Ho sempre compilato liste, lo confesso. Magari all'inizio non me ne rendevo davvero conto, ma iniziai ben presto. Giocavi con i soldatini? Facevo la lista di tutta le serie, e di quelli che mi mancavano. O la lista dei numeri di Topolino che avevo. E così avanti nel tempo: quando mi prese la passione per la fantascienza cominciai a compilarmi con metodo le liste di tutte le collane di libri esistenti. Ehi, internet era lontano negli anni '80, dovevo arrangiarmi con la lista dei numeri arretrati, che si trovava nelle pagine finali di ogni numero, e riempire i vuoti. E i quaderni si riempivano.
E quando scoprivo che le pagine erano finite, e non potevo più aggiornare... cambiavo quaderno. Ma ricopiando rigorosamente tutto, perché si sa che le liste devono sempre essere complete, non vale metà in un quaderno e metà nell'altra. Col tempo scoprii l'utilità dei quaderni con i fogli mobili, e fu una grande evoluzione.
Poi arrivó l'informatica, e tutto cambiò di nuovo. Dal semplice dBase 3 per Dos, al semplice documento .doc con la lista ricopiata, più facilmente consultabile. Senza dimenticare l'indispensabile taccuino da tasca, quello dove normalmente faccio i disegnini o mi segno le idee importanti, che mi porto sempre dietro, e mi permetteva di controllare i numeri mancanti quando serviva.
Ma altre preziose liste resistevano sui quaderni, a casa. Quelle sempre utili, ma che non serviva mi portassi dietro: la lista dei campioni del mondo di Formula 1, dei vincitori dei premi Hugo, i film che avevo visto al cinema... Liste indispensabili, apparentemente, o ameno per me; ma inutili per il resto del mondo.
Poi, grazie a Crom, arrivó la rete. E si scoprí che su internet le liste le trovavi ovunque. Volevi i vincitori dei premi Oscar? Li trovavi subito. I premi di Annecy? Idem. I vincitori del Tourist Thropy? Eccoli. E per avere la lista completa dei volumi di Segretissimo non serviva piú che cercassi il prezioso numero 1000, con in appendice l'elenco completo, ma c'era la Wikipedia.
Da quel momento ho lentamente smesso di aggiornare le mie liste, conservando solo le mancoliste. Tutto il resto si trovava facilmente in giro, pronto e a disposizione di tutti.
Questo è il bello della rete internet: qualsiasi cosa tu possa cercare, da qualche parte qualcuno l'ha fatta. E quindi se cerchi la troverai.
Così però le mie liste diventarono del tutto obsolete. Quella di Urania? Siti amatoriali, più di uno. Dei libri di Len Deighton? Sito dedicato. Liste di fumetti Bonelli? Sito ufficiale. Non nè è rimasta una di qualche utilità.
Poi un giorno cerco un'informazione, e controllo sulla wikipedia. E trovo una di quelle liste che avevo pure io, ma... come dire? Un po' lacunosa. Ma sopratutto mi rendo conto che la lista da sola non basta, talvolta. Che non servono solo i numeri, ci vuole anche la vita dietro. Ci vuole un po' di storia.
Caro Jack, hai un blog dove scrivi i fatti tuoi (ma non solo), della vita e dell'universo (ma non solo) e ogni tanto pubblichi anche articoli di pubblica utilità, partendo dalle tue passioni e conoscenze. E controllando nelle statistiche risultano quelli più visitati. Lo sapevi che se su Google scrivi Brilla brilla piccola Spia, il titolo di un vecchio libro di Len Deighton, l'unico sito nella prima pagina che non sia di vendita libri, è il tuo blog? Lo visitano Jack. Non te ne sei accorto, ma sei diventato, tuo malgrado, anche un servizio pubblico.
Per cui ecco il post di questa volta, che si è fatto aspettare un po', tra aggiornamenti, controlli e colori. Questa volta è di nuovo un servizio pubblico, nei limiti del possibile. E se non proprio un post utile per tutti, almeno per una piccola minoranza entusiasta.
Per cui, spiacente amici lettori regolari, a una buona parte di voi questo post non dirà nulla, perchè esso altro non sarà che la lista dei
Libri di Star Trek pubblicati in Italia.
Che sorpresona, eh? Niente massimi sistemi, sorry, questa volta solo letteratura, e solo letteratura trek in lingua italiana.
E come quasi ogni cosa, a volte bisogna iniziare con due parole di introduzione, partendo dall'inizio... più o meno. Ovvero dalla fine. Alla chiusura della serie TV di StarTrek, a cavallo degli anni '70, gli appassionati ne vogliono ancora. Partendo dalle riviste amatoriali, iniziano ad apparire oltreoceano racconti e storie ambientate nell'universo dell'astronave Enterprise. Così un decennio dopo si parte. Tra il 1979 e il 1981, la Bantam Books pubblica una prima breve serie di romanzi dedicati a Star Trek: romanzi brevi, a volte ingenui, talvolta verbosi, ma capaci di far rinascere l'entusiasmo nei lettori. Si alternano autori professionisti e amatoriali. E il genere pare funzionare. Dal 1979, con la pubblicazione dell'adattamento del primo film, comincia la fase dell'editore rivale, Pocket Book. A quel primo numero seguirà una lunga serie di libri, che continua ad uscire ancora oggi. Nel 1987, con la partenza della nuova serie TV, parte anche la serie parallela dedicata a The Next Generation. Dal 1993 e 1995 partiranno anche quelle dedicate a Deep Space Nine e Voyager. Ne usciranno anche altre, che vedremo in dettaglio più avanti, ma a parte l'adattamento del pilot di Enterprise, buona parte rimarranno da noi inedite.
A seguire trovate la lista, sperando che sia davvero completa. La prima divisione è quella temporale: le trovate rigidamente in ordine cronologico di uscita. E poi i vari editori che si sono alternati e le collane, con delle note a margine in fondo, e vedrete che saranno utili.
Ho utilizzato i colori per aiutare a differenziare le varie ambientazioni dei libri, per facilitare il riconoscimento a vista, secondo questo ordine: Novelization: adattamenti di film o telefilm; The Next Generation; Deep Space Nine; Voyager; New Frontier; Shatnerverse (la cronologia futura creata da William Shatner). Quelli non colorati si intendono dell'universo classico e/o film. Per ogni libro indico il numero di collana, il titolo, l'autore, titolo originale e anno di pubblicazione, e sopratutto il nome del traduttore italiano: mai dimenticarsi di loro. Senza traduttori niente di tutto quello che trovate qui sotto esisterebbe. E poi un paio sono cari amici, e mi fa molto piacere citarli.
Ultima cosa: qui troverete solo le opere di fiction. Saggi, biografie, manuali in Klingon o Regole dell'acquisizione non sono compresi.
Per tutti i dati che mi mancavano, mi sono basato sul preziosissimo Catalogo Vegetti della Fantascienza.
Mondadori Editore
Siamo in un'epoca davvero lontana nel tempo. Il primo film uscirà due anni dopo, ma qualche televisione ha cominciato a trasmettere la serie con il nome "Destinazione Cosmo". Eppure è in questo deserto che qualcosa si muove. Poca è ancora la documentazione disponibile, ma qualcosa accade, perché un giorno la Mondadori, alle varie collane popolari di genere fantastico che escono in edicola, affianca questa Pista delle Stelle. La documentazione è ancora molto carente, e si manifesta nelle comunque bellissime illustrazioni di copertina, in cui le "licenze" visive sono innumerevoli.
Serie STAR TREK, La Pista delle Stelle
Mensile, volumetti brossurati formato pocket, in edicola. Si tratta degli adattamenti degli episodi TV, realizzati da James Blish, qui indicato come curatore. Nei 12 numeri vengono tradotti e adattati 11 degli 12 numeri della serie americana, tutti quelli che Blish è riuscito a pubblicare prima della sua morte. Già, la serie non è completa, lo sapevate?
Per vederla terminare bisognerà aspettare la serie Argento della Garden, nel 1988, addirittura dieci anni dopo.
Copertine di Oliviero Berni.
1978:
La pista delle stelle 1 [James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 2
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 3
[James Blish] (R.Sanità, G.Scarpa)
La pista delle stelle 4
[James Blish] (L.Cucchi)
La pista delle stelle 5
[James Blish] (R.Sanità)
La pista delle stelle 6 [James Blish] (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 7 [James Blish]
(R.Sanità, D.Zinoni)
La pista delle stelle 8 [James Blish] (G.Scarpa)
La pista delle stelle 9 [James Blish] (A.Pasinetti)
La pista delle stelle 10 [James Blish]
(G.Scarpa)
La pista delle stelle 11 [James Blish] (D.Zinoni)
La pista delle stelle 12 [James Blish]
(R.Sanità)
Negli stessi anni fanno capolino un paio di romanzi anche sulla celebre collana di Fantascienza URANIA, qui nel suo periodo settimanale. Provengono dalla serie Bantam. Come tutti gli altri Urania del periodo, le copertine sono del grandissimo Karel Thole.
collana URANIA
Urania 758 (1978) Il pianeta del giudizio [Joe Haldeman] Planet of Judgement, 1977 (B.Della Frattina)
Urania 800 (1979) La sfera di Dyson [Gordon Eklund] The Starless World, 1978 (L.Serra)
Nella primavera del 1979 esce il primo film anche in Italia, e la Mondadori pubblica l'adattamento ufficiale, nella sua collana Omnibus. L'anno successiva pubblicherà con lo stesso formato sia l'adattamento di The Black Hole che quello de L'Impero Colpisce Ancora. Se li avevate tutti e tre, facevano una bella figura affiancati nella vostra libreria
1980: StarTrek [Gene Roddenberry] Star Trek, 1979 (M.Galli)
Editoriale GARDEN
Il tempo passa. Dei volumetti della Pista delle stelle se ne perde memoria. Nel frattempo escono i film, i telefilm vengono trasmessi al completo, anche se talvolta in orari scomodi. Ma intanto anche in Italia il fandom è nato, si è formato da poco il club di appassionati italiani, lo Star Trek Italian Club, lo STIC.
Nell'estate del 1987, mentre guardo il materiale esposto in edicola, mi trovo di fronte un libro Trek: che succede? Sono finito in un mondo parallelo dove si avverano i desideri della gente? Niente di tutto questo. L'editore è la Garden Editoriale di Antonio Bellomi, specializzata in pubblicazioni popolari da edicola: giallo, fantastico, mistery, Horror. E ora tocca a Star Trek: pubblicherà una buona parte dei rimanenti volumi editi dalla Bantam, ma inizieranno anche ad apparire i più corposi volumi Pocket Books. Due le serie. Ad una prima regolare e mensile, si affianca dopo un po' la serie Argento, che inizia pubblicando quello che sembra un solo un numero speciale, l'ultimo volume degli adattamenti di Blish, anche se in realtà è scritto dalla vedova. E porta a conclusione la serie Mondadori. Alla chiusura della collana regolare, continueranno ad apparire con cadenza varia altri romanzi nella collana Argento, tutti notevolmente più corposi. Dopo il 1992 la serie si interrompe in maniera definitiva.
Buona parte delle copertine di queste edizioni sono italiane e inedite, per la maggior parte sono di Marilena Maiocco. I primi numeri hanno la copertina lucida, gli ultimi avranno un cartoncino opaco che si rovina facilmente. Come curiosità, segnalo che in appendice era inserita una paginetta che forniva i dati per contattare lo StarTrek Italian Club. A leggerlo oggi sembra incredibile, ma per molti appassionati il viaggio su quella pista di stelle incomincerà in questo modo.
1987:
1 Il prezzo della Fenice [S.Marshak, M.Culbreath] The Price of Phoenix, 1977 (A.Bellomi) [1]
2 Spock, il vulcaniano [Kathleen Sky] Vulcan, 1978 (A.Guarnieri)
3 L'enigma della protostella [Greg Bear] Corona, 1984 (A.Guarnieri)
4 Il figlio del passato [A.C.Crispin] Yesterday's Son, 1983 (A.Guarnieri) [2]
1988:
5 Spock deve morire! [James Blish] Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri)
6 Mondo senza fine [Joe Haldeman] World Without End, 1979 (A.Guarnieri)
7 Triangolo [S.Marshak, M.Culbreath] Triangle, 1983 (A.Guarnieri)
8 Messia degli spazi [T.R.Cogswell, C.A.Spano] Spock Messiah!, 1976 (A.Guarnieri)
9 Progetto Prometeo [S.Marshak, M.Culbreath] Prometheus Design, 1982 (F.Luzzatti)
10 Destinazione Madworld [Stephen Goldin] Trek to Madworld, 1979 (A.Guarnieri)
11 Pianeta infernale [Gordon Eklund] Devil World, 1979 (A.Guarnieri)
12 Gli angeli di Mudd [J.A. Lawrence] Mudd's Angels, 1978 [Antologia] (A.Guarnieri) [3]
13 Fantasma a bordo [Kathleen Sky] Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri)
14 Il destino della fenice [Marshak, M.Culbreath] The Fate of the Phoenix,1979 (A.Guarnieri)
[1]
1989:
15 Vortice galattico [David Gerrold] The Galactic Whirlpool, 1980 (A.Guarnieri)
STAR TREK Serie Argento
1988:
1 Missione nell'universo [James Blish, J.A. Lawrence] Star Trek 12, 1977 (A.Guarnieri)
1990:
2 Crisi su Centaurus [Brad Ferguson] Crisis on Centaurus, 1986 (Mida)
1991:
3 Il guardiano del tempo [A.C. Crispin] Time for Yesterday, 1988 (A.Guarnieri) [2]
1992:
4 Il principio di Pandora [Carolyn Clowes] The Pandora Principle, 1990 (A.Guarnieri)
5 Intrigo Galattico [J.M. Dillard] Bloodthirst, 1987 (A.Guarnieri)
ARMENIA editore
Per un breve periodo ci prova anche l'editore Armenia, già specializzato in letteratura fantastica. In un colpo solo pubblica 4 libri, due del ciclo classico, e due di The Next Generation. Questa volta niente edicola, solo libreria. Le copertine riprendono quelle delle edizioni originali. Questi quattro libri non avranno seguito.
1993:
ST 1 Effetto entropia [Vonda N.McIntyre] The Entropy Effect, 1981 (S.Ciaghi)
ST 2 Il fuoco nero [Sonni Cooper] Black Fire, 1983 (G.Roversi)
TNG 1 I bambini di Hamlin [Carmen Carter] The Children of Hamlin, 1988 (G.Cordone, A.Lisiero)
TNG 2 Il paradiso di ghiaccio [Peter David] A Rock and Hard Place, 1990 (G.Cordone, A.Lisiero)
FANUCCI editore
Un altro paio d'anni di silenzio, e poi ecco riapparire i libri Trek in libreria. Approfittando anche del lancio pubblicitario dell'imminente film Generazioni, esce l'adattamento librario, e questa volta tocca all'editore Fanucci. Dopo quel libro, cominciano ad apparire con ritmo continuo altri libri Trek, inseriti nella collana E.T. (Economica Tascabile), insieme ad altri libri di fantascienza classica. Presumibilmente a causa del discreto successo, le uscite aumentano, al punto che dal 1999 la collana ospita SOLO volumi Trek. Le copertine sono le stesse delle edizioni americane: facce di attori e poco altro, alcune molto belle, altre poco accattivanti.
1995:
Collana Biblioteca di FS [Libreria]
X (10), 1995: Star Trek Generazioni [J.M.Dillar] Star Trek: Generations ,
1994 (G.Cordone, A.Lisiero)
collana E.T. Economica Tascabile [Libreria]
28 Il segreto di Spock [Jeri Taylor] Unification (nov), 1991 (A.Guarnieri)
29 Un'ombra dal passato [Michael J. Friedman] TNG: Fortune's Light, 1991 (AM.Bonavoglia)
35 Le ceneri del paradiso [Shatner, Reeves-Stevens] SW1: The Ashes of Heaven, 1995 (C.Borriello) [4]
36 Ieri, oggi, domani... [Michael J. Friedman] All Good Things (nov), 1994 (A.Lisiero, G.Cordone)
1996:
39 Imzadi [Peter David] TNG: Imzadi, 1992 (C.Sassetti)
40 Il destino di Spock [Michael J.Friedman] TNG: Crossover, 1995 (C.Borriello)
45 Il ritorno [Shatner, Reeves-Stevens] SW2: The Return, 1995 (C.Borriello)
46 Requiem [M.J.Friedman, K.Ryan] TNG: Requiem, 1994 (C.Sassetti)
1997:
50 Primo contatto [J.M. Dillard] First Contact (nov), 1996 (C.Sassetti)
55 [Invasione #1] Primo attacco [Diane Carey] ST: First Strike, 1996 (C.Sassetti) [7]
56 [Invasione #2] L'esercito della paura [A.W.Smith, K.K.Rusch] TNG: The Soldiers of Fear, 1996 (C.Sassetti)
57 [Invasione #3] La furia del nemico [L.A.Graf] DS9: Time's Enemy, 1996 (F.Staglianò)
58 [Invasione #4] La sfida finale [Dafydd ab Hugh] VOY: The Final Fury, 1996 (C.Borriello)
65 Il vendicatore [W.Shatner, Reeves-Stevens] SW3: Avenger, 1997 (C.Borriello)
66 Il naufrago del tempo [Michael J. Friedman] Relics, 1992 (C.Sassetti)
69 Federazione [J.& G. Reeves-Stevens] ST: Federation, 1994 (C.Borriello) [6]
1998:
76
[Il giorno dell'Onore #1] Antico sangue [Diane Carey] TNG: Ancient Blood, 1997 (C.Sassetti) [7]
77
[Il giorno dell'Onore #2] I cieli di Armageddon [L.A. Graf] DS9: Armageddon Sky, 1997 (F.Staglianò)
78
[Il giorno dell'Onore #3] Anima Klingon [Michael J. Friedman] VOY: Her Klingon Soul, 1997 (C.Borriello)
79 [Il giorno dell'Onore #4] Giuramento di guerra [K.K. Rusch, D.W.Smith] ST: Treaty' Law, 1997 (C.Borriello)
83 Salto nel tempo [Diane Carey] TNG: Ship of the Line, 1997 (F.Staglianò)
84 Il Mondo di Spock [Diane Duane] ST: Spock's World, 1988 (C.Borriello)
95 Il fantasma [Shatner, Reeves-Stevens] SW2-1: Spectre, 1998 (C.Borriello)
96 Q contro Q [Peter David] TNG: Q-Squared, 1994 (F.Staglianò)
101 [La tavola del capitano #1] Pirati [L.A.Graf] ST: War Dragons, 1998 (G.Pastorino) [8]
102 [Q Continuum] Lo spazio di Q [Greg Cox] Q-Continuum (TNG): Q-Space, 1998 (F.Staglianò)
1999:
108 La prima missione [Vonda N. McIntyre] ST: Enterprise, the First Adventure, 1986 (G.Pastorino)
109 [Q Continuum] La zona di Q [Greg Cox] Q-Continum (TNG): Q-Zone, 1998 (F.Staglianò)
110
[La tavola del capitano #2] Il tesoro di Dujonian [M.J. Friedman] TNG: Dujonian's Hoard, 1998 (F.Staglianò)
111 [New Frontier #1] Il castello di carte [Peter David] NF: House of Cards, 1997 (A.Tintori) [9]
112 Imzadi II [Peter David] TNG: Triangle, Izadi II, 198 (M.Cassili)
113 L'insurrezione [J.M.Dillard] Star Trek Insurrection (nov), 1998 (C.Sassetti)
114 Vittoria oscura [Shatner, Reeves-Stevens] [SW2-2] Dark Victory, 1999 (G.Pastorino)
115
[Q Continuum]
L'attacco di Q [Greg Cox] TNG: Q-Continum: Q-Strike, 1998 (F.Staglianò)
117 Mosaico [Jery Taylor] VOY: Mosaic, 1996 (A.Tintori)
118
[La tavola del capitano #3] Il segreto dei Mist [DW.Smith, KK.Rusch] DS9: TheMist, 1998 (F.Staglianò)
119 Spock deve morire [James Blish] ST: Spock Must Die!, 1970 (A.Guarnieri) [ristampa]
120 Gli angeli di Mudd [J.A.Lawrence] ST: Mudd's Angels, 1978 (A.Guarnieri) [ristampa]
2000:
121 Un destino glorioso [Diane Carey] ST: Best Destiny, 1992 (G.Pastorino)
122
[La tavola del capitano #4] La nave di fuoco [Diane Carey] VOY: Fire Ship, 1998 (F.Staglianò)
123 Vortice galattico [David Gerrold] ST: The Galactic Whirpool, 1980 (A.Guarnieri) [ristampa]
124 Fantasma a bordo [Kathleen Sky] ST: Death's Angel, 1981 (A.Guarnieri) [ristampa]
125 Io Q [J.DeLancie, P.David]
TNG: I, Q , 1999 (F.Staglianò)
126
[New Frontier #2] Nel nulla [Peter David] NF: Into the Void, 1997 (A.Tintori)
127 [Dominion War #1] Dietro le linee del nemico [John Vornholt] TNG: Behind Enemy Lines, 1998 (F.Staglianò) [7]
128 Destini. Primo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti) [10]
129 Destini. Secondo Volume [Jery Taylor] VOY: Pathways, 1998 (C.Sassetti)
130 Prima direttiva [Judith & Garfiel Reeves-Stevens] ST: Prime Directive, 1990 (G.Pastorino)
131 [Dominion War #2] Chiamata alle armi [Diane Carey] DS9: Call to Arms, 1998 (F.Staglianò)
132
[La tavola del capitano #5] Umiliazione [Peter David] NF: Once Burned, 1998 (F.Staglianò)
2001:
133 I protettori [Shatner, Reeves Stevens] Preserver (SW2-3), 2001 (G.Pastorino)
134
[Dominion War #3] Il tunnel tra le stelle [John Vornholt] TNG: Tunnel Through the Stars, 1988 (F.Staglianò)
135 [La tavola del capitano #5] Quando il mare incontra il cielo [Jerry Oltion] ST: Where Sea meets Sky, 1998 (A.Parovel)
136 Gli anni perduti [J.M.Dillard] ST: The Lost years, 1989 (G.Pastorino)
137 [Dominion War #4] Il sacrificio degli angeli [Diane Carey] DS9: Sacrifice of Angels, 1998 (G.Pastorino)
138
[New Frontier #3] Guerra su due fronti [Peter David] NF: The Two-Front War, 1997 (G.Pastorino)
139
[New Frontier #4] La fine del gioco [Peter David] NF: End Game, 1997 (G.Pastorino)
collana Solaria Speciale
2 Sarek [A.C.Crispin] ST: Sarek, 1993 (G.Pastorino) [11]
2002:
140 Missione Terra Nova [Diane Carey] New Earth (ST). Wagon Train to the Stars, 2000 (C.Sassetti)
141 [New Frontier #5] Martire [Peter David] NF: Martyr, 1998 (F.Staglianò)
142 [New Frontier #6] Fuoco al massimo [Peter David] NF: Fire on High, 1998 (G.Pastorino)
fuori serie:
Enterprise - Verso le Stelle [Diane Carey] Enterprise, Broken Bow (nov), 2001 (C.Sassetti)
Adattamento dell'episodio pilota della serie Enterprise.
ULTIMO AVAMPOSTO editore
Nel corso del 2002 Fanucci interrompe la pubblicazione di libri di StarTrek. Perché? Mystero.
Subentra l'editore Ultimo Avamposto, che cerca di dare una continuità alla serie. La periodicità non è regolare come negli anni precedenti, ma almeno è continua, ed è la serie attualmente in corso.
2003:
cla01 Progetto Memory [J.& G. Reeves-Stevens] ST: Memory Prime, 1988 (E.Albertini, C.Sassetti)
cla02 Nel cuore del sole [P.Sargent, G.Zebrowski] ST: Heart of the Sun, 1997 (E.Albertini)
tng01
Specchio Oscuro [Diana Duane] TNG: Dark Mirror, 1994, (E.Albertini)
2004:
tng02
Vendetta [Peter David] TNG: Vendetta, 1991 (S.Bronzoni)
2005:
cla03 L'ultimo raduno [Christie Golden] ST: The Last Roundup, 2002 (E.Albertini)
cla04 I rischi del comando [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-1): Captain's Peril, 2002 (E-Albertini]
2006:
cla05 Sangue di capitano [Shatner, Reeves-Stevens] (SW3-2): Captain's Blood, 2006 (G.Cordone)
2007:
tng[?] Valiant [Michael Jan Friedman] TNG:
Pantheon, 2003 (S.Bronzoni) [12]
2008:
tng[?] Reunion [Michael Jan Friedman] TNG: The Reunion, 1991 (S.Bronzoni) [12]
2010:
cla06 Conflitto Galattico [Shatner, Reeves-Stevens]
(SW3-3):
Captains' Glory, 2009 (G.Cordone)
[?]
Star Trek [Alan Dean Foster] Star Trek, 2009 (S.Bronzoni)
2012:
? [StarTrek Online] Le esigenze dei molti [M.A. Martin, J.Sisko] The Needs of Many, 2010 (S.Bronzoni)
2013:
cla07 [StarTrek Academy] Rotta di colisione [Shatner, Reeves-Stevens] ST: Collision Course, 2007 (S.Bronzoni)
[?] Star Trek Into Darkness [Alan Dean Foster] Star Trek Into Darkness, 2013 (S.Bronzoni)
E qui, per finire in bellezza, giusto un paio di note abbastanza indispensabili per chi voglia cimentarsi nella collezione
[1] Il prezzo della Fenice è il primo di un ciclo che si conclude nel successivo numero 14, Il destino della Fenice.
[2] Il figlio del passato ha un seguito, nel numero 4 della serie Argento, Il guardiano del tempo.
[3] Gli Angeli di Mudd viene considerato come il 13° volume americano degli adattamenti degli espisodi TV. Contine infatti le due avventure con protagonista Harcourt Fenton Mudd, assieme ad racconto inedito. L'autrice è la vedova di James Blish.
[4] William Shatner, con le Ceneri del paradiso inizia un ciclo tutto suo personale, che porterà a creare quello che viene chiamato in gergo lo Shatnerverse: ovvero le avventure di Kirk nel futuro, nello stesso secolo di TNG, ritornato in vita dopo gli eventi narrati nel film Star Trek VII: Generazioni. A tutti gli effetti è considerato un universo a parte rispetto agli altri libri ambiantati nell'era TNG. E' composto finora da tre cicli, ognuno di tre libri, segnati nell'elenco come [SW#] [SW2-#] [SW3-#]. Tutti scritti assieme alla coppia Judith e Garfield Reeves-Stevens, a cui si deve buona parte del lavoro di scrittura. Se vi chiedete dove avete già sentito questi nomi, sappiate che sono stati inseriti tra gli autori della 4a stagione di Star Trek Enterprise.
[6] "Federazione" è un libro che segue nei vari capitoli più epoche della saga. Nella lista è segnato come ST, ma allo stesso modo è anche TNG.
[7] In questi anni venivano pubblicati dei curiosi esperimenti di cicli congiunti: storie ambientate negli universi delle singole serie TV (ST classica, TNG, DS9 e VOY), ma legate a ciclo. Le storie avrebbero dovuto funzionare anche come storie singole, ma lette tutte insieme chiudevano la trama principale. La cosa non era facile, poichè coinvolgeva autori differenti. Fanno parte di questa serie i cicli Invasione, Il giorno dell'onore, e la Guerra del Dominio (Dominion War). A dire il vero spesso i cicli non erano molto organici, a causa anche degli autori differenti per i vari numeri. Però in Italia vengono pubblicati tutti quelli usciti in quel periodo di tempo negli USA.
[8] Il ciclo La tavola del capitano era basato su un concetto quasi Fantasy: quello dei racconti nella taverna, in cui in una misteriosa taverna/bar nella galassia, di volta in volta un capitano viene ospitato, e racconta una qualche vicenda che lo ha coinvolto. Il 5° numero è dedicato al Capitano Christopher Pike.
[9] New Frontier è una creazione interamente di Peter David. Narra le avventure dell'astronave USS Excalibur, e del comandante Mackenzie Calhoun e il suo equipaggio, in una nuova missione di esplorazione dell'universo, nell'universo di TNG. Il ciclo è continuato ad uscire oltreoceano, ma non è più stato proseguito in lingua italiana.
[10] E' un realtà un unico romanzo, diviso in due parti.
[11] Nel 2001 uno romanzo di StartTrek appare in edicola, inserito in uno dei numeri speciali della collana Solaria. Quest'ultima fu un coraggioso tentativo di proporre una collana di fantascienza in edicola, tra il 2000 e il 2002. Come supplemento, tra il 2000 e il 2001 uscirono 5 speciali, dedicati a libri ispirati o tratti da serie tv, anch'essi in edicola. Oltre al libro Trek vennero pubblicati anche un volume dedicato agli adattamenti italiani dei telefilm di spazio 1999, un libro sugli adattamenti del serial UFO e due volumi dei racconti di Twiligth Zone, questi ultimi gia apparsi qualche anno prima su Urania.
[12] Panthenon, di Michael Jan Friedman, è l'edizione americana che contiene i due romanzi ambientati all'epoca in cui Picard era al comando della USS Stargazer, ovvero The Valiant (2000) e Reunion (1991). In questa edizione è diviso in due parti, esattamente come i due romanzi separati.
Ecco. E questo potremmo dire che è tutto. certo, ci sarebbero ancora i libri di saggistica, l'enciclopedia, le guide agli episodi, ma qui volevo concentrarmi solo sulla fiction. E anche perché la saggistica è più varia. Volevo anche ci fosse un link da indicare a chi ti chiede info sui libri. Se mi capiterà di nuovo, ora ce l'ho.
Se qualcuno ha ancora curiosità sui libri trek, o sulle loro copertine, oltre ai link della wikipedia in alto, può andare alla pagina wikipedia a cui accennavo all'inizio, qui, oppure nelle pagine americane dedicate ai libri sulla serie classica, a The Next Generation o le altre.
Abbiamo finito. Se siete arrivati fino a qui, complimenti, non è da tutti.
Adesso se un giornoq ualcuno si domandasse "ma perché non escono libri di StarTrek in italiano?" (è successo, credetemi), potrete rispondergli che ne sono usciti più di un centinaio. E se invece insisterà e scuoterà la testa dicendo che non è possibile, che avete torto, perché lui ha sempre ragione (succede, oh se succede...) e se fosse come dite voi se ne sarebbe sicuramente accorto, potete indicargli questo blog, ma potreste anche scegliere di abbandonarlo nel suo brodo ed alle sue convinzioni.
Sono convinto che l'universo ve ne sarà comunque grato.
[PS: Per qualunque omissione, errore o dati mancanti, comunicatelo nei commenti e provvederò a correggere al più presto.]
martedì 23 luglio 2013
venerdì 28 giugno 2013
Da qui ad Alpha Centauri...
Devi avere un'idea, e questo é facile. Ma poi devi svilupparla, e devi trovare il tempo. E intanto devi far anche tutto il resto delle cose che si fanno nella vita, nell'universo e tutto quanto.
Per farvi un esempio, tra la cartella bozze del blog e un foglio di Word sul PC, ci sono almeno una dozzina di pezzi quasi pronti. Ma tutti hanno un qualche problema che li tiene bloccati.
Un post su una certa vicenda accaduta nei mesi scorsi é bello pronto, é pure venuto bene, ma anche il solo scriverlo é stato terapeutico, e adesso penso che sia inutile pubblicarlo. O almeno cosí com'era. Per cui gli cambieró tutta a seconda parte, ma non c'é piú alcuna fretta. C'é il pezzo sulla seconda parte delle canzoni inedite di 007, ma trovare tutti i link di youtube richiede tempo. Vorrei parlare di come il mercato delle Action Figure popolari sia passato dalle stelle alle stalle, ma rimando. Un altro paio di pezzi, dedicati alla critica fumettistica e ad un particolare caro ad ogni fumettista, hanno bisogno di essere rivisti e messi in ordine. E il tempo é sempre tiranno.
A giorni é sicuro che pubblicheró un lungo articolo su un ciclo di libri, che credo interesserà diversi appassionati, ma tra tabulazioni, caratteri da ridurre, foto da inserire e colori del testo, si sta prendendo via molto tempo, ma ci tengo che sia perfetto per quando lo posteró. E so già che dopo averlo fatto troveró nuovi errori. Ma prometto di farlo rapidamente, prima del tempo che impieghereste a raggiungere Alpha Centauri, almeno.
Per cui abbiate pazienza, Jack, detto anche il giovane Holden, tornerà prossimamente con nuovi ed interessanti pezzi, piú verboso e logorroico che mai.
Ma su quest'ultimo dettaglio, ci sto lavorando sopra...
That's all, folks!!
martedì 11 giugno 2013
Incognito
C'è un sottile piacere nel muoversi nel caos di una fiera di fumetti, e farlo da visitatore. Niente impegni, niente tavolino col tuo nome davanti, sei uno, nessuno e centomila. Sei un disegnatore, ma qui hai un altro ruolo, quello del visitatore. Caro Jack, fai parte di quella categoria di disegnatori che non vengono riconosciuti troppo spesso. Non hai lavorato su testate molto popolari, non hai scatenato polemiche feroci nei forum, su Facebook non hai una marea di ammiratori che ti riempiono di lodi imperiture per qualsiasi schizzo fatto con la mano sinistra tu possa postare, hai un blog che vivacchia ma che non raggiungerà mai la top 100 dei blog fumettistici più seguiti. Ma in fondo tutto questo non è affatto terribile.
Intanto intorno a te la gente continua ad aumentare, i cosplayer si infittiscono, e cominciano a scendere in campo i pezzi da 90, e tu sei lì che ti muovi in mezzo a loro, uno tra i tanti.
Siamo nella prima settimana di maggio del 2013. In una zona specifica di questa edizione della Naoniscon (PordenoneComics) sono sistemati i tavoli degli autori presenti, con il loro nome bene in evidenza di fronte a ognuno. Promuovono lavori, vendono disegni o altro materiale, c'è una discreta folla sempre davanti a loro. La fiera, questa fiera, dura una sola giornata, dalle 9 del mattino alle 19, ed è probabilmente una delle più gradevoli della regione. Oh, è vero, dovrei correggere la definizione: se mancano gli editori, si può chiamare fiera, o è più adatto mercatino?
E mercatino sia, allora. Alla scorsa Cartoomics ho passato venti minuti con un amico/collega sceneggiatore, e ogni tre minuti c'era qualcuno che lo fermava per dirgli qualcosa di importante, per ricordargli una promessa partecipazione, a Samarcanda o a Qo'noS, o solo per stringergli la mano. Come diavolo fai a muoverti tranquillo in una fiera se ti riconoscono tutti, nemmeno fossi Harrison Ford? Può essere che sia anche stressante, talvolta? Ecco perché essere in incognito ogni tanto non è così male. Posso fare altre cose, rispetto a quelle che di solito faccio alle fiere: passo, guardo, controllo negli stand di pupazzetti e quelli dei fumetti usati, chiacchiero un po', un visitatore come un altro, trovi quel fumetto che ti mancava ma non ci pensavi fino ad un momento prima, e quel gashopon di quella serie introvabile. Faccio solo questo, e niente altro. Uno tra i tanti. Sì, ogni tanto si può fare.
Oh, era capitato anche a me a Cartoomics di venire riconosciuto, ma nella lunga fila di appassionati che ad ogni fiera aspettano il loro turno al banco Bonelli ci sono sempre i soliti amici, che di te si ricordano eccome, ma escludendo loro e altri amici e conoscenti vari, venire riconosciuto da altri non capitava troppo spesso. Eppure ben due appassionati lo avevano fatto, tenendomi bloccato per qualche minuto per una dedica e un disegnino. Non accade troppo spesso, appunto, ma quando accade è piacevole e lo fai volentieri, anche se non sei Harrison Ford.
E' accaduto anche qui a Pordenone, due volte. Ma una delle due era un vecchio amico che mi ha rivisto e riconosciuto dopo tanti anni.
Ormai quella di PordenoneComics è diventata una piacevole abitudine. Una fiera di fumetti e games che dura un giorno solo, sempre la domenica, che è probabilmente la maggior fiera di fumetti in regione, pardon, mercatino. Nella stessa Fiera che un mese prima ospita sempre la fiera dell'elettronica, che invece ha un'importanza nazionale. Qui comunque non troverete editori importanti, niente Panini, niente Alastor, niente Bonelli. Appunto, è solo un mercatino, ma gli espositori locali hanno sempre materiale interessante. E rispetto a cartoomics gli espositori di fumetti superavano quelli dei gadgets. E poi c'erano gli immancabili cosplay, spettacolari anche questa volta.
Tempo fa si andava col gruppo dei Fumatti, a vendere e promuovere Anjce, oggi lo stand lo prende solo un terzo dei Fumatti originali, Miriam. E io mi aggrego a lei ed all'amico Alessandro. Perché Pordenone è una fiera (mercatino) piacevole da girare. Miriam aveva i suoi fumetti da promozionare, il volume di Anjce ProGlo e quello del Salvans (nello stand FAME Comics, due metri più in là).
Di solito negli ultimi anni io mi limitavo a tenere sotto controllo il banchetto per dare il tempo a Miriam ed Alessandro di staccare e girare un po' per la fiera (mercatino), per poi essere io a girellare su e giù. Quest'anno Alessandro era rimasto a casa influenzato, quindi ero all'ultimo momento subentrato anche come autista ufficiale. Mi sono perso la formula 1, è questo sarebbe grave, ma lo sapevo e non m'è dispiaciuto troppo. In fondo l'ho persa anche ieri, dimenticandomene, e questo è PIU' grave.
Comunque é andata, incognito o no, ed é finita. Tutto (quasi) quello che c'era, oltre a tutto il resto, lo trovate anche stavolta nell'immancabile filmato qua sotto. Buon divertimento, e ci si rivede e ci si riconosce alla prossima fiera (o mercatino che sia).
In incognito o no, questo lo sapremo solo al momento.
Come dice una canzone "lo scopriremo solo vivendo".
Intanto intorno a te la gente continua ad aumentare, i cosplayer si infittiscono, e cominciano a scendere in campo i pezzi da 90, e tu sei lì che ti muovi in mezzo a loro, uno tra i tanti.
Siamo nella prima settimana di maggio del 2013. In una zona specifica di questa edizione della Naoniscon (PordenoneComics) sono sistemati i tavoli degli autori presenti, con il loro nome bene in evidenza di fronte a ognuno. Promuovono lavori, vendono disegni o altro materiale, c'è una discreta folla sempre davanti a loro. La fiera, questa fiera, dura una sola giornata, dalle 9 del mattino alle 19, ed è probabilmente una delle più gradevoli della regione. Oh, è vero, dovrei correggere la definizione: se mancano gli editori, si può chiamare fiera, o è più adatto mercatino?
E mercatino sia, allora. Alla scorsa Cartoomics ho passato venti minuti con un amico/collega sceneggiatore, e ogni tre minuti c'era qualcuno che lo fermava per dirgli qualcosa di importante, per ricordargli una promessa partecipazione, a Samarcanda o a Qo'noS, o solo per stringergli la mano. Come diavolo fai a muoverti tranquillo in una fiera se ti riconoscono tutti, nemmeno fossi Harrison Ford? Può essere che sia anche stressante, talvolta? Ecco perché essere in incognito ogni tanto non è così male. Posso fare altre cose, rispetto a quelle che di solito faccio alle fiere: passo, guardo, controllo negli stand di pupazzetti e quelli dei fumetti usati, chiacchiero un po', un visitatore come un altro, trovi quel fumetto che ti mancava ma non ci pensavi fino ad un momento prima, e quel gashopon di quella serie introvabile. Faccio solo questo, e niente altro. Uno tra i tanti. Sì, ogni tanto si può fare.Oh, era capitato anche a me a Cartoomics di venire riconosciuto, ma nella lunga fila di appassionati che ad ogni fiera aspettano il loro turno al banco Bonelli ci sono sempre i soliti amici, che di te si ricordano eccome, ma escludendo loro e altri amici e conoscenti vari, venire riconosciuto da altri non capitava troppo spesso. Eppure ben due appassionati lo avevano fatto, tenendomi bloccato per qualche minuto per una dedica e un disegnino. Non accade troppo spesso, appunto, ma quando accade è piacevole e lo fai volentieri, anche se non sei Harrison Ford.
E' accaduto anche qui a Pordenone, due volte. Ma una delle due era un vecchio amico che mi ha rivisto e riconosciuto dopo tanti anni.
Ormai quella di PordenoneComics è diventata una piacevole abitudine. Una fiera di fumetti e games che dura un giorno solo, sempre la domenica, che è probabilmente la maggior fiera di fumetti in regione, pardon, mercatino. Nella stessa Fiera che un mese prima ospita sempre la fiera dell'elettronica, che invece ha un'importanza nazionale. Qui comunque non troverete editori importanti, niente Panini, niente Alastor, niente Bonelli. Appunto, è solo un mercatino, ma gli espositori locali hanno sempre materiale interessante. E rispetto a cartoomics gli espositori di fumetti superavano quelli dei gadgets. E poi c'erano gli immancabili cosplay, spettacolari anche questa volta.
| Nessuno ce la fà contro Gundam! |
Tempo fa si andava col gruppo dei Fumatti, a vendere e promuovere Anjce, oggi lo stand lo prende solo un terzo dei Fumatti originali, Miriam. E io mi aggrego a lei ed all'amico Alessandro. Perché Pordenone è una fiera (mercatino) piacevole da girare. Miriam aveva i suoi fumetti da promozionare, il volume di Anjce ProGlo e quello del Salvans (nello stand FAME Comics, due metri più in là).
Di solito negli ultimi anni io mi limitavo a tenere sotto controllo il banchetto per dare il tempo a Miriam ed Alessandro di staccare e girare un po' per la fiera (mercatino), per poi essere io a girellare su e giù. Quest'anno Alessandro era rimasto a casa influenzato, quindi ero all'ultimo momento subentrato anche come autista ufficiale. Mi sono perso la formula 1, è questo sarebbe grave, ma lo sapevo e non m'è dispiaciuto troppo. In fondo l'ho persa anche ieri, dimenticandomene, e questo è PIU' grave.
| Serve un dottore? |
In incognito o no, questo lo sapremo solo al momento.
Come dice una canzone "lo scopriremo solo vivendo".
mercoledì 22 maggio 2013
I titoli della nostra vita
Guardo e sfoglio un libro trovato su una bancarella. Controllo il titolo, guardo i credits. E mi viene un mente tutta una serie di motivi per cui lo faccio. Penso a com'è nata l'abitudine, a come ha fatto a cementificarsi ed a diventare indispensabile. penso a come facevo prima di imparare. E il corso di pensieri diventa un flusso continuo, che necessita di venire incolonnato, messo sotto controllo, e analizzato. E così quel pensiero diventa una possibile riflessione da non tenere più tutta per te, ma da condividere.
Ecco il tema della storia di oggi.
Bigio è un giovane appassionato di libri di fantascienza. E' appena entrato in questo meraviglioso mondo fatto di centinaia di migliaia di libri pubblicati in passato, è avido di conoscenza, ha un sacco di tempo davanti a se per leggere molto, e convinto che riuscirà a cavarsela bene, perché è sicuro che le cose in questo mondo sono state fatte per bene, e a lui non resterà che cogliere i frutti.
Ha solo un piccolissimo difetto, apparentemente trascurabile. Bè, sì, non crederete mica che l'appassionato perfetto esista? A Bigio non interessa leggere le introduzioni, o le presentazioni. nemmeno i credits originali, è convinto che un libro debba parlare per sè. Non ha la passione di catalogare, ma solo quella di avere e leggere tutto il possibile. Può tutto questo essere un problema? Come potrebbe mai esserlo?
Mettiamolo alla prova con quattro esempi.
1) Un giorno trova il volume dell'editrice Nord Stelle come Polvere di Isaac Asimov. E' felice, è contento, è raggiante, l'edizione è bella, rilegata e con una spettacolare copertina color oro. Poi un giorno trova un classico Urania che lo attira: Il tiranno dei mondi. Gli manca, quel titolo non lo conosce, e prende anche quello, continuando ad essere felice. Fino a quando non li legge...
Gli ricordamo qualcosa... ce ne mette un po' a capirlo, ma dopo una ventina di pagine ne ha la certezza. Sono uguali. Il titolo è differente, ma dentro contengono lo stesso romanzo. E un porco mondo! gli scappa.
2) Un giorno trova il libro Destinazione Stelle di Alfred Bester. E' bellissimo, lo adora, ne vuole ancora.
Fai attenzione allora, amico mio, questa volta ti anticipo: non prendere mai il libro di Bester intitolato La tigre della Notte, perché anche qui, è lo stessa storia.
3) Dopo tanti libri avventurosi e innovativi, scopri finalmente Philip K. Dick. Era ora, non credi? Bene, ormai hai imparato dai casi precedenti, non ti ingannerai più. Leggi L'uomo nell'altro castello, ti piace un sacco, ne sei entusiasta. Poi leggi Tempo fuori di testa, e ti piace ancora, poi Scorrete lacrime disse il poliziotto, e infine Un oscuro scrutare, e sei al settimo cielo. Poi trovi una vagonata di altri libri su una bancarella, e te ne appropri. Libri che ti mancavano, sei raggiante. Ma spero per te che in quel mucchio non ci siano la svastica sul sole, L'uomo dei giochi a premio, Episodio temporale e Scrutare nel buio. O smadonnerai che ti sentiranno fino in Caledonia.
4) Un giorno leggi L'uomo che cadde sulla Terra, di Walter Tevis. Magari avevi visto il film con David Bowie, ma fa lo stesso, qui parliamo del libro. Bello, bellissimo, ne vuoi ancora, segnati il nome di quest'autore. E poi trovi un Oscar Mondadori, Futuro in trance, e lo prendi. E poi trovi anche un libro della Nord dello stesso autore, Solo il mimo canta al limitare del bosco. In un colpo solo ne hai trovati ben DUE dello stesso autore, e sei sicuro non ci siano errori, perché sono usciti entrambi nello stesso anno, il 1983 (hai imparato a guardare le date, bravo).
Ma non rimanerci male quando vedrai che è lo stesso libro...
La mania di dare titoli differenti agli stessi libri ha cause ed effetti profondamente differenti. Cause ed effetti che impari dall'esperienza, dalla lettura delle note, e di mille altre cose apparentemente insignificanti. Grazie alle quali, hai le spiegazioni a tutto questo:
1) Isaac Asimov scrive all'inizio degli anni '50 quello che diventerà il suo primo romanzo. Viene pubblicato a puntate su rivista, con il titolo Tyrann. Nel 1951 esce il volume, con il titolo definitivo di Stars Like Dust. In Italia vede la luce nel 1953 con il titolo de Il Tiranno dei mondi e viene pubblicato dall'editore Mondadori su Urania, quindi ristampato nel 1968. Come quasi tutti gli Urania del periodo viene ritoccato nel testo e ripulito per permettergli di stare nelle pagine del volumetto italiano. Ma nel 1972 esce finalmente l'edizione integrale, senza i tagli delle precedenti edizioni, grazie all'editrice Nord, che traduce fedelmente il titolo in Stelle come polvere.
Quando diversi anni dopo la Mondadori ristampa quel volume, deve prendere una decisione. Certo, il secondo titolo avrebbe ha rimpiazzato il primo a tutti gli effetti, ma questa è la riedizione ( ma questa volta in edizione integrale) di un libro già pubblicato tempo prima su Urania. Che fare quindi? Proporlo con il nuovo titolo, facendo capire che è la ristampa dello stesso libro Nord (a parte la traduzione traduzione differente) o mantenere il vecchio titolo facendo capire che è la ristampa aggiornata del vecchio Urania? Si sceglie di usare il vecchio titolo, indicando all'interno che ha avuto anche l'altro. Discutibile? Può darsi, ma succede.
2) Per Bester succede una cosa simile. Il titolo originale del libro nelle sua prima pubblicazione su rivista è The Stars my destination, ma la prima edizione nel regno Unito porta il titolo di Tiger, Tiger. E quindi la prima edizione Italiana porta il titolo di La Tigre della notte. Ma la prima ristampa integrale successiva avra un più tradizionale Destinazione Stelle, e con quel titolo, in quella edizione (Nord) verrà conosciuto e riscoperto. Però anche qui come per Asimov, nelle ristampe Mondadori il titolo torna quello vecchio. Ma niente paura, si tratta sempre dello stesso testo.
3) Per Dick... bè, qui è leggermente differente. Nel suo caso non si tratterà mai di libri riscritti in originale, ma di un pasticcio tutto italiano. I libri sono sempre gli stessi (con un paio di eccezioni che indicherò dopo), ma si tratta di nuove edizioni. Non è difficile capire i morivi. A parte alcune fortunate eccezioni, Dick rimarrà per un bel pezzo lontano da Urania, finendo per venire pubblicato tra la fine degli anni '60 e i primi '70 dalla editrice La Tribuna, nella sua collana Galassia. Ma in seguito verranno riproposti assieme ad altri inediti tra le edizioni Nord, Fanucci e infine anche Mondadori Urania (dalla seconda metà degli '80). Tutte collane dedicate agli appassionati di fantascienza.
Poi arrivano gli anno '90, Dick è esploso come autore di culto, c'è bisogno di venderlo al pubblico di massa. L'editore Fanucci sceglie di cambiare i titoli, di recuperare quelli originali. Decisione saggia o meno? Anche qui, dipende...
Time Out of Joint, romanzo del 1959, ha avuto diversi titoli Il tempo si è spezzato, L'uomo dei giochi a premio (Mondadori Urania, 1968), Tempo fuori luogo (Sellerio, 1996) e Tempo fuori di testa (Fanucci 2003). Ma il libro è lo stesso. Il celebre The Man in the High Castle è arrivato in Italia con il titolo La svastica sul sole, e con questo nome è stato scoperto e conosciuto dalla maggior parte dei suoi lettori,oltre che citato inc entinaia di libri e testi storiografici della FS. Ma nel 2001 Fanucci prova a reintitolarlo nel poco accattivante L'uomo nell'alto castello (anche se high castle non vorrebbe proprio dire alto castello...). Ma dopo una ristampa, nelle successive tornerà al titolo originale italiano, per la soddisfazione degli appassionati. Andrà meglio a Flow My tears, the Policeman Said, uscito per la prima volta (Editrice Nord) con il titolo Episodio Temporale, e ristampato solo molto tempo dopo, vedendosi attribuito in italiano la fedele traduzione di quello originale, e diventando così, da adesso in poi, Scorrete lacrime, disse il poliziotto.
Con Dick abbiamo però anche i casi speciali. The Unteleported Man è un libro del 1966, ed esce in Italia nel 1968 sulla collana Galassia, dell'editrice LaTribuna (che lo ristampa un paio di anni dopo) come Utopia andata e ritorno. E per più di 20 anni rimarranno le uniche edizioni disponibili. Ma dopo la morte di Dick (nel 1982), l'editore originale ripristina una grande parte mancante nella prima edizione, e lo ripropone, ma per capire che si tratta di un'edizione differente bisogna guardare l'anno della pubblicazione originale: 1983. In Italia solo nel 1994 uscirà in questa nuova edizione, ma mantenendo con lo stesso titolo, ma nei credit questo dettaglio viene detto. Per cui questo è un libro differente.
4) E nel caso di Tevis che accadde? Piccolo grande pasticcio editoriale. Il due libri uscirono davvero a poche settimane di distanza nel 1983, ma la colpa fù di una distrazione da parte dell'agente americano, che non si accorse di avere venduto i diritti di un libro a due editori dello stesso paese.
Oh, lo so, non è molto facile capirci qualcosa. Sono cose che o le sai o non le sai, non c'è scampo. E si imparano solo con l'esperienza, e gli errori. Questi sopra sono solo alcuni esempi, quelli più facili da ricordare, per il resto c'è poco da fare: leggete i credits, e anche le note, spesso viene tutto detto lì, e buon divertimento.
Ma adesso se vi capita di vedermi sfogliare un libro su una bancarella, almeno saprete che non è solo per capire se l'incipit sia accattivante.
O almeno, non sempre.
Ecco il tema della storia di oggi.
Bigio è un giovane appassionato di libri di fantascienza. E' appena entrato in questo meraviglioso mondo fatto di centinaia di migliaia di libri pubblicati in passato, è avido di conoscenza, ha un sacco di tempo davanti a se per leggere molto, e convinto che riuscirà a cavarsela bene, perché è sicuro che le cose in questo mondo sono state fatte per bene, e a lui non resterà che cogliere i frutti.
Ha solo un piccolissimo difetto, apparentemente trascurabile. Bè, sì, non crederete mica che l'appassionato perfetto esista? A Bigio non interessa leggere le introduzioni, o le presentazioni. nemmeno i credits originali, è convinto che un libro debba parlare per sè. Non ha la passione di catalogare, ma solo quella di avere e leggere tutto il possibile. Può tutto questo essere un problema? Come potrebbe mai esserlo?
Mettiamolo alla prova con quattro esempi.
1) Un giorno trova il volume dell'editrice Nord Stelle come Polvere di Isaac Asimov. E' felice, è contento, è raggiante, l'edizione è bella, rilegata e con una spettacolare copertina color oro. Poi un giorno trova un classico Urania che lo attira: Il tiranno dei mondi. Gli manca, quel titolo non lo conosce, e prende anche quello, continuando ad essere felice. Fino a quando non li legge...
Gli ricordamo qualcosa... ce ne mette un po' a capirlo, ma dopo una ventina di pagine ne ha la certezza. Sono uguali. Il titolo è differente, ma dentro contengono lo stesso romanzo. E un porco mondo! gli scappa.
2) Un giorno trova il libro Destinazione Stelle di Alfred Bester. E' bellissimo, lo adora, ne vuole ancora.
Fai attenzione allora, amico mio, questa volta ti anticipo: non prendere mai il libro di Bester intitolato La tigre della Notte, perché anche qui, è lo stessa storia.
3) Dopo tanti libri avventurosi e innovativi, scopri finalmente Philip K. Dick. Era ora, non credi? Bene, ormai hai imparato dai casi precedenti, non ti ingannerai più. Leggi L'uomo nell'altro castello, ti piace un sacco, ne sei entusiasta. Poi leggi Tempo fuori di testa, e ti piace ancora, poi Scorrete lacrime disse il poliziotto, e infine Un oscuro scrutare, e sei al settimo cielo. Poi trovi una vagonata di altri libri su una bancarella, e te ne appropri. Libri che ti mancavano, sei raggiante. Ma spero per te che in quel mucchio non ci siano la svastica sul sole, L'uomo dei giochi a premio, Episodio temporale e Scrutare nel buio. O smadonnerai che ti sentiranno fino in Caledonia.
4) Un giorno leggi L'uomo che cadde sulla Terra, di Walter Tevis. Magari avevi visto il film con David Bowie, ma fa lo stesso, qui parliamo del libro. Bello, bellissimo, ne vuoi ancora, segnati il nome di quest'autore. E poi trovi un Oscar Mondadori, Futuro in trance, e lo prendi. E poi trovi anche un libro della Nord dello stesso autore, Solo il mimo canta al limitare del bosco. In un colpo solo ne hai trovati ben DUE dello stesso autore, e sei sicuro non ci siano errori, perché sono usciti entrambi nello stesso anno, il 1983 (hai imparato a guardare le date, bravo).
Ma non rimanerci male quando vedrai che è lo stesso libro...
La mania di dare titoli differenti agli stessi libri ha cause ed effetti profondamente differenti. Cause ed effetti che impari dall'esperienza, dalla lettura delle note, e di mille altre cose apparentemente insignificanti. Grazie alle quali, hai le spiegazioni a tutto questo:
1) Isaac Asimov scrive all'inizio degli anni '50 quello che diventerà il suo primo romanzo. Viene pubblicato a puntate su rivista, con il titolo Tyrann. Nel 1951 esce il volume, con il titolo definitivo di Stars Like Dust. In Italia vede la luce nel 1953 con il titolo de Il Tiranno dei mondi e viene pubblicato dall'editore Mondadori su Urania, quindi ristampato nel 1968. Come quasi tutti gli Urania del periodo viene ritoccato nel testo e ripulito per permettergli di stare nelle pagine del volumetto italiano. Ma nel 1972 esce finalmente l'edizione integrale, senza i tagli delle precedenti edizioni, grazie all'editrice Nord, che traduce fedelmente il titolo in Stelle come polvere.
Quando diversi anni dopo la Mondadori ristampa quel volume, deve prendere una decisione. Certo, il secondo titolo avrebbe ha rimpiazzato il primo a tutti gli effetti, ma questa è la riedizione ( ma questa volta in edizione integrale) di un libro già pubblicato tempo prima su Urania. Che fare quindi? Proporlo con il nuovo titolo, facendo capire che è la ristampa dello stesso libro Nord (a parte la traduzione traduzione differente) o mantenere il vecchio titolo facendo capire che è la ristampa aggiornata del vecchio Urania? Si sceglie di usare il vecchio titolo, indicando all'interno che ha avuto anche l'altro. Discutibile? Può darsi, ma succede.
2) Per Bester succede una cosa simile. Il titolo originale del libro nelle sua prima pubblicazione su rivista è The Stars my destination, ma la prima edizione nel regno Unito porta il titolo di Tiger, Tiger. E quindi la prima edizione Italiana porta il titolo di La Tigre della notte. Ma la prima ristampa integrale successiva avra un più tradizionale Destinazione Stelle, e con quel titolo, in quella edizione (Nord) verrà conosciuto e riscoperto. Però anche qui come per Asimov, nelle ristampe Mondadori il titolo torna quello vecchio. Ma niente paura, si tratta sempre dello stesso testo.
3) Per Dick... bè, qui è leggermente differente. Nel suo caso non si tratterà mai di libri riscritti in originale, ma di un pasticcio tutto italiano. I libri sono sempre gli stessi (con un paio di eccezioni che indicherò dopo), ma si tratta di nuove edizioni. Non è difficile capire i morivi. A parte alcune fortunate eccezioni, Dick rimarrà per un bel pezzo lontano da Urania, finendo per venire pubblicato tra la fine degli anni '60 e i primi '70 dalla editrice La Tribuna, nella sua collana Galassia. Ma in seguito verranno riproposti assieme ad altri inediti tra le edizioni Nord, Fanucci e infine anche Mondadori Urania (dalla seconda metà degli '80). Tutte collane dedicate agli appassionati di fantascienza.
Poi arrivano gli anno '90, Dick è esploso come autore di culto, c'è bisogno di venderlo al pubblico di massa. L'editore Fanucci sceglie di cambiare i titoli, di recuperare quelli originali. Decisione saggia o meno? Anche qui, dipende...
Time Out of Joint, romanzo del 1959, ha avuto diversi titoli Il tempo si è spezzato, L'uomo dei giochi a premio (Mondadori Urania, 1968), Tempo fuori luogo (Sellerio, 1996) e Tempo fuori di testa (Fanucci 2003). Ma il libro è lo stesso. Il celebre The Man in the High Castle è arrivato in Italia con il titolo La svastica sul sole, e con questo nome è stato scoperto e conosciuto dalla maggior parte dei suoi lettori,oltre che citato inc entinaia di libri e testi storiografici della FS. Ma nel 2001 Fanucci prova a reintitolarlo nel poco accattivante L'uomo nell'alto castello (anche se high castle non vorrebbe proprio dire alto castello...). Ma dopo una ristampa, nelle successive tornerà al titolo originale italiano, per la soddisfazione degli appassionati. Andrà meglio a Flow My tears, the Policeman Said, uscito per la prima volta (Editrice Nord) con il titolo Episodio Temporale, e ristampato solo molto tempo dopo, vedendosi attribuito in italiano la fedele traduzione di quello originale, e diventando così, da adesso in poi, Scorrete lacrime, disse il poliziotto.
Con Dick abbiamo però anche i casi speciali. The Unteleported Man è un libro del 1966, ed esce in Italia nel 1968 sulla collana Galassia, dell'editrice LaTribuna (che lo ristampa un paio di anni dopo) come Utopia andata e ritorno. E per più di 20 anni rimarranno le uniche edizioni disponibili. Ma dopo la morte di Dick (nel 1982), l'editore originale ripristina una grande parte mancante nella prima edizione, e lo ripropone, ma per capire che si tratta di un'edizione differente bisogna guardare l'anno della pubblicazione originale: 1983. In Italia solo nel 1994 uscirà in questa nuova edizione, ma mantenendo con lo stesso titolo, ma nei credit questo dettaglio viene detto. Per cui questo è un libro differente.
4) E nel caso di Tevis che accadde? Piccolo grande pasticcio editoriale. Il due libri uscirono davvero a poche settimane di distanza nel 1983, ma la colpa fù di una distrazione da parte dell'agente americano, che non si accorse di avere venduto i diritti di un libro a due editori dello stesso paese.
Oh, lo so, non è molto facile capirci qualcosa. Sono cose che o le sai o non le sai, non c'è scampo. E si imparano solo con l'esperienza, e gli errori. Questi sopra sono solo alcuni esempi, quelli più facili da ricordare, per il resto c'è poco da fare: leggete i credits, e anche le note, spesso viene tutto detto lì, e buon divertimento.
Ma adesso se vi capita di vedermi sfogliare un libro su una bancarella, almeno saprete che non è solo per capire se l'incipit sia accattivante.
O almeno, non sempre.
venerdì 3 maggio 2013
Lost in Transition
Te ne rendi conto solo alla domenica sera, quando mancano poche ore alla chiusura. Per due giorni hai girato tra gli stand, andando su e giù, incontrando gente, salutando amici, osservando i cosplayer ed evitando di urtarli, vagando solitario o stretto tra ali di folla, avanti e indietro, indietro e avanti, cercando quell'orientamento mancante.
Di solito quando sei ad una fiera di fumetti abbastanza grossa e che dura più giorni, il primo giorno cerchi sempre di ottenere un qualche tipo di orientamento. Cerchi quei punti di riferimento che ti permettano di poterti muovere con sicurezza nei giorni seguenti, sapendo bene quale direzione dovrai prendere quando vorrai arrivare dove desideri: un riferimento come può esserlo un ingresso, una scala automatica, lo stand Bonelli o quello Alastor, il bar o il palco dei cosplayer. Ragazzo, triangola questi punti e in qualsiasi fiera sarai sempre in grado di capire dove ti trovi
Ti ci sono voluti due giorni alla tua prima Luccacomics in città, ma l'anno dopo eri a posto, caro Jack, e non vagavi più nei vicoli senza fine, o ritrovandoti di fronte alle mura. E la tua prima volta al Comicon scopristi domenica che per tutto sabato avevi ignorato che c'era un'ala del castello di cui ignoravi l'esistenza. E da allora hai imparato che queste fiere te le devi girare tutte al completo, almeno una volta. E anche nelle edizioni precedenti di questa Cartoomics era stato così, se non fosse che negli ultimi anni la cambiavano di sede ogni benedetta volta, tra i vari capannoni della vecchia fiera, o prima che ne demolissero buona parte, e ogni venerdì o sabato dovevi ricominciare. E una volta c'era nel capannone al fianco la fiera della birra e cioccolato (Fiera della birra E fiera del cioccolato, non credo esista cioccolato alla birra), e un'altra il tempo libero o Idea Donna, quando non toccava alle auto e al tuning. E anche in questa occasione ti eri impegnato a fare quello che facevi ogni volta.
Ti ci sono voluti due giorni alla tua prima Luccacomics in città, ma l'anno dopo eri a posto, caro Jack, e non vagavi più nei vicoli senza fine, o ritrovandoti di fronte alle mura. E la tua prima volta al Comicon scopristi domenica che per tutto sabato avevi ignorato che c'era un'ala del castello di cui ignoravi l'esistenza. E da allora hai imparato che queste fiere te le devi girare tutte al completo, almeno una volta. E anche nelle edizioni precedenti di questa Cartoomics era stato così, se non fosse che negli ultimi anni la cambiavano di sede ogni benedetta volta, tra i vari capannoni della vecchia fiera, o prima che ne demolissero buona parte, e ogni venerdì o sabato dovevi ricominciare. E una volta c'era nel capannone al fianco la fiera della birra e cioccolato (Fiera della birra E fiera del cioccolato, non credo esista cioccolato alla birra), e un'altra il tempo libero o Idea Donna, quando non toccava alle auto e al tuning. E anche in questa occasione ti eri impegnato a fare quello che facevi ogni volta.
Sei a Rho, in un dei capannoni della grande Fiera. É la prima volta. Di Cartoomics a Rho, di te a Cartoomics a Rho, ed è la prima volta per tutti qui a Rho. Quando sei entrato, ieri, non la smettevi di fare foto alla struttura, non ti fermavi, eri avido di conservare quelle viste e portarle a casa. Guardando quelle strutture architettoniche così suggestive, quegli edifici uovo lungo il tragitto che sembravano UFO naufragati, e i soffitti del salone che sembravano gli Hangar dell'area 51 da dov'erano fuggiti quegli UFO.
E hai fatto come tuo solito, hai osservato, esplorato, memorizzato la posizione degli stand dove stazionano gli amici, i posti degli editori, quello degli espositori che avevano qualcosa che ti poteva interessare, ma questa volta era stato maledettamente difficile. Perché lo spazio non era solo lungo, ma lungo e largo, e gli stand dedicati alla vendita di fumetti erano pochi (accidenti) laddove crescevano quelli dei gadgets, mancavano troppi punti di riferimento, e non aiutava il fatto che le piantine con i numeretti e la posizione degli stand li dessero alla biglietteria, all'ingresso della fiera, ma se avevi il pass (e io lo ebbi) potevi evitare la fila, ma percorrevi mezzo chilometro per arrivare all'ingresso comics, dove scoprivi che la piantine le davano in biglietteria, mezzo chilometro prima. E non avevi voglia i tornare indietro, e pensavi " Tanto qualcuno abbandonerà una piantina in giro, prima o poi...". Ma infine arrivi alla domenica sera, nessuno ha abbandonato la sua piantina, ma ormai sei convinto che nulla ti potrà più sorprendere.
E hai fatto come tuo solito, hai osservato, esplorato, memorizzato la posizione degli stand dove stazionano gli amici, i posti degli editori, quello degli espositori che avevano qualcosa che ti poteva interessare, ma questa volta era stato maledettamente difficile. Perché lo spazio non era solo lungo, ma lungo e largo, e gli stand dedicati alla vendita di fumetti erano pochi (accidenti) laddove crescevano quelli dei gadgets, mancavano troppi punti di riferimento, e non aiutava il fatto che le piantine con i numeretti e la posizione degli stand li dessero alla biglietteria, all'ingresso della fiera, ma se avevi il pass (e io lo ebbi) potevi evitare la fila, ma percorrevi mezzo chilometro per arrivare all'ingresso comics, dove scoprivi che la piantine le davano in biglietteria, mezzo chilometro prima. E non avevi voglia i tornare indietro, e pensavi " Tanto qualcuno abbandonerà una piantina in giro, prima o poi...". Ma infine arrivi alla domenica sera, nessuno ha abbandonato la sua piantina, ma ormai sei convinto che nulla ti potrà più sorprendere.
Orario di chiusura vicino, è ora di salutare gli amici, che poi è troppo tardi. Sono le 17 circa, non riesci a ritrovare Paolo Cossi per la vostra solita bicchierata, Miriam è già partita all'una per tornare a casa, ma finisci per rigirare intorno alla self area, davanti al tavolo dove sono sistemate Elettra e Teresa per disegni e commission. Chiacchieri per dieci minuti con Gianluca e col Beretta, poi ti viene in mente che non hai ancora salutato Salvadei e Melissa, allo stand dell'associazione AMYS, "amici di Martin Mystere".
Cammini, ti sposti nella folla, eviti le processioni di cosplayer, spingi senza pietà i ragazzi che si spostano con lo zainetto, usandolo come fosse il loro ariete di sfondamento. Una tecnica che hai imparato anni fa, e che funziona sempre: braccio avanti, teso e rigido, usato come fosse il tuo di ariete. Infine li trovi. Si chiacchiera per una decina di minuti, si mangia la focaccia portata in omaggio dal Busne, e quindi saluti. "Ora devo solo ripercorrere la sala e tornare nella selfarea," dici rivolto al Jinx, e indichi una zona lontana, oltre alle ali di folla e ai cosplayer feroci, mentre ti prepari ad affrontare la titanica impresa del percorso di ritorno verso il tuo obbiettivo.
E poi crolla il mondo, così come pensavi di conoscerlo.
"Bé, sarà facile, è lì" ti dice il Salvadei/Jinx, indicando nella direzione opposta, proprio dietro le tue spalle.
Girati. Lo vedi lo stand della Alastor? Quello é il suo muro esterno, con le stampe giganti di Jim Lee, dove la gente si fa le foto davanti alle statue colorate di Batman e Superman (che non hai fotografato). Già, e lì di fronte ci sono i tavolini della selfarea. E Gianluca e il Beretta che stanno ancora parlando.
Quindici passi e non di più...
Lo so come ti sei sentito in quel momento, perché ero lí con te. Smarrito.
Lost. Irrimediabilmente perduto.
Sì. Straniato. Non avere imparato a orientarmi in quella fiera diventa un sassolino fastidioso. E sarà lo shock, sarà il momento topico, ma da qui in poi il racconto torna in prima persona. In quel momento non penso più alla folla, all'amico che continuavo a incrociare in ogni dove e lui ogni volta aveva una domanda da porre, non penso al collega che ieri mattina non la smetteva di parlare, o all'acustica del ristorante della cena Bonelli, non penso nemmeno al fatto increscioso che ho sbagliato la data quando ho comprato in anticipo il biglietto di ritorno del Frecciarossa, e quindi dovrò rifarlo ex nuovo. Penso sopratutto al fastidio di essermi perduto in fiera.
Eppure ne ho viste di altre cose. Per esempio la mostra di Diabolik ed Eva Kant, dove stazionava un gigantesco SUV e dove ho fotografato la Olivetti delle Giussani, visto che all'Audace non avevo fotografato quella di Nolitta. O la mostra dedicata all'erotismo, della cui esistenza me ne sono accorto solo domenica pomeriggio.
Dalla prima fiera milanese di Miriam, di cui usciva il Salvans, pubblicato dall'associazione Fame Comics di Pordenone, anche se il sabato mattina, proprio sopra la loro postazione, la lampadina del capannone s'era bruciata e non c'era molta luce. Ho dovuto venire a Milano per conoscere Eva Chan/Belinda da Pordenone, ho chiesto a Clive di presentarmi Paolo Cossi (che conosco da un bel pezzo), da cui si stava facendo fare una dedica sul libro, e lui lo ha fatto davvero. Ho testato le conoscenze bondiane di Chiaverotti (non le hai superate proprio tutte, Claudio, ma ti voglio sempre bene lo stesso...), mi sono chiesto per due giorni dove avessi sentito il nome "FatBottomedGirls", il fumetto che veniva venduto nel banchetto selfarea vicino a quello di Elettra, per ricordarmi solo a casa che la ragazza seduta dietro doveva essere la Veci (testone smemorato) che conoscevo tramite Facebook.
Ho scoperto l'effetto che fà quando la metro si ferma del tutto per un'ora, perché un matto si mette a camminare sui binari la domenica mattina, e quanto sia difficile trovare un posto per salire anche solo stivato come una sardina nei tre treni successivi. Visto un trenino meraviglia (ma solo in scala N, peccato), l'autopista meraviglia, il campo di battaglia dei Panzer meraviglia, e la piscina delle battaglie navali (che non ho fotografato, ma almeno ho filmato) con la gigantesca riproduzione della Yamato al fianco, ma quella che va in mare non quella che vola nello spazio. Che il depliant che invitava a venire ad Albissola Comics non indicava la provincia, lasciandomi nel dubbio di dove diavolo fosse. Ho scoperto che un appassionato è capace di portarsi dietro da casa la stampa a colori da un metro e passa di un tuo disegno per farsela autografare. Che anche i poster di Iron Man possono avere dei terribili errori anatomici, o di Photoshop che dir si voglia. Che alla Bonelli c'erano dei nuovi pannelli espositivi davvero originali e tecnologici, che un amico editore può non essere mai al suo stand perché sempre in giro per impegni di lavoro ma di sicuro si scorderà sempre il proprio cellulare allo stand, appurato che in Messico esiste una innocua balena con gli Swarowski ma in Italia viene millantata come squalo, e che negli anni '70 esisteva un gioco da tavolo che non ho mai visto in giro, ma che in effetti non avevo mai nemmeno cercato, visto che all'epoca giocavo con i soldatini.
A cercare dei punti di riferimento.
Cammini, ti sposti nella folla, eviti le processioni di cosplayer, spingi senza pietà i ragazzi che si spostano con lo zainetto, usandolo come fosse il loro ariete di sfondamento. Una tecnica che hai imparato anni fa, e che funziona sempre: braccio avanti, teso e rigido, usato come fosse il tuo di ariete. Infine li trovi. Si chiacchiera per una decina di minuti, si mangia la focaccia portata in omaggio dal Busne, e quindi saluti. "Ora devo solo ripercorrere la sala e tornare nella selfarea," dici rivolto al Jinx, e indichi una zona lontana, oltre alle ali di folla e ai cosplayer feroci, mentre ti prepari ad affrontare la titanica impresa del percorso di ritorno verso il tuo obbiettivo.
E poi crolla il mondo, così come pensavi di conoscerlo.
"Bé, sarà facile, è lì" ti dice il Salvadei/Jinx, indicando nella direzione opposta, proprio dietro le tue spalle.
Girati. Lo vedi lo stand della Alastor? Quello é il suo muro esterno, con le stampe giganti di Jim Lee, dove la gente si fa le foto davanti alle statue colorate di Batman e Superman (che non hai fotografato). Già, e lì di fronte ci sono i tavolini della selfarea. E Gianluca e il Beretta che stanno ancora parlando.
Quindici passi e non di più...
Lo so come ti sei sentito in quel momento, perché ero lí con te. Smarrito.
Lost. Irrimediabilmente perduto.
Sì. Straniato. Non avere imparato a orientarmi in quella fiera diventa un sassolino fastidioso. E sarà lo shock, sarà il momento topico, ma da qui in poi il racconto torna in prima persona. In quel momento non penso più alla folla, all'amico che continuavo a incrociare in ogni dove e lui ogni volta aveva una domanda da porre, non penso al collega che ieri mattina non la smetteva di parlare, o all'acustica del ristorante della cena Bonelli, non penso nemmeno al fatto increscioso che ho sbagliato la data quando ho comprato in anticipo il biglietto di ritorno del Frecciarossa, e quindi dovrò rifarlo ex nuovo. Penso sopratutto al fastidio di essermi perduto in fiera.
Eppure ne ho viste di altre cose. Per esempio la mostra di Diabolik ed Eva Kant, dove stazionava un gigantesco SUV e dove ho fotografato la Olivetti delle Giussani, visto che all'Audace non avevo fotografato quella di Nolitta. O la mostra dedicata all'erotismo, della cui esistenza me ne sono accorto solo domenica pomeriggio.
Dalla prima fiera milanese di Miriam, di cui usciva il Salvans, pubblicato dall'associazione Fame Comics di Pordenone, anche se il sabato mattina, proprio sopra la loro postazione, la lampadina del capannone s'era bruciata e non c'era molta luce. Ho dovuto venire a Milano per conoscere Eva Chan/Belinda da Pordenone, ho chiesto a Clive di presentarmi Paolo Cossi (che conosco da un bel pezzo), da cui si stava facendo fare una dedica sul libro, e lui lo ha fatto davvero. Ho testato le conoscenze bondiane di Chiaverotti (non le hai superate proprio tutte, Claudio, ma ti voglio sempre bene lo stesso...), mi sono chiesto per due giorni dove avessi sentito il nome "FatBottomedGirls", il fumetto che veniva venduto nel banchetto selfarea vicino a quello di Elettra, per ricordarmi solo a casa che la ragazza seduta dietro doveva essere la Veci (testone smemorato) che conoscevo tramite Facebook.
Sono andato fino alla sezione games per vedere il lucernario "bondiano" sul soffitto di cui mi avevano parlato, per poi scoprire che ce ne era uno uguale proprio dalle parti della selfarea. Ho visto Mimmo fotografare tutte le cosplayer, e intendo proprio tutte, rivisto dopo un bel po' l'amico Massimo sempre impegnatissimo con i servizi fotografici dei cosplayer, ho incontrato amici del club di StarTrek che vedo a tutte le fiere, e anche quelli che non vedevo da tempo (Luca e Mery) ma ne ho perduti altri (visto Marina ma perso Marco), ho visto un gran bel Trono di Spade che però non ho fotografato (perché, perché??), e nonostante l'avviso della principessa Leia non sono riuscito a ritrovare Paola, così come constatato che la conferenza con più pubblico era quella dedicata ai doppiatori dei cartoni animati, ma forse solo perché dietro il tavolo c'era anche Marco Columbro.
Ho incontrato finalmente il Barzi, e immortalato in foto per provare che esiste davvero, che non è (come temevo) una voce meccanica che parla al telefono, come il computer da un miliardo di dollari di Harry Palmer, come suggerivano delle voci sussurranti provenienti dallo spazio esterno.Ho scoperto l'effetto che fà quando la metro si ferma del tutto per un'ora, perché un matto si mette a camminare sui binari la domenica mattina, e quanto sia difficile trovare un posto per salire anche solo stivato come una sardina nei tre treni successivi. Visto un trenino meraviglia (ma solo in scala N, peccato), l'autopista meraviglia, il campo di battaglia dei Panzer meraviglia, e la piscina delle battaglie navali (che non ho fotografato, ma almeno ho filmato) con la gigantesca riproduzione della Yamato al fianco, ma quella che va in mare non quella che vola nello spazio. Che il depliant che invitava a venire ad Albissola Comics non indicava la provincia, lasciandomi nel dubbio di dove diavolo fosse. Ho scoperto che un appassionato è capace di portarsi dietro da casa la stampa a colori da un metro e passa di un tuo disegno per farsela autografare. Che anche i poster di Iron Man possono avere dei terribili errori anatomici, o di Photoshop che dir si voglia. Che alla Bonelli c'erano dei nuovi pannelli espositivi davvero originali e tecnologici, che un amico editore può non essere mai al suo stand perché sempre in giro per impegni di lavoro ma di sicuro si scorderà sempre il proprio cellulare allo stand, appurato che in Messico esiste una innocua balena con gli Swarowski ma in Italia viene millantata come squalo, e che negli anni '70 esisteva un gioco da tavolo che non ho mai visto in giro, ma che in effetti non avevo mai nemmeno cercato, visto che all'epoca giocavo con i soldatini.
E in chiusura i disegni lasciati sulle parete degli stand, pensando a che fine faranno, una volta che tutto finirà smontato e i pannelli torneranno in qualche magazzino.
E poi come al solito ho girato il mio filmato. Ma rispetto ad un anno fà, questa volta mi ero sincerato di avere le pile cariche e sono riuscito ad arrivare in fondo, e mi piace che alcune delle cose che non sono riuscito a fotografare, nel filmato ci stanno.
E poi la fiera è finita, come finiscono tutte le cose, buona parte delle avventure e una parte delle storie. E nell'attesa della prossima fiera di fumetti, con tutti a riprendere a fare quello che facevamo prima.
A fotografare gli edifici a forma di UFO.
A provare a orientarci nel mondo esterno.A cercare dei punti di riferimento.
Sperando di non perdere mai la strada.
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