giardini pubblici. Non solo, viveva da quelle parti, e l'avventura finalmente riprese.
E rimase tale per anni, molti anni. Tante imprese, avventure vissute con la fantasia, tutto quello che può accattivare gli interessi di un ragazzino, che cresce, e cresce, e cresce. Altri amici si aggiungevano alla compagnia nel frattempo, mentre i tuoi centimetri di altezza aumentano e le scuole cambiano, ma Lui aveva sempre un posto speciale, e nessuno riusciva a scalzarlo veramente. Due volte all'anno ci incontravamo, e ricominciava l'avventura, la sorpresa, e l'esotismo.

Che non potesse durare per sempre lo immaginavo, e infatti accadde. Da un certo momento in poi scomparve. Non passava più per quei giardini pubblici. Ma in fondo c'erano altri amici che riempivano quel vuoto, e ormai non ci pensavi troppo, anche se ti mancavano avventura, sorpresa ed esotismo, ottenute in quel modo.

© Dupuis/Alessandro Editore
Passa ancora il tempo, e un giorno di un altro tempo vedo una sua foto. Sta per tornare! Ma... sembrava cambiato. Quando ci incontrammo fu tutto più chiaro: uno dei genitori era morto, e ora aveva un parente acquisito. Ma non me ne accorgevo davvero. L'avventura, la sorpresa, e l'esotismo erano più forti che mai, ma questa volta aggiornati coi tempi moderni. E la corsa riprese, e questa volta non si sarebbe più interrotta, perché avevo i mezzi per ritrovarlo, per sapere dov'era di casa, e quando sarebbe passato da queste parti.
Ma niente è davvero completamente per sempre, e i cambiamenti sono all'ordine del giorno. La scomparsa anche dell'altro genitore è questa nuova motivazione. Un brutto colpo. E adesso?
Farà tutto da solo l'unico genitore rimasto, quello acquisito. Ormai conosce bene questo figlioccio, meglio di chiunque altro. E quindi l'avventura continuerà (anche se un po' meno incalzante), la sorpresa pure (non regolare, ma saltuaria), il tutto condito con un po' di esotismo. Sono gli anni in cui scopro che non sono il suo unico amico, che ce ne sono altri, che siamo davvero in TANTI a volergli bene.

Mandate ancora in avanti l'orologio. Ancora il tempo che scorre, e il genitore superstite un giorno si ritira. Ridi e scherza è passato parecchio tempo. Troppo faticoso, l'età avanza, e il genitore lascerà il figliolo ad altri tutori, e tutto continuerà come prima. Ci vuole un po' affinché arrivino i genitori adottivi.
E che tutto ricominci come se non fosse successo nulla.
O almeno credi. Speri. Vuoi disperatamente sia così.
Arriva il grande giorno, il suo ritorno è vicino. E quando è il momento lo incontri. E' lì, come al solito. Tutto a posto, no?
No. Te ne accorgi dopo qualche minuto in sua compagnia. Un leggero disagio che aumenta, e alla fine quello che rimane non ti piace.
Ma prima di saperne di più dobbiamo tornare alle origini, e raccontare di nuovo la storia. Da un'altro punto di vista.

Victor Hubinon © Dupuis/Editrice Cenisio
L'amico di lunga data (vabbè, ormai lo avete capito) è Buck Danny, personaggio a fumetti nato nel 1948, creato da Georges Treisfontanes ai testi e Victor Hubinon ai disegni, ma lasciato quasi subito nelle più capaci mani dello sceneggiatore Jean Marie Charlier. Verrà pubblicato regolarmente a puntate sulla rivista Journal de Spirou, per poi venire raccolto in volumi di grande formato, che verranno pubblicati anche in Italia, oltre ad apparire anche a puntate sulla rivista Ri-Tin-Tin. Ed è proprio il primo albo della serie italiana quello che incontro da bimbo, portato a casa da papà.
Aerei, piloti della marina americana, una portaerei, misteri, posti esotici, intrighi e colpi di scena, trappole e controtrappole, spie e cattivi come piovesse. Questo era Buck Danny. Avevo già la passione per gli aerei, o questa mi venne dopo la lettura del fumetto? Mystero. Charlier era un appassionato di aerei, le sue descrizioni dell'aviazione erano credibili e si vedeva dai dettagli che riusciva a raccontare.
A pubblicarlo in Italia è l'Editrice Cenisio, in una serie di albi brossurati, da edicola, e quando lo riscopro da ragazzino, trovandolo esposto in un'edicola ai giardini pubblici, imparerò che ne sono usciti altri nel frattempo. Si recuperano gli arretrati, comprandoli in quell'edicola che quell'estate (o primavera o autunno) li aveva tutti esposti per vuotare il magazzino, e quelli che non trovi si ordinano via posta, spedendo il loro costo in francobolli (ce la cavavamo anche senza PayPal ), prendendoli piano piano, unica lettura regolare a fumetti di quel periodo oltre ai classici di Topolino. Ogni sei mesi un numero regolare, e nei periodi intermedi, gli arretrati.
L'edizione italiana non seguiva fedelmente la cronologia originale, si vedeva dagli aerei differenti che i protagonisti guidavano nelle varie storie, ma non aveva importanza: Polo Nord, Malesia, India, il Tibet e il sudamerica, tutti i posti più esotici del mondo diventavano il palcoscenico di quelle avventure. Charlier creava storie solide, inseriva cattivi che organizzavano trappole diaboliche per ingannare i protagonisti, che quindi passavano il resto della vicenda a cercare di trovare un modo per sfuggire a quelle trappole. Hubinon disegnava ogni tipo di aereo (inventandoli dove serviva), ogni panorama possibile, ogni oceano in tempesta.

Francis Bergèse © Dupuis
Quella serie Cenisio si interrompe nel 1979, alla morte del disegnatore Hubinon ed all'interruzione della serie francese. Questo è il periodo del lungo silenzio. La serie riprenderà con un nuovo disegnatore, Francis Bergèse, dopo pochi anni, ma in Italia bisognerà attendere la fine degli '80. Questa volta tocca ad Alessandro Editore di Bologna a tentare l'avventura. Brossurati, ma niente edicola, solo negozi di fumetti (ancora rari), vendita per corrispondenza e poche librerie in giro per l'italia. Il primo albo è "Missione Apocalypse", porta i personaggi in piena epoca moderna, a bordo degli F-14 che buona parte del pubblico conoscerà solo grazie al film Top Gun. Le vicende sono sempre eccellenti. Mistero, trappole e inganni, e una lunga corsa per sfuggire a tutto questo. Una figata, come se il tempo non fosse mai passato.
Escono un po' di albi, fai in tempo ad entusiasmarti di nuovo che... un brutto giorno del 1989 ci lascia anche Charlier, uno dei maggiori sceneggiatori francesi di fumetti di sempre. Adesso si occuperà di tutto Bergèse. Dopo un albo transitorio con una sceneggiatura "della vita" (l'unica che scriverà) di De Douhet, ambientata nella lontana Unione Sovietica, Bergèse prende il controllo totale della serie. In Italia Alessandro editore non lo segue da subito, ma recupererà ogni lacuna in seguito, per la gioia degli appassionati. Gli albi ora sono cartonati.

Francis Bergèse  © LeFrancq
Uno dei punti di forza di Bergèse è che anche lui è un appassionato di aviazione, al punto di avere creato anni prima una serie a fumetti dedicata a Biggles, pilota eroe di guerra tratto dai racconti di W.E. Johns (inedita in Italia), dove scriverà le sue prime storie e dove si divertiva a disegnare aerei della seconda guerra mondiale, sua vera passione, ma precisi in ogni dettaglio: dal cannone di quella versione, agli scarichi giusti, alla colorazione che aveva in quell'evento. Una precisione nel dettaglio che persegue anche in Buck Danny. Ma alla lunga subentra una stanchezza, mantenere quello standard di qualità e di dettaglio richiede molta documentazione, e il problema si manifesta con un po' di ripetitività negli ultimi albi. L'avventura continua, ma non ci sono trappole troppo complicate da cui far fuggire i protagonisti. In "Allarme in Texas" manca un finale che sia tale, "Mistero in Antartico" ripropone un soggetto usato in Biggles. Alla fine l'autore molla.
Charlier era sicuramente un fuoriclasse, ma Bergèse lascia comunque un ottimo ricordo. E' solo un po' cambiato il ritmo, ha introdotto personaggi nuovi, ha mantenuto certi meccanismi ripetendoli talvolta anche troppo (Sonny e il cane dell'ammiraglio), ma nulla di tale da farti dispiacere la cosa. L'avventura continuava.
Quindi, che cosa accadrà dopo di lui?

Per questa nuova fase c'è bisogni di un altra lunga pausa: serve un nuovo staff, uno sceneggiatore che sia appassionato di aeronautica, e disegnatore altrettanto in gamba. A effettuare la scelta sono gli editori francesi in accordo col figlio di Charlier, che cura attualmente gli interessi dei personaggi creati dal padre. Arriva finalmente l'annuncio, ai testi arriverà Frédéric Zumbiehl, già autore di altre serie aviatorie, per cui promette bene. Ai disegni Francis Winis, di cui non sai nulla.

© Dupuis/Alessandro Editore
Poi lo prendi e lo leggi, finalmente. Ma quella lettura non è piacevole. E' cambiato qualcosa. Pagine piene di lughi testi (eccessivi) e piccole teste umane, una vicenda che va da A a B, senza stravolgimenti particolari. Una di quelle trame più volte utilizzate in passato, la "missione segreta" con aerei in incognito, per smascherare in questo caso le mire missilistiche di un paese del medio oriente. Niente più. Tutto da copione. Una cronaca di questa missione, senza acuti e con un colpo di scena (uno solo) che quando arriva dici "era ora", ma ormai manca solo una pagina alla fine.
Ma sopratutto niente trappole. Niente inganni e niente corsa per sfuggire a tutto questo. Una storia... "normale".
Senti la mancanza delle trappole che Charlier creava per i protagonisti. Ti manca quella sensazione di acqua alla gola quando ti domandavi "E ora come se la caveranno?". E se la cavavano sempre.

Sorry. Questo è un post sul disagio. Questo non è l'amico che ho conosciuto io e che mi ha accompagnato per tutto questo tempo. E' un altro. Ci assomiglia, veste allo stesso modo... ma non è lui. Vi è mai capitato di avere un caro amico, e rendervi conto che col tempo che passa lui cambia? Che non vi saluta, che non vi chiede più come va, o che arriva ad evitarvi per qualche motivo chiaro solo a lui? Perchè si è sposato, o ha cambiato hobby, o ha gettato via tutte le collezioni che aveva prima, i motivi possono essere tanti. La sensazione è la stessa. Lo incroci e quasi non vi salutate più. E quell'amico è ormai smarrito.
Non mi piace parlare male di qualcosa. Sono dell'idea che sia più utile indicare le cose belle, e ignorare tutte le altre.


Non farò la lista delle cose che non convincono. Non indicherò i punti in cui i disegni commettono errori imperdonabili che un editor non può e non dovrebbe
lasciare passare (perché sono gli stessi errori che faccio io e che devo farmi la guerra per evitare di farli ancora), e non dirò che non mi piacciono le esplosioni (nemmeno a Bergèse riuscivano proprio tutte bene, e pure io ogni tanto esagero...). Lascio questi confronti ad altri.
A me rimane il rammarico che il vecchio amico non è più lui. Ha i suoi vestiti, il suo aspetto e la sua voce, ma è cambiato. Promette ancora, ma non mantiene: niente avventura, sorpresa o esotismo. Solo un compito fatto bene, e niente più.
Sono cosciente di essere una persona diversa, di essere cresciuto, ma so anche che ha continuato a piacermi in tutte le sue evoluzioni, e durante tutta la mia crescita. Mi piaceva quando avevo 5 anni e papà rientrò con quella "busta sorpresa" che lo conteneva, e mi piaceva 40 anni dopo, leggendo l'ultimo numero disegnato da Bergése. Questo invece non riesce a piacermi.
Dice "E' il primo, dagli tempo".
Okay, il tempo te lo concedo, e continuerò a seguirti, ma dovrai conquistartelo quel posto in libreria dietro Fujiko, amico mio.

lunedì 27 gennaio 2014

Play It Again, James...

Ma sì, dai: confessatelo, senza farvi troppi problemi: quante volte, andando al cinema a vedere un film di 007, non avete aspettato con ansia quel momento particolare in cui, appena terminata la tipica scena spettacolare di inizio film, partono i titoli?
Ci sono delle costanti nella vita di ognuno di noi. Piacevoli certo, ma non quelle che uno si aspetterebbe. Chiaro, non sto parlando di massimi sistemi, della vita, l'universo e tutto quanto, ma solo di piccoli insignificanti particolari, microscopici oggetti del nostro desiderio che ci portiamo dietro nel corso degli anni.
A volte ti appassioni a questi dettagli secondari, e li esplori, come un novello Livingstone: lui cercava le sorgenti del Nilo, tu invece dei dettagli per i quali i più non si voltano nemmeno a guardare.
E possono le tue piccole grandi scoperte interessare qualcun'altro? Più spesso no, ma talvolta forse anche sì.
Non me ne vogliate, ma oggi parleremo di uno di questi. Appunto, i titoli di 007. Oh, cosa avete capito? No, non quelli dei film, quelli (come dire) li conosciamo tutti.
Oggi parliamo dei titoli dei videogiochi, di 007,  per compensare quella parte di noi che a quei titoli chiede una cosa sola: "Sorprendimi!"

1997, Goldeneye (Nintendo 64)
Come passa il tempo. Il 1995 è l'anno del grande rientro di James Bond, con l'uscita dell'atteso GoldenEye, e il debutto di Pierce Brosnan nel ruolo dell'eroe. E due anni dopo uscirà il primo dei videogiochi dell'era moderna. Quel videogioco che oggi ricordiamo sopratutto perché aveva una colonna sonora inedita... tutta in MIDI.
Guardate il filmato, e non lamentatevi per la qualità delle animazioni. QUESTO era Nintendo :-)


Dei successivi sono riustito a trovare molto poco, per cui mi limiterò a citarli.
1999 Tomorrow Never Dies (Electronics Arts), anche questo due anni dopo l'uscita del film con lo stesso titolo. Poi tocca a The Worls is Not Enough (Electronic Arts, 2000), e Agent Under Fire (Electronic Arts: Xbox, PlayStation 2, GameCube, 2001)

2002 Nightfire (Eurocom: PlayStation 2, GameCube, Xbox, PC, Mac)
Nell'anno in cui al cinema esce (Die Another Day), debutta un gioco inedito, non basato su un film.
Ancora non è ufficiale, ci vorranno circa due anni prima che si scopra che La Morte può attendere (Die Another Day, 2002) sarebbe stato l'ultimo film con 007 interpretato da Brosnan. Ma lui sarà comunque ancora protagonista di ben due videogiochi, prestando la voce al personaggio, e interpretandolo, a tutti gli effetti.
Ed eccolo qua, la prima delle sorprese. Questo, oltre ad essere uno dei pochi ad essere uscito per ogni piattaforma esistente all'epoca, è il primo videogioco ad avere dei VERI titoli di testa nuovi e inediti, con una canzone apposta per l'occasione. Alla voce Esthero, con "Nearly Civilized"


2004 Everything or Nothing (Electronic Arts: PlayStation 2, GameCube, Xbox)
Secondo videogioco con Pierce Brosnan, due anni dopo il precedente.. Questa volta fanno le cose in grande. Con un titolo che andrebbe bene anche in un film, arriva un "quasi film".
Pierce Brosnan, Judi Dench, e John Cleese contribuiscono con le voci, ma arrivano anche  Willem Dafoe ed Heidi Klum come "guest", su una storia scritta da Bruce Feirstein, co-sceneggiatore di GoldenEye. Insomma, quasi un vero mini-film.
La canzone dei titoli è di Mya "Everything Or Nothing". E Mya Harrison, la cantante, avrà pure una piccola parte nel gioco.


2004 GoldenEye: Rogue Agent (Electronic Arts: Game Boy, PS2, GameCube, Nintedo DS)
La musica è di Paul Oakenfield. Ovvero, è un remix di Paul Oakenfold. In alcune fonti inglesi forniscono anche l'informazione che nel gioco sarebbe contenuta un'altra canzone, in realtà pre-esistente, ma questa volta riproposta con un remix di Oakenfield, ma non avendo visto il gioco non lo posso confermare. La canzone sarebbe "If you're Gonna Jump", cantata da  Natasha Bedingfield (abbastanza Bond style, a dire il vero). Nel caso, la trovate qui. L'unica cosa sicura è che Natasha sarà tra i protagonisti (solo con la voce, ovviamente) del gioco successivo.
I credits ufficiali del gioco sono questi:


2005 From Russia With Love ( Electronics Arts: Gamecube, Xbox, PS2 and PSP)
Sì, è un effetto strano rivedere nei titoli di testa il nome di Sean Connery... In realtà solo le fattezze degli attori sono riprese, e il risultato è... bizzarro ma accattivante. In fondo il film Casino Royale uscirà appena l'anno successivo, quindi il gioco è stato iniziato nel momento in cui si ignorava chi sarebbe stato il nuovo Bond. Ecco la possibile motivazione di questo ritorno alle origini.
Niente canzone, solo una riproposta del tema originale del film, ma con dei titoli suggestivi che vale la pena vedere.


2008 Quantum of Solace: The Game (Activision: PS3, PS2, Xbox 360, PC, Wii, DS)
Niente videogioco dopo il grande successo cinematografico di Casino Royale (2006), ma bisogna attendere l'uscita del successivo per avere subito a ruota un nuovo gioco, che mantiene il titolo del film, ma che segue una vicenda che coinvolge le trame di quel film e del suo successivo, l'omonimo Quantum of Solace.
Qui trovate l'intro, ma dovete attendere circa un minuto dopo l'inzio del filmato. La voce è di Kerli, la canzone è "When Nobody Loves You".


2010 007: Blood Stone (Activision: PC, PS3, Xbox 360, DS)
Si torna al progetto in grande, si chiamano nomi importanti per la canzone dei titoli, come per un film vero.
Questa volta tocca ad una coppia d'eccezione: Joss Stone alla voce, Dave Stewart alla musica (gli Eurythmics ve li ricordate, vero?). E questa davvero spacca!


2010/2011 GoldenEye 007 (Eurocom: Nintendo WII [2010]. Activision: PS 3, Xbox 360 [2011])
Possono essere da meno con il gioco successivo? Ed ecco di nuovo la canzone di Bono e The Edge, ma stavolta con la voce di Nicole Sherzinger. E' comunque curioso vedere (e sentire) un GoldenEye con il nome di Daniel Craig al posto di quello di Brosnan.


E finiamo qua, per il momento, Il gioco successivo, 007 Legends (2012, Activision), non ci regala sequenze con titoli inediti. Nel filmato qui sotto dovete arrivare fino al minuto 2:20 perché comincino i titoli, che sono un ri-arrangiamento strumentale del classico tema di Goldfinger. Essendo il gioco una riproposta di diverse scene presa da vari film del passato, ignoro che ci siano altri titoli per altri schemi.


E abbiamo terminato anche questa impetuosa rassegna di titoli di testa. E strada facendo è stato anche bello vedere come si sono evolute le piattaforme dei videogiochi, dalla Nintendo alla Wii.    
Adesso... lo sò benissimo che più di qualcuno adesso si domanderà "Ma questo li ha giocati davvero tutti?".
Eh, magari. Ma nella vita mica tutti hanno il tempo libero per fare tutto quello che vorrebbero fare? Sono benissimo consapevole che non posso riuscire a leggere tutti i libri che vorrei, i fumetti che vorrei, a vedere i film i DVD e i telefilm che vorrei, ad ascoltare i CD che vorrei ed a giocare ai videogiochi che vorrei. E invidio che ci riesce (ma che presumo non riesca a fare molto altro nella vita, per mille sabordi!).
E infatti giocai solamente a Nightfire, e mi divertii parecchio. Sì, era uno sparatutto (lo so benissimo), ma in fondo era divertente essere James Bond e aspettare il momento in cui completavi uno schema, e partiva il filmato che annuciava il completamento di quello schema, che ti chiedeva solo di sederti e assistere allla scena spettacolare che seguiva, prima di iniziare lo schema successivo. Alla fine salvavi il mondo, ricevevi il bacio della bella, e potevi tornare sulla terra, spegnere il PC, e dedicarti alla tua giornata quotidiana.
Compito non meno difficile, beninteso.

Se vi va, date le vostre preferenze nei commenti. Quale sigla avete preferito?

martedì 31 dicembre 2013

Anomalie di fine stagione

Un anno sta finendo, e qualcuno dice che in quel momento bisogna fare il bilancio.
Qualcun'altro dice che bisogna prendere chi dice che bisogna fare il bilancio e abbandonarlo nel primo grill sull'autostrada, così impara a dare consigli utili. Altri dicono che è un giorno come un altro. Chissà, magari hanno ragione tutti, e magari hanno tutti torto, e forse nell'ultimo dell'anno non devi fare niente di speciale, se non sperare che il prossimo anno sia migliore di questo (e che ci vuole? Direte voi).
In questo momento, in questa pagina di questo blog, io lo utilizzerò per rivelare una curiosa scoperta venuta fuori dagli oscuri meandri della rete.
Ogni tanto ammetto di avere dei momenti di protagonismo. Sì, lo confesso. Inserisco il mio nome su Google, scelgo Google immagini, e osservo i risultati. Dài, siamo disegnatori, lo facciamo spesso, siamo esseri umani e ci teniamo a sapere cosa si trova di nostro associato al nostro nome. E siccome non sono così famoso da avere gente che venda su eBay qualcosa di mio, osservo solo per curiosità cosa si trova in giro, cosa circola senza che io ne abbia il controllo.
Spesso poi, quando incontri qualcuno che non legge fumetti ma vuole che tu gli dica assolutamente DOVE lavori, salvo poi confessare che non ha idea di cosa sia (ecco perché quando capita a me cerco sempre di rimanere sul vago), finisci per dirgli di cercare il tuo nome su Google. Fare altrimenti mi parrebbe come cercare di spiegare al telefono come si ripara uno stereo giapponese.


Ma Google ti viene incontro. Si trovano informazioni, immagini, tutto ciò che serve che sappia chi vuole conoscere qualcosa di tal disegnatore, specie se sei nell'ambiente da più di quindici anni.

Digiti, e guardi il risultato:  qualla foto con la maglietta di Batman (perché mai proprio quella? Boh), le immagini del blog, la copertina di facebook, il link alle varie immagini da quell'intervista un po' folle a uBC che ti fece Platonirico, immagini da vari Lambiek, le anteprime dal sito Bonelli e da terre di confine, con l'intervista doppia assieme a Carlo. E i disegni fatti per i fan alle fiere, pubblicati da loro su blog o siti, sia quelli fatti con calma che quelli fatti in piedi, magari di corsa, magari un po' buffi, ma che ricordi comunque con affetto. E guarda, ci sono pure i papermodel-fan dedicati a Michel Vaillant, pure la gif della macchinetta che avevi disegnato per il videogioco GP2 e che è scaricabile gratuitamente in rete, e giù giù anche molto materiale dello sfortunato Harry Moon e pure i disegni che hai messo solo su DevianArt, ma che là non sono visibili ai non iscritti perché hai attivato un filtro.

Okay, ma Ma queste sono le cose normali, e da che mondo è mondo le notizie le fanno le anomalie, non la normalità. L'unico film dedicato alla missione Apollo è quello sull'unica che sulla Luna non ci arrivò mai (Apollo 13), ergo chi siamo noi per opporci a tutto ciò?
Questo pezzo non sarà dedicato alle immagini normali.
Sarà dedicato all'anomalia.

What? Quale anomalia?
La seconda pagina di fumetti ad apparire (la prima è Anjce, da non credere...) è questa che vedete al fianco.
Appartiene ad una pagina di uBC, a suo tempo uno dei migliori siti dedicati ai fumetti Bonelli, pieno di pagine dedicate ad ogni serie Bonelli, a recensioni e analisi di ogni numero possibile, a dossier sui avri personaggi. Oh, una volta si faceva spesso, poi i tempi sono - purtroppo - cambiati. La pagina in particolare è tratta da un'anteprima del dicembre 1998 dedicata all'uscita prevista per il marzo successivo del primo numero di Jonathan Steele. Nell'articolo si postavano diverse pagine estratte da storie varie in lavorazione, che sarebbero uscite nei primi numeri.
"E allora?" domanda Pippo Pappo, lettore occasionale che ha seguito paro paro il mio ragionamento (e che per questo merita la menzione).
"Dov'è l'anomalia? Cosa c'è di strano" insiste lui.

Semplice, amico mio: questa pagina non esiste.
Nella storia non c'è.

La storia a cui fa riferimento è Il volo dell'Albatross, che uscirà nei numeri 22, 23 e parte del 24, nei primi mesi del 2001, quella che sarà la mia terza storia Bonelli. E nella narrazione non si verifica una situazione simile, non accade nulla del genere. Myriam non indossa mai un abito da Hostess, il mago con la faccia di Vangelis non muore in quel modo.
Oh, nulla di troppo drammatico, tranquilli e niente panico, succede spesso. Quella che doveva essere la mia prima storia di JS divenne in realtà la seconda, e uscì solo dopo la precedente, con due anni di ritardo, con qualche... cambiamento. Una storia prima di arrivare alla sua conclusione può subire modifiche e variazioni impreviste all'inizio del lavoro. Errori, cambi di idee, variazioni nella continuity, i motivi possono essere diversi. In questo caso la pagina è tratta di una breve scena di come avrebbe dovuto evolversi la storia nella prima stesura. Ma qualcosa accade. Un giorno lo sceneggiatore (Federico) si accorge di una cosa, e ci pensa, e ci ripensa, e ci pensa ancora, e arriva l'idea definitiva, che ti fa' cambiare tutto, allunga la storia di un albo e la rende speciale. E quella sarà la storia che tutti conosciamo.

Ma la mia prima pagina di Jonathan su Google immagini è una che non è mai stata pubblicata. Tra oltre mille pagine disegnate.
Solo io lo trovo insolitamente... ironico?
Oh, questo mi permetterebbe anche di fare un sacco di considerazioni aggiuntive: il fatto che nessuno se ne sia mai accorto; che i fan che riescono a trovare ogni cosa possibile e curiosa sui fumetti non trovano davvero tutto; o che sia ancora disponibile in rete un dossier enorme e ricco di dati che probabilmente nessuno visita più da anni; che in rete ci sono di sicuro centinaia di migliaia di pagine di siti del passato che nessuno visita più, come fantasmi, nascoste nei vicoli in ombra, pronte a venire fuori a sorpresa. Ma ci sarà sicuramente un momento in futuro per approfondire queste considerazioni, ma solo avendo tempo e - sopratutto - voglia. Oggi ci fermiamo all'anomalia.
Perchè come i fantasmi sono pronti a venire alla luce del sole da un momento all'altro.
O grazie a Google.
Se ogni epoca deve avere i suoi fantasmi, a noi toccano quelli della rete.
Dai, questo non è troppo negativo.

Buon 2014, gente.

venerdì 29 novembre 2013

Presto, prestissimo, quasi mai

Un mese passato senza post. Che accade? Cos'è che ha contribuito a violare quella piacevola abitudine dell'anno in corso, che spingeva questo disegnatore ad aggiornare almeno una volta al mese il blog, con qualche articolo anzichenò interessante (quando andava bene) o qualche ragionamento soliloquiale (quando andava meno bene)?
Niente di grave. Un paio di pezzi che mi manca il tempo di completare, un racconto a cui non mi decido di dare il taglio definitivo, oppure considerazioni che posso fare a voce ma che non metterei mai in un blog, e che negherei con forza di avere mai detto (dai, càpita a tutti noi, qualche volta), e così un giorno guardi e ti rendi conto che è passato un mese, e quindi...
Oh, intendiamoci, argomenti ne posso mettere, ma a volte ce ne sono di piccoli, quasi insignificanti, tali da non essere suffucienti da soli.
E poi una sera mi viene in mente una vecchia regola di alcuni telefilm di un tempo. Se avevi una storia debole, o senza troppe possibilità di sviluppi, allora la mettevi assieme ad un'altra storia debole, e ne poteva venire fuori una buona puntata: due mezze storie facevano una storia completa, e tutti erano contenti.
Oggi quindi avremo una di quelle storie.

San Donà del Piave ospita ogni anno una piacevole fiera di fumetti. E' diventato ormai uno di quegli appuntamenti che non mi perdo mai negli anni recenti, perchè non è troppo lontano, e perchè ci vado in compagnia di amici; è poi perché tra mille fiere dedicate a cosplayer e gadgets, qui riesci ancora a trovare negozianti di soli fumetti, con roba interessante, che ti permette di tornare a casa con qualcosa in più da leggere.
Ogni anno ospitano anche mostre ed incontri con autori ospiti, e a differenza di altre fiere più titolate, qui chi fà le domande dimostra di conoscere bene il suo interlocutore e la sua produzione, e scusate se è poco.
Come al solito il vostro caro Jack ha girato in largo e ha realizzato un breve filmato. Se non vi sembra chissà cosa, pensate che qui, a differenza dell'ultima Lucca Comics, almeno si riusciva a camminare.


Ha solo un piccolo, quasi insignificante difetto, come fiera, ma sopratutto come fiera locale, ma lo scrivo in piccolo, così magari non se ne accorge nessuno:
a me non m'invitano mai...

Nel frattempo, ai primi di novembre è uscito in edicola qualcosa che mi ha visto partecipare. Sì, è arrivato l'immancabile momento dello spot. Evviva!!
Sulla collana Universo Alfa (Sergio Bonelli Editore), è uscito il numero Guerra Futura 2115. Testi dell'infaticabile Stefano Vietti, e coi disegni di una buona squadra: Max Bertolini, Michela Da Sacco, Ivan Fiorelli, Oskar Scalco, il sottoscritto e Stefano Santoro, con uno sguardo a posteriori ad alcuni eventi della guerra dei Mondi che è imperversata sulle pagine di Nathan Never un anno fà.
Un certo numero di pagine a matita della sezione disegnata da Oskar sono mie, ma non mettetevi a cercarle, perché quando il lavoro è di squadra, l'insieme è superiore alla somma della parti, e il risultato di questo lavoro non può che essere una conferma di questa legge universale.
Un'altro piccino che arriva in casa, che mi ha permesso di apparire con qualcosa anche in questo 2013, visto che tutte le cose cominciate da tempo non è previsto che escano prima del prossimo anno, e questo rischiava di essere un anno senza uscite del sottoscritto. E quindi, nell'attesa di ulteriori uscite future, porgo il benvenuto al volumetto di Universo Alfa, che da adesso occuperà anche lui un posticino speciale nella biblioteca e nel cuore del tenero Jack.

 Ai primi di ottobre ho partecipato all'annuale ritrovo degli ex  commilitoni del mio servizio di leva militare, svoltosi a cavallo tra il 1984 e il successivo, nella ridente località di Arzene, dalla parti di Valvasone, frazione di Casarsa, vicino a Pordenone, a due passi dal Tagliamento. Ormai è diventato un'altro immancabile appuntamento fisso, per rivedere vecchi amici e ritrovare posti che avevi dimenticato, e scoprire come il progresso ha modificato dei posti sperduti che pensavi destinati a rimanere tali per sempre. E per vedere l'effetto del tempo in altri posti, che davvero sono rimasti tali.
E così, oltre a fornirti una location da indicare per girare un film del dopobomba (sempre che un talentuoso cineasta pensasse di chiederlo proprio a te, evento altamente improbabile), ti permette un viaggio del tempo virtuale che ha un sapore di amarcord, e che ti permetterà di scrivere forse sì e forse no, un pezzo futuro per il blog.

Se un giorno avrete mai la malaugurata occasione di passare per per Gorizia, e non perché siete diretti ai Casinò della vicina Slovenja, girando per la città potreste avere l'occasione di incrociare e vedere qualcosa di curioso. Un'autobus con un curioso disegno fumettoso su un fianco, e una citazione di Ungaretti dall'altro. Per iniziativa della provincia di Gorizia, e i mezzi della locale APT, ecco che gira per la città un autobus la riproduzione di un disegno del vostro Jack su un fianco. Con grafica e colorazione dello studio grafico che si è occupato del progetto.
Una mattina che avevo appena compiuto con grande coraggio un'impresa eroica (pagato bollette), uscendo dalla posta avevo l'occasione di vederlo pronto e in attesa di entrare in servizio. In quel momento ho pensato un paio di cose: che fosse un segno del destino che mi ringraziava di non aver posticipato l'impresa eroica, e che vederlo così grande era bello. Che sarebbe stato maledettamente figo tirarsela dicendo "L'ho fatto io", quando la gente ti chiede cosa fai per lavoro (cosa che ho fatto, ovviamente). E poi (sentimentale che non sono altro) un'altra cosa, che però scrivo in piccolo, così magari non la legge nessuno: non mi hanno invitato alla presentazione alla stampa. Destino gramo dei disegnatori locali...





Se quando li vedrete noterete qualche differenza, non vi meravigliate. Come per il duomo di Milano o la Sagrada Famlia di Barcellona, credo che la decorazione di un bus locale riguardante la guerra del 1815/18 sia anch'essa un work in progress infinito, pieno di aggiornamenti continui (per esempio i nomi in sloveno) sotto forma di adesivi posteriori.
"Ma questo ha importanza?" domanda il solito lettore curioso in cerca di scoop preziosi. No, affatto, e il disegnatore che è in me è totalmente soddisfatto, e scusate se è poco.
Un'ultima cosa: se ne vedete due, non siete sotto l'influsso dell'alcol. Pare davvero siano due, uno per le linee urbane e uno extraurbane.
Ma se per caso ne vedete tre, non scarterei l'ipotesi di un influsso alcolico...

E poi? Finito. E come in un vecchio telefilm abbiamo una puntata nuova, completa e variabile.
Certo, non la ricorderemo come una puntata indimenticabile, ma almeno ci siamo divertiti. E scusate se è poco.