L'input iniziale arriva da un'amico, che una sera mi fa notare, via posta elettronica, che, contrariamente alle nostre convinzioni, esisteva un'edizione di un libro di Ian Fleming in italiano di cui non eravamo a conoscenza. Si trattava del quarto libro pubblicato da Guanda, dove fino a pochi giorni prima eravamo convinti fossero solo tre. Anche perché quei tre nelle librerie locali non li avevo ancora mai visti.
Così decido di metter mano alla lista dei libri e aggiornarla, e da cosa nasce cosa. Ripensi ad una cosa che ti eri ripromesso di fare da tempo, e una sera di un venerdì decidi invece di farne un aggiornamento per il blog, vista la complessità che la tua lista sta raggiungendo.
Perché arriva quel momento in cui ti rendi conto che hai materiale che riempirebbe un articolo. E allora non rimandare, non riprometterti di farlo prima o poi, cogli l'attimo, batti il ferro fino a che è ancora caldo, agisci, ora adesso e subito.
Un po' di tempo addietro avevo pubblicato questo post riguardo ai libri dell'agente 007, che risulta dalla statistiche di blogspot come uno dei pezzi di maggior interesse, con visite continue e regolari nel tempo, segno che l'interesse sull'argomento sa qualche parte ancora esiste. Ma in quell'occasione parlavo sopratutto delle veste grafica, delle copertine e confrontavo le varie edizioni. Ma ammettevo anche di non avere controllato per bene l'effettiva disponibilità di tutti i libri nelle varie edizioni successive, riservandomi di farlo in futuro. E questo è quello che ho fatto, ed è arrivato il momento di pubblicare i risultati.
Che sono perlomeno curiosi, e confesso che mi viene il pensiero di chiedermi se qualcuno se ne sia mai accorto.
Di cosa? A tutt'oggi l'unica pubblicazione integrale del James Bond letterario di Ian Fleming è quella della Garzanti, effettuata tra gli anni '60 e i '70. E questo nonostante tutto il successo, ancora attuale dei film e della popolarità del personaggio. Da oltre trent'anni ci sono stati altri tentativi, ma nessuno di loro è mai riuscito a completare l'impresa, così come di mantenere la cronologia originale.
Da adesso in poi, per ogni editore indico i titoli, la collana, l'anno di pubblicazione (il mese dove è indicato), numero di pagine e traduttore, così come ricavato dai libri o trovato in rete (non le posseggo mica tutte, sorry). Ad ogni titolo ho aggiunto un numero con l'indicazione cronologica originale, che potete vedere qui sotto, a fianco dell'anno di prima pubblicazione.
1953 Casino Royale #1
1954 Live and let Die #2
1955 Moonraker
#3
1956 Diamonds are Forever
#4
1957 From Russia with Love
#5
1958 Dr No
#6
1959 Goldfinger
#7
1960 For Your Eyes Only
#7/1
1961 Thunderball
#8
1962 The Spy who Love Me
#9
1963 On Her Majesty's Secret Service
#10
1964 You Only Live Twice
#11
1965 The Man with the Golden Gun
#12
1966 Octopussy and The Living Daylight
#12/2
#7/1 antologia, contiene i racconti From a View to a Kill, For Your Eyes Only, Quantum of Solace, Risico, The Hildebrand Rarity)
#12/2
(antologia, contiene i racconti Octopussy, The Living Daylight, The Property of a Lady).
Sì, perché il nostro agente segreto andrebbe letto secondo il suo ordine di pubblicazione. Per vedere dove e quando uno squalo si mangia la gamba di Felix Leiter, o quando e perché Bond deve cambiare la sua pistola Beretta con una Walther PPK, o capire quando davvero la SPECTRE entra in campo. Cronologia che negli ultimi tre libri è di vitale importanza, in quanto si può considerare un'unica intrigante vicenda divisa in tre parti.
Ma prima di parlare del James Bond letterario recente, è il caso di fare un breve riassunto di tutto quello che c'è stato prima: ovvero quando e dove siano già stati pubblicati in italiano questi libri. E se siano davvero già usciti tutti. La risposta ad entrambe le domande è sì.
E più di una volta, anche se ormai (ed è questo il soggetto principale di questo post) la serie completa risale ormai quasi alla notte dei tempi. Per farla breve, e per non riempire il post di numeri e date, che trovate facilmente in articoli in rete e vari libri, vi basti sapere che da 1958 al 1979 sono usciti tutti questi libri qui sotto. Oh, qualcuno ho la certezza di averlo dimenticato, ma l'immagine rende comunque l'idea più di mille parole.
Nell'ordine, I Romanzi del Corriere, serie Gialla Garzanti, Gialli Garzanti (prima serie), Garzanti R', i Garzanti per tutti, Gialli Garzanti (seconda serie) e i Garzanti. Sono tutti lì.
So che esistono edizioni di singoli volumi di cui ho trovato solo le informazioni ma non l'immagine (alcune prese direttamente dai libri in mio possesso), però ci siamo vicini. E qui sopra, sotto tutte queste coloratissime copertine, c'è il ciclo completo, tra romanzi, antologie e raccolte di romanzi, prime edizioni e ristampe. E sottolineo il termine completo, perché da allora non si ripeterà più.
"E' mai possibile?" si domanda il lettore. Certo, per quanto difficile da credere. Per dimostrarlo è sufficente prendere in esame le edizioni successive a quelle Garzanti, a partire da quelle degli anni '80.
MONDADORI
Casinò Royal
#1 Oscar 1911, 1986 [170p - E.Cicogna]
A 007, dalla Russia con amore
#5 Oscar 1912, 1986 [205p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere
#6 Oscar 1933, 1987 [216p - C.Borelli]
Agente 007 missione Goldfinger
#7 Oscar 1938, 1987 [212p - S.Lalia Verpelli]
Solo per i tuoi occhi
#8/1 Oscar 1943, 1987 [175p - MP.Dettore]
Vivi e lascia morire
#2 Oscar narrativa 1041, 1990 [188p - N.Bonetti]
Il grande slam della morte
#3 Oscar narrativa 1065, 1990 [207p - R.Irti Rossi]
Una cascata di diamanti
#4 Oscar narrativa 1075, 1990 [192p - E.Cicogna]
Operazione tuono
#8 Oscar narrativa 1105, 1990 [226p - O.Del Buono]
La spia che mi amava
#9 Oscar narrativa 1153, 1991 [173p - MG.Griffini]
Al servizio di Sua Maestà
#10 Oscar narrativa 1167, 1991 [191p - R.Irti Rossi]
Si vive solo due volte #11 Oscar narrativa 1181, 1991 [183p - E.Cicogna]
Questa è la prima ristampa dopo il periodo Garzanti. 12 libri, ma con due distinte fasi di pubblicazione: 5 volumi nel biennio '86/'87, e gli altri tre anni dopo tra il '90 e il '91, ma non basta. Inspiegabilmente mancano sia l'ultimo volume, L'uomo dalla pistola d'oro
(#12), che la seconda antologia Octopussy
(#12/2), ma almeno gli ultimi 4 sono nell'ordine giusto. In pratica mancano i libri usciti dopo la morte di Fleming. Le traduzioni sono le stesse delle edizioni precedenti.
EUROCLUB
Non faccio in tempo ad incominciare che già imbroglio, violo una regola, e apro una parentesi. Precedentemente alle edizioni Mondadori, più o meno nel 1980, era uscita anche un'antologia, pubblicata dall'Euroclub (che assieme al Club del Libro monopolizzava l'allora popolare fenomeno delle nuove edizioni di libri, stampati ex novo, e venduti solo per corrispondenza). Il volume, sotto il titolo accattivante di 007 licenza di avventure, rilegato e di grande formato, conteneva La spia che mi amava
(#9) assieme alle due antologie
Solo per i tuoi occhi
(#8/1)
e Octopussy
(#12/2). Non si meriterebbe più di una singola menzione se non fosse per un particolare che lo rende unico: come vedrete in seguito - a tutt'oggi è l'ultima edizione ad avere pubblicato i racconti di Fleming al completo.
TEADUE
Missione Goldfinger
#7 TEA, 10-1997 [212p - S.L.Verpelli]
007 Una cascata di diamanti
#4 TEA, 10-1997 [193p - E.Cicogna]
007 Licenza di uccidere
#6 TEA, 10-1997 [218p - C.Borelli]
007 Thunderball Operazione tuono
#8 TEA, 02-1998 [206p -O.DelBuono]
Casinò Royal
#1 TEA, 02-1998 [192p - E.Cicogna]
007 al servizio segreto di sua maestà
#10 TEA, 1998 [? - R.Irti Rossi]
007 Moonraker. Il grande slam della morte #3 TEA, 06-1998 [207p - R.Irti Rossi]
Dalla Russia con amore
#5 TEA, 06-1998 [238p - E.Cicogna]
Vivi e lascia morire
#2 TEA, 10-1998 [? - N.Bonetti]
Si vive solo due volte
#11 TEA, 10-1998 [183p. - E.Cicogna]
Sei anni dopo arriva TEADUE. Anche in questo caso partenza a grande velocità, con i primi tre volumi tutti insieme, nel 1997. Per arrivare a 10 uscite ci vogliono due anni. Ma l'ordine... no, niente, nessun ordine cronologico, siamo nell'anarchia più assoluta. Non solo, ma all'appello dei titoli questa volta mancano La spia che mi amava (#3), le due antologie
(#8/1 e #12/2) e il solito ultimo volume
(#12). Anche in questo caso le traduzioni rimangono le stesse di sempre.
Qui in mezzo ci sarebbe l'edizione uscita in allegato al quotidiano Il Giornale nel 1997, indicata in 9 uscite settimanali tra luglio e settembre dello stesso anno, su licenza dell'editore Teadue. Inserisco questa serie per dovere di cronaca, non avendoli visti davvero in giro, a parte il primo numero (che possiedo e posso quindi toccare). Questo è l'elenco le uscite indicate nella quarta di copertina del primo numero:
1 Missione Goldfinger #7
2 Licenza di Uccidere
#6
3 Una cascata di diamanti #4
4 Casinò Royale
#1
5 Dalla Russia con amore
#5
6 Moonraker
#3
7 Si vive solo due volte
#11
8 Thunderball - Operazione tuono
#8
9 Vivi e lascia morire
#2
Sì, anche qui pubblicazione parziale e senza alcun ordine cronologico. All'appello mancano La spia che mi amava (#3),
Al servizio segreto di Sua Maestà (#10), il solito L'uomo dalla pistola d'oro
(#12)
e le due antologie
(#8/1 e #12/2). Bella comunque la veste editoriale: rilegati, con sovracopertina dorata e un'immagine tratta da un film per la copertina.
Aggiornamento:
Dopo aver letto il pezzo, l'amico Nicola mi manda questa. Ora le conosciamo tutte le copertine di questa edizione!
GUANDA
Casinò Royale
#1 Guanda, 2004 [202p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire
#2 Guanda, 2004 [224p - S.Bortolussi]
Moonraker
#3 Guanda, 2005 [266p - M.Bocchiola]
Dalla Russia con Amore
#5 Guanda, 2006 [272p - E.Kampmann]
Nuove traduzioni, buone intenzioni, pubblicazione integrale e cronologica, ma solo quattro libri in tre anni, e poi ciao ciao. Purtroppo deludono sia la grafica minimalista che le intenzioni cronologiche, visto che manca all'appello Una cascata di diamanti
(#4) e si salta subito al successivo, che rimarrà anche l'ultimo uscito presso questo editore.
ALACRAN
Thrilling Cities - Le città dell'avventura Alacràn, I Saggi, 2006 [307p - A.C.Cappi]
Traffico di Diamanti Alacràn, I Saggi, 2008 [147p - A.C.Cappi]
Qui in mezzo si apre la seconda piccola parentesi. L'editrice Alacràn si inserisce nel mercato delle opere di Fleming, proponendo due suoi celebri saggi (ecco perché la chiamo parentesi). Thrilling Cities (Thrilling Cities, 1963) è una raccolta di articoli di Fleming da varie città del mondo, come una specie di guida turistica personale, tutta particolare. All'interno è contenuto il racconto breve 007 a New York, in cui l'autore incontra il proprio personaggio. Questo titolo dovrebbe essere inedito in Italia fino a questo momento.
L'altro titolo Traffico di Diamanti (The Diamond Smugglers, 1957), era già stato pubblicato dalla Garzanti negli anni '70, ed è il reportage della documentazione che Fleming si procurò mentre lavorava sul libro
Una cascata di diamanti
(#3). Questo editore ha (purtroppo) cessato di esistere da qualche anno.
ADELPHI
Casinò Royale
#1
Adelphi, 2012 [227p - M.Bocchiola]
Vivi e lascia morire
#2 Adelphi, 2012 [246p - F.Santi]
Moonraker
#3 Adelphi, 2013 [270p - M.Bocchiola]
All'inizio del 2012 arriva la notizia che sarà Adelphi a occuparsi della pubblicazione di Ian Fleming, ripartendo da capo. Sulle prime verrebbe facile contestare che non avrebbe molto senso far uscire di nuovo da capo tutta la serie, ma in effetti sono passati otto anni dall'inizio della serie Guanda. Come dite? Sì, è molto probabile che gli appassionati avessero già preso quelle edizioni comunque, e avrebbero preferito una continuaione da quel punto in poi. Comunque auguriamoci prosegua la pubblicazione senza intoppi, e vedremo se riuscirà, almeno stavolta, a completare il ciclo. Le traduzioni sono le stesse Guanda, e a tre libri pubblicati finora, la cronologia e al momento rispettata.
Veste grafica... colpa mia lo ammetto. Giro perla rete e scopro sempre nuove bellissime versioni dei libri di Fleming, con decorazioni grafiche o foto bellissime (la copertina sotto il titolo, per esempio), e quindi... mah, delusione personale anche qui. Ad un primo numero che se non altro richiamava la cover della prima edizione inglese di Casino Royal, hanno fatto seguito immagini stilizzate su sfondo nero. Ma vedere che due su tre copertine hanno gli stessi soggetti usati sulle cover della Guanda (la carta da gioco per Casinò e il razzo per Moonraker) mi suggerisce che ci sia ben poca fantasia in circolazione.
Abbiamo terminato. Sì, esistono dei seguiti, romanzi dedicati all'agente doppio zero, realizzati da autori diversi nel corso degli anni, ma questo sarà l'argomento di un post futuro, prima o poi. E se se qualcuno lo chiede, l'autore di questo post possiede l'edizione completa, ma divisa in diverse edizioni, tutte Garzanti, tutte recuperate tra remainders ed offerte nelle edicole della stazione (ad 1 euro!!), più alcuni doppioni, edizioni prese per curiosità o per la convenienza dell'offerta. Non avranno la stessa dimensione, la rilegatura e nemmeno la costolina del colore giusto, alcuni non hanno nemmeno la sovracopertina, qualcuno ha la copertina sbiadita, ma hanno un unico e insuperabile vantaggio: è una serie completa.
E finire una serie, per un appassionato, a volte è davvero la cosa più importante.
lunedì 10 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
L'amico smarrito
![]() |
| © Dupuis/Editrice Cenisio |
In seguito non ci furono altre occasioni per ulteriori incontri. Era stato un evento solitario, e lo sapevamo, ma persisteva il ricordo piacevole. Passarono diversi anni prima di rivederci. Era primavera (o autunno o estate) e ce lo trovammo dinnanzi, durante una passeggiata ai giardini pubblici. Non solo, viveva da quelle parti, e l'avventura finalmente riprese.
E rimase tale per anni, molti anni. Tante imprese, avventure vissute con la fantasia, tutto quello che può accattivare gli interessi di un ragazzino, che cresce, e cresce, e cresce. Altri amici si aggiungevano alla compagnia nel frattempo, mentre i tuoi centimetri di altezza aumentano e le scuole cambiano, ma Lui aveva sempre un posto speciale, e nessuno riusciva a scalzarlo veramente. Due volte all'anno ci incontravamo, e ricominciava l'avventura, la sorpresa, e l'esotismo.
Che non potesse durare per sempre lo immaginavo, e infatti accadde. Da un certo momento in poi scomparve. Non passava più per quei giardini pubblici. Ma in fondo c'erano altri amici che riempivano quel vuoto, e ormai non ci pensavi troppo, anche se ti mancavano avventura, sorpresa ed esotismo, ottenute in quel modo.
![]() |
| © Dupuis/Alessandro Editore |
Ma niente è davvero completamente per sempre, e i cambiamenti sono all'ordine del giorno. La scomparsa anche dell'altro genitore è questa nuova motivazione. Un brutto colpo. E adesso?
Farà tutto da solo l'unico genitore rimasto, quello acquisito. Ormai conosce bene questo figlioccio, meglio di chiunque altro. E quindi l'avventura continuerà (anche se un po' meno incalzante), la sorpresa pure (non regolare, ma saltuaria), il tutto condito con un po' di esotismo. Sono gli anni in cui scopro che non sono il suo unico amico, che ce ne sono altri, che siamo davvero in TANTI a volergli bene.
Mandate ancora in avanti l'orologio. Ancora il tempo che scorre, e il genitore superstite un giorno si ritira. Ridi e scherza è passato parecchio tempo. Troppo faticoso, l'età avanza, e il genitore lascerà il figliolo ad altri tutori, e tutto continuerà come prima. Ci vuole un po' affinché arrivino i genitori adottivi.
E che tutto ricominci come se non fosse successo nulla.
O almeno credi. Speri. Vuoi disperatamente sia così.
Arriva il grande giorno, il suo ritorno è vicino. E quando è il momento lo incontri. E' lì, come al solito. Tutto a posto, no?
No. Te ne accorgi dopo qualche minuto in sua compagnia. Un leggero disagio che aumenta, e alla fine quello che rimane non ti piace.
Ma prima di saperne di più dobbiamo tornare alle origini, e raccontare di nuovo la storia. Da un'altro punto di vista.
![]() |
| Victor Hubinon © Dupuis/Editrice Cenisio |
Aerei, piloti della marina americana, una portaerei, misteri, posti esotici, intrighi e colpi di scena, trappole e controtrappole, spie e cattivi come piovesse. Questo era Buck Danny. Avevo già la passione per gli aerei, o questa mi venne dopo la lettura del fumetto? Mystero. Charlier era un appassionato di aerei, le sue descrizioni dell'aviazione erano credibili e si vedeva dai dettagli che riusciva a raccontare.
A pubblicarlo in Italia è l'Editrice Cenisio, in una serie di albi brossurati, da edicola, e quando lo riscopro da ragazzino, trovandolo esposto in un'edicola ai giardini pubblici, imparerò che ne sono usciti altri nel frattempo. Si recuperano gli arretrati, comprandoli in quell'edicola che quell'estate (o primavera o autunno) li aveva tutti esposti per vuotare il magazzino, e quelli che non trovi si ordinano via posta, spedendo il loro costo in francobolli (ce la cavavamo anche senza PayPal ), prendendoli piano piano, unica lettura regolare a fumetti di quel periodo oltre ai classici di Topolino. Ogni sei mesi un numero regolare, e nei periodi intermedi, gli arretrati.
L'edizione italiana non seguiva fedelmente la cronologia originale, si vedeva dagli aerei differenti che i protagonisti guidavano nelle varie storie, ma non aveva importanza: Polo Nord, Malesia, India, il Tibet e il sudamerica, tutti i posti più esotici del mondo diventavano il palcoscenico di quelle avventure. Charlier creava storie solide, inseriva cattivi che organizzavano trappole diaboliche per ingannare i protagonisti, che quindi passavano il resto della vicenda a cercare di trovare un modo per sfuggire a quelle trappole. Hubinon disegnava ogni tipo di aereo (inventandoli dove serviva), ogni panorama possibile, ogni oceano in tempesta.
![]() |
| Francis Bergèse © Dupuis |
Escono un po' di albi, fai in tempo ad entusiasmarti di nuovo che... un brutto giorno del 1989 ci lascia anche Charlier, uno dei maggiori sceneggiatori francesi di fumetti di sempre. Adesso si occuperà di tutto Bergèse. Dopo un albo transitorio con una sceneggiatura "della vita" (l'unica che scriverà) di De Douhet, ambientata nella lontana Unione Sovietica, Bergèse prende il controllo totale della serie. In Italia Alessandro editore non lo segue da subito, ma recupererà ogni lacuna in seguito, per la gioia degli appassionati. Gli albi ora sono cartonati.
![]() |
| Francis Bergèse © LeFrancq |
Charlier era sicuramente un fuoriclasse, ma Bergèse lascia comunque un ottimo ricordo. E' solo un po' cambiato il ritmo, ha introdotto personaggi nuovi, ha mantenuto certi meccanismi ripetendoli talvolta anche troppo (Sonny e il cane dell'ammiraglio), ma nulla di tale da farti dispiacere la cosa. L'avventura continuava.
Quindi, che cosa accadrà dopo di lui?
Per questa nuova fase c'è bisogni di un altra lunga pausa: serve un nuovo staff, uno sceneggiatore che sia appassionato di aeronautica, e disegnatore altrettanto in gamba. A effettuare la scelta sono gli editori francesi in accordo col figlio di Charlier, che cura attualmente gli interessi dei personaggi creati dal padre. Arriva finalmente l'annuncio, ai testi arriverà Frédéric Zumbiehl, già autore di altre serie aviatorie, per cui promette bene. Ai disegni Francis Winis, di cui non sai nulla.
![]() |
| © Dupuis/Alessandro Editore |
Ma sopratutto niente trappole. Niente inganni e niente corsa per sfuggire a tutto questo. Una storia... "normale".
Senti la mancanza delle trappole che Charlier creava per i protagonisti. Ti manca quella sensazione di acqua alla gola quando ti domandavi "E ora come se la caveranno?". E se la cavavano sempre.
Sorry. Questo è un post sul disagio. Questo non è l'amico che ho conosciuto io e che mi ha accompagnato per tutto questo tempo. E' un altro. Ci assomiglia, veste allo stesso modo... ma non è lui. Vi è mai capitato di avere un caro amico, e rendervi conto che col tempo che passa lui cambia? Che non vi saluta, che non vi chiede più come va, o che arriva ad evitarvi per qualche motivo chiaro solo a lui? Perchè si è sposato, o ha cambiato hobby, o ha gettato via tutte le collezioni che aveva prima, i motivi possono essere tanti. La sensazione è la stessa. Lo incroci e quasi non vi salutate più. E quell'amico è ormai smarrito.
Non mi piace parlare male di qualcosa. Sono dell'idea che sia più utile indicare le cose belle, e ignorare tutte le altre.
lasciare passare (perché sono gli stessi errori che faccio io e che devo farmi la guerra per evitare di farli ancora), e non dirò che non mi piacciono le esplosioni (nemmeno a Bergèse riuscivano proprio tutte bene, e pure io ogni tanto esagero...). Lascio questi confronti ad altri.
A me rimane il rammarico che il vecchio amico non è più lui. Ha i suoi vestiti, il suo aspetto e la sua voce, ma è cambiato. Promette ancora, ma non mantiene: niente avventura, sorpresa o esotismo. Solo un compito fatto bene, e niente più.
Sono cosciente di essere una persona diversa, di essere cresciuto, ma so anche che ha continuato a piacermi in tutte le sue evoluzioni, e durante tutta la mia crescita. Mi piaceva quando avevo 5 anni e papà rientrò con quella "busta sorpresa" che lo conteneva, e mi piaceva 40 anni dopo, leggendo l'ultimo numero disegnato da Bergése. Questo invece non riesce a piacermi.
Dice "E' il primo, dagli tempo".
Okay, il tempo te lo concedo, e continuerò a seguirti, ma dovrai conquistartelo quel posto in libreria dietro Fujiko, amico mio.
lunedì 27 gennaio 2014
Play It Again, James...
Ma sì, dai: confessatelo, senza farvi troppi problemi: quante volte, andando al cinema a vedere un film di 007, non avete aspettato con ansia quel momento particolare in cui, appena terminata la tipica scena spettacolare di inizio film, partono i titoli?
Ci sono delle costanti nella vita di ognuno di noi. Piacevoli certo, ma non quelle che uno si aspetterebbe. Chiaro, non sto parlando di massimi sistemi, della vita, l'universo e tutto quanto, ma solo di piccoli insignificanti particolari, microscopici oggetti del nostro desiderio che ci portiamo dietro nel corso degli anni.
A volte ti appassioni a questi dettagli secondari, e li esplori, come un novello Livingstone: lui cercava le sorgenti del Nilo, tu invece dei dettagli per i quali i più non si voltano nemmeno a guardare.
E possono le tue piccole grandi scoperte interessare qualcun'altro? Più spesso no, ma talvolta forse anche sì.
Non me ne vogliate, ma oggi parleremo di uno di questi. Appunto, i titoli di 007. Oh, cosa avete capito? No, non quelli dei film, quelli (come dire) li conosciamo tutti.
Oggi parliamo dei titoli dei videogiochi, di 007, per compensare quella parte di noi che a quei titoli chiede una cosa sola: "Sorprendimi!"
1997, Goldeneye (Nintendo 64)
Come passa il tempo. Il 1995 è l'anno del grande rientro di James Bond, con l'uscita dell'atteso GoldenEye, e il debutto di Pierce Brosnan nel ruolo dell'eroe. E due anni dopo uscirà il primo dei videogiochi dell'era moderna. Quel videogioco che oggi ricordiamo sopratutto perché aveva una colonna sonora inedita... tutta in MIDI.
Guardate il filmato, e non lamentatevi per la qualità delle animazioni. QUESTO era Nintendo :-)
Dei successivi sono riustito a trovare molto poco, per cui mi limiterò a citarli.
1999 Tomorrow Never Dies (Electronics Arts), anche questo due anni dopo l'uscita del film con lo stesso titolo. Poi tocca a The Worls is Not Enough (Electronic Arts, 2000), e Agent Under Fire (Electronic Arts: Xbox, PlayStation 2, GameCube, 2001)
2002 Nightfire (Eurocom: PlayStation 2, GameCube, Xbox, PC, Mac)
Nell'anno in cui al cinema esce (Die Another Day), debutta un gioco inedito, non basato su un film.
Ancora non è ufficiale, ci vorranno circa due anni prima che si scopra che La Morte può attendere (Die Another Day, 2002) sarebbe stato l'ultimo film con 007 interpretato da Brosnan. Ma lui sarà comunque ancora protagonista di ben due videogiochi, prestando la voce al personaggio, e interpretandolo, a tutti gli effetti.
Ed eccolo qua, la prima delle sorprese. Questo, oltre ad essere uno dei pochi ad essere uscito per ogni piattaforma esistente all'epoca, è il primo videogioco ad avere dei VERI titoli di testa nuovi e inediti, con una canzone apposta per l'occasione. Alla voce Esthero, con "Nearly Civilized"
2004 Everything or Nothing (Electronic Arts: PlayStation 2, GameCube, Xbox)
Secondo videogioco con Pierce Brosnan, due anni dopo il precedente.. Questa volta fanno le cose in grande. Con un titolo che andrebbe bene anche in un film, arriva un "quasi film".
Pierce Brosnan, Judi Dench, e John Cleese contribuiscono con le voci, ma arrivano anche Willem Dafoe ed Heidi Klum come "guest", su una storia scritta da Bruce Feirstein, co-sceneggiatore di GoldenEye. Insomma, quasi un vero mini-film.
La canzone dei titoli è di Mya "Everything Or Nothing". E Mya Harrison, la cantante, avrà pure una piccola parte nel gioco.
2004 GoldenEye: Rogue Agent (Electronic Arts: Game Boy, PS2, GameCube, Nintedo DS)
La musica è di Paul Oakenfield. Ovvero, è un remix di Paul Oakenfold. In alcune fonti inglesi forniscono anche l'informazione che nel gioco sarebbe contenuta un'altra canzone, in realtà pre-esistente, ma questa volta riproposta con un remix di Oakenfield, ma non avendo visto il gioco non lo posso confermare. La canzone sarebbe "If you're Gonna Jump", cantata da Natasha Bedingfield (abbastanza Bond style, a dire il vero). Nel caso, la trovate qui. L'unica cosa sicura è che Natasha sarà tra i protagonisti (solo con la voce, ovviamente) del gioco successivo.
I credits ufficiali del gioco sono questi:
2005 From Russia With Love ( Electronics Arts: Gamecube, Xbox, PS2 and PSP)
Sì, è un effetto strano rivedere nei titoli di testa il nome di Sean Connery... In realtà solo le fattezze degli attori sono riprese, e il risultato è... bizzarro ma accattivante. In fondo il film Casino Royale uscirà appena l'anno successivo, quindi il gioco è stato iniziato nel momento in cui si ignorava chi sarebbe stato il nuovo Bond. Ecco la possibile motivazione di questo ritorno alle origini.
Niente canzone, solo una riproposta del tema originale del film, ma con dei titoli suggestivi che vale la pena vedere.
2008 Quantum of Solace: The Game (Activision: PS3, PS2, Xbox 360, PC, Wii, DS)
Niente videogioco dopo il grande successo cinematografico di Casino Royale (2006), ma bisogna attendere l'uscita del successivo per avere subito a ruota un nuovo gioco, che mantiene il titolo del film, ma che segue una vicenda che coinvolge le trame di quel film e del suo successivo, l'omonimo Quantum of Solace.
Qui trovate l'intro, ma dovete attendere circa un minuto dopo l'inzio del filmato. La voce è di Kerli, la canzone è "When Nobody Loves You".
2010 007: Blood Stone (Activision: PC, PS3, Xbox 360, DS)
Si torna al progetto in grande, si chiamano nomi importanti per la canzone dei titoli, come per un film vero.
Questa volta tocca ad una coppia d'eccezione: Joss Stone alla voce, Dave Stewart alla musica (gli Eurythmics ve li ricordate, vero?). E questa davvero spacca!
2010/2011 GoldenEye 007 (Eurocom: Nintendo WII [2010]. Activision: PS 3, Xbox 360 [2011])
Possono essere da meno con il gioco successivo? Ed ecco di nuovo la canzone di Bono e The Edge, ma stavolta con la voce di Nicole Sherzinger. E' comunque curioso vedere (e sentire) un GoldenEye con il nome di Daniel Craig al posto di quello di Brosnan.
E finiamo qua, per il momento, Il gioco successivo, 007 Legends (2012, Activision), non ci regala sequenze con titoli inediti. Nel filmato qui sotto dovete arrivare fino al minuto 2:20 perché comincino i titoli, che sono un ri-arrangiamento strumentale del classico tema di Goldfinger. Essendo il gioco una riproposta di diverse scene presa da vari film del passato, ignoro che ci siano altri titoli per altri schemi.
Eh, magari. Ma nella vita mica tutti hanno il tempo libero per fare tutto quello che vorrebbero fare? Sono benissimo consapevole che non posso riuscire a leggere tutti i libri che vorrei, i fumetti che vorrei, a vedere i film i DVD e i telefilm che vorrei, ad ascoltare i CD che vorrei ed a giocare ai videogiochi che vorrei. E invidio che ci riesce (ma che presumo non riesca a fare molto altro nella vita, per mille sabordi!).
E infatti giocai solamente a Nightfire, e mi divertii parecchio. Sì, era uno sparatutto (lo so benissimo), ma in fondo era divertente essere James Bond e aspettare il momento in cui completavi uno schema, e partiva il filmato che annuciava il completamento di quello schema, che ti chiedeva solo di sederti e assistere allla scena spettacolare che seguiva, prima di iniziare lo schema successivo. Alla fine salvavi il mondo, ricevevi il bacio della bella, e potevi tornare sulla terra, spegnere il PC, e dedicarti alla tua giornata quotidiana.
Compito non meno difficile, beninteso.
Se vi va, date le vostre preferenze nei commenti. Quale sigla avete preferito?
Ci sono delle costanti nella vita di ognuno di noi. Piacevoli certo, ma non quelle che uno si aspetterebbe. Chiaro, non sto parlando di massimi sistemi, della vita, l'universo e tutto quanto, ma solo di piccoli insignificanti particolari, microscopici oggetti del nostro desiderio che ci portiamo dietro nel corso degli anni.
A volte ti appassioni a questi dettagli secondari, e li esplori, come un novello Livingstone: lui cercava le sorgenti del Nilo, tu invece dei dettagli per i quali i più non si voltano nemmeno a guardare.
E possono le tue piccole grandi scoperte interessare qualcun'altro? Più spesso no, ma talvolta forse anche sì.
Non me ne vogliate, ma oggi parleremo di uno di questi. Appunto, i titoli di 007. Oh, cosa avete capito? No, non quelli dei film, quelli (come dire) li conosciamo tutti.
Oggi parliamo dei titoli dei videogiochi, di 007, per compensare quella parte di noi che a quei titoli chiede una cosa sola: "Sorprendimi!"
1997, Goldeneye (Nintendo 64)
Come passa il tempo. Il 1995 è l'anno del grande rientro di James Bond, con l'uscita dell'atteso GoldenEye, e il debutto di Pierce Brosnan nel ruolo dell'eroe. E due anni dopo uscirà il primo dei videogiochi dell'era moderna. Quel videogioco che oggi ricordiamo sopratutto perché aveva una colonna sonora inedita... tutta in MIDI.
Guardate il filmato, e non lamentatevi per la qualità delle animazioni. QUESTO era Nintendo :-)
Dei successivi sono riustito a trovare molto poco, per cui mi limiterò a citarli.
1999 Tomorrow Never Dies (Electronics Arts), anche questo due anni dopo l'uscita del film con lo stesso titolo. Poi tocca a The Worls is Not Enough (Electronic Arts, 2000), e Agent Under Fire (Electronic Arts: Xbox, PlayStation 2, GameCube, 2001)
2002 Nightfire (Eurocom: PlayStation 2, GameCube, Xbox, PC, Mac)
Nell'anno in cui al cinema esce (Die Another Day), debutta un gioco inedito, non basato su un film.
Ancora non è ufficiale, ci vorranno circa due anni prima che si scopra che La Morte può attendere (Die Another Day, 2002) sarebbe stato l'ultimo film con 007 interpretato da Brosnan. Ma lui sarà comunque ancora protagonista di ben due videogiochi, prestando la voce al personaggio, e interpretandolo, a tutti gli effetti.
Ed eccolo qua, la prima delle sorprese. Questo, oltre ad essere uno dei pochi ad essere uscito per ogni piattaforma esistente all'epoca, è il primo videogioco ad avere dei VERI titoli di testa nuovi e inediti, con una canzone apposta per l'occasione. Alla voce Esthero, con "Nearly Civilized"
2004 Everything or Nothing (Electronic Arts: PlayStation 2, GameCube, Xbox)
Secondo videogioco con Pierce Brosnan, due anni dopo il precedente.. Questa volta fanno le cose in grande. Con un titolo che andrebbe bene anche in un film, arriva un "quasi film".
Pierce Brosnan, Judi Dench, e John Cleese contribuiscono con le voci, ma arrivano anche Willem Dafoe ed Heidi Klum come "guest", su una storia scritta da Bruce Feirstein, co-sceneggiatore di GoldenEye. Insomma, quasi un vero mini-film.
La canzone dei titoli è di Mya "Everything Or Nothing". E Mya Harrison, la cantante, avrà pure una piccola parte nel gioco.
2004 GoldenEye: Rogue Agent (Electronic Arts: Game Boy, PS2, GameCube, Nintedo DS)
La musica è di Paul Oakenfield. Ovvero, è un remix di Paul Oakenfold. In alcune fonti inglesi forniscono anche l'informazione che nel gioco sarebbe contenuta un'altra canzone, in realtà pre-esistente, ma questa volta riproposta con un remix di Oakenfield, ma non avendo visto il gioco non lo posso confermare. La canzone sarebbe "If you're Gonna Jump", cantata da Natasha Bedingfield (abbastanza Bond style, a dire il vero). Nel caso, la trovate qui. L'unica cosa sicura è che Natasha sarà tra i protagonisti (solo con la voce, ovviamente) del gioco successivo.
I credits ufficiali del gioco sono questi:
2005 From Russia With Love ( Electronics Arts: Gamecube, Xbox, PS2 and PSP)
Sì, è un effetto strano rivedere nei titoli di testa il nome di Sean Connery... In realtà solo le fattezze degli attori sono riprese, e il risultato è... bizzarro ma accattivante. In fondo il film Casino Royale uscirà appena l'anno successivo, quindi il gioco è stato iniziato nel momento in cui si ignorava chi sarebbe stato il nuovo Bond. Ecco la possibile motivazione di questo ritorno alle origini.
Niente canzone, solo una riproposta del tema originale del film, ma con dei titoli suggestivi che vale la pena vedere.
Niente videogioco dopo il grande successo cinematografico di Casino Royale (2006), ma bisogna attendere l'uscita del successivo per avere subito a ruota un nuovo gioco, che mantiene il titolo del film, ma che segue una vicenda che coinvolge le trame di quel film e del suo successivo, l'omonimo Quantum of Solace.
Qui trovate l'intro, ma dovete attendere circa un minuto dopo l'inzio del filmato. La voce è di Kerli, la canzone è "When Nobody Loves You".
2010 007: Blood Stone (Activision: PC, PS3, Xbox 360, DS)
Si torna al progetto in grande, si chiamano nomi importanti per la canzone dei titoli, come per un film vero.
Questa volta tocca ad una coppia d'eccezione: Joss Stone alla voce, Dave Stewart alla musica (gli Eurythmics ve li ricordate, vero?). E questa davvero spacca!
2010/2011 GoldenEye 007 (Eurocom: Nintendo WII [2010]. Activision: PS 3, Xbox 360 [2011])
Possono essere da meno con il gioco successivo? Ed ecco di nuovo la canzone di Bono e The Edge, ma stavolta con la voce di Nicole Sherzinger. E' comunque curioso vedere (e sentire) un GoldenEye con il nome di Daniel Craig al posto di quello di Brosnan.
E finiamo qua, per il momento, Il gioco successivo, 007 Legends (2012, Activision), non ci regala sequenze con titoli inediti. Nel filmato qui sotto dovete arrivare fino al minuto 2:20 perché comincino i titoli, che sono un ri-arrangiamento strumentale del classico tema di Goldfinger. Essendo il gioco una riproposta di diverse scene presa da vari film del passato, ignoro che ci siano altri titoli per altri schemi.
E abbiamo terminato anche questa impetuosa rassegna di titoli di testa. E strada facendo è stato anche bello vedere come si sono evolute le piattaforme dei videogiochi, dalla Nintendo alla Wii.
Adesso... lo sò benissimo che più di qualcuno adesso si domanderà "Ma questo li ha giocati davvero tutti?".Eh, magari. Ma nella vita mica tutti hanno il tempo libero per fare tutto quello che vorrebbero fare? Sono benissimo consapevole che non posso riuscire a leggere tutti i libri che vorrei, i fumetti che vorrei, a vedere i film i DVD e i telefilm che vorrei, ad ascoltare i CD che vorrei ed a giocare ai videogiochi che vorrei. E invidio che ci riesce (ma che presumo non riesca a fare molto altro nella vita, per mille sabordi!).
E infatti giocai solamente a Nightfire, e mi divertii parecchio. Sì, era uno sparatutto (lo so benissimo), ma in fondo era divertente essere James Bond e aspettare il momento in cui completavi uno schema, e partiva il filmato che annuciava il completamento di quello schema, che ti chiedeva solo di sederti e assistere allla scena spettacolare che seguiva, prima di iniziare lo schema successivo. Alla fine salvavi il mondo, ricevevi il bacio della bella, e potevi tornare sulla terra, spegnere il PC, e dedicarti alla tua giornata quotidiana.
Compito non meno difficile, beninteso.
Se vi va, date le vostre preferenze nei commenti. Quale sigla avete preferito?
martedì 31 dicembre 2013
Anomalie di fine stagione
Un anno sta finendo, e qualcuno dice che in quel momento bisogna fare il bilancio.
Qualcun'altro dice che bisogna prendere chi dice che bisogna fare il bilancio e abbandonarlo nel primo grill sull'autostrada, così impara a dare consigli utili. Altri dicono che è un giorno come un altro. Chissà, magari hanno ragione tutti, e magari hanno tutti torto, e forse nell'ultimo dell'anno non devi fare niente di speciale, se non sperare che il prossimo anno sia migliore di questo (e che ci vuole? Direte voi).
In questo momento, in questa pagina di questo blog, io lo utilizzerò per rivelare una curiosa scoperta venuta fuori dagli oscuri meandri della rete.
Ogni tanto ammetto di avere dei momenti di protagonismo. Sì, lo confesso. Inserisco il mio nome su Google, scelgo Google immagini, e osservo i risultati. Dài, siamo disegnatori, lo facciamo spesso, siamo esseri umani e ci teniamo a sapere cosa si trova di nostro associato al nostro nome. E siccome non sono così famoso da avere gente che venda su eBay qualcosa di mio, osservo solo per curiosità cosa si trova in giro, cosa circola senza che io ne abbia il controllo.
Spesso poi, quando incontri qualcuno che non legge fumetti ma vuole che tu gli dica assolutamente DOVE lavori, salvo poi confessare che non ha idea di cosa sia (ecco perché quando capita a me cerco sempre di rimanere sul vago), finisci per dirgli di cercare il tuo nome su Google. Fare altrimenti mi parrebbe come cercare di spiegare al telefono come si ripara uno stereo giapponese.
Ma Google ti viene incontro. Si trovano informazioni, immagini, tutto ciò che serve che sappia chi vuole conoscere qualcosa di tal disegnatore, specie se sei nell'ambiente da più di quindici anni.
Digiti, e guardi il risultato: qualla foto con la maglietta di Batman (perché mai proprio quella? Boh), le immagini del blog, la copertina di facebook, il link alle varie immagini da quell'intervista un po' folle a uBC che ti fece Platonirico, immagini da vari Lambiek, le anteprime dal sito Bonelli e da terre di confine, con l'intervista doppia assieme a Carlo. E i disegni fatti per i fan alle fiere, pubblicati da loro su blog o siti, sia quelli fatti con calma che quelli fatti in piedi, magari di corsa, magari un po' buffi, ma che ricordi comunque con affetto. E guarda, ci sono pure i papermodel-fan dedicati a Michel Vaillant, pure la gif della macchinetta che avevi disegnato per il videogioco GP2 e che è scaricabile gratuitamente in rete, e giù giù anche molto materiale dello sfortunato Harry Moon e pure i disegni che hai messo solo su DevianArt, ma che là non sono visibili ai non iscritti perché hai attivato un filtro.
Okay, ma Ma queste sono le cose normali, e da che mondo è mondo le notizie le fanno le anomalie, non la normalità. L'unico film dedicato alla missione Apollo è quello sull'unica che sulla Luna non ci arrivò mai (Apollo 13), ergo chi siamo noi per opporci a tutto ciò?
Questo pezzo non sarà dedicato alle immagini normali.
Sarà dedicato all'anomalia.
What? Quale anomalia?
La seconda pagina di fumetti ad apparire (la prima è Anjce, da non credere...) è questa che vedete al fianco.
Appartiene ad una pagina di uBC, a suo tempo uno dei migliori siti dedicati ai fumetti Bonelli, pieno di pagine dedicate ad ogni serie Bonelli, a recensioni e analisi di ogni numero possibile, a dossier sui avri personaggi. Oh, una volta si faceva spesso, poi i tempi sono - purtroppo - cambiati. La pagina in particolare è tratta da un'anteprima del dicembre 1998 dedicata all'uscita prevista per il marzo successivo del primo numero di Jonathan Steele. Nell'articolo si postavano diverse pagine estratte da storie varie in lavorazione, che sarebbero uscite nei primi numeri.
"E allora?" domanda Pippo Pappo, lettore occasionale che ha seguito paro paro il mio ragionamento (e che per questo merita la menzione).
"Dov'è l'anomalia? Cosa c'è di strano" insiste lui.
Semplice, amico mio: questa pagina non esiste.
Nella storia non c'è.
La storia a cui fa riferimento è Il volo dell'Albatross, che uscirà nei numeri 22, 23 e parte del 24, nei primi mesi del 2001, quella che sarà la mia terza storia Bonelli. E nella narrazione non si verifica una situazione simile, non accade nulla del genere. Myriam non indossa mai un abito da Hostess, il mago con la faccia di Vangelis non muore in quel modo.
Oh, nulla di troppo drammatico, tranquilli e niente panico, succede spesso. Quella che doveva essere la mia prima storia di JS divenne in realtà la seconda, e uscì solo dopo la precedente, con due anni di ritardo, con qualche... cambiamento. Una storia prima di arrivare alla sua conclusione può subire modifiche e variazioni impreviste all'inizio del lavoro. Errori, cambi di idee, variazioni nella continuity, i motivi possono essere diversi. In questo caso la pagina è tratta di una breve scena di come avrebbe dovuto evolversi la storia nella prima stesura. Ma qualcosa accade. Un giorno lo sceneggiatore (Federico) si accorge di una cosa, e ci pensa, e ci ripensa, e ci pensa ancora, e arriva l'idea definitiva, che ti fa' cambiare tutto, allunga la storia di un albo e la rende speciale. E quella sarà la storia che tutti conosciamo.
Ma la mia prima pagina di Jonathan su Google immagini è una che non è mai stata pubblicata. Tra oltre mille pagine disegnate.
Solo io lo trovo insolitamente... ironico?
Oh, questo mi permetterebbe anche di fare un sacco di considerazioni aggiuntive: il fatto che nessuno se ne sia mai accorto; che i fan che riescono a trovare ogni cosa possibile e curiosa sui fumetti non trovano davvero tutto; o che sia ancora disponibile in rete un dossier enorme e ricco di dati che probabilmente nessuno visita più da anni; che in rete ci sono di sicuro centinaia di migliaia di pagine di siti del passato che nessuno visita più, come fantasmi, nascoste nei vicoli in ombra, pronte a venire fuori a sorpresa. Ma ci sarà sicuramente un momento in futuro per approfondire queste considerazioni, ma solo avendo tempo e - sopratutto - voglia. Oggi ci fermiamo all'anomalia.
Perchè come i fantasmi sono pronti a venire alla luce del sole da un momento all'altro.
O grazie a Google.
Se ogni epoca deve avere i suoi fantasmi, a noi toccano quelli della rete.
Dai, questo non è troppo negativo.
Buon 2014, gente.
Qualcun'altro dice che bisogna prendere chi dice che bisogna fare il bilancio e abbandonarlo nel primo grill sull'autostrada, così impara a dare consigli utili. Altri dicono che è un giorno come un altro. Chissà, magari hanno ragione tutti, e magari hanno tutti torto, e forse nell'ultimo dell'anno non devi fare niente di speciale, se non sperare che il prossimo anno sia migliore di questo (e che ci vuole? Direte voi).
In questo momento, in questa pagina di questo blog, io lo utilizzerò per rivelare una curiosa scoperta venuta fuori dagli oscuri meandri della rete.
Ogni tanto ammetto di avere dei momenti di protagonismo. Sì, lo confesso. Inserisco il mio nome su Google, scelgo Google immagini, e osservo i risultati. Dài, siamo disegnatori, lo facciamo spesso, siamo esseri umani e ci teniamo a sapere cosa si trova di nostro associato al nostro nome. E siccome non sono così famoso da avere gente che venda su eBay qualcosa di mio, osservo solo per curiosità cosa si trova in giro, cosa circola senza che io ne abbia il controllo.
Spesso poi, quando incontri qualcuno che non legge fumetti ma vuole che tu gli dica assolutamente DOVE lavori, salvo poi confessare che non ha idea di cosa sia (ecco perché quando capita a me cerco sempre di rimanere sul vago), finisci per dirgli di cercare il tuo nome su Google. Fare altrimenti mi parrebbe come cercare di spiegare al telefono come si ripara uno stereo giapponese.
Digiti, e guardi il risultato: qualla foto con la maglietta di Batman (perché mai proprio quella? Boh), le immagini del blog, la copertina di facebook, il link alle varie immagini da quell'intervista un po' folle a uBC che ti fece Platonirico, immagini da vari Lambiek, le anteprime dal sito Bonelli e da terre di confine, con l'intervista doppia assieme a Carlo. E i disegni fatti per i fan alle fiere, pubblicati da loro su blog o siti, sia quelli fatti con calma che quelli fatti in piedi, magari di corsa, magari un po' buffi, ma che ricordi comunque con affetto. E guarda, ci sono pure i papermodel-fan dedicati a Michel Vaillant, pure la gif della macchinetta che avevi disegnato per il videogioco GP2 e che è scaricabile gratuitamente in rete, e giù giù anche molto materiale dello sfortunato Harry Moon e pure i disegni che hai messo solo su DevianArt, ma che là non sono visibili ai non iscritti perché hai attivato un filtro.
Okay, ma Ma queste sono le cose normali, e da che mondo è mondo le notizie le fanno le anomalie, non la normalità. L'unico film dedicato alla missione Apollo è quello sull'unica che sulla Luna non ci arrivò mai (Apollo 13), ergo chi siamo noi per opporci a tutto ciò?
Questo pezzo non sarà dedicato alle immagini normali.
Sarà dedicato all'anomalia.
What? Quale anomalia?
La seconda pagina di fumetti ad apparire (la prima è Anjce, da non credere...) è questa che vedete al fianco.
Appartiene ad una pagina di uBC, a suo tempo uno dei migliori siti dedicati ai fumetti Bonelli, pieno di pagine dedicate ad ogni serie Bonelli, a recensioni e analisi di ogni numero possibile, a dossier sui avri personaggi. Oh, una volta si faceva spesso, poi i tempi sono - purtroppo - cambiati. La pagina in particolare è tratta da un'anteprima del dicembre 1998 dedicata all'uscita prevista per il marzo successivo del primo numero di Jonathan Steele. Nell'articolo si postavano diverse pagine estratte da storie varie in lavorazione, che sarebbero uscite nei primi numeri.
"E allora?" domanda Pippo Pappo, lettore occasionale che ha seguito paro paro il mio ragionamento (e che per questo merita la menzione).
"Dov'è l'anomalia? Cosa c'è di strano" insiste lui.
Semplice, amico mio: questa pagina non esiste.
Nella storia non c'è.
La storia a cui fa riferimento è Il volo dell'Albatross, che uscirà nei numeri 22, 23 e parte del 24, nei primi mesi del 2001, quella che sarà la mia terza storia Bonelli. E nella narrazione non si verifica una situazione simile, non accade nulla del genere. Myriam non indossa mai un abito da Hostess, il mago con la faccia di Vangelis non muore in quel modo.
Oh, nulla di troppo drammatico, tranquilli e niente panico, succede spesso. Quella che doveva essere la mia prima storia di JS divenne in realtà la seconda, e uscì solo dopo la precedente, con due anni di ritardo, con qualche... cambiamento. Una storia prima di arrivare alla sua conclusione può subire modifiche e variazioni impreviste all'inizio del lavoro. Errori, cambi di idee, variazioni nella continuity, i motivi possono essere diversi. In questo caso la pagina è tratta di una breve scena di come avrebbe dovuto evolversi la storia nella prima stesura. Ma qualcosa accade. Un giorno lo sceneggiatore (Federico) si accorge di una cosa, e ci pensa, e ci ripensa, e ci pensa ancora, e arriva l'idea definitiva, che ti fa' cambiare tutto, allunga la storia di un albo e la rende speciale. E quella sarà la storia che tutti conosciamo.
Ma la mia prima pagina di Jonathan su Google immagini è una che non è mai stata pubblicata. Tra oltre mille pagine disegnate.
Solo io lo trovo insolitamente... ironico?
Oh, questo mi permetterebbe anche di fare un sacco di considerazioni aggiuntive: il fatto che nessuno se ne sia mai accorto; che i fan che riescono a trovare ogni cosa possibile e curiosa sui fumetti non trovano davvero tutto; o che sia ancora disponibile in rete un dossier enorme e ricco di dati che probabilmente nessuno visita più da anni; che in rete ci sono di sicuro centinaia di migliaia di pagine di siti del passato che nessuno visita più, come fantasmi, nascoste nei vicoli in ombra, pronte a venire fuori a sorpresa. Ma ci sarà sicuramente un momento in futuro per approfondire queste considerazioni, ma solo avendo tempo e - sopratutto - voglia. Oggi ci fermiamo all'anomalia.
Perchè come i fantasmi sono pronti a venire alla luce del sole da un momento all'altro.
O grazie a Google.
Se ogni epoca deve avere i suoi fantasmi, a noi toccano quelli della rete.
Dai, questo non è troppo negativo.
Buon 2014, gente.
venerdì 29 novembre 2013
Presto, prestissimo, quasi mai
Un mese passato senza post. Che accade? Cos'è che ha contribuito a violare quella piacevola abitudine dell'anno in corso, che spingeva questo disegnatore ad aggiornare almeno una volta al mese il blog, con qualche articolo anzichenò interessante (quando andava bene) o qualche ragionamento soliloquiale (quando andava meno bene)?
Niente di grave. Un paio di pezzi che mi manca il tempo di completare, un racconto a cui non mi decido di dare il taglio definitivo, oppure considerazioni che posso fare a voce ma che non metterei mai in un blog, e che negherei con forza di avere mai detto (dai, càpita a tutti noi, qualche volta), e così un giorno guardi e ti rendi conto che è passato un mese, e quindi...
Oh, intendiamoci, argomenti ne posso mettere, ma a volte ce ne sono di piccoli, quasi insignificanti, tali da non essere suffucienti da soli.
E poi una sera mi viene in mente una vecchia regola di alcuni telefilm di un tempo. Se avevi una storia debole, o senza troppe possibilità di sviluppi, allora la mettevi assieme ad un'altra storia debole, e ne poteva venire fuori una buona puntata: due mezze storie facevano una storia completa, e tutti erano contenti.
Oggi quindi avremo una di quelle storie.
San Donà del Piave ospita ogni anno una piacevole fiera di fumetti. E' diventato ormai uno di quegli appuntamenti che non mi perdo mai negli anni recenti, perchè non è troppo lontano, e perchè ci vado in compagnia di amici; è poi perché tra mille fiere dedicate a cosplayer e gadgets, qui riesci ancora a trovare negozianti di soli fumetti, con roba interessante, che ti permette di tornare a casa con qualcosa in più da leggere.
Ogni anno ospitano anche mostre ed incontri con autori ospiti, e a differenza di altre fiere più titolate, qui chi fà le domande dimostra di conoscere bene il suo interlocutore e la sua produzione, e scusate se è poco.
Come al solito il vostro caro Jack ha girato in largo e ha realizzato un breve filmato. Se non vi sembra chissà cosa, pensate che qui, a differenza dell'ultima Lucca Comics, almeno si riusciva a camminare.
Nel frattempo, ai primi di novembre è uscito in edicola qualcosa che mi ha visto partecipare. Sì, è arrivato l'immancabile momento dello spot. Evviva!!
Sulla collana Universo Alfa (Sergio Bonelli Editore), è uscito il numero Guerra Futura 2115. Testi dell'infaticabile Stefano Vietti, e coi disegni di una buona squadra: Max Bertolini, Michela Da Sacco, Ivan Fiorelli, Oskar Scalco, il sottoscritto e Stefano Santoro, con uno sguardo a posteriori ad alcuni eventi della guerra dei Mondi che è imperversata sulle pagine di Nathan Never un anno fà.
Un certo numero di pagine a matita della sezione disegnata da Oskar sono mie, ma non mettetevi a cercarle, perché quando il lavoro è di squadra, l'insieme è superiore alla somma della parti, e il risultato di questo lavoro non può che essere una conferma di questa legge universale.
Un'altro piccino che arriva in casa, che mi ha permesso di apparire con qualcosa anche in questo 2013, visto che tutte le cose cominciate da tempo non è previsto che escano prima del prossimo anno, e questo rischiava di essere un anno senza uscite del sottoscritto. E quindi, nell'attesa di ulteriori uscite future, porgo il benvenuto al volumetto di Universo Alfa, che da adesso occuperà anche lui un posticino speciale nella biblioteca e nel cuore del tenero Jack.
Ai primi di ottobre ho partecipato all'annuale ritrovo degli ex commilitoni del mio servizio di leva militare, svoltosi a cavallo tra il 1984 e il successivo, nella ridente località di Arzene, dalla parti di Valvasone, frazione di Casarsa, vicino a Pordenone, a due passi dal Tagliamento. Ormai è diventato un'altro immancabile appuntamento fisso, per rivedere vecchi amici e ritrovare posti che avevi dimenticato, e scoprire come il progresso ha modificato dei posti sperduti che pensavi destinati a rimanere tali per sempre. E per vedere l'effetto del tempo in altri posti, che davvero sono rimasti tali.
E così, oltre a fornirti una location da indicare per girare un film del dopobomba (sempre che un talentuoso cineasta pensasse di chiederlo proprio a te, evento altamente improbabile), ti permette un viaggio del tempo virtuale che ha un sapore di amarcord, e che ti permetterà di scrivere forse sì e forse no, un pezzo futuro per il blog.
Se un giorno avrete mai la malaugurata occasione di passare per per Gorizia, e non perché siete diretti ai Casinò della vicina Slovenja, girando per la città potreste avere l'occasione di incrociare e vedere qualcosa di curioso. Un'autobus con un curioso disegno fumettoso su un fianco, e una citazione di Ungaretti dall'altro. Per iniziativa della provincia di Gorizia, e i mezzi della locale APT, ecco che gira per la città un autobus la riproduzione di un disegno del vostro Jack su un fianco. Con grafica e colorazione dello studio grafico che si è occupato del progetto.
Una mattina che avevo appena compiuto con grande coraggio un'impresa eroica (pagato bollette), uscendo dalla posta avevo l'occasione di vederlo pronto e in attesa di entrare in servizio. In quel momento ho pensato un paio di cose: che fosse un segno del destino che mi ringraziava di non aver posticipato l'impresa eroica, e che vederlo così grande era bello. Che sarebbe stato maledettamente figo tirarsela dicendo "L'ho fatto io", quando la gente ti chiede cosa fai per lavoro (cosa che ho fatto, ovviamente). E poi (sentimentale che non sono altro) un'altra cosa, che però scrivo in piccolo, così magari non la legge nessuno: non mi hanno invitato alla presentazione alla stampa. Destino gramo dei disegnatori locali...
Se quando li vedrete noterete qualche differenza, non vi meravigliate. Come per il duomo di Milano o la Sagrada Famlia di Barcellona, credo che la decorazione di un bus locale riguardante la guerra del 1815/18 sia anch'essa un work in progress infinito, pieno di aggiornamenti continui (per esempio i nomi in sloveno) sotto forma di adesivi posteriori.
"Ma questo ha importanza?" domanda il solito lettore curioso in cerca di scoop preziosi. No, affatto, e il disegnatore che è in me è totalmente soddisfatto, e scusate se è poco.
Un'ultima cosa: se ne vedete due, non siete sotto l'influsso dell'alcol. Pare davvero siano due, uno per le linee urbane e uno extraurbane.
Ma se per caso ne vedete tre, non scarterei l'ipotesi di un influsso alcolico...
E poi? Finito. E come in un vecchio telefilm abbiamo una puntata nuova, completa e variabile.
Certo, non la ricorderemo come una puntata indimenticabile, ma almeno ci siamo divertiti. E scusate se è poco.
Niente di grave. Un paio di pezzi che mi manca il tempo di completare, un racconto a cui non mi decido di dare il taglio definitivo, oppure considerazioni che posso fare a voce ma che non metterei mai in un blog, e che negherei con forza di avere mai detto (dai, càpita a tutti noi, qualche volta), e così un giorno guardi e ti rendi conto che è passato un mese, e quindi...
Oh, intendiamoci, argomenti ne posso mettere, ma a volte ce ne sono di piccoli, quasi insignificanti, tali da non essere suffucienti da soli.
E poi una sera mi viene in mente una vecchia regola di alcuni telefilm di un tempo. Se avevi una storia debole, o senza troppe possibilità di sviluppi, allora la mettevi assieme ad un'altra storia debole, e ne poteva venire fuori una buona puntata: due mezze storie facevano una storia completa, e tutti erano contenti.
Oggi quindi avremo una di quelle storie.
San Donà del Piave ospita ogni anno una piacevole fiera di fumetti. E' diventato ormai uno di quegli appuntamenti che non mi perdo mai negli anni recenti, perchè non è troppo lontano, e perchè ci vado in compagnia di amici; è poi perché tra mille fiere dedicate a cosplayer e gadgets, qui riesci ancora a trovare negozianti di soli fumetti, con roba interessante, che ti permette di tornare a casa con qualcosa in più da leggere.
Ogni anno ospitano anche mostre ed incontri con autori ospiti, e a differenza di altre fiere più titolate, qui chi fà le domande dimostra di conoscere bene il suo interlocutore e la sua produzione, e scusate se è poco.
Come al solito il vostro caro Jack ha girato in largo e ha realizzato un breve filmato. Se non vi sembra chissà cosa, pensate che qui, a differenza dell'ultima Lucca Comics, almeno si riusciva a camminare.
Ha solo un piccolo, quasi insignificante difetto, come fiera, ma sopratutto come fiera locale, ma lo scrivo in piccolo, così magari non se ne accorge nessuno:
a me non m'invitano mai...
Nel frattempo, ai primi di novembre è uscito in edicola qualcosa che mi ha visto partecipare. Sì, è arrivato l'immancabile momento dello spot. Evviva!!
Sulla collana Universo Alfa (Sergio Bonelli Editore), è uscito il numero Guerra Futura 2115. Testi dell'infaticabile Stefano Vietti, e coi disegni di una buona squadra: Max Bertolini, Michela Da Sacco, Ivan Fiorelli, Oskar Scalco, il sottoscritto e Stefano Santoro, con uno sguardo a posteriori ad alcuni eventi della guerra dei Mondi che è imperversata sulle pagine di Nathan Never un anno fà.
Un certo numero di pagine a matita della sezione disegnata da Oskar sono mie, ma non mettetevi a cercarle, perché quando il lavoro è di squadra, l'insieme è superiore alla somma della parti, e il risultato di questo lavoro non può che essere una conferma di questa legge universale.
Un'altro piccino che arriva in casa, che mi ha permesso di apparire con qualcosa anche in questo 2013, visto che tutte le cose cominciate da tempo non è previsto che escano prima del prossimo anno, e questo rischiava di essere un anno senza uscite del sottoscritto. E quindi, nell'attesa di ulteriori uscite future, porgo il benvenuto al volumetto di Universo Alfa, che da adesso occuperà anche lui un posticino speciale nella biblioteca e nel cuore del tenero Jack.
Ai primi di ottobre ho partecipato all'annuale ritrovo degli ex commilitoni del mio servizio di leva militare, svoltosi a cavallo tra il 1984 e il successivo, nella ridente località di Arzene, dalla parti di Valvasone, frazione di Casarsa, vicino a Pordenone, a due passi dal Tagliamento. Ormai è diventato un'altro immancabile appuntamento fisso, per rivedere vecchi amici e ritrovare posti che avevi dimenticato, e scoprire come il progresso ha modificato dei posti sperduti che pensavi destinati a rimanere tali per sempre. E per vedere l'effetto del tempo in altri posti, che davvero sono rimasti tali.
E così, oltre a fornirti una location da indicare per girare un film del dopobomba (sempre che un talentuoso cineasta pensasse di chiederlo proprio a te, evento altamente improbabile), ti permette un viaggio del tempo virtuale che ha un sapore di amarcord, e che ti permetterà di scrivere forse sì e forse no, un pezzo futuro per il blog.
Se un giorno avrete mai la malaugurata occasione di passare per per Gorizia, e non perché siete diretti ai Casinò della vicina Slovenja, girando per la città potreste avere l'occasione di incrociare e vedere qualcosa di curioso. Un'autobus con un curioso disegno fumettoso su un fianco, e una citazione di Ungaretti dall'altro. Per iniziativa della provincia di Gorizia, e i mezzi della locale APT, ecco che gira per la città un autobus la riproduzione di un disegno del vostro Jack su un fianco. Con grafica e colorazione dello studio grafico che si è occupato del progetto.
Una mattina che avevo appena compiuto con grande coraggio un'impresa eroica (pagato bollette), uscendo dalla posta avevo l'occasione di vederlo pronto e in attesa di entrare in servizio. In quel momento ho pensato un paio di cose: che fosse un segno del destino che mi ringraziava di non aver posticipato l'impresa eroica, e che vederlo così grande era bello. Che sarebbe stato maledettamente figo tirarsela dicendo "L'ho fatto io", quando la gente ti chiede cosa fai per lavoro (cosa che ho fatto, ovviamente). E poi (sentimentale che non sono altro) un'altra cosa, che però scrivo in piccolo, così magari non la legge nessuno: non mi hanno invitato alla presentazione alla stampa. Destino gramo dei disegnatori locali...
Se quando li vedrete noterete qualche differenza, non vi meravigliate. Come per il duomo di Milano o la Sagrada Famlia di Barcellona, credo che la decorazione di un bus locale riguardante la guerra del 1815/18 sia anch'essa un work in progress infinito, pieno di aggiornamenti continui (per esempio i nomi in sloveno) sotto forma di adesivi posteriori.
"Ma questo ha importanza?" domanda il solito lettore curioso in cerca di scoop preziosi. No, affatto, e il disegnatore che è in me è totalmente soddisfatto, e scusate se è poco.
Un'ultima cosa: se ne vedete due, non siete sotto l'influsso dell'alcol. Pare davvero siano due, uno per le linee urbane e uno extraurbane.
Ma se per caso ne vedete tre, non scarterei l'ipotesi di un influsso alcolico...
E poi? Finito. E come in un vecchio telefilm abbiamo una puntata nuova, completa e variabile.
Certo, non la ricorderemo come una puntata indimenticabile, ma almeno ci siamo divertiti. E scusate se è poco.
lunedì 7 ottobre 2013
Il male del mondo
Pinuccio non si mai interessato ai fumetti popolari.
Anzi, a dire il vero fino ad un certo momento della sua vita, ai fumetti proprio non s'è interessato. Mai, nix, nisba.
Pinuccio ha una vita normale. Fino a qui niente di strano, visto che è a tutti gli effetti una persona normale, con famiglia, scuola, amici, passatempi normali, TV, cinema, e ogni altra cosa normale possa desiderare un ragazzo della sua età. Ha studiato, sta studiando e nei prossimi anni studierà ancora, ed ha imparato a fare le cose con metodo, arrivando a darsi delle regole, e impegnandosi a seguirle.
Ha delle certezze. Ha capito molte delle cose della vita, pensa di avere imparato qualche regola, ed ha tutte le intenzioni di usarle. Comunque, se non proprio normalissimo, almeno è sicuro di sè, il che non è poco.
Ha tutta la vita davanti, ha (o non ha) una ragazza, così come una moto, o un'auto, o un taglio di capelli bizzarro. Un giorno sarà qualcuno, o rimarrà un giovane fuoricorso; abiterà in una grande città o rimarrà in provincia. Pinuccio può essere qualcuno che avete conosciuto prima o poi, o che conoscerete. Che incrocerete in un forum o conoscerete in qualche occasione, o che non avrete mai occasione di incontrare. Ma esiste, tranquilli.
I dettagli di ciò che sarà sono ancora sconosciuti, a lui stesso come a noi, e solo il futuro lontano darà le risposte. Ma a noi interessa quello che è adesso..
In particolare una fase della sua vita, che forse rimarrà una breve parentesi, oppure diventerà un punto fermo. Un giorno di sole come di pioggia, di precoce mattina o di tardo pomeriggio, fermo a fissare il cielo o camminando perso nei suoi pensieri, Pinuccio prenderà una decisione a suo modo fondamentale: deciderà che vuole interessarsi ai fumetti.
Detto così sembra facile, ma non lo è. Perché Pinuccio vuole leggere i fumetti belli.
Molto probabilmente ha letto un articolo nelle pagine di cultura di qualche quotidiano, oppure ha visto qualche servizio in televisione. Oppure ancora è andato al cinema, e si è incuirosito leggendo che tale film è tratto dal "romanzo grafico" tal dei tali.
Oppure il consiglio di un amico, un imput su facebook, o una moda del momento.
Sente parlare dei fumetti belli, di quelli da non perdere. "Voglio il meglio!" si ripete deciso. Niente menate popolari, niente fumetti tradizionali, quelli sono per i ragazzini o la gente mai cresciuta. No, vuole la letteratura fumettata. Vuole le Graphic Novel.
Come biasimarlo? Desidera confrontarsi con il meglio del meglio. Non ha il tempo (e forse nemmeno la voglia) di incominciare dal basso, di fare la gavetta, di imparare da solo. Vuoi che in tanti anni non abbiano gia stabilito cosa è bello e cosa no? Gli basterà chiedere.
In fondo ha fatto così anche con la musica, e lo hanno consigliato bene. Adora i Beatles, adora i Nirvana, ha tutti gli U2, e idolatra Bruce Springsteen. Non sono forse il meglio? Indubbiamente. Ma Pinuccio può solo immaginare che dicano cose interessanti nei loro testi, perché l'inglese non lo capisce. In compenso non è interessato al Jazz, ignora il punk, magari pensa che il Glam sia una marca di biancheria intima per ragazze sofisticate, e non sa distinguere davvero la differenza tra un basso ed una chitarra. E' convinto che il più bravo bassista al mondo sia Sting, che alla batteria nessuno sia più bravo di Phil Collins, e pensa che gli ABBA non abbiano portato alcuna novità nella musica. Se glielo nominate, è possibile che pensi che Elvis Costello sia solo un mafioso newyorkese, e i Red Hot Chili Pepper una spezia da cucina messicana.
Con tutta questa capacità che ha dimostrato finora, come potrebbe mai sbagliare sui fumetti? Trovare il meglio sarà un gioco da ragazzi. Sarà sufficente chiedere, come ha sempre fatto.
Gli è facile ottenere aiuto, e le risposte che desidera. E' già molto pratico di internet, dei forum e delle discussioni, visto che già si occupa di interessa di Playstation, di Xbox, o di GameBoy, o qualsiasi altra cosa telematica vi venga in mente (nemmeno questo ha davvero importanza). Gli è sufficente entrare in un forum di fumetti e porre la fatidica domanda. O entrare in quel curioso e colorato negozio di quella stradina secondaria, pieno di giovani un po' strani con brufoli e occhiali e di ragazzini che giocano a carte (quel negozio che in un gergo incomprensibile chiamano fumetteria) e fare la stessa domanda al titolare: "Mi indicate i capolavori a fumetti?". Niente Topolino, niente roba da ragazzini, niente eroi colorati scacciapensieri, lui vuole solo i fumetti belli veri.
E qui comincia l'avventura. "Leggi Maus di Spiegelman!" gli dice Uno pimpante. "E' indispensabile Pazienza!" aggiunge Due allegramente. "Non puoi fare a meno di leggere McFarlane" aggiunge Tre pensieroso. "Freddo Equatoire di Bilal non può mancare!" si intromette Julien. "Tutto Giardino, tutto Hugo Pratt, tutto Moebius, tutto Manara!" puntualizza Quattro. "Naruto è indispensabile!" suggerisce il giovane Cinque. "Peppa Pig spakka!" suggerisce la piccolina Sei. Pinuccio segna tutto, si arma di santa pazienza, e in breve si procura tutto.
E' stato facile. Ha evitato tutto il resto: i fumetti per ragazzini, Topolino e la sua banda, i supereroi chiassosi e gli eroi in bianco e nero dei fumetti italiani, antichi e superati.
Ben presto pensa di avere capito tutto. Come aveva letto in quell'articolo sul quotidiano, ci sono questi volumi eleganti, questi fumetti con tante pagine, che impieghi un periodo che va da qualche ora a qualche giorno a leggere, che si chiamano Graphic Novel. Lo hanno anche scritto sul settimanale a colori di quel prestigioso quitidiano. Li preferisce al resto. Sono i fumetti belli. Ma quelli belli davvero. Che lo emozionano, che può esporre in biblioteca, che può citare parlando con gli amici, senza il timore di essere preso in giro, perché questi non sono solo fumetti, sono cultura.
Se gli chiedete informazioni, probabilmente vi metterà al corrente, spiegandovi pazientemente il significato di Graphic Novel, che questi sono i fumetti belli, e il nome serve per distinguerli dai fumetti normali, quelli popolari che leggono i ragazzini, quelli che vogliono passare il tempo, e molti altri, proprio quelli che a lui non interessano affatto: quelli chiassosi, sicuramente sciocchi e ingenui.
Alla fine i capolavori veri li ha tutti. Ha Maus, Watchmen, V per Vendetta, Persepolis, Pentothal e i romanzi di Will Eisner. Possibilmente in edizioni DeLuxe. Tutto Giardino, Hugo Pratt, Manara, Crepax.
E anche i supereroi, certo. Ma solo quelli belli, ovviamente Ha il cavaliere Oscuro di Miller, The Killing Joke, Anno uno e Hush e ogni cosa abbia fatto Alex Ross. Ha 1602 di Gaiman, Rinascita di Miller e Mazzuchelli e gli X-Men di Morrison e il Punisher di Garth Ennis. Ha Hellblazer in volume in pelle di serpente a intagli argentati, ha Sandman in volume in pelle umana e intarsi d'oro zecchino.
E sono tutte Graphic Novel, certo.
Il problema è che è circondato da gente che non lo capisce davvero. Ginetto, compagno della gilda di Dungeon & Dragons, sostiene che stia sbagliando. Gli ripete che Batman era popolare, che Hush era uscito mese per mese regolarmente come prodotto popolare, e che solo perché è raccolto in volume, ciò non lo trasforma in Graphic Novel. E anche Watchmen, Anno Uno, Marvels e Kingdom Come. Bè, ma non è che poi Ginetto ne sappia molto, a dire il vero: lui legge i Fantastici Quattro, siamo su altri livelli.
Anche Epifante, amico di corso di cinese mandarino, non si trova d'accordo con lui. Sostiene che non ottiene nulla leggendo solo "il meglio". Che fidandosi ciecamente di quel "The best" riferito da altri, forse non capirà mai perché sono considerati belli, se non ha un metro di paragone col resto. Che seguirai solo la massa, ma non avrai mai le tue passioni personali, i tuoi feticismi a fumetti. Che il tesoro può anche essere nascosto in una serie popolare western sfortunata. Ma come può Epifante a sostenere tutto ciò, pensa Pinuccio, proprio lui che legge Tex Willer, che lui considera la cosa più vicina al suo concetto di trash?
Non riesce nemmeno a sostenere una conversazione col titolare della fumetteria. "Le didascalie di Miller sono eccezionali, una grande invenzione!" sostiene Pinuccio. "Mica le ha inventate Miller, già Claremont le usava in modo simile negli X-Men, e prima di lui molti altri. Lui le usa in un modo particolare, ma non le ha inventate." gli risponde svogliato Gegio nella fumetteria, mentre sfoglia il suo Ultimate X-tinction Zero Hour crossover.
"La narrazione introspettiva di Moore di Watchman è unica!" rincara Pinuccio. "Moore le usava già in Swamp Thing, e prima di lui lo faceva già Oesterheld in altra sede", suggerisce Tino occhialuto, mentre rovista tra colonne impolverate di fumetti antiquari ad una fiera di comics.
"Le inquadrature di Eisner nei suoi romanzi sono così' moderne!" aggiunge Pinuccio. "Veramente le ha introdotte 50 anni fa in Spirit" puntualizza Dario, il titolare della fumetteria più antica della città.
"Grant Morrison mette vero pathos nelle sue storie". E il giovane Jack rinuncia a spiegargli che il pathos poteva ritrovarlo anche con una ragazza cieca ed un gigante d'argento, nella pagina colorata di un chiassoso comic per ragazzi.
Ginetto, Epifante, Jack o chiunque altro con cui vuoi parlare di fumetti, dopo un po' è probabile rinuncino a insistere. Forse hanno imparato che ognuno ha una sua visione fumettistica, o forse semplicemente sono troppo occupati con le loro collezioni per prestare attenzione ad altro.
Caro Pinuccio, forse loro potrebbero convincerti. Se si mettessero d'impegno potrebbero spiegarti che molti di quelli che tu chiami Graphic Novel sono solo fumetti popolari che sono diventati molto popolari e si sono conquistati la pubblicazione in volume. E che non è detto che, solo perché sono di successo, ogni cosa che troverai sopra (che sia una didascalia, un testo introspettivo o una scena particolarmente dinamica) l'abbiano inventata loro.
A dire il vero è molto probabile che Pinuccio non si convinca mai. La gente molto sicura difficilmente cambia idea, ma di fronte a sè in questo momento il nostro amico ha due sentieri futuri che potrà percorrere, due realtà alternate che coesistono entrambe al momento, che hanno le stesse probabilità di essere l'unico percorso che lui seguirà nei giorni a venire.
Nella prima realtà Pinuccio capisce. Decide di scegliere di seguire i fumetti popolari, capirà che la Graphic Novel è una cosa differente. Come un osservatore di una partita di scacchi, che improvvisamente capisce che ogni pezzo ha una sue regola di movimenti. E se anche continuerà a collezionare solo preziosi volumi, almeno avrà capito come sceglierli da solo.
Altrimenti seguirà l'altra strada. Che potrà anche portarlo un giorno non troppo lontano a stancarsi di prendere tutte queste edizioni costose che sembrano fatte apposta per essere desiderate da lui. A fargli venire la voglia di fare altro.
Fino ad allora resterà su un piano di realtà differente. Leggendo i fumetti belli: le Graphic Novel lunghe e anche quelle brevi, anche di una sola pagina. E' possibile che prima o poi qualcuno provi a cercare di spiegargli che così dicendo violenta la lingua inglese, che novel stà per romanzo, e quindi un racconto breve dovrebbe semmai chiamarsi Graphic Short Story, o Graphic Novelette, che però come termini sono inesistenti, e che quindi una Graphi novel deve avere TANTE pagine e non una. E' possibile, ma non probabile..
Persone come Pinuccio esistono. Ma sì, lo sapete bene, ora, qui e sempre.
Questo per caso vi fa arrabbiare? E perché mai? Un Pinuccio ci sarà sempre, perché è da sempre uno degli interpreti della commedia che interpretate anche voi, anche se lui non ha dentro di se il bambino che si diverte con le cose semplici. Con lo stesso diritto di esistere e di collezionare, nel suo caso le edizioni pregiate, che continueranno ad uscire all'infinito perché gli editori hanno capito che i Pinuccio le prenderanno sempre.
Se un giorno lo incontrerai, non strafare. Rispondi educatamente, accetta la chiacchierata, ma non insistere troppo nella discussione che si potrebbe generare, e poi torna alla lettura del tuo Ultimate X-tinction Zero Hour crossover, ai suoi cloni e i suoi mutanti. Ricorda che non è il nome che attribuisci ad un volume che lo identifica. Ma tu lo sai bene. E sai pure che non è così grave.
I veri mali del mondo sono ben altri.
Anzi, a dire il vero fino ad un certo momento della sua vita, ai fumetti proprio non s'è interessato. Mai, nix, nisba.
Pinuccio ha una vita normale. Fino a qui niente di strano, visto che è a tutti gli effetti una persona normale, con famiglia, scuola, amici, passatempi normali, TV, cinema, e ogni altra cosa normale possa desiderare un ragazzo della sua età. Ha studiato, sta studiando e nei prossimi anni studierà ancora, ed ha imparato a fare le cose con metodo, arrivando a darsi delle regole, e impegnandosi a seguirle.
Ha delle certezze. Ha capito molte delle cose della vita, pensa di avere imparato qualche regola, ed ha tutte le intenzioni di usarle. Comunque, se non proprio normalissimo, almeno è sicuro di sè, il che non è poco.
Ha tutta la vita davanti, ha (o non ha) una ragazza, così come una moto, o un'auto, o un taglio di capelli bizzarro. Un giorno sarà qualcuno, o rimarrà un giovane fuoricorso; abiterà in una grande città o rimarrà in provincia. Pinuccio può essere qualcuno che avete conosciuto prima o poi, o che conoscerete. Che incrocerete in un forum o conoscerete in qualche occasione, o che non avrete mai occasione di incontrare. Ma esiste, tranquilli.
I dettagli di ciò che sarà sono ancora sconosciuti, a lui stesso come a noi, e solo il futuro lontano darà le risposte. Ma a noi interessa quello che è adesso..
In particolare una fase della sua vita, che forse rimarrà una breve parentesi, oppure diventerà un punto fermo. Un giorno di sole come di pioggia, di precoce mattina o di tardo pomeriggio, fermo a fissare il cielo o camminando perso nei suoi pensieri, Pinuccio prenderà una decisione a suo modo fondamentale: deciderà che vuole interessarsi ai fumetti.
Detto così sembra facile, ma non lo è. Perché Pinuccio vuole leggere i fumetti belli.
Molto probabilmente ha letto un articolo nelle pagine di cultura di qualche quotidiano, oppure ha visto qualche servizio in televisione. Oppure ancora è andato al cinema, e si è incuirosito leggendo che tale film è tratto dal "romanzo grafico" tal dei tali.
Oppure il consiglio di un amico, un imput su facebook, o una moda del momento.
Sente parlare dei fumetti belli, di quelli da non perdere. "Voglio il meglio!" si ripete deciso. Niente menate popolari, niente fumetti tradizionali, quelli sono per i ragazzini o la gente mai cresciuta. No, vuole la letteratura fumettata. Vuole le Graphic Novel.
Come biasimarlo? Desidera confrontarsi con il meglio del meglio. Non ha il tempo (e forse nemmeno la voglia) di incominciare dal basso, di fare la gavetta, di imparare da solo. Vuoi che in tanti anni non abbiano gia stabilito cosa è bello e cosa no? Gli basterà chiedere.
In fondo ha fatto così anche con la musica, e lo hanno consigliato bene. Adora i Beatles, adora i Nirvana, ha tutti gli U2, e idolatra Bruce Springsteen. Non sono forse il meglio? Indubbiamente. Ma Pinuccio può solo immaginare che dicano cose interessanti nei loro testi, perché l'inglese non lo capisce. In compenso non è interessato al Jazz, ignora il punk, magari pensa che il Glam sia una marca di biancheria intima per ragazze sofisticate, e non sa distinguere davvero la differenza tra un basso ed una chitarra. E' convinto che il più bravo bassista al mondo sia Sting, che alla batteria nessuno sia più bravo di Phil Collins, e pensa che gli ABBA non abbiano portato alcuna novità nella musica. Se glielo nominate, è possibile che pensi che Elvis Costello sia solo un mafioso newyorkese, e i Red Hot Chili Pepper una spezia da cucina messicana.
Con tutta questa capacità che ha dimostrato finora, come potrebbe mai sbagliare sui fumetti? Trovare il meglio sarà un gioco da ragazzi. Sarà sufficente chiedere, come ha sempre fatto.
Gli è facile ottenere aiuto, e le risposte che desidera. E' già molto pratico di internet, dei forum e delle discussioni, visto che già si occupa di interessa di Playstation, di Xbox, o di GameBoy, o qualsiasi altra cosa telematica vi venga in mente (nemmeno questo ha davvero importanza). Gli è sufficente entrare in un forum di fumetti e porre la fatidica domanda. O entrare in quel curioso e colorato negozio di quella stradina secondaria, pieno di giovani un po' strani con brufoli e occhiali e di ragazzini che giocano a carte (quel negozio che in un gergo incomprensibile chiamano fumetteria) e fare la stessa domanda al titolare: "Mi indicate i capolavori a fumetti?". Niente Topolino, niente roba da ragazzini, niente eroi colorati scacciapensieri, lui vuole solo i fumetti belli veri.
E qui comincia l'avventura. "Leggi Maus di Spiegelman!" gli dice Uno pimpante. "E' indispensabile Pazienza!" aggiunge Due allegramente. "Non puoi fare a meno di leggere McFarlane" aggiunge Tre pensieroso. "Freddo Equatoire di Bilal non può mancare!" si intromette Julien. "Tutto Giardino, tutto Hugo Pratt, tutto Moebius, tutto Manara!" puntualizza Quattro. "Naruto è indispensabile!" suggerisce il giovane Cinque. "Peppa Pig spakka!" suggerisce la piccolina Sei. Pinuccio segna tutto, si arma di santa pazienza, e in breve si procura tutto.
E' stato facile. Ha evitato tutto il resto: i fumetti per ragazzini, Topolino e la sua banda, i supereroi chiassosi e gli eroi in bianco e nero dei fumetti italiani, antichi e superati.
Ben presto pensa di avere capito tutto. Come aveva letto in quell'articolo sul quotidiano, ci sono questi volumi eleganti, questi fumetti con tante pagine, che impieghi un periodo che va da qualche ora a qualche giorno a leggere, che si chiamano Graphic Novel. Lo hanno anche scritto sul settimanale a colori di quel prestigioso quitidiano. Li preferisce al resto. Sono i fumetti belli. Ma quelli belli davvero. Che lo emozionano, che può esporre in biblioteca, che può citare parlando con gli amici, senza il timore di essere preso in giro, perché questi non sono solo fumetti, sono cultura.
Se gli chiedete informazioni, probabilmente vi metterà al corrente, spiegandovi pazientemente il significato di Graphic Novel, che questi sono i fumetti belli, e il nome serve per distinguerli dai fumetti normali, quelli popolari che leggono i ragazzini, quelli che vogliono passare il tempo, e molti altri, proprio quelli che a lui non interessano affatto: quelli chiassosi, sicuramente sciocchi e ingenui.
Alla fine i capolavori veri li ha tutti. Ha Maus, Watchmen, V per Vendetta, Persepolis, Pentothal e i romanzi di Will Eisner. Possibilmente in edizioni DeLuxe. Tutto Giardino, Hugo Pratt, Manara, Crepax.
E anche i supereroi, certo. Ma solo quelli belli, ovviamente Ha il cavaliere Oscuro di Miller, The Killing Joke, Anno uno e Hush e ogni cosa abbia fatto Alex Ross. Ha 1602 di Gaiman, Rinascita di Miller e Mazzuchelli e gli X-Men di Morrison e il Punisher di Garth Ennis. Ha Hellblazer in volume in pelle di serpente a intagli argentati, ha Sandman in volume in pelle umana e intarsi d'oro zecchino.
E sono tutte Graphic Novel, certo.
Il problema è che è circondato da gente che non lo capisce davvero. Ginetto, compagno della gilda di Dungeon & Dragons, sostiene che stia sbagliando. Gli ripete che Batman era popolare, che Hush era uscito mese per mese regolarmente come prodotto popolare, e che solo perché è raccolto in volume, ciò non lo trasforma in Graphic Novel. E anche Watchmen, Anno Uno, Marvels e Kingdom Come. Bè, ma non è che poi Ginetto ne sappia molto, a dire il vero: lui legge i Fantastici Quattro, siamo su altri livelli.
Anche Epifante, amico di corso di cinese mandarino, non si trova d'accordo con lui. Sostiene che non ottiene nulla leggendo solo "il meglio". Che fidandosi ciecamente di quel "The best" riferito da altri, forse non capirà mai perché sono considerati belli, se non ha un metro di paragone col resto. Che seguirai solo la massa, ma non avrai mai le tue passioni personali, i tuoi feticismi a fumetti. Che il tesoro può anche essere nascosto in una serie popolare western sfortunata. Ma come può Epifante a sostenere tutto ciò, pensa Pinuccio, proprio lui che legge Tex Willer, che lui considera la cosa più vicina al suo concetto di trash?
Non riesce nemmeno a sostenere una conversazione col titolare della fumetteria. "Le didascalie di Miller sono eccezionali, una grande invenzione!" sostiene Pinuccio. "Mica le ha inventate Miller, già Claremont le usava in modo simile negli X-Men, e prima di lui molti altri. Lui le usa in un modo particolare, ma non le ha inventate." gli risponde svogliato Gegio nella fumetteria, mentre sfoglia il suo Ultimate X-tinction Zero Hour crossover.
"La narrazione introspettiva di Moore di Watchman è unica!" rincara Pinuccio. "Moore le usava già in Swamp Thing, e prima di lui lo faceva già Oesterheld in altra sede", suggerisce Tino occhialuto, mentre rovista tra colonne impolverate di fumetti antiquari ad una fiera di comics.
"Le inquadrature di Eisner nei suoi romanzi sono così' moderne!" aggiunge Pinuccio. "Veramente le ha introdotte 50 anni fa in Spirit" puntualizza Dario, il titolare della fumetteria più antica della città.
"Grant Morrison mette vero pathos nelle sue storie". E il giovane Jack rinuncia a spiegargli che il pathos poteva ritrovarlo anche con una ragazza cieca ed un gigante d'argento, nella pagina colorata di un chiassoso comic per ragazzi.
Ginetto, Epifante, Jack o chiunque altro con cui vuoi parlare di fumetti, dopo un po' è probabile rinuncino a insistere. Forse hanno imparato che ognuno ha una sua visione fumettistica, o forse semplicemente sono troppo occupati con le loro collezioni per prestare attenzione ad altro.
Caro Pinuccio, forse loro potrebbero convincerti. Se si mettessero d'impegno potrebbero spiegarti che molti di quelli che tu chiami Graphic Novel sono solo fumetti popolari che sono diventati molto popolari e si sono conquistati la pubblicazione in volume. E che non è detto che, solo perché sono di successo, ogni cosa che troverai sopra (che sia una didascalia, un testo introspettivo o una scena particolarmente dinamica) l'abbiano inventata loro.
A dire il vero è molto probabile che Pinuccio non si convinca mai. La gente molto sicura difficilmente cambia idea, ma di fronte a sè in questo momento il nostro amico ha due sentieri futuri che potrà percorrere, due realtà alternate che coesistono entrambe al momento, che hanno le stesse probabilità di essere l'unico percorso che lui seguirà nei giorni a venire.
Nella prima realtà Pinuccio capisce. Decide di scegliere di seguire i fumetti popolari, capirà che la Graphic Novel è una cosa differente. Come un osservatore di una partita di scacchi, che improvvisamente capisce che ogni pezzo ha una sue regola di movimenti. E se anche continuerà a collezionare solo preziosi volumi, almeno avrà capito come sceglierli da solo.
Altrimenti seguirà l'altra strada. Che potrà anche portarlo un giorno non troppo lontano a stancarsi di prendere tutte queste edizioni costose che sembrano fatte apposta per essere desiderate da lui. A fargli venire la voglia di fare altro.
Fino ad allora resterà su un piano di realtà differente. Leggendo i fumetti belli: le Graphic Novel lunghe e anche quelle brevi, anche di una sola pagina. E' possibile che prima o poi qualcuno provi a cercare di spiegargli che così dicendo violenta la lingua inglese, che novel stà per romanzo, e quindi un racconto breve dovrebbe semmai chiamarsi Graphic Short Story, o Graphic Novelette, che però come termini sono inesistenti, e che quindi una Graphi novel deve avere TANTE pagine e non una. E' possibile, ma non probabile..
Persone come Pinuccio esistono. Ma sì, lo sapete bene, ora, qui e sempre.
Questo per caso vi fa arrabbiare? E perché mai? Un Pinuccio ci sarà sempre, perché è da sempre uno degli interpreti della commedia che interpretate anche voi, anche se lui non ha dentro di se il bambino che si diverte con le cose semplici. Con lo stesso diritto di esistere e di collezionare, nel suo caso le edizioni pregiate, che continueranno ad uscire all'infinito perché gli editori hanno capito che i Pinuccio le prenderanno sempre.
Se un giorno lo incontrerai, non strafare. Rispondi educatamente, accetta la chiacchierata, ma non insistere troppo nella discussione che si potrebbe generare, e poi torna alla lettura del tuo Ultimate X-tinction Zero Hour crossover, ai suoi cloni e i suoi mutanti. Ricorda che non è il nome che attribuisci ad un volume che lo identifica. Ma tu lo sai bene. E sai pure che non è così grave.
I veri mali del mondo sono ben altri.
Iscriviti a:
Post (Atom)



























.jpg)




