A Gino piace un sacco un telefilm americano, che però non viene più trasmesso in Italia. Gino non riesce a capire come questo sia possibile, visto che quel telefilm è una figata pazzesca.
Invece a Cino (o Mino, o Rino, il nome non conta veramente) piacerebbe molto leggere un libro (o un ciclo di libri), di cui ha visto solo la copertina e letto la trama, e non capisce come mai nessuno voglia pubblicarlo in italiano, perchè è sicuro che sia una strafigata, e che quindi venderebbe moltissimo.
Anche a Rino (o Nino o Vino) piacerebbe molto leggere un libro (o un ciclo di libri), e non capisce come mai quell'editore specializzato a cui ha scritto, e di cui non ha mai letto nulla, non sia affatto intenzionato a pubblicarlo, nonostante questo libro sia sicuramente una meraviglia e venderebbe moltissimo.
A Nino (o Vino o Dino) interessa vedere al cinema sotto casa sua un certo film, e non capisce come mai invece per vederlo debba andare al cinema multisala in provincia, perché ha sicuramente tutte le carte in regola per essere un campione d'incassi, anche se è recitato in scozzese antico, e con i sottotitoli francesi.
A Mino (o Rino o Zino) piace molto un giovane cantante, e non capisce come mai non abbia ancora vinto Sanremo. Il suo amico Cino (o Dino o Pino) è d'accordo con lui, perché a lui piace tantissimo un'attrice e non capisce come sia possibile che non abbia ancora vinto l'Oscar. E Zono non capisce perché quell'attore famoso non viene in Italia a fare la promozione del suo ultimo film Marvel su un personaggio Marvel che in Italia non è MAI stato pubblicato, visto che è convinto che quel film sarà un successone. Mino, Cino e Zono si consolano a vicenda, ma non capiscono comunque.
A Weno piace molto quel gruppo musicale Hard Rock internazionale, e non capisce perché mai non abbiano mai fatto un concerto nel suo paesello in trentino.
Runo non capisce come mai non organizzino mai una convention di Star Trek a Pantelleria, l'isola dove vive lui, che è sicuro che ci verrebbero davvero migliaia di visitatori.
Medo vorrebbe un festival cosplay nel suo quartiere, dove secondo lui sicuramente verrebbe più gente di quei 4 gatti che si sono presentati nel paese vicino.
Rodo invece si è arrabbiato perché non fanno più quella fiera di fumetti nel paese vicino. Lui adorava vedere i coplayer, e farsi fare i disegni dagli artisti. No, i fumetti non li comprava, ma non sarà mica questo il problema, ti pare?
Dredo non riesce a capire perché la sua fumetteria preferita debba chiudere. Eppure lui ci andava ogni settimana per sfogliare tutte le nuove uscite. Duida, la sua donna, non si da pace che debba chiudere l'ipermercato dove faceva sempre la spesa ogni due mesi e continua a domandarsi come sia possibile.
Gnodo non si da' pace alla notizia che quel fumetto che leggeva debba chiudere. Eppure aveva tutti i CBR dei numeri usciti, tutti scaricati un mese dopo l'uscita in edicola.
Wado non capisce perché per avere una foto con dedica di quell'attore debba pagare. Eppure da quell'altro si era fatto autografare tutti i giocattoli di quella serie che l'attore aveva interpretato, e una parte di quei cimeli speciali li aveva venduti anche ai suoi amici, facendoci anche un buon guadagno.
Mudo non riesce a capire perché il telefilm del prete detective vada in prima serata anzichè questo privilegio spetti al suo telefilm sugli zombi contrabbandieri. La madre, il padre, la sorella, la zia, la nonna, i vicini di casa, i compagni di scuola, il tabaccaio all'angolo, le commesse del panettiere e il meccanico e l'amico Toni non lo sanno, ma sono felici e soddisfatti che gli zombi passino in terza serata.
E infine, la storia più triste di tutte: Europa, una delle lune di Giove, non capisce perché ci sia il sole al centro del sistema solare, e questo privilegio non tocchi a lei.
Questi, ed altri, sono brani di conversazione uditi a voce, discussioni trovate in giro per la rete, esternazioni su faccialibro (okay, quella su Europa è di mia completa invenzione), di ieri come di oggi. Passa il tempo ma le domande senza risposta che trovo più spesso sono sempre le stesse, variante più, variante meno.
A volte hanno la risposta implicita, a volte sono mysteri insondabili.
Io talvolta mi convinco che il mondo e tutto il resto seguano qualche legge universale, con regole simili a quelle gravitazionali, in cui c'è un centro, e tutto il resto eccetera gli gira intorno e così via. E che il centro dell'Universo non sia a casa nostra, ma da un'altra parte. Ma comunque sia abbastanza lontano.
Ora, se quest'ultima sia la mia risposta alle domande qui sopra, oppure solo un pensiero secondario improvviso venuto in questo momento medesimo, non è poi davvero importante. Al limite è solo un'altra di queste domande.
Buon Ferragosto a tutti.
giovedì 14 agosto 2014
venerdì 18 luglio 2014
L'accessorio trascurabile
Lo so, il mese scorso non ho aggiornato, ma le cause sono state diverse: lavoro accumulato, tempo libero dedicato ad altro, mancanza di tempo necessari ad approfondire argomenti interessanti e niente che potesse essere scritto in pochi minuti. Oppure continuavi a dire "lo faccio domani, non c'è fretta".
Poi capita sempre che quando meno te lo aspetti, mentre cammini su una pietraia per esempio, ti entri un sassolino nella scarpa. Oh, piccolino, nulla di tale da impedirti di continuare a camminare, ma sufficiente a crearti un limitato fastidio, che in una scala da uno a 10 varia, a seconda della vita, l'universo e tutto quanto, tra 2 e 20.
E così un argomento a cui pensavi da tempo, diventa attuale, e ti spintona per avere il suo spazio, e tu ti lasci spintonare volentieri, perché sei d'accordo con lui.
Il primo sassolino lo trovi nella lettura di un'intervista ad un'autore (che in questo caso è anche un amico), dove affronta un po' tutta la sua carriera, soffermandosi su tutte la tappe. Cita anche te, e la cosa ti fa piacere, ma poi arriva il passaggio pericoloso sulla pietraia.
Parlando di una serie che hai contribuito a creare, l''intervistatore dice "Eh, ma a me mica piacevano i disegni. Ma la storia sì."
Quindi non ti piaceva tutta la parte grafica, i disegni, la caratterizzazione dei protagonisti, la moda, i veicoli, le scenografie, il look, le inquadrature, la struttura della pagina, i risi e i bisi. Cosa rimane?
In pratica ti piace solo la parte scritta?
Ma lo sapevi che stavi leggendo un fumetto?
Ecco, non so voi, colleghi e amici, ma quando leggo cose simili mi viene sempre il sospetto di essere il figlio di un Dio minore. Che per 10 appassionati veri ce ne saranno sempre almeno il doppio che ragionano in modo differente, che sono convinti che i fumetti sono come libri con delle illustrazioni a corredo, anziché delle opere uniche di testo e disegno. Che si meravigliano se gli dici che in una serie mensile i disegnatori sono tanti, dove a loro sembrava sempre lo stesso. Che dicono "La storia è bellissima, ma i disegni mi fanno 'venire un incontrollabile impulso di correre in bagno'...".
Quante volte avete letto pensieri simili nelle recensioni o nei forum, o nelle conversazioni del pubblico alle fiere?
"Ti arrabbi Jack?" domanda il solito lettore curioso. Non realmente, ma piuttosto "infastidito". Anni fa mi avvertirono che un giorno qualcuno mi avrebbe detto "ma tanto disegnate tutti con lo stampino, no? I disegni sono tutti uguali." o non avrebbe mai notato il tuo lavoro. Quando tutto questo accadde cominciai a intuire che sarebbe stata una strada tutta in salita. Che ci sarà sempre chi pensa che il disegnatore sia un accessorio non indispensabile. Da tempo ho imparato a chiamare questa entità Mister Dodo.
Hai anche le evidenze recenti. Un forum dedicato ad una miniserie recente, di cui hai fatto un numero (Kepher) discussioni sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, giusto un appunto su quanto siano terribili i disegni. In questo momento non ti viene naturale pensare all'editor che ti ha fatto rifare un sacco di dettagli ed alla fine era totalmente soddisfatto. Mentiva sapendo di mentire?
Poi lavori ad un personaggio, questa volta più celebre. Lavorate in due, siete entrambi soddisfatti, i tempi sono perfettamente rispettati. Vai nel forum apposito e leggi: discussioni sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, dibattiti sul What If, su "come avrei fatto io", come sarebbe stato meglio, su cosa serebbe successo, "ma allora questo vuole dire che...", e giusto un appunto su quanto i disegni fossero... sotto la media. Anche qui ti viene il sospetto che il tuo editor dandoti l'OK definitivo sui disegni, e prendendosi la mezz'ora successiva di libertà per festeggiare, avesse mentito a te e al tuo compare per pietà. I figli di un Dio minore, appunto.
Poi non ci pensi più. "Succede", ti ripeti. I giudizi saranno sempre vari, e Mister Dodo te lo trovi sempre in giro.
Poi senza volerlo ti trovi coinvolto in una discussione su facebook (un uomo saggio non rimane MAI coinvolto in una discussione su faccialibro).
Postano la notizia di questo fumetto... bla bla bla, ma tu vedi solo un dettaglio: che è disegnato con Photoshop... foto convertite in disegno usando il filtro "poster", e modificate con qualche segno. Personaggi freddi, con ombre differenti perché diverse erano le foto di partenza, colori separati proprio come li trasforma quel filtro.
"Uribile!!" pensi, e credi che la cosa sia condivisibile.
E invece no, perché poi parte la discussione, e arriva di nuovo Mister Dodo: Questo è progresso. Non è altro che un'innovazione tecnologica, come il computer negli effetti speciali, o il digitale dopo l'analogico. Le nuove frontiere del fumetto sono queste in fondo. Oggi tutti disegnano sul computer, e poi, in fondo copiare le foto lo fanno in tanti, "anche Alex Ross è solo un copiatore di foto..."
Ho in improvviso incubo diurno: vedo Alex Ross che legge le discussioni su una sua produzione: chiacchiere sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, dibattiti sul What If, su "come avrei fatto io", come sarebbe stato meglio, e giusto un appunto su quanto i disegni fossero solo delle copie di fotografie. E che anche lui pensi che il suo editor quando gli aveva dato l'OK definitivo sui disegni gli avesse mentito per pietà.
Caro Alex, come ti capisco...
A questo punto serve aggiungere qualcosa? Serve davvero che io impieghi venti righe per spiegare i perché ed i percome? A cercare di dire che le cose non sono esattamente così? Che quel filtro "poster" di Photoshop lo hai usato pure tu tempo fa, per vedere l'efeftto che faceva, e dopo una sonora risata hai detto "Non è cosa" e l'hai archiviato tra le cose inutili, assieme all'effetto "watercolor".
Che se una storia fumetti ti piace davvero è anche per quei disegni? Che se quella storia NON ti piace è anche per i disegni? Che non basta copiare delle foto per essere bravi? Che il programma che usa Adam Hughes per colorare è lo stesso che usa il nerd per incollare le facce delle attrici sui corpi delle supereroine? Che Alex Ross (e prima di lui Norman Rockwell, Milton Caniff e Adam Hughes, solo per nominarne qualcuno) costringe amici e modelli a posare esattamente come vuole lui, perché sa qual'è la posa che gli serve? Che non ci sarebbe nulla di creativo e/o artistico nel prendere fotogrammi di film e trasformarli in fumetti con un software popolare? Centra qualcosa con la capacità di saper disegnare?
Oh, sia chiaro, hai già conosciuto vari tipi di Mister Dodo: convinti che i manga siano il male assoluto, che Blueberry abbia un pessimo disegnatore, che sostienevano che quel fumetto che Gino ha disegnato in due mesi, e cha a lui non piace, che lo ha fatto ammattire, che non riesce a rivedere, è in realtà il suo massimo livello di sintesi? Mister Dodo adora quel romanzo grafico e non s'è nemmeno accorto che è copiato da Miller, o quella vignetta ricalcata da Font. Se vede una scala dirà che ti sei ispirato ad una storia di Tintin dove c'era una scala identica, e se gli dici che è la scala di casa tua, si complimenta perché hai in casa la scala di Tintin.
Non ci provi nemmeno a spiegare cosa significhi disegnare fumetti. Di quando cancelli la matita già finita di vignetta 5 di pagina 44 perché ti sei distratto ed è troppo simile alla 3 di pagina 45. Di quando continui a rifare una faccia perché non ti convince, o lanci maledizioni perché in tale vignetta devi fare tizio che si siede, e sai che quella posizione sarà buffa o goffa da disegnare, e ti domandi perché quella scena non è stata scritta con tizio che si siede fuori campo mentre tizia gli fa una domanda. O che talvolta ti metti in pose minacciose o buffe davanti alla finestra, perché ti serve una referenza fotografica, ma solo delle dita che reggono la pistola, e sai che nessuno se ne accorgerà mai, a parte i passanti terrorizzati.
Non servirebbe a nulla, a Mister Dodo non interessa davvero. Proseguiamo su strade differenti, com'è giusto che sia, ognuno convinto di conoscere dove sia ciò che identifica come il male del mondo.
Il passaggio sulla pietraia è alle spalle, i sassolini li hai tolti, che rimane?
Le opinioni sono lecite, lo so. I crimini a fumetti un po' di meno, ma in fondo questi paroloni sono tali solo per te. Che non sei saggio perché ti lasci coinvolgere nelle discussioni su faccialibro, ma se poi in casa hai davvero la scala di Tintin, che t'importa del resto? Mister Dodo lo incrocerai di nuovo, tranquillo.
Ma la prossima volta lascia che a convincerlo ci provi qualcun altro.
Il tuo karma ti assicura da tempo che NON sei un accessorio trascurabile.
Poi capita sempre che quando meno te lo aspetti, mentre cammini su una pietraia per esempio, ti entri un sassolino nella scarpa. Oh, piccolino, nulla di tale da impedirti di continuare a camminare, ma sufficiente a crearti un limitato fastidio, che in una scala da uno a 10 varia, a seconda della vita, l'universo e tutto quanto, tra 2 e 20.
E così un argomento a cui pensavi da tempo, diventa attuale, e ti spintona per avere il suo spazio, e tu ti lasci spintonare volentieri, perché sei d'accordo con lui.
Il primo sassolino lo trovi nella lettura di un'intervista ad un'autore (che in questo caso è anche un amico), dove affronta un po' tutta la sua carriera, soffermandosi su tutte la tappe. Cita anche te, e la cosa ti fa piacere, ma poi arriva il passaggio pericoloso sulla pietraia.
Parlando di una serie che hai contribuito a creare, l''intervistatore dice "Eh, ma a me mica piacevano i disegni. Ma la storia sì."
Quindi non ti piaceva tutta la parte grafica, i disegni, la caratterizzazione dei protagonisti, la moda, i veicoli, le scenografie, il look, le inquadrature, la struttura della pagina, i risi e i bisi. Cosa rimane?
In pratica ti piace solo la parte scritta?
Ma lo sapevi che stavi leggendo un fumetto?
Ecco, non so voi, colleghi e amici, ma quando leggo cose simili mi viene sempre il sospetto di essere il figlio di un Dio minore. Che per 10 appassionati veri ce ne saranno sempre almeno il doppio che ragionano in modo differente, che sono convinti che i fumetti sono come libri con delle illustrazioni a corredo, anziché delle opere uniche di testo e disegno. Che si meravigliano se gli dici che in una serie mensile i disegnatori sono tanti, dove a loro sembrava sempre lo stesso. Che dicono "La storia è bellissima, ma i disegni mi fanno 'venire un incontrollabile impulso di correre in bagno'...".
Quante volte avete letto pensieri simili nelle recensioni o nei forum, o nelle conversazioni del pubblico alle fiere?
"Ti arrabbi Jack?" domanda il solito lettore curioso. Non realmente, ma piuttosto "infastidito". Anni fa mi avvertirono che un giorno qualcuno mi avrebbe detto "ma tanto disegnate tutti con lo stampino, no? I disegni sono tutti uguali." o non avrebbe mai notato il tuo lavoro. Quando tutto questo accadde cominciai a intuire che sarebbe stata una strada tutta in salita. Che ci sarà sempre chi pensa che il disegnatore sia un accessorio non indispensabile. Da tempo ho imparato a chiamare questa entità Mister Dodo.
Hai anche le evidenze recenti. Un forum dedicato ad una miniserie recente, di cui hai fatto un numero (Kepher) discussioni sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, giusto un appunto su quanto siano terribili i disegni. In questo momento non ti viene naturale pensare all'editor che ti ha fatto rifare un sacco di dettagli ed alla fine era totalmente soddisfatto. Mentiva sapendo di mentire?
Poi lavori ad un personaggio, questa volta più celebre. Lavorate in due, siete entrambi soddisfatti, i tempi sono perfettamente rispettati. Vai nel forum apposito e leggi: discussioni sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, dibattiti sul What If, su "come avrei fatto io", come sarebbe stato meglio, su cosa serebbe successo, "ma allora questo vuole dire che...", e giusto un appunto su quanto i disegni fossero... sotto la media. Anche qui ti viene il sospetto che il tuo editor dandoti l'OK definitivo sui disegni, e prendendosi la mezz'ora successiva di libertà per festeggiare, avesse mentito a te e al tuo compare per pietà. I figli di un Dio minore, appunto.
Poi non ci pensi più. "Succede", ti ripeti. I giudizi saranno sempre vari, e Mister Dodo te lo trovi sempre in giro.
Poi senza volerlo ti trovi coinvolto in una discussione su facebook (un uomo saggio non rimane MAI coinvolto in una discussione su faccialibro).
Postano la notizia di questo fumetto... bla bla bla, ma tu vedi solo un dettaglio: che è disegnato con Photoshop... foto convertite in disegno usando il filtro "poster", e modificate con qualche segno. Personaggi freddi, con ombre differenti perché diverse erano le foto di partenza, colori separati proprio come li trasforma quel filtro.
"Uribile!!" pensi, e credi che la cosa sia condivisibile.
E invece no, perché poi parte la discussione, e arriva di nuovo Mister Dodo: Questo è progresso. Non è altro che un'innovazione tecnologica, come il computer negli effetti speciali, o il digitale dopo l'analogico. Le nuove frontiere del fumetto sono queste in fondo. Oggi tutti disegnano sul computer, e poi, in fondo copiare le foto lo fanno in tanti, "anche Alex Ross è solo un copiatore di foto..."
Ho in improvviso incubo diurno: vedo Alex Ross che legge le discussioni su una sua produzione: chiacchiere sulla trama, sulla storia, sul perché o il per come delle azioni dei protagonisti, dibattiti sul What If, su "come avrei fatto io", come sarebbe stato meglio, e giusto un appunto su quanto i disegni fossero solo delle copie di fotografie. E che anche lui pensi che il suo editor quando gli aveva dato l'OK definitivo sui disegni gli avesse mentito per pietà.
Caro Alex, come ti capisco...
A questo punto serve aggiungere qualcosa? Serve davvero che io impieghi venti righe per spiegare i perché ed i percome? A cercare di dire che le cose non sono esattamente così? Che quel filtro "poster" di Photoshop lo hai usato pure tu tempo fa, per vedere l'efeftto che faceva, e dopo una sonora risata hai detto "Non è cosa" e l'hai archiviato tra le cose inutili, assieme all'effetto "watercolor".
Che se una storia fumetti ti piace davvero è anche per quei disegni? Che se quella storia NON ti piace è anche per i disegni? Che non basta copiare delle foto per essere bravi? Che il programma che usa Adam Hughes per colorare è lo stesso che usa il nerd per incollare le facce delle attrici sui corpi delle supereroine? Che Alex Ross (e prima di lui Norman Rockwell, Milton Caniff e Adam Hughes, solo per nominarne qualcuno) costringe amici e modelli a posare esattamente come vuole lui, perché sa qual'è la posa che gli serve? Che non ci sarebbe nulla di creativo e/o artistico nel prendere fotogrammi di film e trasformarli in fumetti con un software popolare? Centra qualcosa con la capacità di saper disegnare?
Oh, sia chiaro, hai già conosciuto vari tipi di Mister Dodo: convinti che i manga siano il male assoluto, che Blueberry abbia un pessimo disegnatore, che sostienevano che quel fumetto che Gino ha disegnato in due mesi, e cha a lui non piace, che lo ha fatto ammattire, che non riesce a rivedere, è in realtà il suo massimo livello di sintesi? Mister Dodo adora quel romanzo grafico e non s'è nemmeno accorto che è copiato da Miller, o quella vignetta ricalcata da Font. Se vede una scala dirà che ti sei ispirato ad una storia di Tintin dove c'era una scala identica, e se gli dici che è la scala di casa tua, si complimenta perché hai in casa la scala di Tintin.
Non ci provi nemmeno a spiegare cosa significhi disegnare fumetti. Di quando cancelli la matita già finita di vignetta 5 di pagina 44 perché ti sei distratto ed è troppo simile alla 3 di pagina 45. Di quando continui a rifare una faccia perché non ti convince, o lanci maledizioni perché in tale vignetta devi fare tizio che si siede, e sai che quella posizione sarà buffa o goffa da disegnare, e ti domandi perché quella scena non è stata scritta con tizio che si siede fuori campo mentre tizia gli fa una domanda. O che talvolta ti metti in pose minacciose o buffe davanti alla finestra, perché ti serve una referenza fotografica, ma solo delle dita che reggono la pistola, e sai che nessuno se ne accorgerà mai, a parte i passanti terrorizzati.
Non servirebbe a nulla, a Mister Dodo non interessa davvero. Proseguiamo su strade differenti, com'è giusto che sia, ognuno convinto di conoscere dove sia ciò che identifica come il male del mondo.
Il passaggio sulla pietraia è alle spalle, i sassolini li hai tolti, che rimane?
Le opinioni sono lecite, lo so. I crimini a fumetti un po' di meno, ma in fondo questi paroloni sono tali solo per te. Che non sei saggio perché ti lasci coinvolgere nelle discussioni su faccialibro, ma se poi in casa hai davvero la scala di Tintin, che t'importa del resto? Mister Dodo lo incrocerai di nuovo, tranquillo.
Ma la prossima volta lascia che a convincerlo ci provi qualcun altro.
Il tuo karma ti assicura da tempo che NON sei un accessorio trascurabile.
venerdì 16 maggio 2014
I soliti luoghi comuni #1
Il nostro protagonista, che chiameremo "mister Smith" (il nome è stato cambiato per proteggere gli innocenti), è apparentemente un appassionato tra i tanti, e con i suoi simili condivide (appunto) le stesse passioni, parla con loro, discute, prende gli stessi fumetti
, segue il mercato come tutti loro probabilmente fanno, forse segue anche gli stessi telefilm, ma di questo non vi è certezza.
Sappiamo che segue con uguale passione anche le vicende del mondo dei fumetti, le storie dei suoi autori, le vicende editoriali, insomma, non si ferma solo al fumetto stampato, perché è convinto che sia giusto e utile informarsi per conoscere bene come funziona questo meraviglioso mondo. Ha letto le interviste giuste, segue Fumo di China, Fumetti d'Italia, Glamazonia, Il Fumetto, Dime Press, si legge tutte le rubriche di Comic Art, ha imparato a distinguere i personaggi positivi da quelli "oscuri" (o che interpreta come tali). E' in grado di ragionare, ha gli strumenti per farlo, e lo fa.
Certo, forse non sempre il risultato è quello giusto, ma queste sono quisquilie e pinzellacchere.
Parte prima: L'erede rinnegato della zona oscura.
"Mister Smith" è Hanko un appassionato di Martin Mystere. E' stato anche un fedele lettore di Zona X, si divertiva a seguire quella serie con la copertina rossa, gli piaceva sia il periodo delle storie libere che quello delle miniserie, sa bene che certe storie non erano il massimo, ma la passione è la passione. Quando Zona X chiude, non è contento. Parte degli autori che ci hanno lavorato si riversano sulla nuova testata Jonathan Steele. Hanko capisce che hanno chiuso la sua adorata Zona X per aprire la testata nuove, e se la segna al dito: non comprerà mai questa nuova testata.
Un giorno incontra uno degli autori, e gli chiede di fargli un disegnino con dedica, e mentre l'altro acconsente e disegna, Hanko gli spiega la sua antipatia per la serie nuova. L'autore lo ascolta, rimane un po' a bocca aperta (lui lavora proprio per quella serie nuova), e gli spiega una cosa: Jonathan NON ha fatto chiudere Zona X: è nato come personaggio per quella rivista, ma quando hanno deciso di chiuderla per basse vendite, l'editore ha preferito spostare quel personaggio in una serie nuova, dandogli una possibilità diretta. Quindi Jonathan non l'ha "uccisa", ma semmai ne è derivato.
Hanko ascolta pazientemente, ma sa bene che l'altro sta inventando una storia per nascondere la verità, che lui conosce bene. Quindi sorride sornione mentre l'autore gli finisce il disegnino e lo consegna con la sua brava dedica. Ma poi spiega al solerte disegnatore che è inutile che cerchi di salvare capra e cavoli, la verità è sotto gli occhi di tutti.
Parte seconda: Il principe e il povero.
"Mister Smith" è Banko, un appassionato di fumetti, se li legge tutti, ma tutti davvero, e questo è uno di quei momenti in il mercato è in forte espansione. Esce questa nuova eccezionale serie per un editore piccolino, e lui ne è entusiasta. Ammira i testi, i disegni, è fantasticamente felice. Non ha l'età per avere seguito altre serie popolari dal numero 1, ma questa invece è uscita proprio nel momento in cui lui si dedica all'argomento, e capisce quale emozione devono avere provato quelli che seguivano una serie popolare dal numero 1.
Ma qualche tempo dopo si susseguono due eventi: un giorno la serie annuncia la chiusura, e a Banko crolla metaforicamente il mondo addosso. Un altro giorno scopre che gli autori si sono trasferiti in massa su un popolare fumetto di un editore concorrente. Banko sa arrivare alle evidenti conclusioni: l'editore concorrente ha rubato gli autori all'editore piccolino, promettendo loro mari e monti e ponti d'oro. Chi siano i buoni e chi i cattivi è così lampante.
Un giorno incontra uno degli autori, gli chiede di fargli un disegnino con dedica, e mentre l'altro acconsente Banko pensa bene di spiegargli la sua antipatia per l'editore del fumetto popolare. L'autore lo ascolta, rimane un po' a bocca aperta (lui quel periodo lo ricorda bene), e poi gli spiega una cosa: l'editore concorrente NON ha soffiato gli autori a base di ponti d'oro, bionde vergini e vino speziato. Il piccolo editore non riusciva più a continuare quella serie, e le nuove condizioni non permettevano agli autori di riuscire a vivere di quello. E secondo le leggi di CAUSA ed EFFETTO, prima si è deciso di chiudere, e dopo si sono rivolti all'editore concorrente, che ha acconsentito a farli lavorare con lui.
Banko ascolta pazientemente, ma sa bene che l'altro sta inventando una storia per nascondere la verità, che lui conosce bene, sorride sornione mentre l'autore gli finisce il disegnino e lo consegna con la sua brava dedica. Ma poi spiega al solerte disegnatore che è inutile che cerchi di salvare capra e cavoli, la verità è sotto gli occhi di tutti.
Una è una testimonianza diretta, l'altra è riferita. Trova la costante, e dedica un pensierino di solidarietà al povero autore che deve fare il disegnino con dedica per Hanko e Banko mentre essi gli dicono la verità che lui nega con forza.
Un giorno imparerà a navigare in questa corrente... ma fino ad allora, continuuerà saltuariamente a rimanere a bocca aperta.
Sappiamo che segue con uguale passione anche le vicende del mondo dei fumetti, le storie dei suoi autori, le vicende editoriali, insomma, non si ferma solo al fumetto stampato, perché è convinto che sia giusto e utile informarsi per conoscere bene come funziona questo meraviglioso mondo. Ha letto le interviste giuste, segue Fumo di China, Fumetti d'Italia, Glamazonia, Il Fumetto, Dime Press, si legge tutte le rubriche di Comic Art, ha imparato a distinguere i personaggi positivi da quelli "oscuri" (o che interpreta come tali). E' in grado di ragionare, ha gli strumenti per farlo, e lo fa.
Certo, forse non sempre il risultato è quello giusto, ma queste sono quisquilie e pinzellacchere.
Parte prima: L'erede rinnegato della zona oscura.
"Mister Smith" è Hanko un appassionato di Martin Mystere. E' stato anche un fedele lettore di Zona X, si divertiva a seguire quella serie con la copertina rossa, gli piaceva sia il periodo delle storie libere che quello delle miniserie, sa bene che certe storie non erano il massimo, ma la passione è la passione. Quando Zona X chiude, non è contento. Parte degli autori che ci hanno lavorato si riversano sulla nuova testata Jonathan Steele. Hanko capisce che hanno chiuso la sua adorata Zona X per aprire la testata nuove, e se la segna al dito: non comprerà mai questa nuova testata.
Un giorno incontra uno degli autori, e gli chiede di fargli un disegnino con dedica, e mentre l'altro acconsente e disegna, Hanko gli spiega la sua antipatia per la serie nuova. L'autore lo ascolta, rimane un po' a bocca aperta (lui lavora proprio per quella serie nuova), e gli spiega una cosa: Jonathan NON ha fatto chiudere Zona X: è nato come personaggio per quella rivista, ma quando hanno deciso di chiuderla per basse vendite, l'editore ha preferito spostare quel personaggio in una serie nuova, dandogli una possibilità diretta. Quindi Jonathan non l'ha "uccisa", ma semmai ne è derivato.
Hanko ascolta pazientemente, ma sa bene che l'altro sta inventando una storia per nascondere la verità, che lui conosce bene. Quindi sorride sornione mentre l'autore gli finisce il disegnino e lo consegna con la sua brava dedica. Ma poi spiega al solerte disegnatore che è inutile che cerchi di salvare capra e cavoli, la verità è sotto gli occhi di tutti.
Parte seconda: Il principe e il povero.
"Mister Smith" è Banko, un appassionato di fumetti, se li legge tutti, ma tutti davvero, e questo è uno di quei momenti in il mercato è in forte espansione. Esce questa nuova eccezionale serie per un editore piccolino, e lui ne è entusiasta. Ammira i testi, i disegni, è fantasticamente felice. Non ha l'età per avere seguito altre serie popolari dal numero 1, ma questa invece è uscita proprio nel momento in cui lui si dedica all'argomento, e capisce quale emozione devono avere provato quelli che seguivano una serie popolare dal numero 1.
Ma qualche tempo dopo si susseguono due eventi: un giorno la serie annuncia la chiusura, e a Banko crolla metaforicamente il mondo addosso. Un altro giorno scopre che gli autori si sono trasferiti in massa su un popolare fumetto di un editore concorrente. Banko sa arrivare alle evidenti conclusioni: l'editore concorrente ha rubato gli autori all'editore piccolino, promettendo loro mari e monti e ponti d'oro. Chi siano i buoni e chi i cattivi è così lampante.
Un giorno incontra uno degli autori, gli chiede di fargli un disegnino con dedica, e mentre l'altro acconsente Banko pensa bene di spiegargli la sua antipatia per l'editore del fumetto popolare. L'autore lo ascolta, rimane un po' a bocca aperta (lui quel periodo lo ricorda bene), e poi gli spiega una cosa: l'editore concorrente NON ha soffiato gli autori a base di ponti d'oro, bionde vergini e vino speziato. Il piccolo editore non riusciva più a continuare quella serie, e le nuove condizioni non permettevano agli autori di riuscire a vivere di quello. E secondo le leggi di CAUSA ed EFFETTO, prima si è deciso di chiudere, e dopo si sono rivolti all'editore concorrente, che ha acconsentito a farli lavorare con lui.
Banko ascolta pazientemente, ma sa bene che l'altro sta inventando una storia per nascondere la verità, che lui conosce bene, sorride sornione mentre l'autore gli finisce il disegnino e lo consegna con la sua brava dedica. Ma poi spiega al solerte disegnatore che è inutile che cerchi di salvare capra e cavoli, la verità è sotto gli occhi di tutti.
Una è una testimonianza diretta, l'altra è riferita. Trova la costante, e dedica un pensierino di solidarietà al povero autore che deve fare il disegnino con dedica per Hanko e Banko mentre essi gli dicono la verità che lui nega con forza.
Un giorno imparerà a navigare in questa corrente... ma fino ad allora, continuuerà saltuariamente a rimanere a bocca aperta.
martedì 29 aprile 2014
Ciò che al mondo non è dato sapere...
Ogni cosa deve sempre avere un inizio, uno svolgimento, ed una fine. Ogni opera dell'ingegno passa attraverso una serie di interventi, modifiche ed omissioni, piccole o grandi a seconda della situazione. Ed è così anche per i disegnatori, indubbiamente.
"Ah, se il mondo sapesse...", pensa ogni tanto il giovane Jack (sempre colui che scrive queste righe), mentre vede visualizzarsi un'idea nata sulla carta. E ogni volta, ogni santa volta, ha la certezza che tutto questo processo rimarrà nella sua mente, nei suoi archivi, sulla carte e nelle cartelle del computer. Perché ci sono solo loro due, quel foglio di carta e lui.
Fino a quando l'universo (la vita e tutto quando) non permette che si verifichino delle coincidenze assolutamente non previste, nemmeno immaginate, e sopratutto non collegate tra loro fino a quel momento... o almeno questo è quello che pensi.
Poi un giorno succede che 1) trovi una GIF animata divertente. E ne cerchi altre, e ti viene il pensiero di modificarle, a tuo personale uso e consumo, o farne di tue personali, da mandare agli amici come auguri di qualcosa. E come ogni cosa che giri su un computer, è sufficente avere avere il programma giusto.
Poi, in un giorno del tutto diverso, 2) metti in ordine tra le cartelle del tuo PC i lavori in digitale archiviati, dopo che hai già archiviato da tempo gli originali su carta. E trovi i vari salvataggi delle fasi delle modifiche digitali apportate con la magica e fedele tavoletta Bamboo, dal momento della scannerizzazione a quello del lavoro definitivo. "Comunque il mondo non saprà mai", ti ripeti sottovoce. Solo tempo dopo collegherai i due fatti, e troverai il modo di unificarli.
Ma proseguiamo con ordine.
Nei giorni scorsi ho ricevuto una richiesta dagli amici dell'AMYS (Associazione Amici di Martin Mystère) per realizzare un'immagine per uno stampa che sarebbe stata data in omaggio ai soci, e anche al pubblico della manifestazione Godega Fumetto 2014. Di questa manifestazione parlerò prossimamente, con la cronaca e le immagini, oggi il soggetto è un'altro. Tema libero, ma deve riguardare Martin Mystère, e hai due settimane per farla, per cui è meglio non perdere troppo tempo.
L'idea interessante da cui partire arriva quasi subito (senza idea non si parte nemmeno), e in un paio di giorni è tutto pronto e finito. E già questo è strano, visto che spesso impiego mesi a mantenere le promesse fatte o estorte..
Poi lo scannerizzi e cominci a modificare il file originale in digitale, a renderlo perfetto per la stampa. E' finito, certo, ma è anche a posto? E' venuto come doveva venire? Ne sei soddisfatto? Evidentemente no.
Ma si da il caso che conosco bene uno degli autori di Martin, per cui prendo la palla al balzo e chiedo la consulenza preziosa dell'amico Carlo Recagno, che di Martin è il supervisore, e chi meglio di lui può supervisionare un disegno del professor Mystère?
Carlo accetta volentieri (e per questo gli dovrò un altro favore), e il disegno inizia a evolvere. Bi, bo e ba, e via così. Su qualcosa siete d'accordo, su altre fate un tira e molla per qualche giorno: tu dici A e Carlo dice B, tu insisti con A e lui ti spiega il perché del suo B. Ascolti e convieni che ha ragione, tizzone d'inferno, la sua B è meglio della tua A, perchè vedevi il dettaglio mentre lui vedeva l'insieme. Altrevoltel'idea che risolve la situazione è mia, e così si procede, quattro occhi vedono meglio di due,
Infine il definitivo è pronto, quello che soddisfa entrambi. Ed è decisamente meglio di quello da cui sei partito. Ma di tutto ciò, il mondo non saprà mai nulla, e il ricordo andrà a far compagnia alle navi di Orione sulle porte di Tanhauser (e i raggi B, eccetera)..
In questo momento topico ti viene la folla idea di unificare i due fatti di cui sopra, e in pochi istanti crei una GIF animata delle varie fasi del lavoro. Il tuo, personale uovo di Colombo, o l'Easter Egg dei contenuti speciali.
Bravo, ma adesso che te ne fai? Lo mandi a Carlo, e gli piace un sacco, ma poi? Ti serve a qualcosa guardarlo, vedere fasi che conosci perfettamente a memoria, perché ne sei stato l'artefice?
"Lo metterei sul blog, peccato che Blogspot non permetta la pubblicazione delle GIF animate..."
Ma sarà poi vero? E se controllassi? Come diceva quella regola? E' sufficente avere il programma giusto. In questo caso il sito giusto. Googoli qualche minuto e trovi la risposta che cercavi, e grazie a Imgur tutto questo diventa possibile. Sarà sufficente che carichi la tua immagine là, e incolli quà il link che ti forniscono.
E allora cosa sto aspettando?.
E a partire da adesso, anche il mondo saprà.
La faccia di Martin, l'espressione giusta di Angie, l'equilibrio tra bianchi e neri nella figura intera, e gli errori prima e le correzioni e le modifiche di tutto il resto, o anche solo i segni che hai voglia di aggiungere, o assotigliare perché trovi che stonino. Alla fine è tutto lì, il tuo equilibrio personale è raggiunto, quel momento in cui guardi con attenzione il tutto, e senti che è a posto. Che ogni cosa e segno sono dove dovevano essere. E non serve davvero altro.
Ora tutti possono vedere quello che gira per la testa di un disegnatore e di un supervisore, le cose che vengono aggiunge o toglie, quelle da evidenziare e quelle perfette di base, ma solo contrastate e/o ripulite, e come tutti questi piccoli segni cambiano l'insieme. Ciò che a essi non era dato sapere fino ad oggi. E capire (con un piccolo ragionamento) il cosa e il perché di ogni modifica.
Non ho idea se sia stato già fatto qualcosa del genere prima di oggi. Se non è così, non siate diabolici, e lasciatemi l'illusione di essere stato il primo, please. Mi accontento di poco, in fondo...
E buon divertimento.
"Ah, se il mondo sapesse...", pensa ogni tanto il giovane Jack (sempre colui che scrive queste righe), mentre vede visualizzarsi un'idea nata sulla carta. E ogni volta, ogni santa volta, ha la certezza che tutto questo processo rimarrà nella sua mente, nei suoi archivi, sulla carte e nelle cartelle del computer. Perché ci sono solo loro due, quel foglio di carta e lui.
Fino a quando l'universo (la vita e tutto quando) non permette che si verifichino delle coincidenze assolutamente non previste, nemmeno immaginate, e sopratutto non collegate tra loro fino a quel momento... o almeno questo è quello che pensi.
Poi un giorno succede che 1) trovi una GIF animata divertente. E ne cerchi altre, e ti viene il pensiero di modificarle, a tuo personale uso e consumo, o farne di tue personali, da mandare agli amici come auguri di qualcosa. E come ogni cosa che giri su un computer, è sufficente avere avere il programma giusto.
Poi, in un giorno del tutto diverso, 2) metti in ordine tra le cartelle del tuo PC i lavori in digitale archiviati, dopo che hai già archiviato da tempo gli originali su carta. E trovi i vari salvataggi delle fasi delle modifiche digitali apportate con la magica e fedele tavoletta Bamboo, dal momento della scannerizzazione a quello del lavoro definitivo. "Comunque il mondo non saprà mai", ti ripeti sottovoce. Solo tempo dopo collegherai i due fatti, e troverai il modo di unificarli.
Ma proseguiamo con ordine.
Nei giorni scorsi ho ricevuto una richiesta dagli amici dell'AMYS (Associazione Amici di Martin Mystère) per realizzare un'immagine per uno stampa che sarebbe stata data in omaggio ai soci, e anche al pubblico della manifestazione Godega Fumetto 2014. Di questa manifestazione parlerò prossimamente, con la cronaca e le immagini, oggi il soggetto è un'altro. Tema libero, ma deve riguardare Martin Mystère, e hai due settimane per farla, per cui è meglio non perdere troppo tempo.
L'idea interessante da cui partire arriva quasi subito (senza idea non si parte nemmeno), e in un paio di giorni è tutto pronto e finito. E già questo è strano, visto che spesso impiego mesi a mantenere le promesse fatte o estorte..
Poi lo scannerizzi e cominci a modificare il file originale in digitale, a renderlo perfetto per la stampa. E' finito, certo, ma è anche a posto? E' venuto come doveva venire? Ne sei soddisfatto? Evidentemente no.
Ma si da il caso che conosco bene uno degli autori di Martin, per cui prendo la palla al balzo e chiedo la consulenza preziosa dell'amico Carlo Recagno, che di Martin è il supervisore, e chi meglio di lui può supervisionare un disegno del professor Mystère?
Carlo accetta volentieri (e per questo gli dovrò un altro favore), e il disegno inizia a evolvere. Bi, bo e ba, e via così. Su qualcosa siete d'accordo, su altre fate un tira e molla per qualche giorno: tu dici A e Carlo dice B, tu insisti con A e lui ti spiega il perché del suo B. Ascolti e convieni che ha ragione, tizzone d'inferno, la sua B è meglio della tua A, perchè vedevi il dettaglio mentre lui vedeva l'insieme. Altrevoltel'idea che risolve la situazione è mia, e così si procede, quattro occhi vedono meglio di due,
Infine il definitivo è pronto, quello che soddisfa entrambi. Ed è decisamente meglio di quello da cui sei partito. Ma di tutto ciò, il mondo non saprà mai nulla, e il ricordo andrà a far compagnia alle navi di Orione sulle porte di Tanhauser (e i raggi B, eccetera)..
In questo momento topico ti viene la folla idea di unificare i due fatti di cui sopra, e in pochi istanti crei una GIF animata delle varie fasi del lavoro. Il tuo, personale uovo di Colombo, o l'Easter Egg dei contenuti speciali.
Bravo, ma adesso che te ne fai? Lo mandi a Carlo, e gli piace un sacco, ma poi? Ti serve a qualcosa guardarlo, vedere fasi che conosci perfettamente a memoria, perché ne sei stato l'artefice?
"Lo metterei sul blog, peccato che Blogspot non permetta la pubblicazione delle GIF animate..."
Ma sarà poi vero? E se controllassi? Come diceva quella regola? E' sufficente avere il programma giusto. In questo caso il sito giusto. Googoli qualche minuto e trovi la risposta che cercavi, e grazie a Imgur tutto questo diventa possibile. Sarà sufficente che carichi la tua immagine là, e incolli quà il link che ti forniscono.
E allora cosa sto aspettando?.
E a partire da adesso, anche il mondo saprà.
La faccia di Martin, l'espressione giusta di Angie, l'equilibrio tra bianchi e neri nella figura intera, e gli errori prima e le correzioni e le modifiche di tutto il resto, o anche solo i segni che hai voglia di aggiungere, o assotigliare perché trovi che stonino. Alla fine è tutto lì, il tuo equilibrio personale è raggiunto, quel momento in cui guardi con attenzione il tutto, e senti che è a posto. Che ogni cosa e segno sono dove dovevano essere. E non serve davvero altro.
Ora tutti possono vedere quello che gira per la testa di un disegnatore e di un supervisore, le cose che vengono aggiunge o toglie, quelle da evidenziare e quelle perfette di base, ma solo contrastate e/o ripulite, e come tutti questi piccoli segni cambiano l'insieme. Ciò che a essi non era dato sapere fino ad oggi. E capire (con un piccolo ragionamento) il cosa e il perché di ogni modifica.
Non ho idea se sia stato già fatto qualcosa del genere prima di oggi. Se non è così, non siate diabolici, e lasciatemi l'illusione di essere stato il primo, please. Mi accontento di poco, in fondo...
E buon divertimento.
sabato 19 aprile 2014
L'importanza di un sano rispetto delle tradizioni
Il tempo vola, e ti manca sempre il tempo di aggiornare. Quel pezzo è troppo lungo, quell'altro non è davvero importante, quell'altro ancora dovresti scriverlo da tempo ma non l'hai nemmeno inziato.
Per cui arriva Pasqua, si avvicina un altro fine mese, e... un momento.
E' Pasqua? Davvero? Allora magari si fanno gli auguri.
Disegno un coniglietto... no, meglio un uovo. Poi pensi all'uovo.
Ci pensi ancora e ti viene un'idea stramba.
Meno di un'ora dopo la tua idea stramba è pronta.
E dite quello che volete, ma è sempre un uovo in fondo, no?
Auguri gente. E che dal vostro uovo escano solo cose buone.
In TUTTI i sensi ;-)
Per cui arriva Pasqua, si avvicina un altro fine mese, e... un momento.
E' Pasqua? Davvero? Allora magari si fanno gli auguri.
Disegno un coniglietto... no, meglio un uovo. Poi pensi all'uovo.
Ci pensi ancora e ti viene un'idea stramba.
Meno di un'ora dopo la tua idea stramba è pronta.
E dite quello che volete, ma è sempre un uovo in fondo, no?
Auguri gente. E che dal vostro uovo escano solo cose buone.
In TUTTI i sensi ;-)
lunedì 10 marzo 2014
Comunque, l'importante è finire
L'input iniziale arriva da un'amico, che una sera mi fa notare, via posta elettronica, che, contrariamente alle nostre convinzioni, esisteva un'edizione di un libro di Ian Fleming in italiano di cui non eravamo a conoscenza. Si trattava del quarto libro pubblicato da Guanda, dove fino a pochi giorni prima eravamo convinti fossero solo tre. Anche perché quei tre nelle librerie locali non li avevo ancora mai visti.
Così decido di metter mano alla lista dei libri e aggiornarla, e da cosa nasce cosa. Ripensi ad una cosa che ti eri ripromesso di fare da tempo, e una sera di un venerdì decidi invece di farne un aggiornamento per il blog, vista la complessità che la tua lista sta raggiungendo.
Perché arriva quel momento in cui ti rendi conto che hai materiale che riempirebbe un articolo. E allora non rimandare, non riprometterti di farlo prima o poi, cogli l'attimo, batti il ferro fino a che è ancora caldo, agisci, ora adesso e subito.
Un po' di tempo addietro avevo pubblicato questo post riguardo ai libri dell'agente 007, che risulta dalla statistiche di blogspot come uno dei pezzi di maggior interesse, con visite continue e regolari nel tempo, segno che l'interesse sull'argomento sa qualche parte ancora esiste. Ma in quell'occasione parlavo sopratutto delle veste grafica, delle copertine e confrontavo le varie edizioni. Ma ammettevo anche di non avere controllato per bene l'effettiva disponibilità di tutti i libri nelle varie edizioni successive, riservandomi di farlo in futuro. E questo è quello che ho fatto, ed è arrivato il momento di pubblicare i risultati.
Che sono perlomeno curiosi, e confesso che mi viene il pensiero di chiedermi se qualcuno se ne sia mai accorto.
Di cosa? A tutt'oggi l'unica pubblicazione integrale del James Bond letterario di Ian Fleming è quella della Garzanti, effettuata tra gli anni '60 e i '70. E questo nonostante tutto il successo, ancora attuale dei film e della popolarità del personaggio. Da oltre trent'anni ci sono stati altri tentativi, ma nessuno di loro è mai riuscito a completare l'impresa, così come di mantenere la cronologia originale.
Da adesso in poi, per ogni editore indico i titoli, la collana, l'anno di pubblicazione (il mese dove è indicato), numero di pagine e traduttore, così come ricavato dai libri o trovato in rete (non le posseggo mica tutte, sorry). Ad ogni titolo ho aggiunto un numero con l'indicazione cronologica originale, che potete vedere qui sotto, a fianco dell'anno di prima pubblicazione.
1953 Casino Royale #1
1954 Live and let Die #2
1955 Moonraker #3
1956 Diamonds are Forever #4
1957 From Russia with Love #5
1958 Dr No #6
1959 Goldfinger #7
1960 For Your Eyes Only #7/1
1961 Thunderball #8
1962 The Spy who Love Me #9
1963 On Her Majesty's Secret Service #10
1964 You Only Live Twice #11
1965 The Man with the Golden Gun #12
1966 Octopussy and The Living Daylight #12/2
#7/1 antologia, contiene i racconti From a View to a Kill, For Your Eyes Only, Quantum of Solace, Risico, The Hildebrand Rarity)
#12/2 (antologia, contiene i racconti Octopussy, The Living Daylight, The Property of a Lady).
Sì, perché il nostro agente segreto andrebbe letto secondo il suo ordine di pubblicazione. Per vedere dove e quando uno squalo si mangia la gamba di Felix Leiter, o quando e perché Bond deve cambiare la sua pistola Beretta con una Walther PPK, o capire quando davvero la SPECTRE entra in campo. Cronologia che negli ultimi tre libri è di vitale importanza, in quanto si può considerare un'unica intrigante vicenda divisa in tre parti.
Ma prima di parlare del James Bond letterario recente, è il caso di fare un breve riassunto di tutto quello che c'è stato prima: ovvero quando e dove siano già stati pubblicati in italiano questi libri. E se siano davvero già usciti tutti. La risposta ad entrambe le domande è sì.
E più di una volta, anche se ormai (ed è questo il soggetto principale di questo post) la serie completa risale ormai quasi alla notte dei tempi. Per farla breve, e per non riempire il post di numeri e date, che trovate facilmente in articoli in rete e vari libri, vi basti sapere che da 1958 al 1979 sono usciti tutti questi libri qui sotto. Oh, qualcuno ho la certezza di averlo dimenticato, ma l'immagine rende comunque l'idea più di mille parole.
Nell'ordine, I Romanzi del Corriere, serie Gialla Garzanti, Gialli Garzanti (prima serie), Garzanti R', i Garzanti per tutti, Gialli Garzanti (seconda serie) e i Garzanti. Sono tutti lì. So che esistono edizioni di singoli volumi di cui ho trovato solo le informazioni ma non l'immagine (alcune prese direttamente dai libri in mio possesso), però ci siamo vicini. E qui sopra, sotto tutte queste coloratissime copertine, c'è il ciclo completo, tra romanzi, antologie e raccolte di romanzi, prime edizioni e ristampe. E sottolineo il termine completo, perché da allora non si ripeterà più.
"E' mai possibile?" si domanda il lettore. Certo, per quanto difficile da credere. Per dimostrarlo è sufficente prendere in esame le edizioni successive a quelle Garzanti, a partire da quelle degli anni '80.
MONDADORI
Casinò Royal #1 Oscar 1911, 1986 [170p - E.Cicogna]
A 007, dalla Russia con amore #5 Oscar 1912, 1986 [205p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere #6 Oscar 1933, 1987 [216p - C.Borelli]
Agente 007 missione Goldfinger #7 Oscar 1938, 1987 [212p - S.Lalia Verpelli]
Solo per i tuoi occhi #8/1 Oscar 1943, 1987 [175p - MP.Dettore]
Vivi e lascia morire #2 Oscar narrativa 1041, 1990 [188p - N.Bonetti]
Il grande slam della morte #3 Oscar narrativa 1065, 1990 [207p - R.Irti Rossi]
Una cascata di diamanti #4 Oscar narrativa 1075, 1990 [192p - E.Cicogna]
Operazione tuono #8 Oscar narrativa 1105, 1990 [226p - O.Del Buono]
La spia che mi amava #9 Oscar narrativa 1153, 1991 [173p - MG.Griffini]
Al servizio di Sua Maestà #10 Oscar narrativa 1167, 1991 [191p - R.Irti Rossi]
Si vive solo due volte #11 Oscar narrativa 1181, 1991 [183p - E.Cicogna]
Questa è la prima ristampa dopo il periodo Garzanti. 12 libri, ma con due distinte fasi di pubblicazione: 5 volumi nel biennio '86/'87, e gli altri tre anni dopo tra il '90 e il '91, ma non basta. Inspiegabilmente mancano sia l'ultimo volume, L'uomo dalla pistola d'oro (#12), che la seconda antologia Octopussy (#12/2), ma almeno gli ultimi 4 sono nell'ordine giusto. In pratica mancano i libri usciti dopo la morte di Fleming. Le traduzioni sono le stesse delle edizioni precedenti.
EUROCLUB
Non faccio in tempo ad incominciare che già imbroglio, violo una regola, e apro una parentesi. Precedentemente alle edizioni Mondadori, più o meno nel 1980, era uscita anche un'antologia, pubblicata dall'Euroclub (che assieme al Club del Libro monopolizzava l'allora popolare fenomeno delle nuove edizioni di libri, stampati ex novo, e venduti solo per corrispondenza). Il volume, sotto il titolo accattivante di 007 licenza di avventure, rilegato e di grande formato, conteneva La spia che mi amava (#9) assieme alle due antologie Solo per i tuoi occhi (#8/1) e Octopussy (#12/2). Non si meriterebbe più di una singola menzione se non fosse per un particolare che lo rende unico: come vedrete in seguito - a tutt'oggi è l'ultima edizione ad avere pubblicato i racconti di Fleming al completo.
TEADUE
Missione Goldfinger #7 TEA, 10-1997 [212p - S.L.Verpelli]
007 Una cascata di diamanti #4 TEA, 10-1997 [193p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere #6 TEA, 10-1997 [218p - C.Borelli]
007 Thunderball Operazione tuono #8 TEA, 02-1998 [206p -O.DelBuono]
Casinò Royal #1 TEA, 02-1998 [192p - E.Cicogna]
007 al servizio segreto di sua maestà #10 TEA, 1998 [? - R.Irti Rossi]
007 Moonraker. Il grande slam della morte #3 TEA, 06-1998 [207p - R.Irti Rossi]
Dalla Russia con amore #5 TEA, 06-1998 [238p - E.Cicogna]
Vivi e lascia morire #2 TEA, 10-1998 [? - N.Bonetti]
Si vive solo due volte #11 TEA, 10-1998 [183p. - E.Cicogna]
Sei anni dopo arriva TEADUE. Anche in questo caso partenza a grande velocità, con i primi tre volumi tutti insieme, nel 1997. Per arrivare a 10 uscite ci vogliono due anni. Ma l'ordine... no, niente, nessun ordine cronologico, siamo nell'anarchia più assoluta. Non solo, ma all'appello dei titoli questa volta mancano La spia che mi amava (#3), le due antologie (#8/1 e #12/2) e il solito ultimo volume (#12). Anche in questo caso le traduzioni rimangono le stesse di sempre.
Qui in mezzo ci sarebbe l'edizione uscita in allegato al quotidiano Il Giornale nel 1997, indicata in 9 uscite settimanali tra luglio e settembre dello stesso anno, su licenza dell'editore Teadue. Inserisco questa serie per dovere di cronaca, non avendoli visti davvero in giro, a parte il primo numero (che possiedo e posso quindi toccare). Questo è l'elenco le uscite indicate nella quarta di copertina del primo numero:
1 Missione Goldfinger #7
2 Licenza di Uccidere #6
3 Una cascata di diamanti #4
4 Casinò Royale #1
5 Dalla Russia con amore #5
6 Moonraker #3
7 Si vive solo due volte #11
8 Thunderball - Operazione tuono #8
9 Vivi e lascia morire #2
Sì, anche qui pubblicazione parziale e senza alcun ordine cronologico. All'appello mancano La spia che mi amava (#3), Al servizio segreto di Sua Maestà (#10), il solito L'uomo dalla pistola d'oro (#12) e le due antologie (#8/1 e #12/2). Bella comunque la veste editoriale: rilegati, con sovracopertina dorata e un'immagine tratta da un film per la copertina.
Aggiornamento:
Dopo aver letto il pezzo, l'amico Nicola mi manda questa. Ora le conosciamo tutte le copertine di questa edizione!
GUANDA
Casinò Royale #1 Guanda, 2004 [202p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2 Guanda, 2004 [224p - S.Bortolussi]
Moonraker #3 Guanda, 2005 [266p - M.Bocchiola]
Dalla Russia con Amore #5 Guanda, 2006 [272p - E.Kampmann]
Nuove traduzioni, buone intenzioni, pubblicazione integrale e cronologica, ma solo quattro libri in tre anni, e poi ciao ciao. Purtroppo deludono sia la grafica minimalista che le intenzioni cronologiche, visto che manca all'appello Una cascata di diamanti (#4) e si salta subito al successivo, che rimarrà anche l'ultimo uscito presso questo editore.
ALACRAN
Thrilling Cities - Le città dell'avventura Alacràn, I Saggi, 2006 [307p - A.C.Cappi]
Traffico di Diamanti Alacràn, I Saggi, 2008 [147p - A.C.Cappi]
Qui in mezzo si apre la seconda piccola parentesi. L'editrice Alacràn si inserisce nel mercato delle opere di Fleming, proponendo due suoi celebri saggi (ecco perché la chiamo parentesi). Thrilling Cities (Thrilling Cities, 1963) è una raccolta di articoli di Fleming da varie città del mondo, come una specie di guida turistica personale, tutta particolare. All'interno è contenuto il racconto breve 007 a New York, in cui l'autore incontra il proprio personaggio. Questo titolo dovrebbe essere inedito in Italia fino a questo momento.
L'altro titolo Traffico di Diamanti (The Diamond Smugglers, 1957), era già stato pubblicato dalla Garzanti negli anni '70, ed è il reportage della documentazione che Fleming si procurò mentre lavorava sul libro Una cascata di diamanti (#3). Questo editore ha (purtroppo) cessato di esistere da qualche anno.
ADELPHI
Casinò Royale #1 Adelphi, 2012 [227p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2 Adelphi, 2012 [246p - F.Santi]
Moonraker #3 Adelphi, 2013 [270p - M.Bocchiola]
All'inizio del 2012 arriva la notizia che sarà Adelphi a occuparsi della pubblicazione di Ian Fleming, ripartendo da capo. Sulle prime verrebbe facile contestare che non avrebbe molto senso far uscire di nuovo da capo tutta la serie, ma in effetti sono passati otto anni dall'inizio della serie Guanda. Come dite? Sì, è molto probabile che gli appassionati avessero già preso quelle edizioni comunque, e avrebbero preferito una continuaione da quel punto in poi. Comunque auguriamoci prosegua la pubblicazione senza intoppi, e vedremo se riuscirà, almeno stavolta, a completare il ciclo. Le traduzioni sono le stesse Guanda, e a tre libri pubblicati finora, la cronologia e al momento rispettata.
Veste grafica... colpa mia lo ammetto. Giro perla rete e scopro sempre nuove bellissime versioni dei libri di Fleming, con decorazioni grafiche o foto bellissime (la copertina sotto il titolo, per esempio), e quindi... mah, delusione personale anche qui. Ad un primo numero che se non altro richiamava la cover della prima edizione inglese di Casino Royal, hanno fatto seguito immagini stilizzate su sfondo nero. Ma vedere che due su tre copertine hanno gli stessi soggetti usati sulle cover della Guanda (la carta da gioco per Casinò e il razzo per Moonraker) mi suggerisce che ci sia ben poca fantasia in circolazione.
Abbiamo terminato. Sì, esistono dei seguiti, romanzi dedicati all'agente doppio zero, realizzati da autori diversi nel corso degli anni, ma questo sarà l'argomento di un post futuro, prima o poi. E se se qualcuno lo chiede, l'autore di questo post possiede l'edizione completa, ma divisa in diverse edizioni, tutte Garzanti, tutte recuperate tra remainders ed offerte nelle edicole della stazione (ad 1 euro!!), più alcuni doppioni, edizioni prese per curiosità o per la convenienza dell'offerta. Non avranno la stessa dimensione, la rilegatura e nemmeno la costolina del colore giusto, alcuni non hanno nemmeno la sovracopertina, qualcuno ha la copertina sbiadita, ma hanno un unico e insuperabile vantaggio: è una serie completa.
E finire una serie, per un appassionato, a volte è davvero la cosa più importante.
Così decido di metter mano alla lista dei libri e aggiornarla, e da cosa nasce cosa. Ripensi ad una cosa che ti eri ripromesso di fare da tempo, e una sera di un venerdì decidi invece di farne un aggiornamento per il blog, vista la complessità che la tua lista sta raggiungendo.
Perché arriva quel momento in cui ti rendi conto che hai materiale che riempirebbe un articolo. E allora non rimandare, non riprometterti di farlo prima o poi, cogli l'attimo, batti il ferro fino a che è ancora caldo, agisci, ora adesso e subito.
Un po' di tempo addietro avevo pubblicato questo post riguardo ai libri dell'agente 007, che risulta dalla statistiche di blogspot come uno dei pezzi di maggior interesse, con visite continue e regolari nel tempo, segno che l'interesse sull'argomento sa qualche parte ancora esiste. Ma in quell'occasione parlavo sopratutto delle veste grafica, delle copertine e confrontavo le varie edizioni. Ma ammettevo anche di non avere controllato per bene l'effettiva disponibilità di tutti i libri nelle varie edizioni successive, riservandomi di farlo in futuro. E questo è quello che ho fatto, ed è arrivato il momento di pubblicare i risultati.
Che sono perlomeno curiosi, e confesso che mi viene il pensiero di chiedermi se qualcuno se ne sia mai accorto.
Di cosa? A tutt'oggi l'unica pubblicazione integrale del James Bond letterario di Ian Fleming è quella della Garzanti, effettuata tra gli anni '60 e i '70. E questo nonostante tutto il successo, ancora attuale dei film e della popolarità del personaggio. Da oltre trent'anni ci sono stati altri tentativi, ma nessuno di loro è mai riuscito a completare l'impresa, così come di mantenere la cronologia originale.
Da adesso in poi, per ogni editore indico i titoli, la collana, l'anno di pubblicazione (il mese dove è indicato), numero di pagine e traduttore, così come ricavato dai libri o trovato in rete (non le posseggo mica tutte, sorry). Ad ogni titolo ho aggiunto un numero con l'indicazione cronologica originale, che potete vedere qui sotto, a fianco dell'anno di prima pubblicazione.
1953 Casino Royale #1
1954 Live and let Die #2
1955 Moonraker #3
1956 Diamonds are Forever #4
1957 From Russia with Love #5
1958 Dr No #6
1959 Goldfinger #7
1960 For Your Eyes Only #7/1
1961 Thunderball #8
1962 The Spy who Love Me #9
1963 On Her Majesty's Secret Service #10
1964 You Only Live Twice #11
1965 The Man with the Golden Gun #12
1966 Octopussy and The Living Daylight #12/2
#7/1 antologia, contiene i racconti From a View to a Kill, For Your Eyes Only, Quantum of Solace, Risico, The Hildebrand Rarity)
#12/2 (antologia, contiene i racconti Octopussy, The Living Daylight, The Property of a Lady).
Sì, perché il nostro agente segreto andrebbe letto secondo il suo ordine di pubblicazione. Per vedere dove e quando uno squalo si mangia la gamba di Felix Leiter, o quando e perché Bond deve cambiare la sua pistola Beretta con una Walther PPK, o capire quando davvero la SPECTRE entra in campo. Cronologia che negli ultimi tre libri è di vitale importanza, in quanto si può considerare un'unica intrigante vicenda divisa in tre parti.
Ma prima di parlare del James Bond letterario recente, è il caso di fare un breve riassunto di tutto quello che c'è stato prima: ovvero quando e dove siano già stati pubblicati in italiano questi libri. E se siano davvero già usciti tutti. La risposta ad entrambe le domande è sì.
E più di una volta, anche se ormai (ed è questo il soggetto principale di questo post) la serie completa risale ormai quasi alla notte dei tempi. Per farla breve, e per non riempire il post di numeri e date, che trovate facilmente in articoli in rete e vari libri, vi basti sapere che da 1958 al 1979 sono usciti tutti questi libri qui sotto. Oh, qualcuno ho la certezza di averlo dimenticato, ma l'immagine rende comunque l'idea più di mille parole.
Nell'ordine, I Romanzi del Corriere, serie Gialla Garzanti, Gialli Garzanti (prima serie), Garzanti R', i Garzanti per tutti, Gialli Garzanti (seconda serie) e i Garzanti. Sono tutti lì. So che esistono edizioni di singoli volumi di cui ho trovato solo le informazioni ma non l'immagine (alcune prese direttamente dai libri in mio possesso), però ci siamo vicini. E qui sopra, sotto tutte queste coloratissime copertine, c'è il ciclo completo, tra romanzi, antologie e raccolte di romanzi, prime edizioni e ristampe. E sottolineo il termine completo, perché da allora non si ripeterà più.
"E' mai possibile?" si domanda il lettore. Certo, per quanto difficile da credere. Per dimostrarlo è sufficente prendere in esame le edizioni successive a quelle Garzanti, a partire da quelle degli anni '80.
MONDADORI
Casinò Royal #1 Oscar 1911, 1986 [170p - E.Cicogna]
A 007, dalla Russia con amore #5 Oscar 1912, 1986 [205p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere #6 Oscar 1933, 1987 [216p - C.Borelli]
Agente 007 missione Goldfinger #7 Oscar 1938, 1987 [212p - S.Lalia Verpelli]
Solo per i tuoi occhi #8/1 Oscar 1943, 1987 [175p - MP.Dettore]
Vivi e lascia morire #2 Oscar narrativa 1041, 1990 [188p - N.Bonetti]
Il grande slam della morte #3 Oscar narrativa 1065, 1990 [207p - R.Irti Rossi]
Una cascata di diamanti #4 Oscar narrativa 1075, 1990 [192p - E.Cicogna]
Operazione tuono #8 Oscar narrativa 1105, 1990 [226p - O.Del Buono]
La spia che mi amava #9 Oscar narrativa 1153, 1991 [173p - MG.Griffini]
Al servizio di Sua Maestà #10 Oscar narrativa 1167, 1991 [191p - R.Irti Rossi]
Si vive solo due volte #11 Oscar narrativa 1181, 1991 [183p - E.Cicogna]
Questa è la prima ristampa dopo il periodo Garzanti. 12 libri, ma con due distinte fasi di pubblicazione: 5 volumi nel biennio '86/'87, e gli altri tre anni dopo tra il '90 e il '91, ma non basta. Inspiegabilmente mancano sia l'ultimo volume, L'uomo dalla pistola d'oro (#12), che la seconda antologia Octopussy (#12/2), ma almeno gli ultimi 4 sono nell'ordine giusto. In pratica mancano i libri usciti dopo la morte di Fleming. Le traduzioni sono le stesse delle edizioni precedenti.
EUROCLUB
Non faccio in tempo ad incominciare che già imbroglio, violo una regola, e apro una parentesi. Precedentemente alle edizioni Mondadori, più o meno nel 1980, era uscita anche un'antologia, pubblicata dall'Euroclub (che assieme al Club del Libro monopolizzava l'allora popolare fenomeno delle nuove edizioni di libri, stampati ex novo, e venduti solo per corrispondenza). Il volume, sotto il titolo accattivante di 007 licenza di avventure, rilegato e di grande formato, conteneva La spia che mi amava (#9) assieme alle due antologie Solo per i tuoi occhi (#8/1) e Octopussy (#12/2). Non si meriterebbe più di una singola menzione se non fosse per un particolare che lo rende unico: come vedrete in seguito - a tutt'oggi è l'ultima edizione ad avere pubblicato i racconti di Fleming al completo.
TEADUE
Missione Goldfinger #7 TEA, 10-1997 [212p - S.L.Verpelli]
007 Una cascata di diamanti #4 TEA, 10-1997 [193p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere #6 TEA, 10-1997 [218p - C.Borelli]
007 Thunderball Operazione tuono #8 TEA, 02-1998 [206p -O.DelBuono]
Casinò Royal #1 TEA, 02-1998 [192p - E.Cicogna]
007 al servizio segreto di sua maestà #10 TEA, 1998 [? - R.Irti Rossi]
007 Moonraker. Il grande slam della morte #3 TEA, 06-1998 [207p - R.Irti Rossi]
Dalla Russia con amore #5 TEA, 06-1998 [238p - E.Cicogna]
Vivi e lascia morire #2 TEA, 10-1998 [? - N.Bonetti]
Si vive solo due volte #11 TEA, 10-1998 [183p. - E.Cicogna]
Sei anni dopo arriva TEADUE. Anche in questo caso partenza a grande velocità, con i primi tre volumi tutti insieme, nel 1997. Per arrivare a 10 uscite ci vogliono due anni. Ma l'ordine... no, niente, nessun ordine cronologico, siamo nell'anarchia più assoluta. Non solo, ma all'appello dei titoli questa volta mancano La spia che mi amava (#3), le due antologie (#8/1 e #12/2) e il solito ultimo volume (#12). Anche in questo caso le traduzioni rimangono le stesse di sempre.
Qui in mezzo ci sarebbe l'edizione uscita in allegato al quotidiano Il Giornale nel 1997, indicata in 9 uscite settimanali tra luglio e settembre dello stesso anno, su licenza dell'editore Teadue. Inserisco questa serie per dovere di cronaca, non avendoli visti davvero in giro, a parte il primo numero (che possiedo e posso quindi toccare). Questo è l'elenco le uscite indicate nella quarta di copertina del primo numero:
1 Missione Goldfinger #7
2 Licenza di Uccidere #6
3 Una cascata di diamanti #4
4 Casinò Royale #1
5 Dalla Russia con amore #5
6 Moonraker #3
7 Si vive solo due volte #11
8 Thunderball - Operazione tuono #8
9 Vivi e lascia morire #2
Sì, anche qui pubblicazione parziale e senza alcun ordine cronologico. All'appello mancano La spia che mi amava (#3), Al servizio segreto di Sua Maestà (#10), il solito L'uomo dalla pistola d'oro (#12) e le due antologie (#8/1 e #12/2). Bella comunque la veste editoriale: rilegati, con sovracopertina dorata e un'immagine tratta da un film per la copertina.
Aggiornamento:
Dopo aver letto il pezzo, l'amico Nicola mi manda questa. Ora le conosciamo tutte le copertine di questa edizione!
GUANDA
Casinò Royale #1 Guanda, 2004 [202p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2 Guanda, 2004 [224p - S.Bortolussi]
Moonraker #3 Guanda, 2005 [266p - M.Bocchiola]
Dalla Russia con Amore #5 Guanda, 2006 [272p - E.Kampmann]
Nuove traduzioni, buone intenzioni, pubblicazione integrale e cronologica, ma solo quattro libri in tre anni, e poi ciao ciao. Purtroppo deludono sia la grafica minimalista che le intenzioni cronologiche, visto che manca all'appello Una cascata di diamanti (#4) e si salta subito al successivo, che rimarrà anche l'ultimo uscito presso questo editore.
ALACRAN
Thrilling Cities - Le città dell'avventura Alacràn, I Saggi, 2006 [307p - A.C.Cappi]
Traffico di Diamanti Alacràn, I Saggi, 2008 [147p - A.C.Cappi]
Qui in mezzo si apre la seconda piccola parentesi. L'editrice Alacràn si inserisce nel mercato delle opere di Fleming, proponendo due suoi celebri saggi (ecco perché la chiamo parentesi). Thrilling Cities (Thrilling Cities, 1963) è una raccolta di articoli di Fleming da varie città del mondo, come una specie di guida turistica personale, tutta particolare. All'interno è contenuto il racconto breve 007 a New York, in cui l'autore incontra il proprio personaggio. Questo titolo dovrebbe essere inedito in Italia fino a questo momento.
L'altro titolo Traffico di Diamanti (The Diamond Smugglers, 1957), era già stato pubblicato dalla Garzanti negli anni '70, ed è il reportage della documentazione che Fleming si procurò mentre lavorava sul libro Una cascata di diamanti (#3). Questo editore ha (purtroppo) cessato di esistere da qualche anno.
ADELPHI
Casinò Royale #1 Adelphi, 2012 [227p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire #2 Adelphi, 2012 [246p - F.Santi]
Moonraker #3 Adelphi, 2013 [270p - M.Bocchiola]
All'inizio del 2012 arriva la notizia che sarà Adelphi a occuparsi della pubblicazione di Ian Fleming, ripartendo da capo. Sulle prime verrebbe facile contestare che non avrebbe molto senso far uscire di nuovo da capo tutta la serie, ma in effetti sono passati otto anni dall'inizio della serie Guanda. Come dite? Sì, è molto probabile che gli appassionati avessero già preso quelle edizioni comunque, e avrebbero preferito una continuaione da quel punto in poi. Comunque auguriamoci prosegua la pubblicazione senza intoppi, e vedremo se riuscirà, almeno stavolta, a completare il ciclo. Le traduzioni sono le stesse Guanda, e a tre libri pubblicati finora, la cronologia e al momento rispettata.
Veste grafica... colpa mia lo ammetto. Giro perla rete e scopro sempre nuove bellissime versioni dei libri di Fleming, con decorazioni grafiche o foto bellissime (la copertina sotto il titolo, per esempio), e quindi... mah, delusione personale anche qui. Ad un primo numero che se non altro richiamava la cover della prima edizione inglese di Casino Royal, hanno fatto seguito immagini stilizzate su sfondo nero. Ma vedere che due su tre copertine hanno gli stessi soggetti usati sulle cover della Guanda (la carta da gioco per Casinò e il razzo per Moonraker) mi suggerisce che ci sia ben poca fantasia in circolazione.
Abbiamo terminato. Sì, esistono dei seguiti, romanzi dedicati all'agente doppio zero, realizzati da autori diversi nel corso degli anni, ma questo sarà l'argomento di un post futuro, prima o poi. E se se qualcuno lo chiede, l'autore di questo post possiede l'edizione completa, ma divisa in diverse edizioni, tutte Garzanti, tutte recuperate tra remainders ed offerte nelle edicole della stazione (ad 1 euro!!), più alcuni doppioni, edizioni prese per curiosità o per la convenienza dell'offerta. Non avranno la stessa dimensione, la rilegatura e nemmeno la costolina del colore giusto, alcuni non hanno nemmeno la sovracopertina, qualcuno ha la copertina sbiadita, ma hanno un unico e insuperabile vantaggio: è una serie completa.
E finire una serie, per un appassionato, a volte è davvero la cosa più importante.
venerdì 28 febbraio 2014
L'amico smarrito
![]() |
| © Dupuis/Editrice Cenisio |
In seguito non ci furono altre occasioni per ulteriori incontri. Era stato un evento solitario, e lo sapevamo, ma persisteva il ricordo piacevole. Passarono diversi anni prima di rivederci. Era primavera (o autunno o estate) e ce lo trovammo dinnanzi, durante una passeggiata ai giardini pubblici. Non solo, viveva da quelle parti, e l'avventura finalmente riprese.
E rimase tale per anni, molti anni. Tante imprese, avventure vissute con la fantasia, tutto quello che può accattivare gli interessi di un ragazzino, che cresce, e cresce, e cresce. Altri amici si aggiungevano alla compagnia nel frattempo, mentre i tuoi centimetri di altezza aumentano e le scuole cambiano, ma Lui aveva sempre un posto speciale, e nessuno riusciva a scalzarlo veramente. Due volte all'anno ci incontravamo, e ricominciava l'avventura, la sorpresa, e l'esotismo.
Che non potesse durare per sempre lo immaginavo, e infatti accadde. Da un certo momento in poi scomparve. Non passava più per quei giardini pubblici. Ma in fondo c'erano altri amici che riempivano quel vuoto, e ormai non ci pensavi troppo, anche se ti mancavano avventura, sorpresa ed esotismo, ottenute in quel modo.
![]() |
| © Dupuis/Alessandro Editore |
Ma niente è davvero completamente per sempre, e i cambiamenti sono all'ordine del giorno. La scomparsa anche dell'altro genitore è questa nuova motivazione. Un brutto colpo. E adesso?
Farà tutto da solo l'unico genitore rimasto, quello acquisito. Ormai conosce bene questo figlioccio, meglio di chiunque altro. E quindi l'avventura continuerà (anche se un po' meno incalzante), la sorpresa pure (non regolare, ma saltuaria), il tutto condito con un po' di esotismo. Sono gli anni in cui scopro che non sono il suo unico amico, che ce ne sono altri, che siamo davvero in TANTI a volergli bene.
Mandate ancora in avanti l'orologio. Ancora il tempo che scorre, e il genitore superstite un giorno si ritira. Ridi e scherza è passato parecchio tempo. Troppo faticoso, l'età avanza, e il genitore lascerà il figliolo ad altri tutori, e tutto continuerà come prima. Ci vuole un po' affinché arrivino i genitori adottivi.
E che tutto ricominci come se non fosse successo nulla.
O almeno credi. Speri. Vuoi disperatamente sia così.
Arriva il grande giorno, il suo ritorno è vicino. E quando è il momento lo incontri. E' lì, come al solito. Tutto a posto, no?
No. Te ne accorgi dopo qualche minuto in sua compagnia. Un leggero disagio che aumenta, e alla fine quello che rimane non ti piace.
Ma prima di saperne di più dobbiamo tornare alle origini, e raccontare di nuovo la storia. Da un'altro punto di vista.
![]() |
| Victor Hubinon © Dupuis/Editrice Cenisio |
Aerei, piloti della marina americana, una portaerei, misteri, posti esotici, intrighi e colpi di scena, trappole e controtrappole, spie e cattivi come piovesse. Questo era Buck Danny. Avevo già la passione per gli aerei, o questa mi venne dopo la lettura del fumetto? Mystero. Charlier era un appassionato di aerei, le sue descrizioni dell'aviazione erano credibili e si vedeva dai dettagli che riusciva a raccontare.
A pubblicarlo in Italia è l'Editrice Cenisio, in una serie di albi brossurati, da edicola, e quando lo riscopro da ragazzino, trovandolo esposto in un'edicola ai giardini pubblici, imparerò che ne sono usciti altri nel frattempo. Si recuperano gli arretrati, comprandoli in quell'edicola che quell'estate (o primavera o autunno) li aveva tutti esposti per vuotare il magazzino, e quelli che non trovi si ordinano via posta, spedendo il loro costo in francobolli (ce la cavavamo anche senza PayPal ), prendendoli piano piano, unica lettura regolare a fumetti di quel periodo oltre ai classici di Topolino. Ogni sei mesi un numero regolare, e nei periodi intermedi, gli arretrati.
L'edizione italiana non seguiva fedelmente la cronologia originale, si vedeva dagli aerei differenti che i protagonisti guidavano nelle varie storie, ma non aveva importanza: Polo Nord, Malesia, India, il Tibet e il sudamerica, tutti i posti più esotici del mondo diventavano il palcoscenico di quelle avventure. Charlier creava storie solide, inseriva cattivi che organizzavano trappole diaboliche per ingannare i protagonisti, che quindi passavano il resto della vicenda a cercare di trovare un modo per sfuggire a quelle trappole. Hubinon disegnava ogni tipo di aereo (inventandoli dove serviva), ogni panorama possibile, ogni oceano in tempesta.
![]() |
| Francis Bergèse © Dupuis |
Escono un po' di albi, fai in tempo ad entusiasmarti di nuovo che... un brutto giorno del 1989 ci lascia anche Charlier, uno dei maggiori sceneggiatori francesi di fumetti di sempre. Adesso si occuperà di tutto Bergèse. Dopo un albo transitorio con una sceneggiatura "della vita" (l'unica che scriverà) di De Douhet, ambientata nella lontana Unione Sovietica, Bergèse prende il controllo totale della serie. In Italia Alessandro editore non lo segue da subito, ma recupererà ogni lacuna in seguito, per la gioia degli appassionati. Gli albi ora sono cartonati.
![]() |
| Francis Bergèse © LeFrancq |
Charlier era sicuramente un fuoriclasse, ma Bergèse lascia comunque un ottimo ricordo. E' solo un po' cambiato il ritmo, ha introdotto personaggi nuovi, ha mantenuto certi meccanismi ripetendoli talvolta anche troppo (Sonny e il cane dell'ammiraglio), ma nulla di tale da farti dispiacere la cosa. L'avventura continuava.
Quindi, che cosa accadrà dopo di lui?
Per questa nuova fase c'è bisogni di un altra lunga pausa: serve un nuovo staff, uno sceneggiatore che sia appassionato di aeronautica, e disegnatore altrettanto in gamba. A effettuare la scelta sono gli editori francesi in accordo col figlio di Charlier, che cura attualmente gli interessi dei personaggi creati dal padre. Arriva finalmente l'annuncio, ai testi arriverà Frédéric Zumbiehl, già autore di altre serie aviatorie, per cui promette bene. Ai disegni Francis Winis, di cui non sai nulla.
![]() |
| © Dupuis/Alessandro Editore |
Ma sopratutto niente trappole. Niente inganni e niente corsa per sfuggire a tutto questo. Una storia... "normale".
Senti la mancanza delle trappole che Charlier creava per i protagonisti. Ti manca quella sensazione di acqua alla gola quando ti domandavi "E ora come se la caveranno?". E se la cavavano sempre.
Sorry. Questo è un post sul disagio. Questo non è l'amico che ho conosciuto io e che mi ha accompagnato per tutto questo tempo. E' un altro. Ci assomiglia, veste allo stesso modo... ma non è lui. Vi è mai capitato di avere un caro amico, e rendervi conto che col tempo che passa lui cambia? Che non vi saluta, che non vi chiede più come va, o che arriva ad evitarvi per qualche motivo chiaro solo a lui? Perchè si è sposato, o ha cambiato hobby, o ha gettato via tutte le collezioni che aveva prima, i motivi possono essere tanti. La sensazione è la stessa. Lo incroci e quasi non vi salutate più. E quell'amico è ormai smarrito.
Non mi piace parlare male di qualcosa. Sono dell'idea che sia più utile indicare le cose belle, e ignorare tutte le altre.
lasciare passare (perché sono gli stessi errori che faccio io e che devo farmi la guerra per evitare di farli ancora), e non dirò che non mi piacciono le esplosioni (nemmeno a Bergèse riuscivano proprio tutte bene, e pure io ogni tanto esagero...). Lascio questi confronti ad altri.
A me rimane il rammarico che il vecchio amico non è più lui. Ha i suoi vestiti, il suo aspetto e la sua voce, ma è cambiato. Promette ancora, ma non mantiene: niente avventura, sorpresa o esotismo. Solo un compito fatto bene, e niente più.
Sono cosciente di essere una persona diversa, di essere cresciuto, ma so anche che ha continuato a piacermi in tutte le sue evoluzioni, e durante tutta la mia crescita. Mi piaceva quando avevo 5 anni e papà rientrò con quella "busta sorpresa" che lo conteneva, e mi piaceva 40 anni dopo, leggendo l'ultimo numero disegnato da Bergése. Questo invece non riesce a piacermi.
Dice "E' il primo, dagli tempo".
Okay, il tempo te lo concedo, e continuerò a seguirti, ma dovrai conquistartelo quel posto in libreria dietro Fujiko, amico mio.
Iscriviti a:
Post (Atom)





















