domenica 1 aprile 2012

Cartoomics, on My Mind


Cartoomics, puntuale come la cartella delle tasse e il pranzo di Natale, ogni volta che arriva marzo eccola lì, sempre in Fiera di Milano, sempre gli stessi tre giorni di durata, stesso ingresso, biglietteria, e solite facce di sempre (che è sempre bello rivedere, altroché). Ma come tutte le fiere di fumetti ormai, niente fasti o simili, e tutta una serie di difetti che continua a portarsi indietro: manca una lista degli ospiti presenti, gli annunci all'autoparlante non annunciano, ergo ti ritrovi a camminare a pochi metri da un autore che desideri incontrare da sempre, ma non lo sai, perché è coperto dalla folla e nessuno ti dice che succede. E l'afflusso nelle sale, visto che domenica mattina si entrava con difficoltà, tanta era la ressa all'ingresso. Ed entravi con difficoltà anche se avevi già il pass, sia chiaro. Che non era uno solo, ma tre, uno per ogni giorno. Ma te lo dicono solo sabato, quando vai a segnalarli che il tuo di ieri non funziona... e ti danno ADESSO anche gli altri due.
Oltre a sbagliare facilmente l'ingresso: dopo i cancelli col controllo del biglietto, se eri distratto a andavi a sinistra, ti ritrovavi nella fiera del tempo libero, perché i fumetti erano a sinistra (leggere i cartelli, lo so, sono lì apposta, ma uno si distrae un attimo...).
A questo aggiungete tutta una serie di soddisfazioni personali, come il conoscere finalmente uno dei disegnatori/illustratori miti della mia adolescenza di lettore, Aldo DiGennaro, o nella stessa sera ritrovarmi a cenare fianco a fianco tra Angelo Stano e l'amico Felix, e passare una serata divertente. O essere stato costretto a ri-spolverare il mio inglese per chiacchiarare amichevolmente con Gerald Parel, fumettista Marvel francese, poiché i nostri inglesi maccheronici erano il nostro unico punto di contatto.

E poi? Gli amici che rivedi ogni anno, in queste occasione e mai più (vabbè, per il resto c'è sempre facebook), i banchi che espongono tutti gli stessi fumetti, i cosplayer che riempiono i corridoi di colori ed entusiasmo, ma NON comprano fumetti, gli sconti che si abbassano con gli anni e notare quando un amico te lo fa notare che nei corridoi centrali dei banchi vendita, i venditori di fumetti erano in minoranza, surclassati dai vanditori di gadget. E mai che una volta riesci a trovare quei due o tre fumetti che ti mancano, perché sei troppo strano tu a volere proprio quelli, sono troppo strani i fumetti che cerchi, e se li trovi poi non fai nulla perché non ti piace il prezzo, e improvvisamente pensi che in fondo non ti servono poi così tanto.
E poi le novità. Che dal prossimo anno (dicono SOLO per un anno, ma ne dubito...) la fiera si sposta fuori città, a Rho, poiché questa fiera si vede passare sotto la metropolitana, per cui per un anno niente più fiere in zona fiera, non in quei palazzi almeno, che saranno occuoati da scavi e lavori in corso. E tutti a pagare il prezzo maggiorato per la metro fino a Rho.
Ma forse l'anno prossimo in questo stesso periodo magari ho un libro che muoio dalla voglia di leggere.

E in mezzo a tutto questo c'era sempre Jack, con la sua mini videocamera, che si sente molto il regista degli ultimi due Bourne, per come gli traballa l'immagine mentre cammina, impegnato a girare il suo Report personale come sua abitudine.
E la prossima volta magari si ricorda di portare anche delle batterie di ricambio CARICHE, controllandole prima, perché no?
Guardare fino in fondo, o perdete la sorpresa. Non è un pesce d'aprile, però guardate, fate prima a vederlo...
Bye

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