Visualizzazione post con etichetta Fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fantascienza. Mostra tutti i post

lunedì 22 giugno 2015

Il volere degli altri

Le solite parole, nei soliti modi e nella stessa forma. Capita abitualmente a tempi alterni, e ho la certezza che sempre continuerò a sentire le stesse parole, ripetute nel tempo.
Parlo delle lamentele del pubblico su qualcosa che hanno visto, sul fatto che "no, così non si poteva fare, han rovinato tutto, ma come hanno osato stravolgere l'originale?", eccetera. Questa volta l'occasione è la stagione di Trono di Spade appena finita, ma ho la certezza che accadrà lo stesso quando al cinema uscirà il nuovo Star Wars.
Lo hanno detto del Signore degli Anelli di Peter Jackson, dello Spiderman cinematografico ed è di poco più di un mese fa la discussione su Avengers, Age of Ultron, che continua a dividere gli appassionati.
Ora, io in passato ho reagito nello stesso modo, ma mi son trovato di fronte dei muri.
Why? Perchè mi lamentavo di cose poco conosciute.
Quanti avevano letto i racconti originali di Philip K. Dick da cui avevano tratto Total Recall, The Impostor, Screamers, Paychek, Minority Report, Next, o il recente I Guardiani del destino?
Film grandiosi, pieni di critiche talvolta lusinghiere, ed io a pensare "Che ne avete fatto di Philip??".
Quanti amici adorano questi film, quanti me li hanno inconsapevolmente consigliati? Okay, alcuni non sono male, ma non hanno nulla dell'opera originaria.
Ora, io posso capire certi adattamenti, portare su schermo la parola scritta non è facile. Blade Runner NON è l'adattamento fedele del romanzo Il Cacciatore di Androidi di Dick, ma ne rispetta l'opera originale.
Quello che capisco di meno sono gli stravolgimenti totali. Quelli dove ti domandi dove sia finitala storia originale.

A questo punto credo che convenga condividere una storia di cui lessi tempo fa, che rivela certi ragionamenti.
All'inizio del nuovo secolo, dopo grosso successo cinematografico del Signore degli Anelli, qualcuno decise che era arrivato il momento di adattare un altro classico della letteratura fantastica. Sarebbe toccato al ciclo di Earthsea di Ursula K. Le Guin. Per qualcuno di voi sarà un nome sconosciuto, perchè non è molta la cultura fantastica classica nel nostro felice paese. Però diciamo che è considerato tra i massimi capolavori Fantasy di ogni tempo.
E sì, il film d'animazione I Racconti di Terramare di Goro Miyazachi è liberamente tratto dallo stesso ciclo
.
Comincia la procedura abituale: si comprano i diritti, e la produzione può partire. Al momento non era davvero ancora chiaro quale formato avrebbe avuto, e solo dopo qualche tempo, e diversi cambi di persone coinvolte, venne deciso che sarebbe stata una miniserie inTV in due puntate. Una volta terminata venne trasmessa dal celebre SciFi Channel, nel dicembre del 2004.

Ma durante la produzione la signora LeGuin cominciò a rimanere perplessa. Cambia qui, cambia là, la sua storia stava cambiano abbastanza. Il suo contratto le dava il ruolo di consulente, il che equivaleva a dire che poteva dire quello che voleva, ma questo non le dava il potere di cambiare qualcosa. Poteva parlare al vento, e poco altro.
Le scelte del casting non seguivano le descrizioni che lei aveva dato nei libri. I personaggi mutavano, la storia si sviluppava in maniera differente... In un bell'articolo pubblicato dalla rivista Locus (che vi invito a leggere per intero), la signora LeGuin spiega bene il suo punto di vista.
"Sapevo bene che un film è molto diverso da un libro, ma speravo che non facessero cambi non necessari alla trama o ai personaggi - una cosa molto pericolosa da fare, poiché i libri erano stati letti da milioni di persone nel corso dei 30 anni passati dalla loro prima pubblicazione":

La risposta del Network fu di una semplicità estrema. Una di quelle risposte che non puoi ignorare, o anche solo dimenticare. "Loro risposero che avrebbero potuto modificare la storia e i personaggi quanto volevano, perché avrebbero raggiunto più milioni di persone di quante ne avessi raggiunte io con i libri."

Nel seguito di quell'articolo la signora LeGuin fornì una divertente risposta alle parole della produzione, dove quest'ultima rivendicava la fedeltà del prodotto finito con l'opera originale.
Quello che interessa a noi adesso, è proprio quella risposta del network Ricordatela bene, perché E' la risposta fondamentale.

Ecco perché non possiamo dire nulla di certi adattamenti letterari. Li abbiamo letti in pochi.
Se tocca a Hannibal o a 50 sfumature di grigio, o qualunque altro Best Seller recente, c'è quasi un sacro rispetto per una fedeltà filologica, ma in altri casi...niet.
Per cui non lamentatevi di film Io Robot o Ultimatum alla terra (con Keanu Reeves). Gli originali li abbiam visti in pochi, e se un buon adattamento come John Carter diventa un flop, e anche nei fumetti Nick Fury diventa nero, è chiaro che la strada da seguire sarà quella di rifare per ottenere di più. E qualsiasi cosa noi si dica o faccia, il volere predominante non sarà il nostro.
Ecco perché personalmente ormai non ci faccio più caso.
Nusuth. Come dice il protagonista di un altro libro della LeGuin.

Alla prossima, folks, magari con un'attesa più breve che non quella per vedere pezzo...

giovedì 15 agosto 2013

La curiosa genesi di una ragionevole inquietudine

Alla fine non puoi continuare a rimandare, devi farlo. Ogni pezzo in cui presenti qualche cosa necessita anche di un giudizio. Il tuo giudizio, il giudizio di chi compila l'articolo o la lista. Amici miei, il pezzo di oggi avrebbe dovuto concludere il pezzo precedente sui libri trek, ma alla fine stonava in quel contesto, e ho deciso l'avrei rimandato di qualche giorno. Poi ti giri un attimo ed è già passato un mese.

Ma ammetto che la cosa non è così facile. Spesso ho pubblicato dei pezzi su libri e fumetti che mi piacevano, e il motivo era chiaro, non li avrei fatti se non fosse stato così. Ma questa è la prima volta in cui devo parlare di qualcosa, e le cose da dire non sono del tutto positive. Inutile rimandarlo ancora, alla fine la notizia bomba va data: una buona parte di questi libri trek erano bruttini. Ecco qua, l'ho detto.
Normalmente non mi piacciono le stroncature, penso sempre che si più importante segnalare le cose belle piuttosto che denigrare quelle negative, ma è anche vero che nel nostro caso particolare (i libri trek) non si tratta di stroncare, ma solo di fare delle distinzioni sul perché della critica. Ed estrapolando il tutto ne viene fuori un discorso più ampio, che non si limita solo al mondo delle narrativa "per" il fandom, e che genera una leggera inquietudine... ma di questo ne parleremo nel finale. Occhio, oggi non si parla solo di libri trek, continuate a leggere.

Dunque, ogni giudizio o critica che sia, si basa sempre su un dettaglio fondamentale: esprimere un giudizio é qualcosa di oggettivo, di tuo personale gusto. Ciò che a me può piacere, a te magari farà rivoltare lo stomaco. E questo, oltra a suggerirti di non chiedermi Più consigli, non sarebbe troppo diverso dal voler leggere i pensieri oziosi di un ozioso e pensare di trarne un insegnamento diverso da quello di imparare ad oziare meglio.
Ma se affermo che la terra è al centro del sistema solare o affermo che l'acqua è composta di plutonio e marmellata, per quanto io possa esserne convinto, in realtà non dico altro che delle corbellerie. Bullshit, direbbero gli anglosassoni. Possono anche essere mie opinioni, ma sono decisamente sbagliate, e chiunque potrà farmelo notare, e potrò anche arrabbiarmi, gridarlo, scriverlo in maiuscolo, ripeterlo ad ogni minima occasione, non per questo diventeranno reali e riconosciute da tutti.
Se invece dico che tale film, fumetto o libro mi piace o non mi piace, dico che è brutto o bello, emetto un giudizio personale e soggettivo. Che (appunto) riguarda me e potrebbe non avere lo stesso risultato con un altro soggetto. Se lo vedi e ti piace, non arrabbiarti con me.
Nel nostro caso quindi è evidente che si tratta di opinioni personali, che possono essere discutibili e non gradite, e se spiego le mie motivazioni posso avvicinarmi a permettere a chiunque di capire il perché e il percome di questo punto di vista. Come una regola. Che è più o meno basata su questo:

1° regola di Jack sulla sincerità:
Se sei appassionato di qualcosa, devi essere sempre sincero con te stesso. Devi stabilire le tue personali regole riguardo ai tuoi oggetti del desiderio. Non arrivare MAI a idolatrare qualsiasi cosa appartenga alla loro categoria, ma sappili giudicare in maniera indipendente.
Se un giorno uno di essi ti sembrerà una cazzata, non preoccuparti: lo sarà sicuramente.
Non cercare di negarlo, accettalo senza problemi e vivi felice.

Fui un ghiotto collezionista dei libri Trek, lo confesso. In quei tempi lontani ero un teledipendente, e i film e telefilm di Fantascienza erano un richiamo irresistibile. Per quale motivo? E che ne so? Le astronavi, i mostri, il sense of wonder, forse tutto l'insieme, uno psicanalista troverebbe di certo motivazioni interessanti, ma se associasse questo pure ai soldatini ed ai fumetti, di certo si darebbe alla pazza gioia, per la consapevolezza di avere trovato il cliente perfetto. Certo, i gialli, i western, ma se c'erano astronavi, alleluja, non ce n'era per nessun altro.
Poi un giorno - c'è poco da fare, prima o poi accade sempre - scopro che quello che c'è in tv non basta, e non arrivano prodotti nuovi. Ci sono i cartoni nippi, certo, ma mancano le avventure delle astronavi.
Un giorno di questi anni lontani e perduti in cui internet era un'utopia lontana, mi prestano un volumetto della pista delle stelle. Mondadori. Veloce, divertente, ben scritto, e sopratutto "interessante". Pare tratto da un telefilm. "Sì, Destinazione Cosmo, su Teleblablbla" mi informa il cugino Piero. E con tutte le montagne intorno a Gorizia non c'è la minima possibilità di ricevere fino a qui quella TV, e molte delle altre. Non ho idea di quale sia l'aspetto dei personaggi, ho solo una sagoma nera della nave stampata sul retro, e poco altro.
"Caro Jack, forse non vedrai mai un telefilm chiamato StarTrek, ma è probabile che se trovi quei libretti probabilmente ti divertirai" ti suggerisce una vocina interiore.
Era vero. Spassosi, buona fantascienza, allargando i mie confini che fino ad allora si fermavano a Spazio 1999. Robot, viaggi nel tempo, computer senzienti, alieni cattivi, civiltà telepatiche, in pratica un bignami della fantascienza mondiale, un'antologia di ogni argomento disponibile. Come può tutto questo non essere divertente?
On breve li lessi tutti in un paio d'anni, poi arrivò la visione di qualche puntata su qualche TV, almeno per permettermi di capire che faccia avevano i protagonisti. Poi il film del 1979. E il libro di Roddenberry tratto dal primo film. Ma poi il nulla. Un'attenta e rigorosa rovistazione nelle infinite centinaia di mercatini dell'usato mi aveva permesso di recuperare anche i due Urania (HURRA!!!), ma poi era finito tutto.

Diciamolo: non riesco a stare fermo, a farne a meno. Una scintilla si è accesa, e necessita di una miccia da  bruciare. Decido di guardarmi intorno, e vedere cos'altro mi propone la fantascienza, e ancora non lo so che questo cambierà tutto.
Quella miccia fu la fantascienza classica letteraria: Urania e i suoi fratelli. Nel periodo che passò tra la pubblicazione dei numeri della Pista delle Stelle a quella dei volumetti Garden, mi evolvetti (Evolussi? Evolvei?) in un grande appassionato di fantascienza classica, e in qualche anno divenni un'autorità. Avevo letto i maggiori classici, avevo assimilato Asimov, divorato Heinlein, esplorato tutto Clarke e assaporato Herbert. Mi ero divertito con Farmer e Lafferty, esaurito la produzione disponibile di Dick, amato le produzioni della LeGuin e di Lem, interessato a Ballard e Pohl e Moorcock, ed avevo già iniziato a seguire i nuovi talenti degli anni recenti, come Brin, Gibson e Benford.
Ma soprattutto avevo imparato che alcune di quelle belle storie dell'astronave Enterprise, erano state scritte proprio da alcuni di quegli scrittori che leggevo ora. E che nelle loro storie personali erano ancora più bravi, andavano più lontano.
Insomma, a quel tempo ero diventato... Come spiegarlo? Piú "esigente". Ma riuscivo ancora a divertirmi con la fantascienza avventurosa, quando la trovavo.
Intanto avevo imparato una cosa importante, che anche i più grandi autori toppavano, talvolta. E quindi poteva succedere che qualcosa che terminavi ti lasciasse con l'amaro in bocca. E permettersi di essere insoddisfatto, faceva bene alla salute. Nasconderlo a se stessi, fingere fosse bello, no.

Arriviamo ad un giorno del 1988, e quell'appassionato prende il suo primo volumetto Trek della Garden. E poi tutta la serie a seguire. Poi però comincia a leggerli...
Ahia.
Sì, ho presente cosa state pensando, certo, non si possono paragonare libri avventurosi ai classici della letteratura, non più di quanto si possa paragonare i film di Don Camillo e Peppone a Il Ponte sul Fiume Kwai. Lo so eccome. E' ingeneroso dirlo, o fare paragoni tra libri dedicati ad un serial tv e i classici del fantastico. Ma invariabilmente il paragone ti scappa, e volente o nolente lo fai. Quindi non sono molto fiero di me quando dico che trovai quasi incomprensibili i libri della coppa Marshak & Culbreath, che trovai un po' noiosi e confusionari, così come banali una buona parte degli altri, ma sono felice di dire che mi divertii parecchio con i titoli di Gerrold, della Sky e il ciclo del Figlio del Passato. L'impressione era che quella prima serie di libri dell'editore Bantam Books fossero libri per fan, scritti da fan, e probabilmente era vero. Personaggi conosciuti che avevano comportamenti anormali, storie allungate, dialoghi interminabili... basta trovare una sola di queste cose e metà del tuo divertimento scema. Le cose migliorarono con i numeri Argento, che proponevano la successiva collana Pocket Books americana: belli, belli belli, divertenti e fedeli ai personaggi, nonostante qualche licenza. Certo, lo so che Frank Herbert e Philip K. Dick erano diversi, e sicuramente migliori, ma qui parliamo di intrattenimento, non di alta letteratura, ed è in base all'intrattenimento che qui va dato un giudizio, non sulla quantità di idee fantascientifiche presenti nel libro. Ecco, come ho detto sopra, tanti anni di letture mi avevano insegnato che non dovevo giudicarli come libri di FANTASCIENZA, ma piuttosto come libri di INTRATTENIMENTO. E quando riuscivano a divertirmi, voleva dire che il loro compito l'avevano svolto alla perfezione. E quando dopo tre anni di appuntamento estivo con il Garden Argento, non trovai il numero nuovo, un po' ci rimasi male. "Peccato, ma è stato divertente, finché è durato", mi dissi.

Intanto la TV Italia 1 aveva incominciato da qualche anno la trasmissione pomeridiana quotidiana della serieThe Next Generation, e aveva provocato quell'onda lunga di nuovi appassionati.

Quando arrivò in Italia il settimo film, Generazioni, venne effettuato un discreto sforzo promozionale: Patrick Stewart venne in Italia, e apparve pure al Maurizio Costanzo Show, anche se probabilmente oggi lo avrà cancellato dal suo curriculum.
Ma a seguire quel lancio, ecco che esce l'adattamento letterario del film per l'editore Fanucci, inserito in una collana di letteratura fantascientifica varia. C'è l'entusiasmo per il film, che ti pare bellissimo, ma è solo colpa dell'entusiasmo, e qualche anno dopo al massimo dirai che era "carino", ma comunque il libro si prende e si legge.
Nei mesi successivi ecco partire la pubblicazione di altri libri della serie, inseriti all'interno della pre-esistente collana da libreria E.T. (Economica Classica). Pochi, ma si spera scelti con cura. La serie riprende, più forte che mai.

Rimasi fedele anche qui, e cominciai ad... accumularli in casa, ma iniziai a leggerli circa un anno dopo. Le copertine erano quelle americane, sopratutto composizioni di facce e niente altro, accattivanti zero, ma c'era la passione, e alla passione non si comanda, e anche se graficamente non facevano faville, si prendevano. Mi divertì il primo libro di Shatner... ma mi raffreddai sul secondo. Trovai inverosimile la trovata per portarlo nel 24esimo secolo e resuscitarlo, così come vederlo come eroe impegnato a salvare l'universo intero, mentre Picard e soci stavano a guardare passivi. E già lasciava intuire come sarebbe continuato il ciclo. C'era poco da fare, la 1° regola di Jack sulla sincerità si stava esternando in tutto il suo splendore. Resistetti il primo anno, e poi diradai. Feci eccezione per la fiducia che avevo per Peter David, del quale ho ancora una coppia di Imzadi che mi feci autografare alla sticcon 2002, ma decisi di tralasciare i cicli multi-serie, che non mi interessavano proprio: Una storia che continuava tra le varie serie differenti, in epoche e in zone dello spazio diverse? Mi sembrò solo una mossa per convincere il lettore a prendere 4 libri al posto di 1. Oltretutto all'epoca DS9 era stata trasmessa molto poco, solo una stagione, e così anche Voyager. Non li trovavo attraenti, non conoscevo abbastanza i personaggi da volerli seguire anche nei libri. Ma se toglievi i libri di DS9 e di VOY, i cicli multiserie e il ciclo di Shatner, gli adattamenti e le ristampe Garden... rimaneva molto poco da seguire. Per la prima volta avevo una collana Trek con volumi poco interessanti per me. Li prendevo sempre più raramente.

Grazie di cuore all'amico che mi scattò questa foto ;-)

Entro un paio d'anni la pubblicazione invece si moltiplicò. L'intera collana E.T. venne dedicata ai libri Trek. Fu un bene o un male? E chissà. Immagino fosse il segnale che vendevano bene. Sergio Fanucci partecipava alle Sticcon, aveva il suo banchetto vendita e i libri andavano. Nel frattempo avevo già rinunciato. Basta, stop, finiamola qui. Potevi spendere  4.500 lire (2/2,5 €) per i volumetti Garden ogni mese, ma un brossurato mensile da 12.000 lire (circa 6 €) non era più il caso, sopratutto se ogni mese prendevi anche altri libri di Fantascienza, e questi sembravano più interessanti.
No, a me mancava il tempo (e anche la voglia, a dire il vero) di seguire TUTTO. Per cui feci la dolosa scelta: basta del tutto coi libri Trek. Se li avessi trovati nell'usato o nei remainders, okay ci avrei pensato, ma quelli sarebbero stati altri giorni, in un futuro non bene identificato. Quando qualcuno me ne avrebbe segnalato qualcuno davvero bello, lo avrei recuperato con calma. Ti distrai un attimo, e sonno passati dieci anni, e non li hai ancora recuperati, e ora non hai tutta questa voglia.

"E allora?" domanda a questo punto il lettore fan. "Questo non cambia nulla. Così tradisci così la tua serie preferita. Sei scorretto."
No, affatto. La serie è sempre lì, intoccabile. I libri sono... una cosa in più. Non erano indispensabili, non era necessario averli letti tutti. Era solo passione e divertimento, se ti va lo fai, altrimenti no, e non cambia nulla. E poi, c'è quel piccolo, insignificante dettaglio, quello che cerchi di tenere nascosto, che ad un certo punto pensavi di lasciare fuori, ma che devi deciderti e esternare, caro Jack, c'è poco da fare. Quello che fa quadrare il cerchio. L'origine di quella ragionevole inquietudine del titolo a cui accennavi in alto.

Perché ad un certo punto della tua vita arriva un momento particolare. Quando guardi alle cose che hai fatto da giovane, ai millelibri che hai letto, e a tutto il tempo libero che avevi allora. E guardi ora, e cerchi di calcolare quanto sia quel tempo libero oggi, quello che ti rimane dal lavoro e da tutto il resto, e capisci che devi decidere come riempirlo. Devi scegliere. Due le scelte possibili:
1) Seguire il solito sentiero, quello sicuro dove i personaggi sono vecchi amici, dove succedono cose, che sono più o meno sempre le stesse, dove non accade mai niente di drastico, perché in una serie non possono mai mancare i protagonisti, ma dove ti diverti comunque. Come leggere solo i libri di Tizio, o la serie di Tazio Pitt. Oppure puoi seguire l'altra strada. 2) quella che hai iniziato nei primi anni '80, quando i libri di Star Trek inediti erano finiti. Quando hai cominciato a esplorare quel mondo immenso chiamato fantascienza, cercando anche tu di vedere se riuscivi ad arrivare dove nessuno era mai giunto prima. Cercando di riuscire a vedere tutti i film, i telefilm e i libri che vorresti. Guardando oltre. Continuando a esplorare, senza sapere davvero dove ti porterà, ma senza porti dei limiti.

Non mi lamento della scelta. Continuo a seguire la fantascienza, pur con il tempo limitato che posso permettermi. E anche se ormai ogni lettura si trascina per mesi, ci sarà sempre posto nel tempo libero per un libro.
E poi, tutto si evolve. E' di pochi giorni fa un test personale, brillantemente superato: il primo romanzo letto in lingua inglese. Ed era un romanzo trek, come un vecchio amico che ti dà una mano nel momento dell'esame di guida. Perché nelle cose difficili devi cominciare con un aiutino. Ma lo avevo scelto apposta, proprio quello e proprio su quell'argomento, ero certo che non mi avrebbe deluso. E lo sapevo bene che era solo intrattenimento, ed è giusto che sia così.

"Scusa, ma il discorso sull'andare dove nessuno era mai giunto prima?"
E' in inglese, se non è un passo avanti, cos'è? E poi certe rimpatriate con i vecchi amici non fanno male.
E le regole, le tue stesse regole, puoi anche infrangerle ogni tanto.
Solo per questo non ti serberai rancore.

martedì 23 luglio 2013

Seguendo la pista delle stelle

Ho sempre compilato liste, lo confesso. Magari all'inizio non me ne rendevo davvero conto, ma iniziai ben presto. Giocavi con i soldatini? Facevo la lista di tutta le serie, e di quelli che mi mancavano. O la lista dei numeri di Topolino che avevo. E così avanti nel tempo: quando mi prese la passione per la fantascienza cominciai a compilarmi con metodo le liste di tutte le collane di libri  esistenti. Ehi, internet era lontano negli anni '80, dovevo arrangiarmi con la lista dei numeri arretrati, che si trovava nelle pagine finali di ogni numero, e riempire i vuoti. E i quaderni si riempivano.
E quando scoprivo che le pagine erano finite, e non potevo più aggiornare... cambiavo quaderno. Ma ricopiando rigorosamente tutto, perché si sa che le liste devono sempre essere complete, non vale metà in un quaderno e metà nell'altra. Col tempo scoprii l'utilità dei quaderni con i fogli mobili, e fu una grande evoluzione.
Poi  arrivó l'informatica, e tutto cambiò di nuovo. Dal semplice dBase 3 per Dos, al semplice documento .doc con la lista ricopiata, più facilmente consultabile. Senza dimenticare l'indispensabile taccuino da tasca, quello dove normalmente faccio i disegnini o mi segno le idee importanti, che mi porto sempre dietro, e mi permetteva di controllare i numeri mancanti quando serviva.

Ma altre preziose liste resistevano sui quaderni, a casa. Quelle sempre utili, ma che non serviva mi portassi dietro: la lista dei campioni del mondo di Formula 1, dei vincitori dei premi Hugo, i film che avevo visto al cinema... Liste indispensabili, apparentemente, o ameno per me; ma inutili per il resto del mondo.
Poi, grazie a Crom, arrivó la rete. E si scoprí che su internet le liste le trovavi ovunque. Volevi i vincitori dei premi Oscar? Li trovavi subito. I premi di Annecy? Idem. I vincitori del Tourist Thropy? Eccoli. E per avere la lista completa dei volumi di Segretissimo non serviva piú che cercassi il prezioso numero 1000, con in appendice l'elenco completo, ma c'era la Wikipedia.
Da quel momento ho lentamente smesso di aggiornare le mie liste, conservando solo le mancoliste. Tutto il resto si trovava facilmente in giro, pronto e a disposizione di tutti.
Questo è il bello della rete internet: qualsiasi cosa tu possa cercare, da qualche parte qualcuno l'ha fatta. E quindi se cerchi la troverai.
Così però le mie liste diventarono del tutto obsolete. Quella di Urania? Siti amatoriali, più di uno. Dei libri di Len Deighton? Sito dedicato. Liste di fumetti Bonelli? Sito ufficiale. Non nè è rimasta una di qualche utilità.

Poi un giorno cerco un'informazione, e controllo sulla wikipedia. E trovo una di quelle liste che avevo pure io, ma... come dire? Un po' lacunosa. Ma sopratutto mi rendo conto che la lista da sola non basta, talvolta. Che non servono solo i numeri, ci vuole anche la vita dietro. Ci vuole un po' di storia.

Caro Jack, hai un blog dove scrivi i fatti tuoi (ma non solo), della vita e dell'universo (ma non solo) e ogni tanto pubblichi anche articoli di pubblica utilità, partendo dalle tue passioni e conoscenze. E controllando nelle statistiche risultano quelli più visitati. Lo sapevi che se su Google scrivi Brilla brilla piccola Spia, il titolo di un vecchio libro di Len Deighton, l'unico sito nella prima pagina che non sia di vendita libri, è il tuo blog? Lo visitano Jack. Non te ne sei accorto, ma sei diventato, tuo malgrado,  anche un servizio pubblico.
Per cui ecco il post di questa volta, che si è fatto aspettare un po', tra aggiornamenti, controlli e colori. Questa volta è di nuovo un servizio pubblico, nei limiti del possibile. E se non proprio un post utile per tutti, almeno per una piccola minoranza entusiasta.
Per cui, spiacente amici lettori regolari, a una buona parte di voi questo post non dirà nulla, perchè esso altro non sarà che la lista dei

Libri di Star Trek pubblicati in Italia.

Che sorpresona, eh? Niente massimi sistemi, sorry, questa volta solo letteratura, e solo letteratura trek in lingua italiana. E come quasi ogni cosa, a volte bisogna iniziare con due parole di introduzione, partendo dall'inizio... più o meno. Ovvero dalla fine. Alla chiusura della serie TV di StarTrek, a cavallo degli anni '70, gli appassionati ne vogliono ancora. Partendo dalle riviste amatoriali, iniziano ad apparire oltreoceano racconti e storie ambientate nell'universo dell'astronave Enterprise. Così un decennio dopo si parte. Tra il 1979 e il 1981, la Bantam Books pubblica una prima breve serie di romanzi dedicati a Star Trek: romanzi brevi, a volte ingenui, talvolta verbosi, ma capaci di far rinascere l'entusiasmo nei lettori. Si alternano autori professionisti e amatoriali. E il genere pare funzionare. Dal 1979, con la pubblicazione dell'adattamento del primo film, comincia la fase dell'editore rivale, Pocket Book. A quel primo numero seguirà una lunga serie di libri, che continua ad uscire ancora oggi. Nel 1987, con la partenza della nuova serie TV, parte anche la serie parallela dedicata a The Next Generation. Dal 1993 e 1995 partiranno anche quelle dedicate a Deep Space Nine e Voyager. Ne usciranno anche altre, che vedremo in dettaglio più avanti, ma a parte l'adattamento del pilot di Enterprise, buona parte rimarranno da noi inedite.

A seguire trovate la lista, sperando che sia davvero completa. La prima divisione è quella temporale: le trovate rigidamente in ordine cronologico di uscita. E poi i vari editori che si sono alternati e le collane, con delle note a margine in fondo, e vedrete che saranno utili.
Ho utilizzato i colori per aiutare a differenziare le varie ambientazioni dei libri, per facilitare il riconoscimento a vista, secondo questo ordine: Novelization: adattamenti di film o telefilm; The Next Generation; Deep Space Nine; Voyager; New Frontier; Shatnerverse (la cronologia futura creata da William Shatner). Quelli non colorati si intendono dell'universo classico e/o film. Per ogni libro indico il numero di collana, il titolo, l'autore, titolo originale e anno di pubblicazione, e sopratutto il nome del traduttore italiano: mai dimenticarsi di loro. Senza traduttori niente di tutto quello che trovate qui sotto esisterebbe. E poi un paio sono cari amici, e mi fa molto piacere citarli.
Ultima cosa: qui troverete solo le opere di fiction. Saggi, biografie, manuali in Klingon o Regole dell'acquisizione non sono compresi.
Per tutti i dati che mi mancavano, mi sono basato sul preziosissimo Catalogo Vegetti della Fantascienza.

Mondadori Editore
Siamo in un'epoca davvero lontana nel tempo. Il primo film uscirà due anni dopo, ma qualche televisione ha cominciato a trasmettere la serie con il nome "Destinazione Cosmo". Eppure è in questo deserto che qualcosa si muove. Poca è ancora la documentazione disponibile, ma qualcosa accade, perché un giorno la Mondadori, alle varie collane popolari di genere fantastico che escono in edicola, affianca questa Pista delle Stelle. La documentazione è ancora molto carente, e si manifesta nelle comunque bellissime illustrazioni di copertina, in cui le "licenze" visive sono innumerevoli. 

Serie STAR TREK, La Pista delle Stelle
Mensile, volumetti brossurati formato pocket, in edicola. Si tratta degli adattamenti degli episodi TV, realizzati da James Blish, qui indicato come curatore. Nei 12 numeri vengono tradotti e adattati 11 degli 12 numeri della serie americana, tutti quelli che Blish è riuscito a pubblicare prima della sua morte. Già, la serie non è completa, lo sapevate?
Per vederla terminare bisognerà aspettare la serie Argento della Garden, nel 1988, addirittura dieci anni dopo.
Copertine di Oliviero Berni.

1978:
La pista delle stelle 1 [James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 2
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 3
[James Blish] (R.Sanità, G.Scarpa)
La pista delle stelle 4
[James Blish] (L.Cucchi)
La pista delle stelle 5
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 6 [James Blish] (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 7 [James Blish]
(R.Sanità, D.Zinoni)
La pista delle stelle 8 [James Blish] (G.Scarpa)
La pista delle stelle 9 [James Blish]
 (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 10 [James Blish]
(G.Scarpa)
La pista delle stelle 11 [James Blish] (D.Zinoni)
La pista delle stelle 12 [James Blish]
(R.Sanità)

Negli stessi anni fanno capolino un paio di romanzi anche sulla celebre collana di Fantascienza URANIA, qui nel suo periodo settimanale. Provengono dalla serie Bantam. Come tutti gli altri Urania del periodo, le copertine sono del grandissimo Karel Thole.

collana URANIA
Urania 758 (1978) Il pianeta del giudizio [Joe Haldeman] Planet of Judgement, 1977 (B.Della Frattina)
Urania 800 (1979) La sfera di Dyson [Gordon Eklund]
The Starless World, 1978 (L.Serra)



Nella primavera del 1979 esce il primo film anche in Italia, e la Mondadori pubblica l'adattamento ufficiale, nella sua collana Omnibus. L'anno successiva pubblicherà con lo stesso formato sia l'adattamento di The Black Hole che quello de L'Impero Colpisce Ancora. Se li avevate tutti e tre, facevano una bella figura affiancati nella vostra libreria

1980: StarTrek [Gene Roddenberry] Star Trek, 1979 (M.Galli)

Editoriale GARDEN
Il tempo passa. Dei volumetti della Pista delle stelle se ne perde memoria. Nel frattempo escono i film, i telefilm vengono trasmessi al completo, anche se talvolta in orari scomodi. Ma intanto anche in Italia il fandom è nato, si è formato da poco il club di appassionati italiani, lo Star Trek Italian Club, lo STIC. 
Nell'estate del 1987, mentre guardo il materiale esposto in edicola, mi trovo di fronte un libro Trek: che succede? Sono finito in un mondo parallelo dove si avverano i desideri della gente? Niente di tutto questo. L'editore è la Garden Editoriale di Antonio Bellomi, specializzata in pubblicazioni popolari da edicola: giallo, fantastico, mistery, Horror. E ora tocca a Star Trek: pubblicherà una buona parte dei rimanenti volumi editi dalla Bantam, ma inizieranno anche ad apparire i più corposi volumi Pocket Books. Due le serie. Ad una prima regolare e mensile, si affianca dopo un po' la serie Argento, che inizia pubblicando quello che sembra un solo un numero speciale, l'ultimo volume degli adattamenti di Blish, anche se in realtà è scritto dalla vedova. E porta a conclusione la serie Mondadori. Alla chiusura della collana regolare, continueranno ad apparire con cadenza varia altri romanzi nella collana Argento, tutti notevolmente più corposi. Dopo il 1992 la serie si interrompe in maniera definitiva.
Buona parte delle copertine di queste edizioni sono italiane e inedite, per la maggior parte sono di Marilena Maiocco. I primi numeri hanno la copertina lucida, gli ultimi avranno un cartoncino opaco che si rovina facilmente. Come curiosità, segnalo che in appendice era inserita una paginetta che forniva i dati per contattare lo StarTrek Italian Club. A leggerlo oggi sembra incredibile, ma per molti appassionati il viaggio su quella pista di stelle incomincerà in questo modo.


1987:
  1 Il prezzo della Fenice [S.Marshak, M.Culbreath] The Price of Phoenix, 1977 (A.Bellomi) [1]
  2 Spock, il vulcaniano [Kathleen Sky] Vulcan, 1978 (A.Guarnieri)
  3 L'enigma della protostella [Greg Bear] Corona, 1984 (A.Guarnieri)
  4 Il figlio del passato [A.C.Crispin] Yesterday's Son, 1983 (A.Guarnieri) [2]

1988:
  5 Spock deve morire! [James Blish] Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri)
  6 Mondo senza fine [Joe Haldeman] World Without End, 1979 (A.Guarnieri)
  7 Triangolo [S.Marshak, M.Culbreath] Triangle, 1983 (A.Guarnieri)
  8 Messia degli spazi [T.R.Cogswell, C.A.Spano] Spock Messiah!, 1976 (A.Guarnieri)
  9 Progetto Prometeo [S.Marshak, M.Culbreath] Prometheus Design, 1982 (F.Luzzatti)
10 Destinazione Madworld [Stephen Goldin] Trek to Madworld, 1979 (A.Guarnieri)
11 Pianeta infernale [Gordon Eklund] Devil World, 1979 (A.Guarnieri)
12 Gli angeli di Mudd [J.A. Lawrence] Mudd's Angels, 1978 [Antologia] (A.Guarnieri) [3]
13 Fantasma a bordo [Kathleen Sky] Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri)
14 Il destino della fenice [Marshak, M.Culbreath] The Fate of the Phoenix,1979 (A.Guarnieri)
[1]
1989: 
15 Vortice galattico  [David Gerrold] The Galactic Whirlpool, 1980 (A.Guarnieri)



STAR TREK Serie Argento
1988:
1 Missione nell'universo  [James Blish, J.A. Lawrence] Star Trek 12, 1977 (A.Guarnieri)
1990: 
2 Crisi su Centaurus  [Brad Ferguson] Crisis on Centaurus, 1986 (Mida)

1991:  
3 Il guardiano del tempo  [A.C. Crispin] Time for Yesterday, 1988 (A.Guarnieri) [2]

1992:
4 Il principio di Pandora [Carolyn Clowes] The Pandora Principle, 1990 (A.Guarnieri)
5 Intrigo Galattico  [J.M. Dillard] Bloodthirst, 1987 (A.Guarnieri)


ARMENIA editore
Per un breve periodo ci prova anche l'editore Armenia, già specializzato in letteratura fantastica. In un colpo solo pubblica 4 libri, due del ciclo classico, e due di The Next Generation. Questa volta niente edicola, solo libreria. Le copertine riprendono quelle delle edizioni originali. Questi quattro libri non avranno seguito.

1993: 
ST 1 Effetto entropia [Vonda N.McIntyre] The Entropy Effect, 1981 (S.Ciaghi)
ST 2 Il fuoco nero [Sonni Cooper]
Black Fire, 1983 (G.Roversi)
TNG 1 I bambini di Hamlin [Carmen Carter] The Children of Hamlin, 1988 (G.Cordone, A.Lisiero)
TNG 2 Il paradiso di ghiaccio [Peter David] A Rock and Hard Place, 1990 (G.Cordone, A.Lisiero)




FANUCCI editore
Un altro paio d'anni di silenzio, e poi ecco riapparire i libri Trek in libreria. Approfittando anche del lancio pubblicitario dell'imminente film Generazioni, esce l'adattamento librario, e questa volta tocca all'editore Fanucci.  Dopo quel libro, cominciano ad apparire con ritmo continuo altri libri Trek, inseriti nella collana E.T. (Economica Tascabile), insieme ad altri libri di fantascienza classica. Presumibilmente a causa del discreto successo, le uscite aumentano, al punto che dal 1999 la collana ospita SOLO volumi Trek. Le copertine sono le stesse delle edizioni americane: facce di attori e poco altro, alcune molto belle, altre poco accattivanti.

1995: 
Collana Biblioteca di FS [Libreria]
X (10), 1995: Star Trek Generazioni [J.M.Dillar] Star Trek: Generations , 1994 (G.Cordone, A.Lisiero) 
collana E.T. Economica Tascabile [Libreria]
28 Il segreto di Spock [Jeri Taylor] Unification (nov), 1991 (A.Guarnieri)
29 Un'ombra dal passato [Michael J. Friedman] TNG: Fortune's Light, 1991 (AM.Bonavoglia)
35 Le ceneri del paradiso [Shatner, Reeves-Stevens] SW1: The Ashes of Heaven, 1995 (C.Borriello) [4] 
36 Ieri, oggi, domani... [Michael J. Friedman] All Good Things (nov), 1994 (A.Lisiero, G.Cordone)



1996: 
39 Imzadi [Peter David] TNG: Imzadi, 1992 (C.Sassetti)
40 Il destino di Spock [Michael J.Friedman] TNG: Crossover, 1995 (C.Borriello)
45 Il ritorno [Shatner, Reeves-Stevens] SW2: The Return, 1995 (C.Borriello)
46 Requiem [M.J.Friedman, K.Ryan] TNG: Requiem, 1994 (C.Sassetti)

1997: 
50 Primo contatto [J.M. Dillard] First Contact (nov), 1996 (C.Sassetti)
55 [Invasione #1] Primo attacco [Diane Carey]
ST: First Strike, 1996 (C.Sassetti) [7]
56 [Invasione #2] L'esercito della paura [A.W.Smith, K.K.Rusch] TNG: The Soldiers of Fear, 1996 (C.Sassetti)
57 [Invasione #3] La furia del nemico [L.A.Graf] DS9: Time's Enemy, 1996 (F.Staglianò)
58 [Invasione #4] La sfida finale [Dafydd ab Hugh] VOY: The Final Fury, 1996 (C.Borriello)
65 Il vendicatore [W.Shatner, Reeves-Stevens] SW3: Avenger, 1997 (C.Borriello)
66 Il naufrago del tempo [Michael J. Friedman] Relics, 1992 (C.Sassetti)
69 Federazione
[J.& G. Reeves-Stevens] ST: Federation, 1994 (C.Borriello) [6]

1998: 
76 [Il giorno dell'Onore #1] Antico sangue [Diane Carey] TNG: Ancient Blood, 1997 (C.Sassetti) [7]
77 [Il giorno dell'Onore #2] I cieli di Armageddon [L.A. Graf] DS9: Armageddon Sky, 1997 (F.Staglianò)
78 [Il giorno dell'Onore #3] Anima Klingon [Michael J. Friedman] VOY: Her Klingon Soul, 1997 (C.Borriello)
79 [Il giorno dell'Onore #4] Giuramento di guerra [K.K. Rusch, D.W.Smith]
ST: Treaty' Law, 1997 (C.Borriello)
83 Salto nel tempo  [Diane Carey] TNG: Ship of the Line, 1997 (F.Staglianò)
84 Il Mondo di Spock [Diane Duane] ST: Spock's World, 1988 (C.Borriello)

95 Il fantasma  [Shatner, Reeves-Stevens] SW2-1: Spectre, 1998 (C.Borriello)
96 Q contro Q [Peter David] TNG: Q-Squared, 1994 (F.Staglianò)
101 [La tavola del capitano #1] Pirati [L.A.Graf] ST: War Dragons, 1998 (G.Pastorino)
[8]
102 [Q Continuum] Lo spazio di Q [Greg Cox] Q-Continuum (TNG): Q-Space, 1998 (F.Staglianò)

1999: 
108 La prima missione [Vonda N. McIntyre] ST: Enterprise, the First Adventure, 1986 (G.Pastorino)
109 [Q Continuum] La zona di Q [Greg Cox] Q-Continum (TNG): Q-Zone, 1998 (F.Staglianò)
110 [La tavola del capitano #2] Il tesoro di Dujonian [M.J. Friedman] TNG: Dujonian's Hoard, 1998 (F.Staglianò)
111 [New Frontier #1] Il castello di carte  [Peter David] NF: House of Cards, 1997 (A.Tintori) [9]
112 Imzadi II [Peter David] TNG: Triangle, Izadi II, 198 (M.Cassili)
113 L'insurrezione  [J.M.Dillard] Star Trek Insurrection (nov), 1998 (C.Sassetti)
114 Vittoria oscura  [Shatner, Reeves-Stevens] [SW2-2] Dark Victory, 1999 (G.Pastorino)
115 [Q Continuum] L'attacco di Q  [Greg Cox] TNG: Q-Continum: Q-Strike, 1998 (F.Staglianò)
117 Mosaico [Jery Taylor] VOY: Mosaic, 1996 (A.Tintori)
118 [La tavola del capitano #3] Il segreto dei Mist [DW.Smith, KK.Rusch] DS9: TheMist, 1998 (F.Staglianò)
119 Spock deve morire
[James Blish] ST: Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri) [ristampa]
120 Gli angeli di Mudd
[J.A.Lawrence] ST: Mudd's Angels, 1978 (A.Guarnieri) [ristampa]

2000:
121 Un destino glorioso [Diane Carey] ST: Best Destiny, 1992 (G.Pastorino)
122 [La tavola del capitano #4] La nave di fuoco [Diane Carey] VOY: Fire Ship, 1998 (F.Staglianò)
123 Vortice galattico [David Gerrold] ST: The Galactic Whirpool, 1980 (A.Guarnieri) [ristampa]
124 Fantasma a bordo  [Kathleen Sky] ST: Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri) [ristampa]

125 Io Q [J.DeLancie, P.David] TNG: I, Q , 1999 (F.Staglianò)
126 [New Frontier #2] Nel nulla [Peter David] NF: Into the Void, 1997 (A.Tintori)
127 [Dominion War #1] Dietro le linee del nemico [John Vornholt] TNG: Behind Enemy Lines, 1998 (F.Staglianò) [7]
128 Destini. Primo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti) [10]
129 Destini. Secondo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti)

130 Prima direttiva
[Judith & Garfiel Reeves-Stevens] ST: Prime Directive, 1990 (G.Pastorino)
131 [Dominion War #2] Chiamata alle armi [Diane Carey] DS9: Call to Arms, 1998 (F.Staglianò)
132 [La tavola del capitano #5] Umiliazione [Peter David] NF: Once Burned, 1998 (F.Staglianò)

2001: 
133 I protettori [Shatner, Reeves Stevens] Preserver (SW2-3), 2001 (G.Pastorino)
134 [Dominion War #3] Il tunnel tra le stelle [John Vornholt] TNG: Tunnel Through the Stars, 1988 (F.Staglianò)
135 [La tavola del capitano #5] Quando il mare incontra il cielo [Jerry Oltion] ST: Where Sea meets Sky, 1998 (A.Parovel)
136 Gli anni perduti [J.M.Dillard] ST: The Lost years, 1989 (G.Pastorino)
137 [Dominion War #4] Il sacrificio degli angeli  [Diane Carey] DS9: Sacrifice of Angels, 1998 (G.Pastorino)
138 [New Frontier #3] Guerra su due fronti  [Peter David] NF: The Two-Front War, 1997 (G.Pastorino)
139
[New Frontier #4] La fine del gioco [Peter David] NF: End Game, 1997 (G.Pastorino)
collana Solaria Speciale
2 Sarek [A.C.Crispin] ST: Sarek, 1993 (G.Pastorino) [11]

2002:
140 Missione Terra Nova [Diane Carey] New Earth (ST). Wagon Train to the Stars, 2000 (C.Sassetti)
141 [New Frontier #5] Martire [Peter David] NF: Martyr, 1998 (F.Staglianò)
142 [New Frontier #6] Fuoco al massimo [Peter David] NF: Fire on High, 1998 (G.Pastorino)
fuori serie:
Enterprise - Verso le Stelle [Diane Carey] Enterprise, Broken Bow (nov), 2001 (C.Sassetti)
Adattamento dell'episodio pilota della serie Enterprise.

ULTIMO AVAMPOSTO editore 
Nel corso del 2002 Fanucci interrompe la pubblicazione di libri di StarTrek. Perché? Mystero.
Subentra l'editore Ultimo Avamposto, che cerca di dare una continuità alla serie. La periodicità non è regolare come negli anni precedenti, ma almeno è continua, ed è la serie attualmente in corso.



2003:
cla01 Progetto Memory [J.& G. Reeves-Stevens] ST: Memory Prime, 1988 (E.Albertini, C.Sassetti)
cla02 Nel cuore del sole [P.Sargent, G.Zebrowski] ST: Heart of the Sun, 1997 (E.Albertini)
tng01 Specchio Oscuro [Diana Duane] TNG: Dark Mirror, 1994, (E.Albertini)
2004:
tng02 Vendetta [Peter David] TNG: Vendetta, 1991 (S.Bronzoni)
2005:
cla03 L'ultimo raduno [Christie Golden] ST: The Last Roundup, 2002 (E.Albertini)
cla04 I rischi del comando [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-1): Captain's Peril, 2002 (E-Albertini]
2006:
cla05 Sangue di capitano [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-2): Captain's Blood, 2006 (G.Cordone)
2007:
tng[?] Valiant [Michael Jan Friedman] TNG:  Pantheon, 2003 (S.Bronzoni) [12]
2008:
tng[?] Reunion [Michael Jan Friedman] TNG: The Reunion, 1991 (S.Bronzoni) [12]
2010:
cla06 Conflitto Galattico [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-3): Captains' Glory, 2009 (G.Cordone)
[?] Star Trek [Alan Dean Foster] Star Trek, 2009 (S.Bronzoni)
2012:
? [StarTrek Online] Le esigenze dei molti [M.A. Martin, J.Sisko] The Needs of Many, 2010 (S.Bronzoni)
2013:
cla07 [StarTrek Academy] Rotta di colisione [Shatner, Reeves-Stevens] ST: Collision Course, 2007 (S.Bronzoni)
[?] Star Trek Into Darkness [Alan Dean Foster] Star Trek Into Darkness, 2013 (S.Bronzoni)

E qui, per finire in bellezza, giusto un paio di note abbastanza indispensabili per chi voglia cimentarsi nella collezione
[1] Il prezzo della Fenice è il primo di un ciclo che si conclude nel successivo numero 14, Il destino della Fenice.
[2] Il figlio del passato ha un seguito, nel numero 4 della serie Argento, Il guardiano del tempo.
[3] Gli Angeli di Mudd viene considerato come il 13° volume americano degli adattamenti degli espisodi TV. Contine infatti le due avventure con protagonista Harcourt Fenton Mudd, assieme ad racconto inedito. L'autrice è la vedova di James Blish.
[4] William Shatner, con le Ceneri del paradiso inizia un ciclo tutto suo personale, che porterà a creare quello che viene chiamato in gergo lo Shatnerverse: ovvero le avventure di Kirk nel futuro, nello stesso secolo di TNG, ritornato in vita dopo gli eventi narrati nel film Star Trek VII: Generazioni. A tutti gli effetti è considerato un universo a parte rispetto agli altri libri ambiantati nell'era TNG. E' composto finora da tre cicli, ognuno di tre libri, segnati nell'elenco come [SW#] [SW2-#] [SW3-#]. Tutti scritti assieme alla coppia Judith e Garfield Reeves-Stevens, a cui si deve buona parte del lavoro di scrittura. Se vi chiedete dove avete già sentito questi nomi, sappiate che sono stati inseriti tra gli autori della 4a stagione di Star Trek Enterprise.
[6] "Federazione" è un libro che segue nei vari capitoli più epoche della saga. Nella lista è segnato come ST, ma allo stesso modo è anche TNG.
[7] In questi anni venivano pubblicati dei curiosi esperimenti di cicli congiunti: storie ambientate negli universi delle singole serie TV (ST classica, TNG, DS9 e VOY), ma legate a ciclo. Le storie avrebbero dovuto funzionare anche come storie singole, ma lette tutte insieme chiudevano la trama principale. La cosa non era facile, poichè coinvolgeva autori differenti. Fanno parte di questa serie i cicli Invasione, Il giorno dell'onore, e la Guerra del Dominio (Dominion War). A dire il vero spesso i cicli non erano molto organici, a causa anche degli autori differenti per i vari numeri. Però in Italia vengono pubblicati tutti quelli usciti in quel periodo di tempo negli USA.
[8] Il ciclo La tavola del capitano era basato su un concetto quasi Fantasy: quello dei racconti nella taverna, in cui in una misteriosa taverna/bar nella galassia, di volta in volta un capitano viene ospitato, e racconta una qualche vicenda che lo ha coinvolto. Il 5° numero è dedicato al Capitano Christopher Pike.
[9] New Frontier è una creazione interamente di Peter David. Narra le avventure dell'astronave USS Excalibur, e del comandante Mackenzie Calhoun e il suo equipaggio, in una nuova missione di esplorazione dell'universo, nell'universo di TNG. Il ciclo è continuato ad uscire oltreoceano, ma non è più stato proseguito in lingua italiana.
[10] E' un realtà un unico romanzo, diviso in due parti.
[11] Nel 2001 uno romanzo di StartTrek appare in edicola, inserito in uno dei numeri speciali della collana Solaria. Quest'ultima fu un coraggioso tentativo di proporre una collana di fantascienza in edicola, tra il 2000 e il 2002. Come supplemento, tra il 2000 e il 2001 uscirono 5 speciali, dedicati a libri ispirati o tratti da serie tv, anch'essi in edicola. Oltre al libro Trek vennero pubblicati anche un volume dedicato agli adattamenti italiani dei telefilm di spazio 1999, un libro sugli adattamenti del serial UFO e due volumi dei racconti di Twiligth Zone, questi ultimi gia apparsi qualche anno prima su Urania.
[12] Panthenon, di Michael Jan Friedman, è l'edizione americana che contiene i due romanzi ambientati all'epoca in cui Picard era al comando della USS Stargazer, ovvero The Valiant (2000) e Reunion (1991). In questa edizione è diviso in due parti, esattamente come i due romanzi separati.





Ecco. E questo potremmo dire che è tutto. certo, ci sarebbero ancora i libri di saggistica, l'enciclopedia, le guide agli episodi, ma qui volevo concentrarmi solo sulla fiction. E anche perché la saggistica è più varia. Volevo anche ci fosse un link da indicare a chi ti chiede info sui libri. Se mi capiterà di nuovo, ora ce l'ho.
Se qualcuno ha ancora curiosità sui libri trek, o sulle loro copertine, oltre ai link della wikipedia in alto, può andare alla pagina wikipedia a cui accennavo all'inizio, qui, oppure nelle pagine americane dedicate ai libri sulla serie classica, a The Next Generation o le altre.

Abbiamo finito. Se siete arrivati fino a qui, complimenti, non è da tutti.
Adesso se un giornoq ualcuno si domandasse "ma perché non escono libri di StarTrek in italiano?" (è successo, credetemi), potrete rispondergli che ne sono usciti più di un centinaio. E se invece insisterà e scuoterà la testa dicendo che non è possibile, che avete torto, perché lui ha sempre ragione (succede, oh se succede...) e se fosse come dite voi se ne sarebbe sicuramente accorto, potete indicargli questo blog, ma potreste anche scegliere di abbandonarlo nel suo brodo ed alle sue convinzioni.
Sono convinto che l'universo ve ne sarà comunque grato

[PS: Per qualunque omissione, errore o dati mancanti, comunicatelo nei commenti e provvederò a correggere al più presto.]

mercoledì 22 maggio 2013

I titoli della nostra vita

Guardo e sfoglio un libro trovato su una bancarella. Controllo il titolo, guardo i credits. E mi viene un mente tutta una serie di motivi per cui lo faccio. Penso a com'è nata l'abitudine, a come ha fatto a cementificarsi ed a diventare indispensabile. penso a come facevo prima di imparare. E il corso di pensieri diventa un flusso continuo, che necessita di venire incolonnato, messo sotto controllo, e analizzato. E così quel pensiero diventa una possibile riflessione da non tenere più tutta per te, ma da condividere.
Ecco il tema della storia di oggi.
Bigio è un giovane appassionato di libri di fantascienza. E' appena entrato in questo meraviglioso mondo fatto di centinaia di migliaia di libri pubblicati in passato, è avido di conoscenza, ha un sacco di tempo davanti a se per leggere molto, e convinto che riuscirà a cavarsela bene, perché è sicuro che le cose in questo mondo sono state fatte per bene, e a lui non resterà che cogliere i frutti.
Ha solo un piccolissimo difetto, apparentemente trascurabile. Bè, sì, non crederete mica che l'appassionato perfetto esista? A Bigio non interessa leggere le introduzioni, o le presentazioni. nemmeno i credits originali, è convinto che un libro debba parlare per sè. Non ha la passione di catalogare, ma solo quella di avere e leggere tutto il possibile. Può tutto questo essere un problema? Come potrebbe mai esserlo?
Mettiamolo alla prova con quattro esempi.

1) Un giorno trova il volume dell'editrice Nord Stelle come Polvere di Isaac Asimov. E' felice, è contento, è raggiante, l'edizione è bella, rilegata e con una spettacolare copertina color oro. Poi un giorno trova un classico Urania che lo attira: Il tiranno dei mondi. Gli manca, quel titolo non lo conosce, e prende anche quello, continuando ad essere felice. Fino a quando non li legge...
Gli ricordamo qualcosa... ce ne mette un po' a capirlo, ma dopo una ventina di pagine ne ha la certezza. Sono uguali. Il titolo è differente, ma dentro contengono lo stesso romanzo. E un porco mondo! gli scappa.

2) Un giorno trova il libro Destinazione Stelle di Alfred Bester. E' bellissimo, lo adora, ne vuole ancora.
Fai attenzione allora, amico mio, questa volta ti anticipo: non prendere mai il libro di Bester intitolato La tigre della Notte, perché anche qui, è lo stessa storia.

3) Dopo tanti libri avventurosi e innovativi, scopri finalmente Philip K. Dick. Era ora, non credi? Bene, ormai hai imparato dai casi precedenti, non ti ingannerai più. Leggi L'uomo nell'altro castello, ti piace un sacco, ne sei entusiasta. Poi leggi Tempo fuori di testa, e ti piace ancora, poi Scorrete lacrime disse il poliziotto, e infine Un oscuro scrutare, e sei al settimo cielo. Poi trovi una vagonata di altri libri su una bancarella, e te ne appropri. Libri che ti mancavano, sei raggiante. Ma spero per te che in quel mucchio non ci siano la svastica sul sole,  L'uomo dei giochi a premio, Episodio temporale e Scrutare nel buio. O smadonnerai che ti sentiranno fino in Caledonia.

4) Un giorno leggi L'uomo che cadde sulla Terra, di Walter Tevis. Magari avevi visto il film con David Bowie, ma fa lo stesso, qui parliamo del libro. Bello, bellissimo, ne vuoi ancora, segnati il nome di quest'autore. E poi trovi un Oscar Mondadori, Futuro in trance, e lo prendi. E poi trovi anche un libro della Nord dello stesso autore, Solo il mimo canta al limitare del bosco. In un colpo solo ne hai trovati ben DUE dello stesso autore, e sei sicuro non ci siano errori, perché sono usciti entrambi nello stesso anno, il 1983 (hai imparato a guardare le date, bravo).
Ma non rimanerci male quando vedrai che è lo stesso libro...


La mania di dare titoli differenti agli stessi libri ha cause ed effetti profondamente differenti. Cause ed effetti che impari dall'esperienza, dalla lettura delle note, e di mille altre cose apparentemente insignificanti. Grazie alle quali, hai le spiegazioni a tutto questo:
1) Isaac Asimov scrive all'inizio degli anni '50 quello che diventerà il suo primo romanzo. Viene pubblicato a puntate su rivista, con il titolo Tyrann. Nel 1951 esce il volume, con il titolo definitivo di Stars Like Dust. In Italia vede la luce nel 1953 con il titolo de Il Tiranno dei mondi e viene pubblicato dall'editore Mondadori su Urania, quindi ristampato nel 1968. Come quasi tutti gli Urania del periodo viene ritoccato nel testo e ripulito per permettergli di stare nelle pagine del volumetto italiano. Ma nel 1972 esce finalmente l'edizione integrale, senza i tagli delle precedenti edizioni, grazie all'editrice Nord, che traduce fedelmente il titolo in Stelle come polvere.
Quando diversi anni dopo la Mondadori ristampa quel volume, deve prendere una decisione. Certo, il secondo titolo avrebbe ha rimpiazzato il primo a tutti gli effetti, ma questa è la riedizione ( ma questa volta in edizione integrale) di un libro già pubblicato tempo prima su Urania. Che fare quindi? Proporlo con il nuovo titolo, facendo capire che è la ristampa dello stesso libro Nord (a parte la traduzione traduzione differente) o mantenere il vecchio titolo facendo capire che è la ristampa aggiornata del vecchio Urania? Si sceglie di usare il vecchio titolo, indicando all'interno che ha avuto anche l'altro. Discutibile? Può darsi, ma succede.

2) Per Bester succede una cosa simile. Il titolo originale del libro nelle sua prima pubblicazione su rivista è The Stars my destination, ma la prima edizione nel regno Unito porta il titolo di Tiger, Tiger. E quindi la prima edizione Italiana porta il titolo di La Tigre della notte. Ma la prima ristampa integrale successiva avra un più tradizionale Destinazione Stelle, e con quel titolo, in quella edizione (Nord) verrà conosciuto e riscoperto. Però anche qui come per Asimov, nelle ristampe Mondadori il titolo torna quello vecchio. Ma niente paura, si tratta sempre dello stesso testo.


3) Per Dick... bè, qui è leggermente differente. Nel suo caso non si tratterà mai di libri riscritti in originale, ma di un pasticcio tutto italiano. I libri sono sempre gli stessi (con un paio di eccezioni che indicherò dopo), ma si tratta di nuove edizioni. Non è difficile capire i morivi. A parte alcune fortunate eccezioni, Dick rimarrà per un bel pezzo lontano da Urania, finendo per venire pubblicato tra la fine degli anni '60 e i primi '70 dalla editrice La Tribuna, nella sua collana Galassia. Ma in seguito verranno riproposti assieme ad altri inediti tra le edizioni Nord, Fanucci e infine anche Mondadori Urania (dalla seconda metà degli '80). Tutte collane dedicate agli appassionati di fantascienza.
Poi arrivano gli anno '90, Dick è esploso come autore di culto, c'è bisogno di venderlo al pubblico di massa. L'editore Fanucci sceglie di cambiare i titoli, di recuperare quelli originali. Decisione saggia o meno? Anche qui, dipende...
Time Out of Joint, romanzo del 1959, ha avuto diversi titoli Il tempo si è spezzato, L'uomo dei giochi a premio (Mondadori Urania, 1968), Tempo fuori luogo (Sellerio, 1996) e Tempo fuori di testa (Fanucci 2003). Ma il libro è lo stesso. Il celebre The Man in the High Castle è arrivato in Italia con il titolo La svastica sul sole, e con questo nome è stato scoperto e conosciuto dalla maggior parte dei suoi lettori,oltre che citato inc entinaia di libri e testi storiografici della FS. Ma nel 2001 Fanucci prova a reintitolarlo nel poco accattivante L'uomo nell'alto castello (anche se high castle non vorrebbe proprio dire alto castello...). Ma dopo una ristampa, nelle successive tornerà al titolo originale italiano, per la soddisfazione degli appassionati. Andrà meglio a Flow My tears, the Policeman Said, uscito per la prima volta (Editrice Nord) con il titolo Episodio Temporale, e ristampato solo molto tempo dopo, vedendosi attribuito in italiano la fedele traduzione di quello originale, e diventando così, da adesso in poi, Scorrete lacrime, disse il poliziotto.

Con Dick abbiamo però anche i casi speciali. The Unteleported Man è un libro del 1966, ed esce in Italia nel 1968 sulla collana Galassia, dell'editrice LaTribuna (che lo ristampa un paio di anni dopo) come Utopia andata e ritorno. E per più di 20 anni rimarranno le uniche edizioni disponibili. Ma dopo la morte di Dick (nel 1982), l'editore originale ripristina una grande parte mancante nella prima edizione, e lo ripropone, ma per capire che si tratta di un'edizione differente bisogna guardare l'anno della pubblicazione originale: 1983. In Italia solo nel 1994 uscirà in questa nuova edizione, ma mantenendo con lo stesso titolo, ma nei credit questo dettaglio viene detto. Per cui questo è un libro differente.

4) E nel caso di Tevis che accadde? Piccolo grande pasticcio editoriale. Il due libri uscirono davvero a poche settimane di distanza nel 1983, ma la colpa fù di una distrazione da parte dell'agente americano, che non si accorse di avere venduto i diritti di un libro a due editori dello stesso paese.

Oh, lo so, non è molto facile capirci qualcosa. Sono cose che o le sai o non le sai, non c'è scampo. E si imparano solo con l'esperienza, e gli errori. Questi sopra sono solo alcuni esempi, quelli più facili da ricordare, per il resto c'è poco da fare: leggete i credits, e anche le note, spesso viene tutto detto lì, e buon divertimento.

Ma adesso se vi capita di vedermi sfogliare un libro su una bancarella, almeno saprete che non è solo per capire se l'incipit sia accattivante.
O almeno, non sempre.