martedì 5 luglio 2011

In cerca di Mr. Deighton

I film li danno quasi ogni anno, e tutti - anche se non ricordano il titolo - ricordano la figura di Michael Caine con gli occhiali e l'impermeabile. E' Harry Palmer, l'agente segreto inglese protagonista di ben tre film, Ipcress, Funerale a Berlino e Il cervello da un miliardo di dollari. Anche se quasi mai vengono trasmessi secondo l'ordine cronologico, o tutti insieme come ciclo, non passa anno senza che passino in televisione. Che sia un segno che sono film che piacciono? O classici di Michael Caine?


Il "fenomeno" Harry Palmer nasce dalla creatività di Harry Saltzman, produttore di successo, e già socio di Albert Broccoli nella fortunata saga cinematografica di 007. Dopo aver prodotto lo 007 di "L'uomo dalla pistola d'oro (1974)" Harry lascierà del tutto la fortunata società. Ma già da qualche anno stava producendo film per conto suo, di un genere differente. E nell'anno in cui esce Thunderball (1965) volle avere un altro film con un agente segreto inglese. E se il primo era assolutamente James Bond di Ian Fleming, chi era il secondo più famoso agente segreto britannico? Vi dico subito che lo Smiley di John Le Carrè (La Talpa e Chiamata per il morto) era solo al terzo posto. Al secondo posto c'era un altro agente.


Non aveva neppure un nome. Tutti lo chiamavano "L'agente senza nome", e l'aveva creato lo scrittore Len Deighton.

Romanziere, autore di libri storici, così come libri di cucina (da non credere, vero?), continue ristampe, film tratti dai suoi libri, insomma, quello che si definirebbe uno scrittore di successo. Nato nel 1929 (quindi con i suoi bravi 82 anni a tutt'oggi), servizio militare in aviazione, diplomato con successo, una carriera come illustratore, e poi romanziere. Esperto di cucina per l'Observer, che gli darà una rubrica fissa, e per un brevissimo tempo anche produttore cinematografico per due film tratti da opere sue, dall'ultimo dei quali "Oh, che bella guerra" ritirò la firma a film finito, convincendosi a chiudere quest'ulteriore attività.
Harry Saltzman è un produttore di fiuto, e decide che si può ricavare qualcosa di interessante dai suoi libri. Chiama con lui nell'avventura parte della squadra che conosce dai tempi di 007: Jonh Barry per la musica, il montatore Peter Hunt, nel secondo film lo raggiunge anche il regista Guy Hamilton. Insomma, ci si dedica con anima e corpo. Ma qui arriva il primo unico vero problema dell'adattamento: l'agente segreto senza nome ha bisogno di un nome al cinema, e sarà quello di Harry (omaggio al produttore?) Palmer. Ironico che a doppiarlo in Italiano fosse l'attore Renzo Palmer.
Il resto è opera di Michael Caine: l'impermeabile, gli occhiali, Harry Palmer sarà da ora e per sempre il nome dell'agente senza nome.

Ricorda Deighton che all'epoca del primo film lui stesso era più famoso e popolare di Michael Caine. E Si può capire. Infatti, Deighton non era solo uno scrittore: era uno scrittore dannatamente in gamba.
Tre film ufficiali con Harry Palmer, due film TV prodotti da Michael Caine negli anni '90, ma senza riferimenti ai libri di Deighton, non è quello che si potrebbe considerare un successo?

Ma Deighton non si ferma qui. L'agente senza nome continua a uscire per qualche anno, ma con l'avvento degli anni '80 arriva il momento di evolverlo, di creare un personaggio nuovo.

Arriva così Bernard Samson: in fondo è la semplice evoluzione dell'agente senza nome: stesso stile di scrittura, stessi ragionamenti, è come ritrovare un vecchio amico, con la differenza che qui ha famiglia. Debutta in Gioco a Berlino (Berlin Game), primo libro della prima trilogia, quella che verrà indicata in seguito come Game, Set, Match.

In Italia Deigton è seguito con attenzione: negli anni '60 e '70 Garzanti pubblica molti titoli, tra cui tutto l'Agente senza nome: La pratica Ipcress (The IPCRESS File, 1962 - da cui il film omonimo), Neve sott'acqua (Horse Under Water, 1963 - romanzo dell'agente senza nome mai diventato film), Funerale a Berlino (Funeral in Berlin, 1964 - film), Un cervello da un miliardo di dollari (Billion-Dollar Brain, 1966 - altro film), Un posto caro per morire (An Expensive Place to Die, 1967 - altro romanzo inedito come film), a cui si aggiunge la storia libera degli allegri imbroglioni di Solo quando rido (Only When I Larf, 1968 - film che credo inedito in Italia, con David Hemmings e Richard Attenborough).
Poi arriva la Rizzoli, che in pochi anni pubblica una vagonata di roba, con molti volumi liberi: La spia di ieri (Yesterday's Spy, 1975); Brilla, brilla, piccola spia (Twinkle, Twinkle, Little Spy, 1976), e poi il sorprendente La grande spia (SS-GB, 1978), un poliziesco ambientato in un'ucronia, con i nazisti che controllano l'Inghilterra ; e quindi XPD (id, 1981);
Poi incomincia il primo ciclo di Bernard Samson: volumi cartonati, belli grossi, copertine colorate e accattivanti, in buona compagnia nelle librerie assieme agli omologhi volumi di Ken Follett, Robert Ludlum e John leCarrè: ecco quindi Gioco a Berlino (Berlin Game, 1983), Mexico City (Mexico Set, 1984) e L'ultima partita (London Match, 1985); per poi continuare con il prequel La famiglia Winter (Winter, 1987) e subito a seguire la seconda trilogia, "Hook, Line & Sinker": L'esca (Spy Hook, 1988), La trappola (Spy Line, 1989) e...

E basta. Già, Spy Sinker, che chiudeva e spiegava gli aventi dei libri precedenti, non vede la luce in italiano. La Trappola sarà l'ultimo libro inedito di Deighton pubblicato nel nostro felice paese. Eppure Deighton viene continuamente ristampato. Ci sono sempre un paio di libri di Deighton in qualche catalogo, oltre al libro storico sulla Battaglia d'Inghilterra (Longanesi). Tra i romanzi però questo onore spetta quasi esclusivamente a XPD e La Grande spia, e mai i cicli. Se qualcuno vuole l'agente senza nome deve cercare i volumi tascabili Garzanti del ventennio precedente agli anni '80, ma solo su bancarelle dell'usato o simili. E a parte Gioco a Berlino, gli altri libri di Samson non hanno avuto una ristampa: solo le prime edizioni. Perchè niente inediti?

E' lecito chiedersi cosa sia accaduto. Nel lontano 1990, non vedendo nuovi libri, cominciai a temere per la salute di Deighton. Insomma, qualche ragionevole dubbio ti viene, ti domandi per quale altro motivo un editore dovrebbe interrompere un ciclo (vendeva poco? Possibile?). Fu solo grazie all'avvento di Internet che scoprì... che era vivo e vegeto, e continuava a scrivere. Libri di cucina, libri storici e romanzi, con Bernard Samson e altri.

La triste verità è che a tutt'oggi Deighton pare essere stato cancellato dagli editori italiani. Sparito, non esiste più. Certo, non esiste nemmeno un'edizione disponibile e completa di 007 di Ian Fleming (ma di questo ne parlerò in un altro post), ma almeno gli inediti di nuovi autori di Bond escono. Così come gli apocrifi di Ludlum, e tutti i cicli popolari di Tom Clancy, ma nessuno pare interessato a Deighton.

Anni fa mandai una mail alla redazione di Segretissimo, per chiedere due cose: se potevano pubblicare i volumi saltati di Quiller di Adam Hall, e se c'era una possibilità per Deighton. La risposta mi arrivò un anno dopo (evviva la celerità), ma non era soddisfacente: gli inediti di Hall erano ristampe, e Deighton non era adatto a Segretissimo. Posso capire la seconda, ma insisto che gli inediti di Hall NON erano ristampe (ma anche di questo ne parlerò un'altra volta).

In Italia nessuno ha avuto l'occasione di leggere Spy Sinker (1989), l'epilogo che chiude la prima fase di Bernard Samson, così come ancora nessuno ha avuto notizia dell'ultimo ciclo di Bernard Samson, quello composto da Faith (1994), Hope (1995) e Charity (1996).

Poi Deighton si è fermato, ha continuato a scrivere libri di cucina (sua passione) e poca altra roba. Pochi mesi fa scopro The Deighton Dossier, un ottimo blog britannico dedicato a Deighton ed allo spionaggio in particolare, e grazie al quale scopro che il nostro è ancora attivo e in buona salute, e che in Inghilterra sta per partire una nuova ristampa dei suoi libri, sempre con grafiche di copertina spettacolari. Ma da noi nulla.

In Italia gli editori pubblicano tutto di tutti, le librerie sono piene di libri, che si ammucchiano negli angoli delle rivendite, sugli scaffali delle edicole. Ma a parte le ristampe di cui ho già parlato, Deighton è Scomparso. Interesse zero. Nulla, niet, nix, zero. E se qualcuno vuole recuperare la sua opera italiana, deve rovistare tra remainders e mercatini dell'usato.

Quentin Tarantino anni fa voleva dirigere Casino Royale, farlo in bianco e nero, ambientarlo negli anni '60 e avere Pierce Brosnan, ma non c'è riuscito. Qualche mese fa ha dichiarato di avere preso i diritti del ciclo di "Game, Set & Match" per farne un ciclo di film. Come devo reagire? Essere felice o preoccupato? Se deve essere un pretesto per fare come per il ciclo di Bourne, in cui Ludlum viene abbandonato subito e i film (per quanto belli, anzi, ottimi) proseguono per conto loro, allora grazie, ma no. La scrittura brillante di Deighton va rispettata, le sue trame non possono essere stravolte, e Bernard Samson non può diventare quello che sono Ethan Hunt e Jason Bourne, e cioè l'equivalente di James Bond per altre case di produzione. Bernard Samson che spara alle spie russe e salta sopra i camion, e corre sul tetto del treno, e si porta a letto la spia russa, usa gadget elettronici e salva il mondo con un martini in una mano e la pistola nell'altra, mentre la cinepresa a mano traballa e rende tutto incomprensibile?

No, eh? Non fate scherzi. Non ci provate, okay?

In fondo di adattamenti allucinanti come Io Robot ne basta e avanza uno solo.

Ma ridatemi Len Deighton. Please.

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