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venerdì 6 settembre 2013

Una luce nell'oscurità

No, non mi sono armato di lampadina, e non è andata via la corrente da queste parti. Il titolo è solo un pretesto per presentare il risultato di una piacevole conversazione a due, iniziata qualche tempo fa su facebook. Con la bravissima collega Patrizia Mandanici (Nathan e Legs li leggete, vero?), abbiamo conversato del più e del meno riguardo a fantascienza e cinema, avendo solo il cielo come limite. La conversazione è virata sul recente film Star Trek Into Darkness (da cui il mio originalissimo titolo), e partendo da quello abbiamo intrapreso una fitta conversazione su quelle che sono le attese che sempre abbiamo riguardo agli oggetti del nostro desiderio. Ragionandoci sopra, e cercando di capire i pro e i contro della faccenda, entrando nelle scarpe degli altri e immaginando di essere altri da sè.
Per seguire la conversazione dovrete andare sul  blog di Patrizia ed entro un paio di giorni avrete la chiacchierata al completo, visto che era un po' lunga e io devo essere probabilmente l'unico disegnatore che scrive post chilometrici. Là potrete anche commentare, sempre che vi vada l'idea, ma ricordate di comportarvi bene, di non fare chiasso e di saper dimostrare che le Infinite diversità in Infinite combinazioni siano uno dei fondamenti delle persone tolleranti.
Per l'occasione ho pensato che era arrivato il momento di rimettere mano su un vecchio disegno che realizzai qualche anno fa, e aggiornarlo. Qui, per dare un motivo alternativo anche a questo post, seguirete l'evoluzione di quel disegno.

Tutto nasce con un'illustrazione, che realizzo per un progetto concepito con l'amico e collega (come lavoro e come trekker) Carlo Recagno. Dovrebbe essere una Splash-page, ma a causa di mille motivi tutti importanti a modo loro, rimarrà (per il momento) solo un'illustrazione, e un giorno sveleremo l'arcano meccanismo per dominare il mondo che tutto questo nasconde (AHR! AHR! AHR!).
Ma se dico cosa rappresenta, rovino il quiz che abbiamo programmato di fare con Patrizia, per cui immaginate per un istante di sapere benissimo quello che c'è nell'immagine. (non dovrebbe essere così difficile, ma sono certo che ce la farete, quant'è vero che mi chiamo Giancarlo). Questa immagine, che vedere qui a fianco, è del tutto inedita, non essendo mai uscita dalle cartelle del pc. Il disegno originale mostra esattamente questo, errori compresi.
A questo punto lo mostro a Carlo, e lui mi chiede:
"E dov'è la nave dei film?"
Bè, avevo pensato ad una sola versione della nave. Ma gli sceneggiatori hanno sempre ragione, accidenti, e in effetti quella manca, e a vederlo adesso lo senti che stona. Okay, ma la cosa non è un problema.
Su un foglio a parte si disegna l'inserimento. Che sarà questo:



Ora si tratta solo di inserirlo nel disegno sopra, utilizzando Photoshop. Si scannerizza, si pulisce (solo col mouse all'epoca, erano altri tempi) e si colloca nella posizione studiata con cura, rispettoso della prospettiva del disegno originale.
Per molto tempo questa versione rimarrà l'unica vista in giro. La inserisco su DeviantArt, ottiene un buon successo a giudicare dai commenti, e per un pezzo non ci penso più.
Poi nel 2009 esce il re-boot di J.J.Abrams.
Ma adesso il disegno è di nuovo monco. "C'è lo spazio libero in alto", mi suggeriscono nell'ordine Carlo, i visitatori di DeviantArt, gli amici e le action figure sullo scaffale, e hanno ragione, e io ormai ho imparato a non trascurare le opinioni della action figure.
Continuo a pensare che dovrei sinceramente mettermi a programmare  di colmare quella lacuna. Ma il tempo passa, le action figure mi guardano male, e nulla muta.
E poi Patrizia mi propone di fare entrambi qualcosa di nuovo a tema trek da mettere come illustrazione al post. E adesso c'è anche l'occasione giusta.
Si riprende in mano il disegno originale, perdendo un'ora per cercarlo, e poi si cerca la documentazione necessaria: foto di scena, disegni in CGi, il modellino tenuto in mano e fotografato, ogni risorsa può essere utile.
Il parto del disegno non è troppo difficile. Le cose difficili sono altre.


Finito. Lascio a voi il piacere della scoperta delle differenze tra le varie versioni, dei ritocchi effettuati in digitale perché la resa fosse più efficace. Delle mille piccole modifiche fatte qui e là, sopra e sotto.
Il cerchio si è chiuso, l'illustrazione adesso è davvero completa. Ora Carlo è soddisfatto, sono soddisfatti i visitatori di DeviantArt, sono soddisfatte le action figure, che non minacciano più ritorsioni contro i Miaoegizi.
Manca solo la firma, erroneamente scordata nelle edizioni precedenti. Si inserisce anche quella.

E la luce fù.

Alla prossima gente, e buona lettura. Che possiate sempre avere una luce che vi guidi nell'oscurità: ricordate che ogni uomo di mondo (ma anche ogni donna) non dovrebbe mai farne a meno.

Live Long and prosper, folks.

giovedì 15 agosto 2013

La curiosa genesi di una ragionevole inquietudine

Alla fine non puoi continuare a rimandare, devi farlo. Ogni pezzo in cui presenti qualche cosa necessita anche di un giudizio. Il tuo giudizio, il giudizio di chi compila l'articolo o la lista. Amici miei, il pezzo di oggi avrebbe dovuto concludere il pezzo precedente sui libri trek, ma alla fine stonava in quel contesto, e ho deciso l'avrei rimandato di qualche giorno. Poi ti giri un attimo ed è già passato un mese.

Ma ammetto che la cosa non è così facile. Spesso ho pubblicato dei pezzi su libri e fumetti che mi piacevano, e il motivo era chiaro, non li avrei fatti se non fosse stato così. Ma questa è la prima volta in cui devo parlare di qualcosa, e le cose da dire non sono del tutto positive. Inutile rimandarlo ancora, alla fine la notizia bomba va data: una buona parte di questi libri trek erano bruttini. Ecco qua, l'ho detto.
Normalmente non mi piacciono le stroncature, penso sempre che si più importante segnalare le cose belle piuttosto che denigrare quelle negative, ma è anche vero che nel nostro caso particolare (i libri trek) non si tratta di stroncare, ma solo di fare delle distinzioni sul perché della critica. Ed estrapolando il tutto ne viene fuori un discorso più ampio, che non si limita solo al mondo delle narrativa "per" il fandom, e che genera una leggera inquietudine... ma di questo ne parleremo nel finale. Occhio, oggi non si parla solo di libri trek, continuate a leggere.

Dunque, ogni giudizio o critica che sia, si basa sempre su un dettaglio fondamentale: esprimere un giudizio é qualcosa di oggettivo, di tuo personale gusto. Ciò che a me può piacere, a te magari farà rivoltare lo stomaco. E questo, oltra a suggerirti di non chiedermi Più consigli, non sarebbe troppo diverso dal voler leggere i pensieri oziosi di un ozioso e pensare di trarne un insegnamento diverso da quello di imparare ad oziare meglio.
Ma se affermo che la terra è al centro del sistema solare o affermo che l'acqua è composta di plutonio e marmellata, per quanto io possa esserne convinto, in realtà non dico altro che delle corbellerie. Bullshit, direbbero gli anglosassoni. Possono anche essere mie opinioni, ma sono decisamente sbagliate, e chiunque potrà farmelo notare, e potrò anche arrabbiarmi, gridarlo, scriverlo in maiuscolo, ripeterlo ad ogni minima occasione, non per questo diventeranno reali e riconosciute da tutti.
Se invece dico che tale film, fumetto o libro mi piace o non mi piace, dico che è brutto o bello, emetto un giudizio personale e soggettivo. Che (appunto) riguarda me e potrebbe non avere lo stesso risultato con un altro soggetto. Se lo vedi e ti piace, non arrabbiarti con me.
Nel nostro caso quindi è evidente che si tratta di opinioni personali, che possono essere discutibili e non gradite, e se spiego le mie motivazioni posso avvicinarmi a permettere a chiunque di capire il perché e il percome di questo punto di vista. Come una regola. Che è più o meno basata su questo:

1° regola di Jack sulla sincerità:
Se sei appassionato di qualcosa, devi essere sempre sincero con te stesso. Devi stabilire le tue personali regole riguardo ai tuoi oggetti del desiderio. Non arrivare MAI a idolatrare qualsiasi cosa appartenga alla loro categoria, ma sappili giudicare in maniera indipendente.
Se un giorno uno di essi ti sembrerà una cazzata, non preoccuparti: lo sarà sicuramente.
Non cercare di negarlo, accettalo senza problemi e vivi felice.

Fui un ghiotto collezionista dei libri Trek, lo confesso. In quei tempi lontani ero un teledipendente, e i film e telefilm di Fantascienza erano un richiamo irresistibile. Per quale motivo? E che ne so? Le astronavi, i mostri, il sense of wonder, forse tutto l'insieme, uno psicanalista troverebbe di certo motivazioni interessanti, ma se associasse questo pure ai soldatini ed ai fumetti, di certo si darebbe alla pazza gioia, per la consapevolezza di avere trovato il cliente perfetto. Certo, i gialli, i western, ma se c'erano astronavi, alleluja, non ce n'era per nessun altro.
Poi un giorno - c'è poco da fare, prima o poi accade sempre - scopro che quello che c'è in tv non basta, e non arrivano prodotti nuovi. Ci sono i cartoni nippi, certo, ma mancano le avventure delle astronavi.
Un giorno di questi anni lontani e perduti in cui internet era un'utopia lontana, mi prestano un volumetto della pista delle stelle. Mondadori. Veloce, divertente, ben scritto, e sopratutto "interessante". Pare tratto da un telefilm. "Sì, Destinazione Cosmo, su Teleblablbla" mi informa il cugino Piero. E con tutte le montagne intorno a Gorizia non c'è la minima possibilità di ricevere fino a qui quella TV, e molte delle altre. Non ho idea di quale sia l'aspetto dei personaggi, ho solo una sagoma nera della nave stampata sul retro, e poco altro.
"Caro Jack, forse non vedrai mai un telefilm chiamato StarTrek, ma è probabile che se trovi quei libretti probabilmente ti divertirai" ti suggerisce una vocina interiore.
Era vero. Spassosi, buona fantascienza, allargando i mie confini che fino ad allora si fermavano a Spazio 1999. Robot, viaggi nel tempo, computer senzienti, alieni cattivi, civiltà telepatiche, in pratica un bignami della fantascienza mondiale, un'antologia di ogni argomento disponibile. Come può tutto questo non essere divertente?
On breve li lessi tutti in un paio d'anni, poi arrivò la visione di qualche puntata su qualche TV, almeno per permettermi di capire che faccia avevano i protagonisti. Poi il film del 1979. E il libro di Roddenberry tratto dal primo film. Ma poi il nulla. Un'attenta e rigorosa rovistazione nelle infinite centinaia di mercatini dell'usato mi aveva permesso di recuperare anche i due Urania (HURRA!!!), ma poi era finito tutto.

Diciamolo: non riesco a stare fermo, a farne a meno. Una scintilla si è accesa, e necessita di una miccia da  bruciare. Decido di guardarmi intorno, e vedere cos'altro mi propone la fantascienza, e ancora non lo so che questo cambierà tutto.
Quella miccia fu la fantascienza classica letteraria: Urania e i suoi fratelli. Nel periodo che passò tra la pubblicazione dei numeri della Pista delle Stelle a quella dei volumetti Garden, mi evolvetti (Evolussi? Evolvei?) in un grande appassionato di fantascienza classica, e in qualche anno divenni un'autorità. Avevo letto i maggiori classici, avevo assimilato Asimov, divorato Heinlein, esplorato tutto Clarke e assaporato Herbert. Mi ero divertito con Farmer e Lafferty, esaurito la produzione disponibile di Dick, amato le produzioni della LeGuin e di Lem, interessato a Ballard e Pohl e Moorcock, ed avevo già iniziato a seguire i nuovi talenti degli anni recenti, come Brin, Gibson e Benford.
Ma soprattutto avevo imparato che alcune di quelle belle storie dell'astronave Enterprise, erano state scritte proprio da alcuni di quegli scrittori che leggevo ora. E che nelle loro storie personali erano ancora più bravi, andavano più lontano.
Insomma, a quel tempo ero diventato... Come spiegarlo? Piú "esigente". Ma riuscivo ancora a divertirmi con la fantascienza avventurosa, quando la trovavo.
Intanto avevo imparato una cosa importante, che anche i più grandi autori toppavano, talvolta. E quindi poteva succedere che qualcosa che terminavi ti lasciasse con l'amaro in bocca. E permettersi di essere insoddisfatto, faceva bene alla salute. Nasconderlo a se stessi, fingere fosse bello, no.

Arriviamo ad un giorno del 1988, e quell'appassionato prende il suo primo volumetto Trek della Garden. E poi tutta la serie a seguire. Poi però comincia a leggerli...
Ahia.
Sì, ho presente cosa state pensando, certo, non si possono paragonare libri avventurosi ai classici della letteratura, non più di quanto si possa paragonare i film di Don Camillo e Peppone a Il Ponte sul Fiume Kwai. Lo so eccome. E' ingeneroso dirlo, o fare paragoni tra libri dedicati ad un serial tv e i classici del fantastico. Ma invariabilmente il paragone ti scappa, e volente o nolente lo fai. Quindi non sono molto fiero di me quando dico che trovai quasi incomprensibili i libri della coppa Marshak & Culbreath, che trovai un po' noiosi e confusionari, così come banali una buona parte degli altri, ma sono felice di dire che mi divertii parecchio con i titoli di Gerrold, della Sky e il ciclo del Figlio del Passato. L'impressione era che quella prima serie di libri dell'editore Bantam Books fossero libri per fan, scritti da fan, e probabilmente era vero. Personaggi conosciuti che avevano comportamenti anormali, storie allungate, dialoghi interminabili... basta trovare una sola di queste cose e metà del tuo divertimento scema. Le cose migliorarono con i numeri Argento, che proponevano la successiva collana Pocket Books americana: belli, belli belli, divertenti e fedeli ai personaggi, nonostante qualche licenza. Certo, lo so che Frank Herbert e Philip K. Dick erano diversi, e sicuramente migliori, ma qui parliamo di intrattenimento, non di alta letteratura, ed è in base all'intrattenimento che qui va dato un giudizio, non sulla quantità di idee fantascientifiche presenti nel libro. Ecco, come ho detto sopra, tanti anni di letture mi avevano insegnato che non dovevo giudicarli come libri di FANTASCIENZA, ma piuttosto come libri di INTRATTENIMENTO. E quando riuscivano a divertirmi, voleva dire che il loro compito l'avevano svolto alla perfezione. E quando dopo tre anni di appuntamento estivo con il Garden Argento, non trovai il numero nuovo, un po' ci rimasi male. "Peccato, ma è stato divertente, finché è durato", mi dissi.

Intanto la TV Italia 1 aveva incominciato da qualche anno la trasmissione pomeridiana quotidiana della serieThe Next Generation, e aveva provocato quell'onda lunga di nuovi appassionati.

Quando arrivò in Italia il settimo film, Generazioni, venne effettuato un discreto sforzo promozionale: Patrick Stewart venne in Italia, e apparve pure al Maurizio Costanzo Show, anche se probabilmente oggi lo avrà cancellato dal suo curriculum.
Ma a seguire quel lancio, ecco che esce l'adattamento letterario del film per l'editore Fanucci, inserito in una collana di letteratura fantascientifica varia. C'è l'entusiasmo per il film, che ti pare bellissimo, ma è solo colpa dell'entusiasmo, e qualche anno dopo al massimo dirai che era "carino", ma comunque il libro si prende e si legge.
Nei mesi successivi ecco partire la pubblicazione di altri libri della serie, inseriti all'interno della pre-esistente collana da libreria E.T. (Economica Classica). Pochi, ma si spera scelti con cura. La serie riprende, più forte che mai.

Rimasi fedele anche qui, e cominciai ad... accumularli in casa, ma iniziai a leggerli circa un anno dopo. Le copertine erano quelle americane, sopratutto composizioni di facce e niente altro, accattivanti zero, ma c'era la passione, e alla passione non si comanda, e anche se graficamente non facevano faville, si prendevano. Mi divertì il primo libro di Shatner... ma mi raffreddai sul secondo. Trovai inverosimile la trovata per portarlo nel 24esimo secolo e resuscitarlo, così come vederlo come eroe impegnato a salvare l'universo intero, mentre Picard e soci stavano a guardare passivi. E già lasciava intuire come sarebbe continuato il ciclo. C'era poco da fare, la 1° regola di Jack sulla sincerità si stava esternando in tutto il suo splendore. Resistetti il primo anno, e poi diradai. Feci eccezione per la fiducia che avevo per Peter David, del quale ho ancora una coppia di Imzadi che mi feci autografare alla sticcon 2002, ma decisi di tralasciare i cicli multi-serie, che non mi interessavano proprio: Una storia che continuava tra le varie serie differenti, in epoche e in zone dello spazio diverse? Mi sembrò solo una mossa per convincere il lettore a prendere 4 libri al posto di 1. Oltretutto all'epoca DS9 era stata trasmessa molto poco, solo una stagione, e così anche Voyager. Non li trovavo attraenti, non conoscevo abbastanza i personaggi da volerli seguire anche nei libri. Ma se toglievi i libri di DS9 e di VOY, i cicli multiserie e il ciclo di Shatner, gli adattamenti e le ristampe Garden... rimaneva molto poco da seguire. Per la prima volta avevo una collana Trek con volumi poco interessanti per me. Li prendevo sempre più raramente.

Grazie di cuore all'amico che mi scattò questa foto ;-)

Entro un paio d'anni la pubblicazione invece si moltiplicò. L'intera collana E.T. venne dedicata ai libri Trek. Fu un bene o un male? E chissà. Immagino fosse il segnale che vendevano bene. Sergio Fanucci partecipava alle Sticcon, aveva il suo banchetto vendita e i libri andavano. Nel frattempo avevo già rinunciato. Basta, stop, finiamola qui. Potevi spendere  4.500 lire (2/2,5 €) per i volumetti Garden ogni mese, ma un brossurato mensile da 12.000 lire (circa 6 €) non era più il caso, sopratutto se ogni mese prendevi anche altri libri di Fantascienza, e questi sembravano più interessanti.
No, a me mancava il tempo (e anche la voglia, a dire il vero) di seguire TUTTO. Per cui feci la dolosa scelta: basta del tutto coi libri Trek. Se li avessi trovati nell'usato o nei remainders, okay ci avrei pensato, ma quelli sarebbero stati altri giorni, in un futuro non bene identificato. Quando qualcuno me ne avrebbe segnalato qualcuno davvero bello, lo avrei recuperato con calma. Ti distrai un attimo, e sonno passati dieci anni, e non li hai ancora recuperati, e ora non hai tutta questa voglia.

"E allora?" domanda a questo punto il lettore fan. "Questo non cambia nulla. Così tradisci così la tua serie preferita. Sei scorretto."
No, affatto. La serie è sempre lì, intoccabile. I libri sono... una cosa in più. Non erano indispensabili, non era necessario averli letti tutti. Era solo passione e divertimento, se ti va lo fai, altrimenti no, e non cambia nulla. E poi, c'è quel piccolo, insignificante dettaglio, quello che cerchi di tenere nascosto, che ad un certo punto pensavi di lasciare fuori, ma che devi deciderti e esternare, caro Jack, c'è poco da fare. Quello che fa quadrare il cerchio. L'origine di quella ragionevole inquietudine del titolo a cui accennavi in alto.

Perché ad un certo punto della tua vita arriva un momento particolare. Quando guardi alle cose che hai fatto da giovane, ai millelibri che hai letto, e a tutto il tempo libero che avevi allora. E guardi ora, e cerchi di calcolare quanto sia quel tempo libero oggi, quello che ti rimane dal lavoro e da tutto il resto, e capisci che devi decidere come riempirlo. Devi scegliere. Due le scelte possibili:
1) Seguire il solito sentiero, quello sicuro dove i personaggi sono vecchi amici, dove succedono cose, che sono più o meno sempre le stesse, dove non accade mai niente di drastico, perché in una serie non possono mai mancare i protagonisti, ma dove ti diverti comunque. Come leggere solo i libri di Tizio, o la serie di Tazio Pitt. Oppure puoi seguire l'altra strada. 2) quella che hai iniziato nei primi anni '80, quando i libri di Star Trek inediti erano finiti. Quando hai cominciato a esplorare quel mondo immenso chiamato fantascienza, cercando anche tu di vedere se riuscivi ad arrivare dove nessuno era mai giunto prima. Cercando di riuscire a vedere tutti i film, i telefilm e i libri che vorresti. Guardando oltre. Continuando a esplorare, senza sapere davvero dove ti porterà, ma senza porti dei limiti.

Non mi lamento della scelta. Continuo a seguire la fantascienza, pur con il tempo limitato che posso permettermi. E anche se ormai ogni lettura si trascina per mesi, ci sarà sempre posto nel tempo libero per un libro.
E poi, tutto si evolve. E' di pochi giorni fa un test personale, brillantemente superato: il primo romanzo letto in lingua inglese. Ed era un romanzo trek, come un vecchio amico che ti dà una mano nel momento dell'esame di guida. Perché nelle cose difficili devi cominciare con un aiutino. Ma lo avevo scelto apposta, proprio quello e proprio su quell'argomento, ero certo che non mi avrebbe deluso. E lo sapevo bene che era solo intrattenimento, ed è giusto che sia così.

"Scusa, ma il discorso sull'andare dove nessuno era mai giunto prima?"
E' in inglese, se non è un passo avanti, cos'è? E poi certe rimpatriate con i vecchi amici non fanno male.
E le regole, le tue stesse regole, puoi anche infrangerle ogni tanto.
Solo per questo non ti serberai rancore.

martedì 23 luglio 2013

Seguendo la pista delle stelle

Ho sempre compilato liste, lo confesso. Magari all'inizio non me ne rendevo davvero conto, ma iniziai ben presto. Giocavi con i soldatini? Facevo la lista di tutta le serie, e di quelli che mi mancavano. O la lista dei numeri di Topolino che avevo. E così avanti nel tempo: quando mi prese la passione per la fantascienza cominciai a compilarmi con metodo le liste di tutte le collane di libri  esistenti. Ehi, internet era lontano negli anni '80, dovevo arrangiarmi con la lista dei numeri arretrati, che si trovava nelle pagine finali di ogni numero, e riempire i vuoti. E i quaderni si riempivano.
E quando scoprivo che le pagine erano finite, e non potevo più aggiornare... cambiavo quaderno. Ma ricopiando rigorosamente tutto, perché si sa che le liste devono sempre essere complete, non vale metà in un quaderno e metà nell'altra. Col tempo scoprii l'utilità dei quaderni con i fogli mobili, e fu una grande evoluzione.
Poi  arrivó l'informatica, e tutto cambiò di nuovo. Dal semplice dBase 3 per Dos, al semplice documento .doc con la lista ricopiata, più facilmente consultabile. Senza dimenticare l'indispensabile taccuino da tasca, quello dove normalmente faccio i disegnini o mi segno le idee importanti, che mi porto sempre dietro, e mi permetteva di controllare i numeri mancanti quando serviva.

Ma altre preziose liste resistevano sui quaderni, a casa. Quelle sempre utili, ma che non serviva mi portassi dietro: la lista dei campioni del mondo di Formula 1, dei vincitori dei premi Hugo, i film che avevo visto al cinema... Liste indispensabili, apparentemente, o ameno per me; ma inutili per il resto del mondo.
Poi, grazie a Crom, arrivó la rete. E si scoprí che su internet le liste le trovavi ovunque. Volevi i vincitori dei premi Oscar? Li trovavi subito. I premi di Annecy? Idem. I vincitori del Tourist Thropy? Eccoli. E per avere la lista completa dei volumi di Segretissimo non serviva piú che cercassi il prezioso numero 1000, con in appendice l'elenco completo, ma c'era la Wikipedia.
Da quel momento ho lentamente smesso di aggiornare le mie liste, conservando solo le mancoliste. Tutto il resto si trovava facilmente in giro, pronto e a disposizione di tutti.
Questo è il bello della rete internet: qualsiasi cosa tu possa cercare, da qualche parte qualcuno l'ha fatta. E quindi se cerchi la troverai.
Così però le mie liste diventarono del tutto obsolete. Quella di Urania? Siti amatoriali, più di uno. Dei libri di Len Deighton? Sito dedicato. Liste di fumetti Bonelli? Sito ufficiale. Non nè è rimasta una di qualche utilità.

Poi un giorno cerco un'informazione, e controllo sulla wikipedia. E trovo una di quelle liste che avevo pure io, ma... come dire? Un po' lacunosa. Ma sopratutto mi rendo conto che la lista da sola non basta, talvolta. Che non servono solo i numeri, ci vuole anche la vita dietro. Ci vuole un po' di storia.

Caro Jack, hai un blog dove scrivi i fatti tuoi (ma non solo), della vita e dell'universo (ma non solo) e ogni tanto pubblichi anche articoli di pubblica utilità, partendo dalle tue passioni e conoscenze. E controllando nelle statistiche risultano quelli più visitati. Lo sapevi che se su Google scrivi Brilla brilla piccola Spia, il titolo di un vecchio libro di Len Deighton, l'unico sito nella prima pagina che non sia di vendita libri, è il tuo blog? Lo visitano Jack. Non te ne sei accorto, ma sei diventato, tuo malgrado,  anche un servizio pubblico.
Per cui ecco il post di questa volta, che si è fatto aspettare un po', tra aggiornamenti, controlli e colori. Questa volta è di nuovo un servizio pubblico, nei limiti del possibile. E se non proprio un post utile per tutti, almeno per una piccola minoranza entusiasta.
Per cui, spiacente amici lettori regolari, a una buona parte di voi questo post non dirà nulla, perchè esso altro non sarà che la lista dei

Libri di Star Trek pubblicati in Italia.

Che sorpresona, eh? Niente massimi sistemi, sorry, questa volta solo letteratura, e solo letteratura trek in lingua italiana. E come quasi ogni cosa, a volte bisogna iniziare con due parole di introduzione, partendo dall'inizio... più o meno. Ovvero dalla fine. Alla chiusura della serie TV di StarTrek, a cavallo degli anni '70, gli appassionati ne vogliono ancora. Partendo dalle riviste amatoriali, iniziano ad apparire oltreoceano racconti e storie ambientate nell'universo dell'astronave Enterprise. Così un decennio dopo si parte. Tra il 1979 e il 1981, la Bantam Books pubblica una prima breve serie di romanzi dedicati a Star Trek: romanzi brevi, a volte ingenui, talvolta verbosi, ma capaci di far rinascere l'entusiasmo nei lettori. Si alternano autori professionisti e amatoriali. E il genere pare funzionare. Dal 1979, con la pubblicazione dell'adattamento del primo film, comincia la fase dell'editore rivale, Pocket Book. A quel primo numero seguirà una lunga serie di libri, che continua ad uscire ancora oggi. Nel 1987, con la partenza della nuova serie TV, parte anche la serie parallela dedicata a The Next Generation. Dal 1993 e 1995 partiranno anche quelle dedicate a Deep Space Nine e Voyager. Ne usciranno anche altre, che vedremo in dettaglio più avanti, ma a parte l'adattamento del pilot di Enterprise, buona parte rimarranno da noi inedite.

A seguire trovate la lista, sperando che sia davvero completa. La prima divisione è quella temporale: le trovate rigidamente in ordine cronologico di uscita. E poi i vari editori che si sono alternati e le collane, con delle note a margine in fondo, e vedrete che saranno utili.
Ho utilizzato i colori per aiutare a differenziare le varie ambientazioni dei libri, per facilitare il riconoscimento a vista, secondo questo ordine: Novelization: adattamenti di film o telefilm; The Next Generation; Deep Space Nine; Voyager; New Frontier; Shatnerverse (la cronologia futura creata da William Shatner). Quelli non colorati si intendono dell'universo classico e/o film. Per ogni libro indico il numero di collana, il titolo, l'autore, titolo originale e anno di pubblicazione, e sopratutto il nome del traduttore italiano: mai dimenticarsi di loro. Senza traduttori niente di tutto quello che trovate qui sotto esisterebbe. E poi un paio sono cari amici, e mi fa molto piacere citarli.
Ultima cosa: qui troverete solo le opere di fiction. Saggi, biografie, manuali in Klingon o Regole dell'acquisizione non sono compresi.
Per tutti i dati che mi mancavano, mi sono basato sul preziosissimo Catalogo Vegetti della Fantascienza.

Mondadori Editore
Siamo in un'epoca davvero lontana nel tempo. Il primo film uscirà due anni dopo, ma qualche televisione ha cominciato a trasmettere la serie con il nome "Destinazione Cosmo". Eppure è in questo deserto che qualcosa si muove. Poca è ancora la documentazione disponibile, ma qualcosa accade, perché un giorno la Mondadori, alle varie collane popolari di genere fantastico che escono in edicola, affianca questa Pista delle Stelle. La documentazione è ancora molto carente, e si manifesta nelle comunque bellissime illustrazioni di copertina, in cui le "licenze" visive sono innumerevoli. 

Serie STAR TREK, La Pista delle Stelle
Mensile, volumetti brossurati formato pocket, in edicola. Si tratta degli adattamenti degli episodi TV, realizzati da James Blish, qui indicato come curatore. Nei 12 numeri vengono tradotti e adattati 11 degli 12 numeri della serie americana, tutti quelli che Blish è riuscito a pubblicare prima della sua morte. Già, la serie non è completa, lo sapevate?
Per vederla terminare bisognerà aspettare la serie Argento della Garden, nel 1988, addirittura dieci anni dopo.
Copertine di Oliviero Berni.

1978:
La pista delle stelle 1 [James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 2
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 3
[James Blish] (R.Sanità, G.Scarpa)
La pista delle stelle 4
[James Blish] (L.Cucchi)
La pista delle stelle 5
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 6 [James Blish] (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 7 [James Blish]
(R.Sanità, D.Zinoni)
La pista delle stelle 8 [James Blish] (G.Scarpa)
La pista delle stelle 9 [James Blish]
 (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 10 [James Blish]
(G.Scarpa)
La pista delle stelle 11 [James Blish] (D.Zinoni)
La pista delle stelle 12 [James Blish]
(R.Sanità)

Negli stessi anni fanno capolino un paio di romanzi anche sulla celebre collana di Fantascienza URANIA, qui nel suo periodo settimanale. Provengono dalla serie Bantam. Come tutti gli altri Urania del periodo, le copertine sono del grandissimo Karel Thole.

collana URANIA
Urania 758 (1978) Il pianeta del giudizio [Joe Haldeman] Planet of Judgement, 1977 (B.Della Frattina)
Urania 800 (1979) La sfera di Dyson [Gordon Eklund]
The Starless World, 1978 (L.Serra)



Nella primavera del 1979 esce il primo film anche in Italia, e la Mondadori pubblica l'adattamento ufficiale, nella sua collana Omnibus. L'anno successiva pubblicherà con lo stesso formato sia l'adattamento di The Black Hole che quello de L'Impero Colpisce Ancora. Se li avevate tutti e tre, facevano una bella figura affiancati nella vostra libreria

1980: StarTrek [Gene Roddenberry] Star Trek, 1979 (M.Galli)

Editoriale GARDEN
Il tempo passa. Dei volumetti della Pista delle stelle se ne perde memoria. Nel frattempo escono i film, i telefilm vengono trasmessi al completo, anche se talvolta in orari scomodi. Ma intanto anche in Italia il fandom è nato, si è formato da poco il club di appassionati italiani, lo Star Trek Italian Club, lo STIC. 
Nell'estate del 1987, mentre guardo il materiale esposto in edicola, mi trovo di fronte un libro Trek: che succede? Sono finito in un mondo parallelo dove si avverano i desideri della gente? Niente di tutto questo. L'editore è la Garden Editoriale di Antonio Bellomi, specializzata in pubblicazioni popolari da edicola: giallo, fantastico, mistery, Horror. E ora tocca a Star Trek: pubblicherà una buona parte dei rimanenti volumi editi dalla Bantam, ma inizieranno anche ad apparire i più corposi volumi Pocket Books. Due le serie. Ad una prima regolare e mensile, si affianca dopo un po' la serie Argento, che inizia pubblicando quello che sembra un solo un numero speciale, l'ultimo volume degli adattamenti di Blish, anche se in realtà è scritto dalla vedova. E porta a conclusione la serie Mondadori. Alla chiusura della collana regolare, continueranno ad apparire con cadenza varia altri romanzi nella collana Argento, tutti notevolmente più corposi. Dopo il 1992 la serie si interrompe in maniera definitiva.
Buona parte delle copertine di queste edizioni sono italiane e inedite, per la maggior parte sono di Marilena Maiocco. I primi numeri hanno la copertina lucida, gli ultimi avranno un cartoncino opaco che si rovina facilmente. Come curiosità, segnalo che in appendice era inserita una paginetta che forniva i dati per contattare lo StarTrek Italian Club. A leggerlo oggi sembra incredibile, ma per molti appassionati il viaggio su quella pista di stelle incomincerà in questo modo.


1987:
  1 Il prezzo della Fenice [S.Marshak, M.Culbreath] The Price of Phoenix, 1977 (A.Bellomi) [1]
  2 Spock, il vulcaniano [Kathleen Sky] Vulcan, 1978 (A.Guarnieri)
  3 L'enigma della protostella [Greg Bear] Corona, 1984 (A.Guarnieri)
  4 Il figlio del passato [A.C.Crispin] Yesterday's Son, 1983 (A.Guarnieri) [2]

1988:
  5 Spock deve morire! [James Blish] Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri)
  6 Mondo senza fine [Joe Haldeman] World Without End, 1979 (A.Guarnieri)
  7 Triangolo [S.Marshak, M.Culbreath] Triangle, 1983 (A.Guarnieri)
  8 Messia degli spazi [T.R.Cogswell, C.A.Spano] Spock Messiah!, 1976 (A.Guarnieri)
  9 Progetto Prometeo [S.Marshak, M.Culbreath] Prometheus Design, 1982 (F.Luzzatti)
10 Destinazione Madworld [Stephen Goldin] Trek to Madworld, 1979 (A.Guarnieri)
11 Pianeta infernale [Gordon Eklund] Devil World, 1979 (A.Guarnieri)
12 Gli angeli di Mudd [J.A. Lawrence] Mudd's Angels, 1978 [Antologia] (A.Guarnieri) [3]
13 Fantasma a bordo [Kathleen Sky] Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri)
14 Il destino della fenice [Marshak, M.Culbreath] The Fate of the Phoenix,1979 (A.Guarnieri)
[1]
1989: 
15 Vortice galattico  [David Gerrold] The Galactic Whirlpool, 1980 (A.Guarnieri)



STAR TREK Serie Argento
1988:
1 Missione nell'universo  [James Blish, J.A. Lawrence] Star Trek 12, 1977 (A.Guarnieri)
1990: 
2 Crisi su Centaurus  [Brad Ferguson] Crisis on Centaurus, 1986 (Mida)

1991:  
3 Il guardiano del tempo  [A.C. Crispin] Time for Yesterday, 1988 (A.Guarnieri) [2]

1992:
4 Il principio di Pandora [Carolyn Clowes] The Pandora Principle, 1990 (A.Guarnieri)
5 Intrigo Galattico  [J.M. Dillard] Bloodthirst, 1987 (A.Guarnieri)


ARMENIA editore
Per un breve periodo ci prova anche l'editore Armenia, già specializzato in letteratura fantastica. In un colpo solo pubblica 4 libri, due del ciclo classico, e due di The Next Generation. Questa volta niente edicola, solo libreria. Le copertine riprendono quelle delle edizioni originali. Questi quattro libri non avranno seguito.

1993: 
ST 1 Effetto entropia [Vonda N.McIntyre] The Entropy Effect, 1981 (S.Ciaghi)
ST 2 Il fuoco nero [Sonni Cooper]
Black Fire, 1983 (G.Roversi)
TNG 1 I bambini di Hamlin [Carmen Carter] The Children of Hamlin, 1988 (G.Cordone, A.Lisiero)
TNG 2 Il paradiso di ghiaccio [Peter David] A Rock and Hard Place, 1990 (G.Cordone, A.Lisiero)




FANUCCI editore
Un altro paio d'anni di silenzio, e poi ecco riapparire i libri Trek in libreria. Approfittando anche del lancio pubblicitario dell'imminente film Generazioni, esce l'adattamento librario, e questa volta tocca all'editore Fanucci.  Dopo quel libro, cominciano ad apparire con ritmo continuo altri libri Trek, inseriti nella collana E.T. (Economica Tascabile), insieme ad altri libri di fantascienza classica. Presumibilmente a causa del discreto successo, le uscite aumentano, al punto che dal 1999 la collana ospita SOLO volumi Trek. Le copertine sono le stesse delle edizioni americane: facce di attori e poco altro, alcune molto belle, altre poco accattivanti.

1995: 
Collana Biblioteca di FS [Libreria]
X (10), 1995: Star Trek Generazioni [J.M.Dillar] Star Trek: Generations , 1994 (G.Cordone, A.Lisiero) 
collana E.T. Economica Tascabile [Libreria]
28 Il segreto di Spock [Jeri Taylor] Unification (nov), 1991 (A.Guarnieri)
29 Un'ombra dal passato [Michael J. Friedman] TNG: Fortune's Light, 1991 (AM.Bonavoglia)
35 Le ceneri del paradiso [Shatner, Reeves-Stevens] SW1: The Ashes of Heaven, 1995 (C.Borriello) [4] 
36 Ieri, oggi, domani... [Michael J. Friedman] All Good Things (nov), 1994 (A.Lisiero, G.Cordone)



1996: 
39 Imzadi [Peter David] TNG: Imzadi, 1992 (C.Sassetti)
40 Il destino di Spock [Michael J.Friedman] TNG: Crossover, 1995 (C.Borriello)
45 Il ritorno [Shatner, Reeves-Stevens] SW2: The Return, 1995 (C.Borriello)
46 Requiem [M.J.Friedman, K.Ryan] TNG: Requiem, 1994 (C.Sassetti)

1997: 
50 Primo contatto [J.M. Dillard] First Contact (nov), 1996 (C.Sassetti)
55 [Invasione #1] Primo attacco [Diane Carey]
ST: First Strike, 1996 (C.Sassetti) [7]
56 [Invasione #2] L'esercito della paura [A.W.Smith, K.K.Rusch] TNG: The Soldiers of Fear, 1996 (C.Sassetti)
57 [Invasione #3] La furia del nemico [L.A.Graf] DS9: Time's Enemy, 1996 (F.Staglianò)
58 [Invasione #4] La sfida finale [Dafydd ab Hugh] VOY: The Final Fury, 1996 (C.Borriello)
65 Il vendicatore [W.Shatner, Reeves-Stevens] SW3: Avenger, 1997 (C.Borriello)
66 Il naufrago del tempo [Michael J. Friedman] Relics, 1992 (C.Sassetti)
69 Federazione
[J.& G. Reeves-Stevens] ST: Federation, 1994 (C.Borriello) [6]

1998: 
76 [Il giorno dell'Onore #1] Antico sangue [Diane Carey] TNG: Ancient Blood, 1997 (C.Sassetti) [7]
77 [Il giorno dell'Onore #2] I cieli di Armageddon [L.A. Graf] DS9: Armageddon Sky, 1997 (F.Staglianò)
78 [Il giorno dell'Onore #3] Anima Klingon [Michael J. Friedman] VOY: Her Klingon Soul, 1997 (C.Borriello)
79 [Il giorno dell'Onore #4] Giuramento di guerra [K.K. Rusch, D.W.Smith]
ST: Treaty' Law, 1997 (C.Borriello)
83 Salto nel tempo  [Diane Carey] TNG: Ship of the Line, 1997 (F.Staglianò)
84 Il Mondo di Spock [Diane Duane] ST: Spock's World, 1988 (C.Borriello)

95 Il fantasma  [Shatner, Reeves-Stevens] SW2-1: Spectre, 1998 (C.Borriello)
96 Q contro Q [Peter David] TNG: Q-Squared, 1994 (F.Staglianò)
101 [La tavola del capitano #1] Pirati [L.A.Graf] ST: War Dragons, 1998 (G.Pastorino)
[8]
102 [Q Continuum] Lo spazio di Q [Greg Cox] Q-Continuum (TNG): Q-Space, 1998 (F.Staglianò)

1999: 
108 La prima missione [Vonda N. McIntyre] ST: Enterprise, the First Adventure, 1986 (G.Pastorino)
109 [Q Continuum] La zona di Q [Greg Cox] Q-Continum (TNG): Q-Zone, 1998 (F.Staglianò)
110 [La tavola del capitano #2] Il tesoro di Dujonian [M.J. Friedman] TNG: Dujonian's Hoard, 1998 (F.Staglianò)
111 [New Frontier #1] Il castello di carte  [Peter David] NF: House of Cards, 1997 (A.Tintori) [9]
112 Imzadi II [Peter David] TNG: Triangle, Izadi II, 198 (M.Cassili)
113 L'insurrezione  [J.M.Dillard] Star Trek Insurrection (nov), 1998 (C.Sassetti)
114 Vittoria oscura  [Shatner, Reeves-Stevens] [SW2-2] Dark Victory, 1999 (G.Pastorino)
115 [Q Continuum] L'attacco di Q  [Greg Cox] TNG: Q-Continum: Q-Strike, 1998 (F.Staglianò)
117 Mosaico [Jery Taylor] VOY: Mosaic, 1996 (A.Tintori)
118 [La tavola del capitano #3] Il segreto dei Mist [DW.Smith, KK.Rusch] DS9: TheMist, 1998 (F.Staglianò)
119 Spock deve morire
[James Blish] ST: Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri) [ristampa]
120 Gli angeli di Mudd
[J.A.Lawrence] ST: Mudd's Angels, 1978 (A.Guarnieri) [ristampa]

2000:
121 Un destino glorioso [Diane Carey] ST: Best Destiny, 1992 (G.Pastorino)
122 [La tavola del capitano #4] La nave di fuoco [Diane Carey] VOY: Fire Ship, 1998 (F.Staglianò)
123 Vortice galattico [David Gerrold] ST: The Galactic Whirpool, 1980 (A.Guarnieri) [ristampa]
124 Fantasma a bordo  [Kathleen Sky] ST: Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri) [ristampa]

125 Io Q [J.DeLancie, P.David] TNG: I, Q , 1999 (F.Staglianò)
126 [New Frontier #2] Nel nulla [Peter David] NF: Into the Void, 1997 (A.Tintori)
127 [Dominion War #1] Dietro le linee del nemico [John Vornholt] TNG: Behind Enemy Lines, 1998 (F.Staglianò) [7]
128 Destini. Primo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti) [10]
129 Destini. Secondo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti)

130 Prima direttiva
[Judith & Garfiel Reeves-Stevens] ST: Prime Directive, 1990 (G.Pastorino)
131 [Dominion War #2] Chiamata alle armi [Diane Carey] DS9: Call to Arms, 1998 (F.Staglianò)
132 [La tavola del capitano #5] Umiliazione [Peter David] NF: Once Burned, 1998 (F.Staglianò)

2001: 
133 I protettori [Shatner, Reeves Stevens] Preserver (SW2-3), 2001 (G.Pastorino)
134 [Dominion War #3] Il tunnel tra le stelle [John Vornholt] TNG: Tunnel Through the Stars, 1988 (F.Staglianò)
135 [La tavola del capitano #5] Quando il mare incontra il cielo [Jerry Oltion] ST: Where Sea meets Sky, 1998 (A.Parovel)
136 Gli anni perduti [J.M.Dillard] ST: The Lost years, 1989 (G.Pastorino)
137 [Dominion War #4] Il sacrificio degli angeli  [Diane Carey] DS9: Sacrifice of Angels, 1998 (G.Pastorino)
138 [New Frontier #3] Guerra su due fronti  [Peter David] NF: The Two-Front War, 1997 (G.Pastorino)
139
[New Frontier #4] La fine del gioco [Peter David] NF: End Game, 1997 (G.Pastorino)
collana Solaria Speciale
2 Sarek [A.C.Crispin] ST: Sarek, 1993 (G.Pastorino) [11]

2002:
140 Missione Terra Nova [Diane Carey] New Earth (ST). Wagon Train to the Stars, 2000 (C.Sassetti)
141 [New Frontier #5] Martire [Peter David] NF: Martyr, 1998 (F.Staglianò)
142 [New Frontier #6] Fuoco al massimo [Peter David] NF: Fire on High, 1998 (G.Pastorino)
fuori serie:
Enterprise - Verso le Stelle [Diane Carey] Enterprise, Broken Bow (nov), 2001 (C.Sassetti)
Adattamento dell'episodio pilota della serie Enterprise.

ULTIMO AVAMPOSTO editore 
Nel corso del 2002 Fanucci interrompe la pubblicazione di libri di StarTrek. Perché? Mystero.
Subentra l'editore Ultimo Avamposto, che cerca di dare una continuità alla serie. La periodicità non è regolare come negli anni precedenti, ma almeno è continua, ed è la serie attualmente in corso.



2003:
cla01 Progetto Memory [J.& G. Reeves-Stevens] ST: Memory Prime, 1988 (E.Albertini, C.Sassetti)
cla02 Nel cuore del sole [P.Sargent, G.Zebrowski] ST: Heart of the Sun, 1997 (E.Albertini)
tng01 Specchio Oscuro [Diana Duane] TNG: Dark Mirror, 1994, (E.Albertini)
2004:
tng02 Vendetta [Peter David] TNG: Vendetta, 1991 (S.Bronzoni)
2005:
cla03 L'ultimo raduno [Christie Golden] ST: The Last Roundup, 2002 (E.Albertini)
cla04 I rischi del comando [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-1): Captain's Peril, 2002 (E-Albertini]
2006:
cla05 Sangue di capitano [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-2): Captain's Blood, 2006 (G.Cordone)
2007:
tng[?] Valiant [Michael Jan Friedman] TNG:  Pantheon, 2003 (S.Bronzoni) [12]
2008:
tng[?] Reunion [Michael Jan Friedman] TNG: The Reunion, 1991 (S.Bronzoni) [12]
2010:
cla06 Conflitto Galattico [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-3): Captains' Glory, 2009 (G.Cordone)
[?] Star Trek [Alan Dean Foster] Star Trek, 2009 (S.Bronzoni)
2012:
? [StarTrek Online] Le esigenze dei molti [M.A. Martin, J.Sisko] The Needs of Many, 2010 (S.Bronzoni)
2013:
cla07 [StarTrek Academy] Rotta di colisione [Shatner, Reeves-Stevens] ST: Collision Course, 2007 (S.Bronzoni)
[?] Star Trek Into Darkness [Alan Dean Foster] Star Trek Into Darkness, 2013 (S.Bronzoni)

E qui, per finire in bellezza, giusto un paio di note abbastanza indispensabili per chi voglia cimentarsi nella collezione
[1] Il prezzo della Fenice è il primo di un ciclo che si conclude nel successivo numero 14, Il destino della Fenice.
[2] Il figlio del passato ha un seguito, nel numero 4 della serie Argento, Il guardiano del tempo.
[3] Gli Angeli di Mudd viene considerato come il 13° volume americano degli adattamenti degli espisodi TV. Contine infatti le due avventure con protagonista Harcourt Fenton Mudd, assieme ad racconto inedito. L'autrice è la vedova di James Blish.
[4] William Shatner, con le Ceneri del paradiso inizia un ciclo tutto suo personale, che porterà a creare quello che viene chiamato in gergo lo Shatnerverse: ovvero le avventure di Kirk nel futuro, nello stesso secolo di TNG, ritornato in vita dopo gli eventi narrati nel film Star Trek VII: Generazioni. A tutti gli effetti è considerato un universo a parte rispetto agli altri libri ambiantati nell'era TNG. E' composto finora da tre cicli, ognuno di tre libri, segnati nell'elenco come [SW#] [SW2-#] [SW3-#]. Tutti scritti assieme alla coppia Judith e Garfield Reeves-Stevens, a cui si deve buona parte del lavoro di scrittura. Se vi chiedete dove avete già sentito questi nomi, sappiate che sono stati inseriti tra gli autori della 4a stagione di Star Trek Enterprise.
[6] "Federazione" è un libro che segue nei vari capitoli più epoche della saga. Nella lista è segnato come ST, ma allo stesso modo è anche TNG.
[7] In questi anni venivano pubblicati dei curiosi esperimenti di cicli congiunti: storie ambientate negli universi delle singole serie TV (ST classica, TNG, DS9 e VOY), ma legate a ciclo. Le storie avrebbero dovuto funzionare anche come storie singole, ma lette tutte insieme chiudevano la trama principale. La cosa non era facile, poichè coinvolgeva autori differenti. Fanno parte di questa serie i cicli Invasione, Il giorno dell'onore, e la Guerra del Dominio (Dominion War). A dire il vero spesso i cicli non erano molto organici, a causa anche degli autori differenti per i vari numeri. Però in Italia vengono pubblicati tutti quelli usciti in quel periodo di tempo negli USA.
[8] Il ciclo La tavola del capitano era basato su un concetto quasi Fantasy: quello dei racconti nella taverna, in cui in una misteriosa taverna/bar nella galassia, di volta in volta un capitano viene ospitato, e racconta una qualche vicenda che lo ha coinvolto. Il 5° numero è dedicato al Capitano Christopher Pike.
[9] New Frontier è una creazione interamente di Peter David. Narra le avventure dell'astronave USS Excalibur, e del comandante Mackenzie Calhoun e il suo equipaggio, in una nuova missione di esplorazione dell'universo, nell'universo di TNG. Il ciclo è continuato ad uscire oltreoceano, ma non è più stato proseguito in lingua italiana.
[10] E' un realtà un unico romanzo, diviso in due parti.
[11] Nel 2001 uno romanzo di StartTrek appare in edicola, inserito in uno dei numeri speciali della collana Solaria. Quest'ultima fu un coraggioso tentativo di proporre una collana di fantascienza in edicola, tra il 2000 e il 2002. Come supplemento, tra il 2000 e il 2001 uscirono 5 speciali, dedicati a libri ispirati o tratti da serie tv, anch'essi in edicola. Oltre al libro Trek vennero pubblicati anche un volume dedicato agli adattamenti italiani dei telefilm di spazio 1999, un libro sugli adattamenti del serial UFO e due volumi dei racconti di Twiligth Zone, questi ultimi gia apparsi qualche anno prima su Urania.
[12] Panthenon, di Michael Jan Friedman, è l'edizione americana che contiene i due romanzi ambientati all'epoca in cui Picard era al comando della USS Stargazer, ovvero The Valiant (2000) e Reunion (1991). In questa edizione è diviso in due parti, esattamente come i due romanzi separati.





Ecco. E questo potremmo dire che è tutto. certo, ci sarebbero ancora i libri di saggistica, l'enciclopedia, le guide agli episodi, ma qui volevo concentrarmi solo sulla fiction. E anche perché la saggistica è più varia. Volevo anche ci fosse un link da indicare a chi ti chiede info sui libri. Se mi capiterà di nuovo, ora ce l'ho.
Se qualcuno ha ancora curiosità sui libri trek, o sulle loro copertine, oltre ai link della wikipedia in alto, può andare alla pagina wikipedia a cui accennavo all'inizio, qui, oppure nelle pagine americane dedicate ai libri sulla serie classica, a The Next Generation o le altre.

Abbiamo finito. Se siete arrivati fino a qui, complimenti, non è da tutti.
Adesso se un giornoq ualcuno si domandasse "ma perché non escono libri di StarTrek in italiano?" (è successo, credetemi), potrete rispondergli che ne sono usciti più di un centinaio. E se invece insisterà e scuoterà la testa dicendo che non è possibile, che avete torto, perché lui ha sempre ragione (succede, oh se succede...) e se fosse come dite voi se ne sarebbe sicuramente accorto, potete indicargli questo blog, ma potreste anche scegliere di abbandonarlo nel suo brodo ed alle sue convinzioni.
Sono convinto che l'universo ve ne sarà comunque grato

[PS: Per qualunque omissione, errore o dati mancanti, comunicatelo nei commenti e provvederò a correggere al più presto.]

venerdì 18 gennaio 2013

Quel paese inesplorato

La prima volta fu un caso fortuito. Quando? Tanto tempo fa, prima che fossimo giovani. Ero ad un mercatino di fumetti a livello locale, un singolo appassionato in mezzo alla folla di altri appassionati, e mi trovai a chiacchiere per più di 20 minuti con uno standista appena conosciuto. E ad un certo punto scoprì che pure lui, come me, era un socio dello Star Trek Italian Club. "Sei mai stato da Alberto?" mi domandò lui, riferendosi al presidente del club. No, è troppo lontano da casa mia, risposi, perché la sede di San Michele al Tagliamento era in provincia di Venezia, quindi un po' lontana. "Ma no, è a Latisana, a un'ora da qui. La prossima settimana c'è il suo compleanno, se vuoi venire anche tu, basta che ti metti d'accordo con lui." Fu così che quella sera stessa telefonai per la prima volta al contatto locale del triveneto, e conobbi per la prima volta l'amico Federico. Che mi disse di chiamare direttamente L'ammiragliato per maggiori informazioni sul compleanno. Quindi chiamai lui, l'ammiraglio Alberto, al numero di telefono indicato sulla fanzine del club. E sentì per la prima volta il suo "SAAALVE!". E sapeva benissimo chi ero, perché apprezzava e pubblicava regolarmente sulla fanzine le vignette che io mandavo ogni tanto.
Quella lunga storia era iniziata tutta un po' di anni prima, con un numero: quello della mia prima tessera STIC, della mia iscrizione al club. Le mosche bianche, eravamo considerati allora. E certo, un film ogni due anni, una serie TV che si vedeva raramente, e solo in orari da nottambuli. Nessun'altro sapeva cosa fosse un'Enterprais, nemmeno come diavolo si scrivesse.
Mi sono chiesto spesso caro Alberto, se quando hai compilato quella tessera ti sei soffermato a pensare qualcosa come "Questo è fortunato, un numero netto, facile da ricordare!" Così come hai fatto probabilmente con il 100, il 200, e poi col 500, il 1000, eccetera. A me toccò il 300. Non 299 e nemmeno 301. Trecento, come i guerrieri di Leonida alle Termopili. Impossibile da dimenticare, e infatti lo ricordavate sempre quando dovevo rinnovare, tu e Gabriella. Anno di iscrizione 1988. Abbonato qualche mese dopo avere letto dell'esistenza del club sul Cosmo Informatore della Editrice Nord. Eppure non ti ho conosciuto personalmente prima di quel giorno del 1994 (o era il 1995?). E non avevo ancora idea dell'effetto domino che avrebbe scatenato negli anni a seguire.

Intanto quel primo giorno conobbi te, conobbi Gabriella, e Nicola, ed Ennio, e tanti altri.
La seconda volta invece venni in treno, una domenica. Quaranta minuti fino a Latisana, e poi un passaggio da un volontario fino a San Michele, e oltre, costeggiando il fiume tagliamento, quando sulla destra appariva il cartello "via G. Cassi", e capivi che dovevi svoltare. "Per cosa sta quel G prima del cognome?" ti domandai in uno di quei primi giorni.
"Io lo so," rispondevi allegro "Ma non te lo dico, perché ti lascio indovinare, ma non ci arriverai mai!".
Quel giorno lo impiegammo a impaginare (proprio nel senso di mettere insieme le pagine di carta) un numero dell'Inside, la rivista ufficiale, e fu maledettamente divertente, anche se eravamo solo in 4, e alle 20 avevo il treno del ritorno.
La terza volta per invogliarmi a venire mi dicesti che arrivava anche una ragazza molto carina di Trieste. Ma avevi torto, perché era bellissima.

A cos'avrai pensato in quel momento, amico mio? Quella notte del 2 gennaio di quest'anno, quando un infarto fulminante ti ha portato via, troppo presto, dannazione? Anche tu nato nel 1964, stessi imput giovanili, stesso telefilm visti alla stessa età, poster simili alle pareti, e tanto altro. Avrai avuto il tempo di realizzare che era arrivato anche per te il momento per intraprendere il viaggio verso quel paese inesplorato da cui nessuno ritorna? O sei riuscito a pensare alle persone che ti volevano bene, al vuoto che avresti lasciato nelle loro vite? Ti sei mai reso conto davvero di come anche il solo conoscerti abbia cambiato la vita di molti di noi, che quell'effetto domino era accaduto su grande scala? Che prima di conoscerti ed entrare in contatto con ciò che avevi creato eravamo tante mosche bianche che guardavano qualche vecchio telefilm fantastico o tutti i film fantastici che trovavano. E solo dopo abbiamo imparato che una mosca sola è bianca e niente altro, ma tante mosche sono uno sciame. Ed essere in uno sciame è bello.
Ma come tuo solito l'hai sempre minimizzato, non te la sei mai tirata. Non hai mai pensato di essere stato così importante.

Ora vorrei ricordarti qui, perché ti divertivi a leggere quello che scrivevo, e te lo devo. O almeno vorrei farlo. Ma scrivere non è mai stato così difficile, e le parole sono come macigni, e non ce la farò mai a metterle tutte insieme. Trovare concetti e parole che non sembrino retoriche o scontate, e ho la segreta certezza che fallirei miseramente.
Non ci proverò. Non ne sono capace, lo so. Non insisterò nel dire cosa sei stato, cosa hai fatto di importante, qualcuno sarà di certo più bravo a farlo di quanto non possa riuscirci io. Io non sono un essere logico e razionale, ma una povera unità carbonio, e mi devo adeguare. Scelgo di ricordare l'amico che mi mancherà usando le mille immagini che mi vengono in mente.
Quella mia prima volta - per esempio - fu la prima volta in cui ti rivolgesti a Nicola dicendo "Come sto con la barba?". E da allora l'hai sempre tenuta. Altre immagini: Italia1 che comincia a trasmettere Star Trek: The Next generation nel pomeriggio, a cui tu e Gabri prestavate supervisione per il doppiaggio. Di lì a poco questo evento scatenò un primo grande entusiasmo e creato nuovi appassionati. E d'improvviso mi vedo un gatto che si chiama "Capitan Puccio" (dal "captain patches" originale, ci stava pure bene come abbinamento, accidenti). Puccio, come il tuo storico gatto nero e bianco. Possiamo cominciare.

Certo, c'erano le Sticcon, come dimenticarle? Iniziavano sempre con il tuo "SAAAALVE!" indirizzato al pubblico, e si concludevano con la mega foto di gruppo della domenica sera. Da Modena in poi, per un po' ci fui pure io. E scoprì anche di essere il sosia inconsapevole di Tim Burton. Però là non ti vedevamo mai, perché sia tu che Gabriella eravate sempre impegnati, a fare mille cose e a parlare con mille persone venute da ogni parte d'Italia, che vi vedevano solo in quell'occasione. Ma non era un problema, "Ma ci vediamo la prossima settimana a casa per una pizzata?" dicevate. E si andava avanti fino al lunedì mattina, a contare i sopravvissuti fuori dal centro congressi, per un ultimo saluto e poi tutti pronti a tornare a casa, dove riprendevamo la vita di tutti i giorni, senza romulani, senza klingon, e senza vulcaniani.

Da allora quanti Inside StarTrek da imbustare, francobolli da incollare (con la spugnetta), di tessere rinnovate, di avvisi di rinnovo da inserire nelle buste? Tutti volontari, tutti volti inizialmente sconosciuti, mai più scordati. Quante domeniche passate in questa grande bolgia, a imbustare, francobollare, attaccare etichette, poi solo ad attaccare etichette, e poi solo a imbustare? E poi quando le poste di Latisana non ce la fecero più, quante volte siamo andati direttamente al centro direzionale postale più vicino?
Quante volte abbiamo programmato di vedere un film tutti assieme, ci radunavamo a San Michele e poi tutti in carovana in autostrada fino a Marcon (quasi Venezia), per vedere Titanic, il primo X-Men, o per vedere il primo Matrix. E ogni volta mi ripetevo "Mai più! 200 chilometri per vedere un film? Non è cosa!" Ma era maledettamente divertente, anche per le sovrumane cavolate con cui tutti quanti ridevamo durante il viaggio di ritorno.
Avevi ogni libro disponibile, ogni nuova rivista, ogni fumetto che avesse odore Trek. E se ti chiedevamo di sfogliarli, ci chiedevi di lavarci prima le mani. Pensa a come ti osservavano i nuovi arrivati, a quella strana richiesta? Noi no, avevamo imparato. Eppure una volta mi presentai con un libro che tu non avevi. Ma millantavo credito, perché era un'antologia britannica di racconti, ed era il mio unico libro Trek in lingua inglese. La serie completa rimaneva sempre la tua. E i pupazzetti nelle loro confezioni originali (quasi tutti), e le cose perdute nel tuo studio "Sono sicuramente qui, non è un problema, prima o poi le ritroviamo" quando cercavi di negare la presenza ovvia di una singolarità in qualche oscuro angolo vicino al termosifone. E la leggenda metropolitana di quanto fosse buono il salame con la Nutella, che ci smontasti in un minuto il giorno che osammo chiederti se l'avevi assaggiata davvero.

Fosti tu a insistere molto che dovevo mandare i miei disegni in visione alla Bonelli, perché io ero scettico. Sempre tu a farmi provare la prima divisa, la tua prima da ammiraglio, che aveva cucito tua madre (ora non ci entravi più), divisa che in seguito servì da modello per la mia. E quando mi vedevi indossarla mi dicevi ridacchiando "Ma ricordati che non sei davvero un ammiraglio, eh?".
E i tuoi compleanni. Quando in agosto ci radunavamo da ognidove per partecipare a quell'evento. Ricordavi di quando la notizia finì sul giornale, e ci trovammo alla porta gente che pensava ci fosse una convention? Andasti a rispondere alla porta con un superliquidator ad acqua, già bagnato dalle prime avvisaglie del combattimento all'ultimo sangue (acqua) che ti avrebbe visto vincitore di lì alla fine della sera, ed invitasti i volontari a vedere un filmato a scelta sul megaproiettore in soggiorno, per non scontentarli, tornando subito dopo al superliquidator ed agli agguati nel prato. Quel giorno me lo ricordo bene, perché scoprii che il mio orologio millantava doti impermeabili inesistenti. E poi le grigliate annuali, e un paio di volte anche un banchetto vegano. Cambiavano i dettagli, non l'evento di quella giornata di agosto, in cui quando arrivavo (ma lo ripetevi a tutti quelli del 1964 che già avevano festeggiato) "Ti ho raggiunto, ora abbiamo la stessa età!".
Quando senza mettersi d'accordo tutti ti regalarono confezioni di dietorelle, dalla scatoletta tascabile, al cofanetto per finire col formato fustino? Le mangiasti poi davvero tutte? E quando festeggiavamo anche i nostri di compleanni, da voi. E solo un paio di capodanni, e in uno indossai la mia cravatta azzurra, e sentendomi dire che era quella che avevo da militare mi domandasti come mai fosse azzurra. E io a raccontare tutta la vicenda degli unici DUE battaglioni con la cravatta fuori ordinanza "Per cui io ho quella blu..." spiegavo. "E io ho quella rossa!" mi interrompevi: perché quella storia la conoscevi già benissimo, perché l'altro era stato il tuo battaglione, e ti stavi divertendo come un matto a vedermi raccontare quella storia.

Prima ancora, in piena era analogica, prima di Internet e dello streaming, ci radunavamo un sabato o una domenica da te per le anteprime: fino a 15 persone nel tuo studio, chi arrivato in treno, chi in auto, chi dalla tenda montata nel prato posteriore. Quando Kevin ti spediva dall'america i VHS (rigorosamente in formato NTSC) delle prime puntate di Voyager. Il nostro inglese era modesto, e seguivamo sopratutto le immagini, ma tu fermavi il filmato e ci traducevi certi passaggi (ora l'inglese lo capiamo quasi bene...). A esultare quando ci era piaciuto qualcosa, o a cercare virtuosistici giri di parole, la rava e la fava, quando invece non ci piaceva. Talvolta venivate tu e Gabriella fino a Trieste, per qualche altra visione domestica di gruppo, o per il cinema con il migliore impianto THX della regione (non a Trieste, però). E una volta ti prendesti una passione per i Laserdisc, tu che avevi ancora le videocassette Video2000, con registrato un qualche vecchio telefilm importante, anche se il lettore si era irremediabilmente guastato da anni, e l'ultimo tecnico riparatore si era ormai ritirato a godersi la meritata pensione. Poi arrivò il DVD, ma a casa tua avevi una discreta collezione di videolettori, sia analogici che digitali, degno di un episodio di Cowboy Bebop.

E i capannoni, te li ricordi? Quelle voci incontrollate che giravano sottovoce, che avevate fatto la cresta, che vi eravate arricchiti alle nostre spalle, e costruito "i capannoni", dove tenevate tutta la roba. Talmente esagerata che ti chiedevi come qualcuno potesse crederci. Lo sapevi anche tu, ogni tanto qualcuno usciva sbattendo la porta, contestando le tue scelte. E qualcuno sparlava. Qualcun'altro aggiungeva qualche luogo comune, e il terzo tirava le conclusioni, e queste conclusioni gridavano capannone! "Non è vero, per cui non mi importa." Sarebbe bastato venire a trovarvi, e vedere che non c'erano capannoni nel raggio di 10 chilometri, ma gli scatoloni stivavano ogni angolo della casa. Ti fece male lo scoprire che tra i diffusori di questa voce c'era anche gente che conoscevi?
Il capannone arrivò alla fine, molto tempo dopo, anche se potevi confonderlo con una rimessa, viste le dimensioni, e divenne il magazzino STIC, e in buona compagnia passammo un pomeriggio di una domenica a gettare vecchi VHS che riempivano molti scatoloni, per fare posto a molta altra roba da stivare. Perché la CIC video ti aveva sempre mandato un sacco di roba in visione, ma così, senza impegno (e che non eri mai riuscito a guardare) e noi a turno si leggeva ad alta voce le scritte sulle etichette, per sapere se faceva parte del materiale da salvare, o era da gettare nel rifiuto secco. Io salvai dal materiale condannato 4 VHS di un misterioso "El pajaro loco", troppo curioso di scoprire cosa fosse (vabbè, era Picchiarello/Woody Woodpecker).



Poi tutto si diradò. I mille impegni di tutti quanti, l'imbustamento che passò a Bologna, e gli incontri da te e Gabriella si diradarono. Rimanevano le costanti del tuo compleanno in agosto e qualche serata pub: un giro di mail improvviso che la proponeva, e chi poteva rispondeva. In quelle ormai rare occasioni, per eventi speciali (la vigilia della partenza per gli states di Uno, il ritorno in regione di Due, la prima marmotta che si svegliava e veniva a bussare alla finestra) due o tre volte all'anno (ma anche meno) in cui ogni volta il nostro aspetto cambiava, con i nostri capelli (o la tua barba) che ormai erano color cenere. E si andava avanti a Club Sandwich e Lord Byron, e birre che io non ho mai saputo distinguere (per sceglierla seguivo la marea), e la tua Coca Cola Light, per non parlare delle volte che ti portasti da casa il the speciale, perché eri a dieta, e al barista dicesti "A me niente, grazie, mi sono portato la bevanda da casa.", e tutti gli altri giù a nasconderci sotto il tavolo.
E poi il resto, tra le altre cose. Il condividere le gioie quando le cose andavano bene, l'ascoltare quando le cose andavano male, e i cazzettoni amichevoli quando mi lamentavo troppo delle mie vicende, così come i ceffoni virtuali di Gabriella se facevo la stessa cosa con lei (e per cui la ringrazio ancora). E i racconti sul dietro le quinte degli ospiti, sugli "incidenti" di percorso, sulle sticcon, sui libri o le iniziative trek prossime venture.
L'ultima volta che ci siamo visti era stato a novembre, al centro commerciale di Trieste, per la convention di fumetti, dove ci eravamo trovati davvero in tanti, a sorpresa, attorno al banchetto STIC, senza nemmeno essersi messi d'accordo. In alto ho messo la prima foto che ti scattai. Qui sotto adesso metto l'ultima. Lo so, non è il massimo, ma non puoi mai sapere quale sarà l'ultima foto.


E poi... no, credo che questo possa bastare. Immagino si sia capito il senso del discorso.
Lo sai che solo adesso che non ci sei più sono riuscito a capire (sempre che sia vero) per cosa stava quella G nel nome della strada? In un'articolo su un giornale locale, nell'occasione della notizia della tua morte. E se prendo quello che ha avuto la geniale trovata di convertire il nome Cassio in Cassi, lo faccio correre fino ad un qualsiasi orizzonte degli eventi...

Ecco qua. Sono riuscito finalmente e mettere assieme quasi tutto: so di avere sicuramente scordato cose più importanti, ma non esiste la perfezione, arriva il momento in cui devi dare il final cut, che sia tutto a posto o meno, sopratutto se sei andato a canovaccio, irregolare come le molecole di idrogeno nell'universo.
Solo ricordi, appunto. Ma non li baratterei mai, nemmeno con quelli di avere visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, o raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

Se riesci a sentirci, non devi preoccuparti: le serate al pub le faremo ancora, e Gabriella è sempre una parte della nostra famiglia, perché certe buone abitudini non devono morire, mai. Se le lasci morire, ti lasci morire un po' anche tu.
E quel 2 gennaio è già morto qualcosa dentro tutti noi che ti conoscevamo, e vorremmo fosse l'ultima cosa morta con cui avere a che fare da qui all'eternità.

Eppure quel giorno, quello del tuo funerale, sei riuscito a fare un piccolo miracolo. E non parlo per il sole spettacolare che è sbucato fuori dalle nubi di quel mattino uggioso, mentre eravamo a darti l'estremo saluto in cimitero, anche se è sembrato che da lassù ci stessi dicendo "Sono arrivato, state tranquilli e non litigate, okay?"
Il miracolo è un altro. Tu, che cercavi sempre di mettere pace tra i litiganti, che avevi sempre una buona parola per tutti, che davi sempre un'ultima possibilità ad ogni unità carbonio, ci sei riuscito pure stavolta.
Seppure nel momento estremo, sei riuscito a radunare in un unico posto, in un unico grande abbraccio, gente che non si vedeva insieme da decenni, gente che s'era allontanata sbattendo la porta, così come i millantatori dei capannoni. E tutti insieme non li avevo mai visti, nemmeno alle Sticcon. Tutti uniti nel dolore. Un'impresa statisticamente e umanamente impossibile. Ci sei riuscito, maledizione.
Quando ci siamo radunati nella pizzeria per il pranzo, di colpo quel posto è sembrato diventare una vera Sticcon, con tanti amici colorati che si raccontavano aneddoti che ti riguardavano, e proprio come nelle Sticcon, che alla fine si scattavano la foto assieme, felici di essersi ritrovati TUTTI. In modo che alla fine di quel giorno rimanesse loro almeno un ricordo piacevole.

Se da lassù ci hai visti (e se non hanno qualche arcaico veto per gli alcolici) beviti una Guiness alla nostra salute. Lo so che preferiresti una Coca Cola Zero, ma fai un'eccezione per stavolta, okay?
Un abbraccio.

E a tutti gli altri, chiedo un grosso favore. Solo uno.
Se vi è possibile, vivete per sempre.